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martedì 7 settembre 2010

ACTA, altra fuga di notizie

Come sappiamo,gli incontri che riguardano l'ACTA ossia l'accordo internazionale che vuole leggi comuni sulla pirateria e la contraffazione sono sempre tenuti in grande segreto, però qualcosa, appare sempre on line. Knowledge Ecology International avrebbe ora pubblicato informazioni, riguardo ai negoziati ACTA che si sono svolti nel mese scorso negli Stati Uniti.



In base a quanto pubblicato, sembrerebbe che paesi non saranno più obbligati a perseguire per responsabilità secondaria gli ISP, per le colpe dei loro clienti.


Inoltre parrebbe che in questi documenti ci sia scritto che i paesi che partecipano ad ACTA, debbono imporre agli ISP di consegnare le identità dei loro clienti, in caso di prove sufficienti d'infrazione. I paesi partecipanti dovranno attuare rimedi, atti ad impedire od ostacolare la violazione del copy-right magari mediante tecnologie che possano impedire la violazione diffusa. Quindi in parole poveri, i governi dovranno lasciare che gli ISP filtrino il traffico, anzi favorire il loro monitoraggio e filtraggio. Non potrebbe più succedere ad esempio che l'FCC intervenga se Comcast filtra il traffico BitTorrent.Le nazioni sono inoltre tenute a favorire la collaborazione fra le forze imprenditoriali al fine di evitare l'infrazione, preservando, però la libera concorrenza, la libertà d'espressione e la privacy ed Ossia ci saranno sempre più paesi con accordi fra ISP e major al fine di evitare fenomeni di pirateria.

mercoledì 1 settembre 2010

L'amministrazione Obama si prepara ad affossare la pirateria digitale

Gary Locke, segretario al Commercio USA, è andato a Nashville per partecipare ad un dibattito riguardante il diritto d'autore e ha ben espresso, come il vice- presidente Joe Biden, il concetto che l'amministrazione Obama intende seguire una linea dura riguardo la pirateria e la contraffazione, ossia che la pirateria è furto di qualcosa di autentico e deve essere trattata di conseguenza.



Tutto il mondo e anche negli Stati Uniti, i consumatori spendono meno per la musica registrata in tutti i formati. I ricavi di musica registrata sono diminuiti di quasi la metà negli ultimi dieci anni


Locke ha, inoltre, detto di aver letto le lettere di artisti ed autori, le cui entrate sono state distrutte dalla pirateria, l' 'ha colpito soprattutto quella di un ragazzo, che sperava, grazie ai diritti sulle sue canzoni, di essersi assicurato un paracadute d'oro per la vecchiaia ed invece si ritrova, per colpa della pirateria, con un palloncino di piombo. Per tale motivo l'amministrazione è impegnata a lavorare su norme globali che riguardano la proprietà intellettuale, sul rispetto delle stesse e su un rafforzamento del sistema del diritto d'autore a livello internazionale.


Il rilascio di un piano strategico congiunto da parte del nuovo "Coordinatore delle forze impegnate sulla Proprietà Intellettuale", riflette la profondità dell'intento dell'amministrazione nel voler combattere la pirateria digitale in patria ed all'estero. Si sarà, inoltre,secondo Locke, molto severi con i recidivi.


Locke, continua dicendo che internet è una spada a doppio taglio per l'industria musicale, da una parte c'è una violazione crescente del diritto d'autore, con i siti cyberlockers, il p2p, il file-sharing, i siti di streaming ed altri generati con contenuti creati dagli utenti.

domenica 25 luglio 2010

NinjaVideo chiede aiuto

Abbiamo più volte parlato del cambiamento di rotta nei confronti della pirateria e della contraffazione negli Stati Uniti, che ha portato alla chiusura di nove siti collegati allo streaming.



Ora il gestore di NinjaVideo, una donna conosciuta con il nome di Phara ha pubblicato una richiesta di fondi. Infatti si trovano a combattere contro una forza formidabile e non hanno più nulla, così dicono. Del resto sono stati subito congelati, a questo ed altri siti tutti i conti personali degli amministratori ed anche i conti dove arrivavano le donazioni degli utenti.


