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sabato 18 settembre 2010

Colin Greenwood : il futuro dei Radiohead e della musica

Colin Greenwood bassista della band Radiohead, parla del rilascio di “in raimbows” avvenuto tre anni fa e dice che ora stanno studiando come rilasciare i loro prossimi brani, facendo il punto su alcuni importanti cambiamenti tecnologici e culturali, avvenuti nel frattempo. Soprattutto allora la loro paura era che il brano trapelasse on line prima dell'uscita ufficiale, fortunatamente questo non avvenne ma il successo, secondo lui, derivò anche dalla qualità delle canzoni, fatto che molti hanno trascurato.



Ora lui, dice che il suo modo di ottenere musica è variato da quando aveva 13 anni ma la sua passione è inalterata. Egli utilizza varie fonti: Itunes,Spotify, blog playlist, podcast, streaming online, ormai non utilizza quasi per niente i CD ma spesso trova la tecnologia frustante e ad esempio pensa che Itunes sia goffo e vorrebbe che fosse elegante come l'hardware Apple.


Secondo lui, quindi in questa fase di evoluzione della musica digitale la tecnologia non ha fornito nuovi sistemi di creazione o di distribuzione della musica. Greenwood è però convinto che internet ha sostituito i club o le sale da concerto come luoghi dove le persone possano condividere idee e le loro passioni musicali. Egli capisce che sono divenuti distributori di musica ma gli manca un'etichetta di grosso livello.Infatti gli sarebbe piaciuto stare insieme ai Blur, ai Beatles, ai Beastie Boys .C'è, secondo lui, meno interesse per l'aspetto tecnologico della rete e più attenzione su ciò che i servizi web possono fornire e questo per gli artisti può essere eccitante perchè li avvicina al loro pubblico.


Queste sono alcune considerazioni che sta facendo la band, prima di decidere come rilasciare la loro musica, in questa incerta fase di transizione fra vecchio e nuovo.

domenica 12 settembre 2010

La Svizzera non diverrà il regno della pirateria

Anche se la sentenza contro la Logistep ha detto che è illegale monitorare gli IP dei file-sharer con l'obiettivo di raccogliere dati per presentare querele,questo non vorrà significare, come hanno detto in molti, che la Svizzera diverrà il regno della pirateria.
Anzi molto probabilmente,l'IFPI ed altre associazioni anti-pirateria useranno la polizia per condurre indagini contro i grandi violatori del copy-right. Abbiamo visto come anche in Svezia gli utilizzatori di direct connect, che mettono in condivisione una cartella con molti file illegali, siano oggetto d'indagine da parte della polizia ora anche in Svizzera è sotto accusa una donna di 21 anni che ha condiviso oltre 3100 brani musicali senza il permesso dei titolari del diritto d'autore.
 La donna ha detto che non aveva intenzione di commercializzare i brani ma solo di scaricarli per suo uso personale, forse non si era resa conto che lei però scaricandoli e mettendoli nella cartella condivisa, rendeva i brani disponibili per l'upload.
Anche alcuni tipi di software tipo Limewire e Bearshare, sono estremamente pericolosi per i file-sharer perchè condividendo le loro collezioni musicali, magari formate da migliaia di brani, le persone stanno giocando sul fuoco. Speriamo realmente che si diffondano sempre di più servizi di streaming o download a pagamento, magari a prezzi bassi, perchè c'è sicuramente differenza fra chi scarica una canzone per uso personale e la lascia nella cartella condivisa, non sapendo, o non pensando a quante altre persone prendono da lei quella canzone e chi fa invece una copia illegale della stessa canzone e la mette su CD, producendo moltissime copie e vendendolo ad ogni angolo di strada. Solo che attualmente, per la legge sono entrambi allo stesso modo, colpevoli di aver violato le leggi sul copy-right.

venerdì 27 agosto 2010

Jac Holzman: il web non ucciderà la musica

In rete vengono riportati sempre pareri piuttosto discordanti di artisti ed esperti del settore musicale , riguardo al web e all'impatto che questo può avere sull'industria discografica.



