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martedì 22 giugno 2010

Il Copyright Group dice che citare tutti gli utenti BitTorrent è giusto

Il Copyright Group ha presentato ieri un documento di 29 pagine, richiesto dal giudice Rosemary Collyer, come abbiamo scritto qui, nel quale i legali sostengono che è giusto citare tutti coloro hanno scaricato il file illegale, utilizzando il protocollo BitTorrent, in quanto essi fanno tutti parte dello stesso sciame, quindi si tratta di un 'unica transazione.

Quindi, secondo l'avvocato Tom Dunlop, il motivo per cui essi hanno denunciato 5000 utenti anonimi tutti in una sola volta, dipende, proprio, da come funziona il protocollo BitTorrent.


Usando questo protocollo, infatti, ogni utente è un nodo o peer e possiede un pezzo di dati e tutti i dati insieme costituiscono il complesso del file illegale.


Inoltre altri utenti possono scaricare quel pezzo di file, per cui ogni nodo può usufruire del file ma anche distribuirlo, quindi ci sono più persone collegate dalla medesima violazione.


Una situazione molto diversa ad esempio dallo scaricare un file illegale da un download diretto in cui ci potevano essere un numero ristretto di persone coinvolte nela violazione.


Inoltre, sempre secondo i legali, è favorevole per gli accusati anonimi essere riuniti sotto un unica giurisdizione, dove possono usare gli stessi documenti e possono ricevere decisioni uniformi da parte della Corte.


Nel documento inoltre è presente anche una dichiarazione giurata di Patrick Achache, direttore dei servizi di Guardaley, società utilizzata dal Copy-right Group per monitorare gli indirizzi IP.
E' stato utilizzato, per il monitoraggio, il file di 701.4 Mb "Far Cry 2008 DVDRip ExtraScene RG.avi”di cui c'erano all'inizio poche copie, che però sono state largamente condivise, utilizzando appunto BitTorrent.


Chiaramente l'ACLU e l'EFF non sono d'accordo con quanto esposto nel documento e non pensano che quanto già deciso in precedenti denunce in massa effettuate dalla RIAA, dovrebbe cambiare, solo perchè si usa un altro protocollo P2P.


Inoltre essi ritengono che, invece, un processo di massa è a favore della parte autrice, che risparmia nelle spese di deposito che avrebbe dovuto sostenere, denunciando ogni singolo utente ed inoltre non spende soldi in viaggi dei membri dello studio legale nei vari stati del paese dove, effettivamente risiedono, gli utenti, presunti colpevoli della violazione del copy-right.


Ora però, la parola è al giudice, che ha fissato una riunione per il 30 Giugno.

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