Anche se NinjaVideo era una risorsa libera e non ha mai preso soldi dai propri utenti.


Phara, nel suo messaggio dice chiaramente disperata, che hanno bisogno di aiuto e sostegno economico, in quanto le loro vite e la loro libertà dipendono da questo.


Phara dice, inoltre,che hanno contro il governo federale degli Stati Uniti, una cosa pietrificante.


Molto probabilmente poi il governo è sostenuto da Hollywood e vorranno dare un esempio forte, magari ci saranno pene pesanti per gli esponenti di NinjaVideo che potrebbero essere condannati a parecchi anni di galera ed hanno bisogno quindi di un valido patrocinio legale e per questo chiedono almeno un dollaro, da parte di ogni persona che legga l'appello.

giovedì 22 luglio 2010

Romania: molti file-sharer rischiano fino a quattro anni di carcere

Oltre il protocollo BitTorrent ci sono molti file-sharer che condividono tramite direct Connect, ora un'associazione affiliata all'IFPI ha raccolto prove su molti condivisori che utilizzano questo sistema ed ha avvertito che, questo mese, consegnerà i risultati delle sue indagini alla polizia.



Questi sistemi direct connect in cui il filesharer condivide la sua intera collezione che può essere di musica o film, si sono visti anche in Svezia e possono essere molto più facilmente individuati.


Secondo i dati dell'AIMR, l'associazione anti-pirateria rumena, il loro paese è leader per quello che riguarda questo tipo di condivisioni illegali.


Ci sarebbero oltre 913 centri attivi in Romania ed al secondo posto c'è l'Italia con 526, mentre gli Stati Uniti sono al decimo posto con 143.


Sempre secondo l'AIMR ci sono sempre 75000 utenti connessi in tal modo che divengono 100.000 nel weekend, il numero sembra basso ma il materiale illegale condiviso è dell'ordine dei 17.000 terabyte.


L'AIMR ha quindi individuato oltre 40 persone che condividono più di 5000 brani musicali e che sono utenti abituali e di questi ha rintracciato l'indirizzo IP che fornirà alla polizia, la quale, dopo aver provveduto ad ottenere dagli ISP i dati personali, perquisirà i computer per accertare se l'origine dei dati condivisi è illegale o no.

mercoledì 7 luglio 2010

La maggior parte dei siti BitTorrent chiusi, torna on line

Una grande offensiva contro i siti BitTorrent è stata sferrata dopo il processo di Pirate Bay e soprattutto nelle ultime settimane né sono stati chiusi parecchi, un po' in tutto il mondo ma, chi inizia questa attività, ormai considera la possibilità di chiusura un rischio professionale e si cautela con backup e prestanome ed il materiale del sito torna on line velocemente.



Una volta c'erano solo grossi siti di file.sharing, tipo Napster, Grokster e Kazaa a dominare la scena e le associazioni anti-pirateria con lunghi processi li hanno fatti chiudere ma nel frattempo ne sono nati, decine, centinaia, migliaia ad emulazione e l'introduzione del protocollo BitTorrent ha favorito lo svilupparsi di siti di questo tipo.


Solo che la MPAA almeno negli Stati Uniti ha cercato di fermare almeno quelli più grossi e le vicende di Loki Torrents ed Elite Torrens hanno avuto ripercussioni internazionali ma soprattutto gli ammnistratori di grossi siti in vista hanno cominciato ad organizzarsi con backup e cercandosi host fuori dagli Stati Uniti.


Del resto sembra ancora attivo il sito di Pirate Bay eppure ha subito un raid al server, un processo con condanna degli amministratori, un blocco da parte degli ISP in vari paesi tra cui l'Italia, ha dovuto eliminare il tracker e cambiare host varie volte.


Anche Newzbin il famoso indicizzatore Usenet, ben presto è risorto con altro amministratore ma usando la stessa url e così Rslog e nCore, famoso sito ungherese ed anche Chatanka.imfo la biblioteca bulgara, dopo nove giorni dalla chiusura era di nuovo on line.


Anche due dei nove siti di file-sharing chiusi in America la settimana scorsa sono di nuovo on line, con host e personale non americano e presto altri seguiranno.