Ora anche Jac Holzman, che ora ha 79 anni e che ha fondato Elektra Records, che festeggia il suo 60 esimo anniversario e scoperto i Doors e spinto le grosse case discografiche ad adottare il compact disk, dice, sempre riferendosi al web che l'industria musicale ha un futuro luminoso. Molto probabilmente lui ha visto le varie innovazioni tecnologiche rivoluzionare completamente il mondo musicale durante la sua lunga attività e non si lascia facilmente prendere dal panico.


Nel campo musicale, Holzman ha visto la nascita di tutto, l'LP, il dat, il CD,l'Mp3, BitTorrent. Quindi la tecnologia non lo spaventa, anzi dice che varie innovazioni tecno hanno fatto arricchire molte persone ed anche quando si tratta di internet e della distribuzione digitale, Holzman dice che le grandi etichette possono fiduciosamente investire capitali in questo campo anche perchè non hanno altra scelta. Quindi lui non è d'accordo con quanto detto, durante questa settimana dal cantante Fleetwood Mac, che Internet avrebbe distrutto il rock.


Sempre secondo Holzman, le grandi etichette hanno sbagliato a chiudere Napster perchè in quel momento l'ascesa del CD aveva lasciato un vuoto sulla possibilità di vendere i brani singoli. E con Napster ci sarebbe stata la possibilità di far soldi vendendo i singoli ad esempio a 79 cent.. Avrebbe avuto lo stesso successo il P2P? Forse, si, ma si sarebbe stabilito il principio che bisognava pagare per ottenere musica digitale.

 
Inoltre Holzman concorda con alcune idee di Lawrence Lessing sulle necessità di modificare le leggi sul diritto d'autore e sulla necessità di marchi meno restrittivi.


Per quello che riguarda poi le cause intentate dalla RIAA contro i file-sharer, pensa che siano state un errore ma dice anche che le industrie e gli artisti debbono guadagnare dalle loro produzioni e soprattutto gli ISP debbono dare ad essi qualcosa, perchè hanno sempre guadagnato, sfruttando la loro musica, senza pagare nulla.


Sempre secondo Holzmann, le etichette stanno pensando e studiando il modo più giusto per utilizzare le nuove tecnologie e lanciarsi nel mondo digitale, ormai nessuno ha più paura.

domenica 22 agosto 2010

Caso Harper portato alla Corte Suprema

Due avvocati, famosi difensori di imputati accusati di violazione del copy-right, Charles Nesson, professore di diritto ad Harvard e Ray Beckermann, avvocato e blogger di "Recording Industry vs. the People" hanno deciso di ricorrere alla Corte Suprema perchè chiarisca alcuni punti della legge sul copy-right scritta in età analogica e non digitale.



Il caso in questione, è quello di Whitney Harper, che adolescente era stata individuata dalla società Mediasentry mentre condivideva file illegali. La donna si è sempre difesa, dicendo che la sua era stata una violazione innocente, in quanto pensava che scaricare tramite i mezzi P2P fosse come sentire musica alla radio. IL giudizio di primo grado ha riconosciuto, in parte, la non volontarietà della ragazza ad infrangere la legge, riducendo il rimborso per ogni brano da 750 dollari a 200.


Invece nell'appello, tre giudici non hanno riconosciuto, la buona fede della ragazza dicendo che sui CD c'è chiaramente scritto che il brano è protetto dal diritto d'autore. Per cui la ragazza è stata condannata a pagare 750 dollari a brano, che moltiplicati per 37 canzoni, divengono una cifra totale di 27.750 dollari.


Qui il nodo della vicenda, sul quale, i due avvocati di grido e Kiwi Carrera Harper ex alunno del professor Nesson, il quale difenderà la donna e che ha difeso Jammie Thomas nel suo secondo processo, vogliono chiarimenti da parte della Corte Suprema. Infatti la difesa punta sul fatto che la legge è stata creata in epoca in cui esistevano solo cassette e CD ed i possessori di questi contenitori, non potevano certo dire che non sapevano di stare violando una copia protetta dal copy-right ma attualmente si è in epoca digitale, ciò non ha senso e non è giusto negare una pena ridotta, quando sulle reti P2P non si trova alcun avviso del genere che possa indicare, all'ingenuo visitatore di stare violando la legge. Ora tocca alla Corte Suprema esprimere il suo parere.

martedì 6 luglio 2010

Secondo Prince Internet è finita

Prince, in un intervista rilasciata al Mirror che distribuirà sabato, solo in UK, 20Ten, attesissimo nuovo album dell'artista, ha dichiarato che internet, come MTV è ormai obsoleta.



