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lunedì 21 febbraio 2011

BitComet: chiarezza su un client molto discusso

BitComet è stato per oltre sette anni un client molto utilizzato, ma con una fama piuttosto ambigua e molto probabilmente, alcune voci negative sul suo conto sono nate anche per problematiche legate alla lingua. Ora alcune persone che lavorano sul client, ne hanno ripercorso la storia, specificando anche le migliorie presenti nella versione attuale e quali sono le loro intenzioni per il futuro.

BitComet ha oltre 2.500.000 utenti al giorno, soprattutto nei paesi asiatici ma anche ne ha anche 100.000 in USA e nel Regno Unito.

Al client lavora un team di 20 persone, tutte cinesi, che non parlano inglese e Torrent Freak, aiutato da una serie di interpreti riporta quanto il fondatore di BitComet RnySmile ha avuto da dire riguardo alla nascita del client ed il suo sviluppo.

All'inizio RnySmile stava utilizzando un altro client BitTorrent sviluppato in python, poi però si è chiesto perchè gli sviluppatori non usassero la cache del disco per la lettura /scrittura. In seguito ha sviluppato un client chiamato simpleBT, che utilizzava la cache del disco e poteva scaricare torrent multipli. Da lì poi si è passati, con altre funzionalità a BitComet. Poi però sono cominciate a comparire in giro voci negative, soprattutto fra i popoli in lingua inglese, ad esempio che BitComet non rispettava la dicitura “privato” posta sui Torrent di molti tracker privati. Per questo il client BitComet fu anche escluso dai più grandi siti BitTorrent.

ndubbiamente all'inizio furono fatti errori, come dice lo stesso RnySmile ma molte altre false accuse non poterono essere confutate per problemi linguistici. Lo stesso Robb Topolski, un esperto di networking e del protocollo BitTorrent, con oltre 25 anni di esperienza, dice che BitComet è un client con alcune caratteristiche vantaggiose, anche se non è il più adatto per una semina iniziale, alcune sue funzionalità sono confuse ed attuate in modo inadeguato ma non sono dannose per uno sciame BitTorrent.

Ora fra le caratteristiche di BitComet, che è sempre più simile agli altri client, vi è la funzione VIP-downloading che permette di scaricare torrent che sono accelerati dai server di BitComet.

Un'altra caratteristica unica di BitComet, è quella, che gli sviluppatori chiamano, semina a lungo termine (LT-seeding) con la quale funzione, l'utente può decidere di continuare a condividere il file con altri LT-seeders, quando il suo download è fermo. Insomma, un client ancora estremamente vivo, in evoluzione, presto avrà nuove funzionalità riguardanti l'anonimato e da guardare con maggior rispetto.

giovedì 27 gennaio 2011

Ballmer: il 90% dei cinesi usa software Microsoft illegale

Durante una visita negli USA del presidente cinese Hu Jintao, durante la scorsa settimana, anche Steve Ballmer della Microsoft ha tenuto a precisare durante una riunione a proposito della proprietà intellettuale che il 90% degli utenti Microsoft in Cina usano software di provenienza illegale.

 Infatti un post sul blog ha evidenziato come il CEO della Microsoft Steve Ballmer abbia partecipato ad una riunione alla Casa Bianca insieme con imprenditori cinesi ed americani alla presenza del presidente Barack Obama e del presidente cinese Hu Jintao. 

Nel corso della riunione, Ballmer ha sottolineato l'importanza della proprietà intellettuale, per il futuro successo e lo sviluppo economico dei due paesi, e ha rilevato i gravi problemi di pirateria attualmente esistenti in Cina . Soprattutto ha evidenziato Ballmer anche i problemi di sicurezza perchè le copie di software pirata non possono essere aggiornate, ecco perchè molti cinesi utilizzano ancora internet explorer 6, che è ormai un browser tutt'altro che sicuro.

 Il presidente Obama ha poi detto che il presidente cinese ha accettato un 'azione congiunta con gli USA per aiutare i produttori di software e combattere la pirateria e ha detto che c'è ancora molto da fare in Cina, in questo campo. La Microsoft del resto protegge gelosamente i suoi brevetti e solo nel 2010 ha ottenuto 3000 nuovi brevetti, dietro solo ad IBM e Samsung.

martedì 4 gennaio 2011

Cina: chiusi 60.000 siti pornografici nel 2010

La Cina sostiene di aver fatto grossi progressi per quello che riguarda la pornografia su internet, chiudendo oltre 60.000 siti ed eliminando 350 milioni di file, contenenti materiale pedo-pornografico. La polizia, sempre secondo il rapporto rilasciato, avrebbe investigato su 2197 casi, coinvolgenti oltre 4965 persone, accusate di diffondere pornografia tramite internet o telefono cellulare, di queste, 58 sono state condannate a pene detentive fino a cinque anni di prigione. 

Secondo Wang Chen, responsabile governativo, la campagna è stata un successo e continueranno in tal senso. La polizia ha anche sequestrato 37 milioni di oggetti di provenienza illegale, fra cui DVD e libri. La Cina che ha una base di utenti di internet vastissima sta attuando nuove regole, per quello che riguarda gli utenti dei telefoni cellulari ed i gestori di siti web.

lunedì 29 novembre 2010

Wikileaks rivelati oltre 15652 documenti top secret

Da giorni non si parla altro che dell'enorme massa di documenti che Wikileaks ha pensato di divulgare e che parlano di rapporti confidenziali e di documenti top Secret, scambiati fra il dipartimento di Stato USA ed oltre 274 ambasciate. Soprattutto circola la notizia che le principali nazione arabe volevano un intervento statunitense contro l'Iran. Soprattutto la paura dei vari capi di governo arabi, riguardava il programma nucleare in Iran e la necessità di fermarlo ad ogni costo.