Bisognerà quindi vedere come intendono controbattere le associazioni anti-pirateria che si saranno sicuramente accorte che i loro sforzi e le spese sostenute per i processi non ha finora portato ad una diminuzione dei siti che offrono materiale illegale on line.

giovedì 1 luglio 2010

Isohunt collaborerà con Cuomo contro la pornografia infantile

Andrew Cuomo, procuratore generale di New York è impegnato in in una campagnia per mantenere internet pulita dalla pornografia infantile ed ha chiesto anche l'aiuto di Isohunt perchè utilizzi il database basato su valori hash, che equivalgono ad impronte digitali, predisposto dalla procura per filtrare le immagini pedo-pornografiche su BitTorrent.



Il database contiene le impronte di oltre 8000 immagini vietate e già Facebook e My Space hanno aderito all'iniziativa ed hanno deciso di utilizzare il sistema fornito dalla procura, per bloccare qualsiasi tentativo di condividere queste immagini sulle loro reti sociali.


Ora, anche Isohunt ha accolto l'invito ed è il primo sito al di fuori degli Stati uniti, avendo sede in Canada ed anche l'unico, per ora, sito BitTorrent ad averlo fatto.


Ha commentato Gary Fung che spesso i suoi utenti hanno detto di essersi imbattuti in queste immagini e sono contenti di aiutare il procuratore Cuomo nella sua battaglia e pulire internet da questa spazzatura.


Anche Cuomo si è dichiarato soddisfatto vedendo che la sua offerta di collaborazione è stata accolta al di fuori degli Stati Uniti, in quanto il problema della pedo-pornografia su internet interessa tutto il mondo e mentre i malfattori utilizzano la tecnologia per diffondere queste immagini inquietanti, la procura cerca di contro-batterli, utilizzando la stessa tecnologia per eliminarle.


Comunque Isohunt che come abbiamo scritto, è ricorso in appello contro l'ingiunzione che lo obbliga ad usare negli Stati Uniti, un filtro basato su parole-chiave spera invece, forte anche di questa collaborazione con Cuomo, di poter convincere il giudice ad applicare sistemi di filtraggio basati sull'hash, molto più preciso, in tal modo sarebbe possibile, come ha già fatto la procura con le immagini, creare un data-base dei Torrent illegali e rimuoverli prontamente, appena questi venissero caricati.


Bisognerà comunque vedere cosa ne penserà la Corte, anche perchè molto probabilmente anche Mininova se avesse potuto attuare un filtro sugli hash, non avrebbe eliminato oltre un milione di Torrent ma nel suo caso, il tribunale olandese aveva deciso diversamente.

sabato 26 giugno 2010

Scelto mediatore nel caso Jammie Thomas

Ormai sono quattro anni che questa donna coraggiosa è impegnata in cause contro le major, tutto per aver condiviso 23 brani musicali tramite Kazaa,ora per cercare di risolvere il problema risarcimento e chiudere finalmente la vicenda, il giudice Michael Davis ha deciso di assegnare ad un mediatore il compito di mettere d'accordo le due parti avverse, anche se l'avvocato della Thomas è convinto che sarà molto difficile rimuovere le industrie dei contenuti dalle loro ultime posizioni.



Per ricordare velocemente la vicenda a chi non abbia ancora mai sentito parlare di Jammie Thomas, la donna, accusata nel 2006 di condivisione illegale di musica, subì un primo processo e fu condannata a pagare per 23 brani, 222.000 dollari. In seguito, però il processo fu annullato per un errore formale nel costituire la giuria ma il secondo processo condannò Jammie Thomas ad un risarcimento ancora più alto 1.920 mila dollari.


Il giudice però ha ritenuto il risarcimento richiesto “mostruoso e scioccante” ed ha ridotto la cifra a 54.000 dollari . Ma per la RIAA sarebbe stato grave, che venissero discussi e non accettati i metodi con i quali essi arrivano alla cifra da chiedere come risarcimento, quindi ha fatto un'offerta di transazione di 25.000 dollari e quando la Thomas non ha accettato l'accordo, la RIAA si è rivolta al tribunale, contestando la riduzione del risarcimento, decisa dal giudice Davis.