L'artista, sempre nell'articolo,  viene definito una leggenda vivente, con oltre 100 milioni di dischi venduti in 30 anni,  e del resto anche la nota rivista americana Rolling Stone ha incluso, nel 2004, Prince nella lista dei 100 artisti più importanti nella storia, classificandolo alla 28 esima posizione,


Durante l'intervista hanno soprattutto colpito l'attenzione dei media di tutto il mondo, le sue dichiarazioni riguardo internet ed anche  che lui abbia detto che è soddisfatto del CD rilasciato dal Mirror in quanto non ci sarà alcun download in tutto il mondo, per le sue battaglie in corso per gli abusi che avvengono su internet.


L’album sarà, del resto,  distribuito, gratutiamente in allegato a quattro diversi quotidiani europei: Daily Mirror, Scotland’s Daily, Het Nieuwsblad e Rolling Stone.


Prince, comunque, a differenza di molti altri artisti ha proibito ad Itunes e You tube di utilizzare qualsiasi suo brano ed ha anche chiuso il suo proprio sito.


Poi ha detto, durante l'intervista, che internet è finita e che è come MTV, un tempo in auge ed ora obsoleta e che in ogni caso tanti computer e gadget rappresentano un male più che un bene, in quanto riempiono la testa di numeri e questo non può esere un fattore positivo.


Allora magari potremo anche tornare alle carrozze con i cavalli che oltretutto non inquinano, dico io, internet ed il progresso sono grandi realtà che lui sta, anche con le sue dichiarazioni, riportate da blog e testate on line, abilmente usando per sponsorizzare il suo album.


Comunque nell'intervista spiega anche che ha chiamato l'album 20Ten perchè pensa che è un'anno molto importante e che questi sono tempi difficili anche perchè, secondo lui, molte persone, soprattutto giovani non credono abbastanza in Dio durante la loro vita.

Non ci dimentichiamo del resto che Prince è, da oltre dieci anni testimone di Geova. Indubbiamente su Dio può avere l'opinione che vuole ma su internet, possiamo dire che non siamo affatto d'accordo con quanto da lui affermato, internet è tutt'altro che finita, come dimostra il successo ad esempio dei Radiohead  che hanno invece deciso di usare internet per diffondere la loro musica e gratuitamente, eppure anch'essi hanno, durante la loro carriera venduto oltre 25 milioni di dischi.

giovedì 3 giugno 2010

Canada: terza legge sul copy-right


Dice giustamente il proverbio “non c'è due senza tre” e dopo la legge C-60 del 2005 e la C-61 del 2008 è ora la volta della C-31, presentata in Parlamento mercoledì.
Per lo più si tratta dell'imposizione di regole che maggiormente proteggono i detentori dei diritti e le industrie creative, mentre continuano a difendere, almeno apparentemente, il consumatore occasionale.
Finora il Canada era stato molto liberale e criticato dall'industria, soprattutto degli Stati Uniti, per non essere abbastanza duro, anzi era finito nella lista delle nazioni più pericolose per la pirateria, insieme ad esempio alla Russia ed alla Spagna.
Sembra che nella legge rimangano apparentemente invariati alcuni vantaggi per i consumatori finali, diciamo apparentemente perchè, invece, la questione DRM cambierà molto le cose, comunque sarà permesso il trasferimento dei brani da un CD ad un comune lettore MP3,oppure l'ottenimento di una copia per uso personale di un film in DVD ed anche la registrazione da TV.
Ma nel testo della proposta di legge, sembrerebbe che ci siano norme più dure che riguardano l'aggiramento del DRM, cosa che alla fine, come più volte detto, pregiudica solo i clienti legittimi, che non potranno neanche fare una copia in un formato diverso, diciamo di spostamento, se la versione originale è provvista di DRM.

Indubbiamente, su tal punto si è cercato di accontentare la MPAA e la RIAA, anche se la cosa è criticata dal Partito Pirata Svedese in quanto, secondo lo stesso, in tal modo si viola la libertà dei singoli consumatori di controllare ciò che è già proprio, impedendo il bypass del DRM.

