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domenica 23 maggio 2010

TeliaSonera ricorrerà ancora in appello


Avevamo da poco parlato della sentenza che per la seconda volta costringe, in base all'IPRED, l'ISP TeliaSonera a rivelare i dati dell'amministratore di SweTorrent, pena, in caso di mancata notifica, una multa di 750.000 corone,circa 96.500 dollari ma è giunta la notizia che l'ISP intenda ancora ricorrere in appello, alla Corte Suprema, per proteggere la privacy dei suoi clienti.

Dice infatti Patrik Hiselius, un avvocato di TeliaSonera, che le norme che regolano la privacy e la riservatezza esistono da tempo, mentre la legge IPRED è nuova di zecca è necessario quindi rispettare questa precedenza ed è giusto che gli interessi delle industrie anti-pirateria vengano messi in secondo piano rispetto a regole importanti per il vivere democratico e civile.

Sappiamo inoltre che lo stesso problema coinvolge l'ISP Portlane, costretto sempre in base all'IPRED, a comunicare gli indirizzi, i nominativi e le e-mail di chi c'è
dietro OpenTracker ma non sappiamo se anche lui sceglierà di ricorrere al tribunale per difendere i dati dei suoi utenti o consegnerà gli stessi alle major.

venerdì 21 maggio 2010

Portlane costretto a rivelare chi c'è dietro OpenTorrent


Altra sentenza storica sempre legata all'IPRED, del resto da poco abbiamo riportato la sentenza che costringe TeliaSonera a rivelare i dati dell'amministratore di SweTorrent pena una salata multa, ora il tribunale di Stoccolma ha imposto all'ISP Portlane di rivelare, il nome, l'indirizzo e l'email di chi c'è dietro OpenTorrent, anche qui, in caso di mancata esecuzione, l'ISP dovrà pagare una multa di SEK 500.000 (osia 63.633 dollari).Questo indubbiamente perchè Hollywood pensa che dietro Opentracker c'è Pirate Bay.
Dopo aver chiuso il suo proprio tracker, Pirate Bay infatti invece di basarsi su DHT e PEX ha utilizzato tracker di terze parti, fra cui Opentracker.
Già c'era stato un tentativo sempre presso l'ISP perchè chiudesse il tracker, ma il tribunale aveva respinto la richiesta, ed anche tutti i tentativi di risalire a chi c'era dietro Opentracker erano risultati vani, ora invece la sentenza riguarda chiaramente il cliente dietro gli indirizzi IP 188.126.64.2 e 188.126.64.3 e / o qualsiasi altro indirizzo IP dietro la gamma degli indirizzi Portlane (188.126.64.0 - 188.126.95.255) che sono stati assegnati al tracker.openbittorrent.com dal 28 agosto 2009.
Inoltre si vuole sapere se i proprietari di openTorrent sono o no cittadini UE, anche se risulta addirittura un recapito a Lima in Perù.
Portlane avrà comunque quattordici giorni di tempo per consegnare i dati ma non sembra che abbia altre soluzioni ed il cerchio intorno a Pirate Bay si stringe sempre di più.

mercoledì 19 maggio 2010

TeliaSonera dovrà consegnare i dati dell'amministratore di SweTorrent


L'IPRED colpisce senza scampo ed è molto difficile ormai per gli ISP riuscire a non consegnare i dati dei loro utenti. Teliasonera ha infatti perso anche l'appello in cui, fra i giudici, erano presenti ,Christina Boutz e Ulrika Ihrfelt, che fra poco saranno impegnate nell'appello contro Pirate Bay.
Come detto l'appello ha praticamente confermato la sentenza del tribunale distrettuale,anzi Teliasonera oltre a dover pagare le spese del processo, oltre 60.000 corone, dovrebbe pagare una penale di 750.000 corone, se non consegnasse i dati dell'amministratore del tracker BitTorrent
SweTorrents.

La vicenda era iniziata quando Svensk Filmindustri, Pan Vision, Filmlance e Yellow Bird, insieme con Antipiratbyrån (APB) avevano accusato l'amministratore di SweTorrents, di aver messo a disposizione dei visitatori cinque copie vietate di film, uno dei quali in pre-realise, sul suo sito e, in base alla legge IPRED, avevano richiesto al tribunale, che intimasse all'ISP Teliasonera di consegnare il nome e l'indirizzo del proprietario di SweTorrents.

Come sappiamo il tribunale distrettuale aveva dato alle major ragione e Teliasonera era ricorsa in appello per difendere la privacy del suo cliente.
Disgraziatamente però anche l'appello è stato contrario all'ISP, il quale avrebbe tempo fino al 7 Giugno per decidere se ricorrere ancora alla legge, sempre che voglia spendere altri soldi, in spese legali, per difendere la privacy del suo cliente.