Ora il mediatore dovrebbe mettere, come detto d'accordo le parti, che sono molto lontani da un punto di vista comune, altrimenti la vicenda tornerà ad essere dibattuta nei tribunali.

venerdì 25 giugno 2010

USA: 34 miliardi di video visti su You tube in maggio

Secondo una statistica effettuata da comScore, una società di ricerca marketing via internet, il numero delle persone che hanno visto video on line, in maggio negli Stati Uniti è aumentato considerevolmente, passando a 183 milioni di utenti rispetto ai 178 milioni di aprile.


You tube ha avuto un afflusso record con oltre 14,6 miliardi di video visti che rappresenta oltre il 43% di tutti i video visti on line che sono stati nel complesso, 34 miliardi. Segue poi Hulu con 1,2 miliardi di video (circa il 3,5%), poi i siti Microsoft al terzo posto con 642 milioni (1,9%),c'è ancora Vevo con 430 milioni (1,3%) e poi Viacom con 347 milioni(1.0%).


Secondo il rapporto l'84,3% del pubblico di internet americano ha guardato video on line.


I siti Google, nel loro complesso hanno attirato 144,6 milioni di spettatori unici (circa 101,2 video per spettatore), superando la soglia dei cento video per spettatore, seguito dai siti di Yahoo con 46 milioni di spettatori (7,3 video per ognuno), al terzo posto c'è Vevo che è cresciuto molto nel mese di maggio con 45 milioni e 600 mila visitatori ed una media di 9,4 video cadauno.

lunedì 21 giugno 2010

Rapidshare non offrirà più premi a chi carica molti file

Rapidshare continua la sua lotta al download illegale, pressato come sappiamo, dall'industria dei contenuti ed ha deciso di bloccare il suo programma che dava incentivi agli utenti che caricavano più file. Anche perchè le industrie dei contenuti ritengono questi incentivi in denaro uno stimolo per gli utenti a caricare materiale coperto dal copy-right.



Rapidshare ha vinto due importanti battaglie contro le industrie detentrici dei contenuti, una in America ed una in Germania, dove i giudici hanno riconosciuto il sito non colpevole di violazione del copy.right.


Ma Rapidshare ha sempre detto, che al contrario di altri siti di hosting intende combattere la violazione del diritto d'autore e prendere contatti con le major in modo che, chi cerca un file illegale, possa essere reindirizzato ad un negozio on line dove può comprare il materiale che desidera.


Inoltre Rapidshare ha citato siti che abusano del suo marchio per promuovere la pirateria ed ora per lo stesso motivo, ha interrotto il programma a premi dei suoi utenti.


Sicuramente la nuova politica adottata da Rapidshare gli assicurerà meno cause da parte delle major, bisogna vedere ora i suoi utenti, che finora hanno caricato qualsiasi tipo di materiale, decretando però il suo successo, cosa ne penseranno.

venerdì 18 giugno 2010

US International Trade Commission smentisce RIAA e MPAA


La US International Trade Commission (USITC) un'agenzia federale che investiga sulle attività commerciali è stata incaricata, dalla Commissione Finanza del senato degli Stati Uniti, di investigare sugli effetti provocati, dalla violazione del copy-right e di altre proprietà intellettuali da parte della Cina, sull'economia americana.
Ora nel corso di un' audizione, pochi giorni fa, molti testimoni hanno detto all'USITC che molti dati riguardanti le perdite che avrebbe subito l'industria dei media a causa della pirateria, sono stati gonfiati o sono errati.
Ad esempio il professor Fritz Foley dell' Harvard Business School ha detto che per lui è un po' folle pensare, che una persona che avrebbe pagato un basso prezzo per un prodotto pirata, sarebbe il tipo di cliente disposto a pagare, sei volte o dieci volte quella cifra, per un prodotto originale. Quindi non è giusto il rapporto uno ad uno, ossia una copia pirata non corrisponde sempre ad una mancata vendita, ad esempio EA, spesso non segue questo schema, ma la maggior parte delle industrie, quando calcolano i danni apportati dalla pirateria, lo fanno.