Infatti avevamo già parlato in tal senso delle paure di Gary Fung di Isohunt che si preoccupava dell'introduzione degli avvisi di takedown, in Canada, già previsti dal DMCA degli Stati Uniti, che avrebbero messo in crisi oltre ai motori Torrent anche siti come You tube e Facebook e nello stesso tempo temeva che i consumatori perdessero i loro diritti di “fair use”.
In effetti quello che temeva Gary Fung è poi quello che ci si può aspettare leggendo il disegno dellla legge C-31, anche se Tony Clement ha presentato la legge con parole che farebbero ben sperare per tutte le parti in causa,non solo per le industrie detentrici dei diritti d'autore:

“ Siamo lieti di informarvi che il governo del Canada ha introdotto una legislazione per modernizzare il Copyright Act, portandolo al passo con i progressi dell'era digitale.

Questa normativa porterà il Canada in linea con le norme internazionali e promuoverà l'innovazione e la creatività nazionale. Si tratta di un approccio equo, equilibrato e di buon senso, nel rispetto sia dei diritti dei creatori, sia degli interessi dei consumatori, in un mercato moderno."

mercoledì 2 giugno 2010

Sonic acquista tutte le azioni DVX per 323 milioni di dollari


Sembrerebbe proprio che le due società abbiano raggiunto un 'accordo in base al quale la Sonic acquisirebbe tutte le azioni DVX mentre gli azionisti DVX riceveranno un mix di contanti ed azioni Sonic. Praticamente ogni azionista DVX riceverà 3,75 dollari in contanti più 0,514 parti di azioni Sonic per ogni azione in suo possesso., ossia praticamente 9,833 dollari per ogni azione, in base alle quotazioni Nasdaq di martedì.

L'acquisizione dovrebbe essere
completata entro settembre 2010.
Del resto, come dice l'annuncio fatto dalle due società Sonic è da vent'anni leader nella preparazione e consegna di contenuti d'intrattenimento nei formati più comuni, CD,DVD, Blu-ray e anche video su internet e l'acquisizione di DVX, che si può ritrovare in oltre 300 milioni di dispositivi, tra cui 8.500 modelli di televisori digitali,e più di 80 diversi telefoni cellulari,
permetterà alla Sonic di espandere le proprie relazioni con i principali produttori e rivenditori di elettronica di consumo. Sembrerebbe che la società sarà guidata dal team Sonic con l'aggiunta fra i membri del team esecutivo di Kevin Hell, CEO di DivX, Dan Halvorson, DivX CFO e David Richter, vice presidente esecutivo DivX.

sabato 29 maggio 2010

California: arrestati due pirati di software


Grazie agli sforzi della SIIA (Software & Information Industry Association ), sono stati arrestate due persone, residenti in California che producevano e vendevano software pirata, utilizzando Craiglist.
Duong Tran, di 29,anni e Huy Nguyen, di 27, sono stati arrestati dalla polizia di Los Angeles, dopo un'indagine durata dieci mesi.
Soprattutto era intenzione, secondo gli esponenti della SIIA, di far capire ad altri pirati che operano su Craiglist che le persone, a cui essi vendono, potrebbero essere poliziotti od agenti investigativi, perchè la rete è attivamente controllata.

Secondo le forze dell'ordine. i due avrebbero prodotto e distribuito migliaia di prodotti Adobe, Rosetta Stone, Autodesk, Solidworks,ecc, contraffatti.
Essendo un mercato aperto e non regolamentato Craiglist è il terreno ideale per i pirati del software che cercano facili guadagni. I consumatori debbono quindi essere consci che la maggior parte del software venduto su Craiglist è illegale, questo è almeno il parere dei responsabili SIIA.
I due pirati avrebbero scaricato copie illegali di migliaia di programmi dal sito Demonoid e poi creavano codici seriali e masterizzavano le copie su CD, poi vendevano le copie al prezzo di 30-40 dollari ognuna con il seriale ed istruzioni dettagliate su come crakkare la copia ed ottenevano il pagamento mediante tre account Paypal.
Indubbiamente tale sistema, oltre che essere contro la legge, procura un danno notevole all'industria del software, determinando rallentamenti nello sviluppo dei prodotti e perdite di posti di lavoro.