Quindi sempre secondo Foley, bisogna stare attenti ai dati che le aziende multinazionali forniscono, perchè hanno incentivi a far crescere le perdite.
Inoltre, il Professor Foley ha ricordato che anche the Government Accountability Office, nella sua relazione presentata all'inizio di quest'anno al Congresso, aveva dichiarato che non vi era alcuna prova che dimostrasse i miliardi di perdite da parte dell'industria americana, per violazione del diritto d'autore, perchè ci potevano anche essere dei benefici in termini di pubblicità, che in parte compensavano le mancate vendite.

Inoltre secondo il professor Peter Yu, bisogna considerare che le società di contraffazioni di prodotti in Cina, possono assumere lavoratori americani ed utilizzano materie prime degli Stati Uniti, quindi la perdita non è globale ed inoltre ciò favorisce il processo di diffusione delle idee occidentali in Cina.
Quindi, secondo la maggior parte degli esperti le industrie dovrebbero allargare i loro orizzonti e ragionare sui benefici che potrebbero riportare a lungo termine.

giovedì 17 giugno 2010

Anche gli editori musicali denunciano Limewire


Un gruppo di rappresentanti degli Editori Musicali, avrebbe sporto denuncia al tribunale federale, contro Lime Groups, società madre di Limewire e contro il suo amministratore, Mark Gorton,sempre per violazione del copy-right, su scala massiccia.

Abbiamo già detto che Limewire, dopo una causa di circa quattro anni contro la RIAA è stata appunto, riconosciuta colpevole, il mese scorso di violazione del copy-right ed induzione alla violazione del medesimo, su larga scala e sta ora cercando di convincere il giudice Kimba Wood, che dovrebbe decidere in merito alla sua chiusura, che sta trasformando il servizio in qualcosa di legale, prendendo accordi con etichette ed artisti.

Anche se i più sono scettici, su questa trasformazione del più grande servizio di file-sharing degli Stati Uniti.
Ora i rappresentanti degli Editori Musicali hanno chiesto al tribunale che Limewire cessi immediatamente le violazioni ed un risarcimento danni di 150.000 dollari per ogni canzone illegale e 30.000 dollari per ogni altra violazione.

Da quello che si è capito gli editori hanno fatto causa, in quanto le grandi etichette musicali non rappresentano gli interessi degli editori ed invece essi vogliono essere essere parte in causa ed ottenere il denaro, che appartiene di diritto alle 2500 società editoriali e alle centinaia di migliaia di cantautori e compositori, che debbono anch'essi essere compensati per il furto di massa che va avanti da anni.

Spamhaus condannato solo a 27.000 dollari


La vicenda, discussa nei tribunali degli Stati Uniti, ha dell'incredibile e riguarda una ditta americana che si occupa di email-marketing e che essendo stata definita “spammer” dalla ditta britannica Spamhaus, l'ha citato ad un tribunale federale.
Dal momento che Spamhaus, non si è presentato al processo, ha condannato il contumace, a pagare quanto richiesto da Dave Linhardt, proprietario dell'azienda, ossia 11,7 milioni di dollari, senza che questo adducesse alcuna prova dei danni subiti.

In seguito, uno studio legale di Chicago ha deciso di difendere gratuitamente Spamhaus ed ha portato la vicenda alla Corte di Appello.
Subito il giudice ha richiesto alla ditta e360 di dimostrare i danni subiti ed il loro fatturato.

Qui viene il bello perchè Linhardt ha pensato che se aveva ottenuto così facilmente un risarcimento di 11,7 milioni di dollari, perchè non chiedere di più? Così prima ha chiesto 135 milioni, poi 122 ed infine è sceso a 30 milioni, mentre i profitti totali dell'azienda sarebbero di soli 332.000 dollari, che poi sarebbero distribuiti fra varie società di Linhardt e non solo e360.

Secondo il giudice,comunque, nessun importo proposto da e360 può essere preso in considerazione, in quanto non offre una base ragionevole per basare un premio danni.
Quindi Linhardt ha
ottenuto infine, 27 mila dollari ma Spamhaus non pensa neanche lontanamente a pagare perchè secondo lui,il tribunale non poteva decidere in quanto l'azienda è una società britannica e la sentenza contumaciale, contro un soggetto estero, che non ha legami con gli Stati Uniti, dimostra come gli spammer possano facilmente aver partita vinta nei tribunali americani, senza che venga addotta alcuna prova.

sabato 12 giugno 2010

Report: la pirateria dei giochi ha provocato 41,6 miliardi di danni


Secondo uno studio rilasciato da CESA (Japan's Computer Entertainment Suppliers Association) il tasso di pirateria sulle console Nintendo DS e Sony PSP, ha provocato all'industria danni per 41,6 miliardi di dollari negli ultimi sei anni.
Solamente in Giappone la pirateria è responsabile di 10,4 milioni di perdite di guadagni.
Nello studio inoltre viene rivelato che gli Stati Uniti hanno più server che ospitano siti di pirateria, mentre la Cina è al secondo posto, ed insieme le due nazioni ospitano il 60% dei server.
I dati sono stati ottenuti monitorando il download dei 20 migliori titoli di giochi da 114 siti web che facilitano la condivisione di file illegali.
Inoltre nella ricerca, reti P2P come Gnutella, sono stati lasciati fuori, quindi il danno potrebbe anche essere superiore ai 41,6 miliardi di dollari stimati.

giovedì 10 giugno 2010

AT & T, Google, Comcast, Verizon e Microsoft fondano BTAG


Il problema sempre più dibattuto è quello delle regole della neutralità della rete, per questo alcuni amici-nemici, martedi si sono riuniti per fondare BTAG,( Broadband Internet Technical Advisory Group),ossia un gruppo tecnico di consulenza che riguarderà la banda larga e le tecniche ad essa connesse. Il gruppo sarà presieduto da Dale Hatfield dell'Università di Boulder in Color ado,un tecnico ex capo della Federal Communications Commission.

Sappiamo benissimo che in questa fase di crisi economica, ci sono problemi più importanti che premono ai politici, mentre in internet impazza la lotta fra i sostenitori della libertà della rete, i quali affermano che bisogna introdurre leggi che impediscano ai fornitori di banda larga di limitare o filtrare i contenuti mentre, gli ISP ed altri distributori di contenuti, si oppongono a queste leggi che potrebbero soffocare l'innovazione e riempire internet di spam.

In tal senso non si sa ancora cosa potrà accadere, se il Congresso tornerà ad occuparsi della vicenda nel 2011 e se l'asse Google, Ebay ed Amazon.com avrà il sopravvento sui distributori di banda larga e quindi si è sentita la necessità di discutere della cosa in un luogo, lontano dal FCC e dagli ambienti governativi ed a tale scopo è stato fondato BTAG,.che vuole essere solo un forum di esperti tecnici per discutere i vari aspetti delle problematiche legate ad internet.
La paura di alcuni è, però, che le coalizioni aziendali potrebbero ritenere il lavoro di BTAG sufficiente e ritirare il loro appoggio all'introduzione di leggi e regolamenti.

Infatti Free Press ha subito chiarito che questo, od anche altri sforzi volontari, non debbono essere dei mezzi sostitutivi che possano impedire al governo di emanare leggi di regolamentazione per internet ed anche Public Knowledge, ha detto che BTAG non è un sostituto delle norme e delle procedure di esecuzione FCC. Sembra però che il governo degli Stati Uniti, compreso Obama, più volte schieratosi a favore della net neutralità della rete, non hanno, invece nessuna fretta che la discussione sia portata avanti presso gli organi competenti.

sabato 29 maggio 2010

Molti ISP non vogliono rivelare i dati dei downloader di “The hurt Locker”


Abbiamo appena parlato della lettera ricevuta da “Sabine” accusata di aver scaricato una copia illegale di Far Cry, ma molto probabilmente circa 5000 persone, accusate di download illegali di “The hurt locker” ne riceveranno una simile.
Della vicenda
avevamo già parlato, dicendo che i produttori di “The hurt locker”, inquieti perchè il loro film, nonostante abbia vinto l'Oscar, abbia incassato cifre modeste ai botteghini, hanno stretto accordi, con gli avvocati del Copy-right Group, perchè venissero perseguitati i downloader illegali ma soprattutto affinchè da essi si ottenesse un risarcimento, in modo da compensare le perdite subite a causa del P2P.
L'accordo sembrerebbe onesto, anche perchè scaricare copie protette dal diritto d'autore è contro la legge ma poi si viene a sapere che gli avvocati si tratterranno il 70% degli introiti, dando ai legittimi possessori dei diritti solo il 30% e questo ha provocato chiaramente l'interesse dei media e pubblicità negativa sulla vicenda che sta allarmando gli ISP, i quali dovrebbero rivelare i dati delle persone a cui corrispondono gli indirizzi IP monitorati.
Gli avvocati del Copyright Group, dichiarano con tracotanza che il 75% degli ISP sta cooperando con loro ma invece la maggior parte degli ISP rimane scettica ed anzi alcuni, come Time Warner, resistono pubblicamente alle richieste degli avvocati, proteggendo i dati dei loro clienti.
Ma gli avvocati non si perdono d'animo ed anzi minacciano di agire in tribunale contro Time Warner, colpevole, a loro avviso, di induzione nella violazione del copy-right perchè si
rifiuta di esporre i propri utenti.
Comunque, come detto, le acque si stanno agitando e oltre gli ISP è facile che gli utenti che ricevano le lettere decidano di unirsi in una class action contro questi avvocati, soprattutto per gli atteggiamenti bullistici chiaramente dimostrati dalle lettere che inviano e che nel Regno Unito hanno costretto, altri famosi avvocati, ad esempio quelli della Davenport Lyons a desistere dopo un procedimento disciplinare contro di essi per abuso d'autorità.

martedì 25 maggio 2010

Record di download per il finale di Lost


Frantumati tutti i precedenti record, in meno di un giorno oltre un milione di persone hanno scaricato gli ultimi due episodi e la maggior parte delle richieste di download provengono da paesi dove i fan dovranno aspettare ancora parecchio, prima di vedere in TV gli episodi della loro serie preferita.

Del resto abbiamo anche visto che nella classifica delle serie più scaricate del 2009, Lost si è piazzato al secondo posto, dopo Heroes.
In ogni caso, mai c'era stato un successo simile, come per il finale che molto probabilmente arriverà a quattro o cinque milioni nel giro di una settimana, anche se in genere ogni nuovo episodio trasmesso è sempre stato seguito da 1,5 milioni di download nelle prime settimane.

Si ricorda ,però che scaricare serie TV è illegale, anzi per cercare di ridurre il fenomeno, il finale di Lost è stato trasmesso in 58 paesi, contemporaneamente o dopo 48 ore rispetto agli USA.

Questo accorgimento, se sempre meglio strutturato dovrebbe sicuramente far ridurre drasticamente i download delle serie TV, anche perchè si rivolgono soprattutto a BitTorrent, gli utenti dei paesi dove la serie non è ancora stata trasmessa.
Ad esempio un 15% delle richieste di download provengono dall'Australia ma probabilmente presto cesseranno in quanto domani la serie sarà trasmessa anche lì.

sabato 22 maggio 2010

Isohunt costretto a chiudere negli Stati Uniti


Come sappiamo anche Isohunt è stato coinvolto in numerosi contenziosi ed aveva da poco lanciato una versione lite, rivolta agli utenti statunitensi che funzionava solo come motore di ricerca, al pari di Google, nonostante ciò, secondo la corte questo non era sufficiente e quindi il sito non sarà più disponibile per gli utenti statunitensi.
Il sito sarà però disponibile agli utenti di altre parti del mondo, Fung inoltre deve rispettare l'ingiunzione immediatamente e la stessa vale anche per i siti partner di Isohunt,TorrentBox, Podtropolis e Ed2k-it.
Del resto non è la prima volta che ciò accade ad un sito BitTorrent, infatti anche TorrentSpy nel 2008 fu condannato a bloccare l'accesso agli utenti statunitensi ed anche a pagare 110 milioni di dollari come risarcimento alla MPAA.
Dopo di che, il sito che vide diminuire drasticamente il numero dei suoi visitatori, fu costretto a chiudere.
L'ingiunzione permanente costringe del resto Isohunt a mettere un filtro sulle parole chiave cosa che Gary Fung ha detto più volte che era impossibile da attuare ed avrebbe inoltre pregiudicato anche tutti i Torrent relativi a materiale free.
inoltre non ci dimentichiamo, che anche Mininova, costretta allo stesso filtro ha preferito eliminare oltre un milione di Torrent, perdendo la maggior parte dei suoi visitatori.

lunedì 17 maggio 2010

MPAA contro i soldati in Iraq


La MPAA ha iniziato una sua propria guerra contro uomini e donne americane di stanza in Iraq, in quanto sarebbero soliti condividere file coperti dal diritto d'autore.
Poiché i soldati, facendo ciò violano la legge, non ci sarebbe niente di strano se non fosse per il fatto che i soldati, oltre a rischiare la vita, non possono ricorrere ai metodi legali usati dai loro connazionali.
Non possono infatti andare a vedere il film al cinema e molti film e show televisivi non sono legalmente disponibili in Iraq, quindi non rimane loro che servirsi di BitTorrent, oppure comprare DVD pirata da rivenditori locali.

In un documento di qualche anno fa, la MPAA chiedeva al comando centrale, se fosse stato ordinato ai soldati di non recarsi in negozi che vendevano DVD pirata.
Il comando rispose che non era possibile emanare un simile comando, in quanto in tal modo si sarebbe arrecato danno all'attività dei venditori iracheni che trattano anche materiale legale. Anzi il comando aggiunse che, fornendo l'industria locale di film in prima visione, concerti e serie TV, sicuramente sarebbe di molto diminuito il ricorso a fonti pirata.

Inoltre la MPAA quasi giornalmente manda avvisi d'infrazione ai militari tramite i loro fornitori internet, perchè scaricano file tramite BitTorrent, minacciando di sospensione del servizio e di disconnessione nei casi più gravi.

Un militare ha commentato dicendo che essi hanno mandato molte lettere alla MPAA e alla RIAA, dicendo che i loro download sono una conseguenza dei fallimenti delle major che non permettono ai soldati americani, di stanza in Iraq, di essere dei buoni consumatori, come i loro connazionali in patria, ma non hanno avuto ancora nessuna possibilità di accedere ai media legalmente.

Poi si potrebbe dire dopo il danno anche la beffa, infatti The Hurt locker che, come sappiamo ha vinto l'Oscar, è incentrato sull'amicizia fra un soldato ed un giovane iracheno che vende DVD pirata in una base americana.

mercoledì 12 maggio 2010

Isohunt indicizza oltre 5 milioni di Torrent


Isohunt uno dei più vecchi siti sulla piazza, infatti è nato, nel 2004, in un anno ha triplicato i Torrent da lui indicizzati, arrivando molto vicino ai cinque milioni di Torrent.
Il sito, vede inoltre sempre crescere i suoi visitatori, entrando a far parte dei 250 siti web più visitati.
I suoi problemi con la MPAA e con la CRIA canadese non l'hanno fermato ma l'hanno costretto a lunghe cause legali.
Inoltre, sempre in seguito al contenzioso con la MPAA è stato costretto ad introdurre una versione lite, simile a qualunque motore di ricerca, come ad esempio Google, per i visitatori degli Stati Uniti, cercando di evitare in tal modo, l'imposizione da parte del tribunale di un filtraggio preventivo, basato su parola-chiave.

Gary Fung, il proprietario dice che
Isohunt è il più grande indice dei Torrent disponibili, un impressionante 10.712 terabyte di dati.
Nella scorsa estate poi, il team di Isohunt, ha riscritto il codice di indicizzazione e ciò ha subito
determinato l'aumento dei Torrent indicizzati da 1,65 a 3,49 milioni. Indubbiamente un'ulteriore crescita di Isohunt dovrebbe essere legata ad un rinnovo dell'hardwere, intanto il sito non può certo lamentarsi, avendo triplicato il numero dei torrent indicizzati, dei risultati conseguiti in un anno.