I documenti, però riguardano anche parecchie indagini e raccolte di informazioni , da parte dei servizi segreti che tenevano  nota di ogni notizia, anche la più confidenziale e privata riguardasse i leader di stati africani, come il Burundi, la Repubblica Democratica del Congo ed il Ruanda.


Ma non è finita qui, raccolte di dati riguardano anche il personale delle Nazioni Unite e i leader di Paraguay, Venezuela, Cile, Bolivia, Cuba, diplomatici cinesi ed altri ancora.


Inoltre il New York Times riferisce, che l'attacco informatico contro Google sia stato coordinato da alti esponenti del governo cinese, che per effettuare l'opera di sabotaggio hanno assoldato hacker, esperti di informatica di varie nazionalità. Altri documenti riguardano una situazione di stallo in Iran, fra forze ufficiali ed opposizione per la conquista del cyberspazio. Non si salvano neanche Berlusconi, oltre che inetto considerato il portavoce di Putin in Europa, dagli USA e Frattini in Italia, del quale è stato rivelato un telegramma inviato a Robert Gates, segretario della difesa USA in cui si lamenta del doppio di espansione verso l'Europa e l'Iran della Turchia.


Wikileaks ha pubblicato i vari documenti, come riporta Ars Technica, con un ammonizione per il governo USA in cui si dice che tutti gli scolari americani sanno che George Washington non diceva bugie, se i suoi successori avessero seguito la sua strada, ora l'emissione di questi documenti, avrebbe al massimo creato imbarazzo, mentre invece le amministrazioni attuali hanno messo in guardia i governi di tutto il mondo riguardo al fatto che ci potevano essere grosse ripercussioni, in seguito ala messa on line dei documenti. C'è da capire chi guadagnerà da tutto questo e chi sta dietro a Wikileaks e a cosa possa servire il tuto, oltre ad accrescere situazioni di paura e sospetto che ricordano il periodo della guerra fredda, intanto le borse hanno registrato grosse perdite un pò in tutto il mondo.

sabato 9 ottobre 2010

Strana deviazione del traffico internet verso la Cina

Solo ora il resto del mondo viene a sapere che almeno per due volte il traffico mondiale è stato ridiretto verso la Cina e gli osservatori stanno ancora studiando, come gli episodi si siano potuti verificare e come impedirlo in futuro. Infatti secondo quanto dichiarato da Rodney Joffe, tecnologo al DNS (Domain Name System) registry Neustar, in un 'intervista rilasciata a Cnet, avrebbe dichiarato che il 24 Marzo si è verificato per la prima volta l'episodio, poi ripetutosi l'8 aprile, quando il 10% di tutto il traffico è stato deviato per 17 minuti.



I server cinesi, verso cui è stato deviato il traffico di grandi siti, come Facebook,Youtube, Twitter potevano anche modificare o cancellare i contenuti e forse questi eventi sono anche collegati con il grande attacco subito da Google e da altri grandi gruppi tech.
 
 Anzi secondo Joffe, ci sarebbero stati più di due redirect e ciò è provocato da una debolezza fondamentale del Border Gateway Protocol. Ora i gruppi di lavoro stanno studiando soluzioni che impediscano il redirect ma ci vorrà del tempo, una soluzione sarebbe quella di avvertire immediatamente gli amministratori dei siti al verificarsi del fenomeno in modo che questi possano anche prendere la decisione di rendere non raggiungibili per gli utenti quei siti sottoposti a redirect, dicendo loro che il sito non è al momento disponibile, in modo da non esporre a rischi sicurezza le loro email e gli altri dati privati.

giovedì 12 agosto 2010

Anche in Cina denunce contro i siti di file-sharing

Anche se difficilmente è successo in Cina, ora un'associazione anti-pirateria sembra intenzionata a citare in giudizio vari siti ma anche internet caffè, coinvolti nella pirateria cinematografica e fra gli altri anche VeryCD, un grande siti di file-sharing.



Finora sembrava che in Cina si facesse molto poco contro la violazione della proprietà intellettuale e la pirateria è dilagante, soprattutto fra i giovani.


Nel 2008 e nel 2009 le autorità hanno agito, chiudendo vari siti di file.sharing, ma cercando essenzialmente di colpire la pedo-pornografia ed anche il sito VeryCD si era salvato a stento.


Ora però un'associazione anti-pirateria cinese, insieme con la Dasheng International Media (DIM), società che possiede i diritti di “Ip Man 2” un film di arti marziali, ha denunciato il sito VeryCD per violazione del copy-right, presso la corte di Shangai.


Secondo l'associazione, il film era disponibile su VeryCD, appena una settimana dopo la sua uscita, ed entro poco tempo, era stato scaricato oltre 10 milioni di volte.


Sempre secondo l'associazione, un terzo di quei download corrisponde a mancate vendite e ciò vorrebbe dire che la società ha perso circa 100 milioni di yuan. La cifra che viene, invece richiesta a VeryCD come risarcimento è più modesta ed è pari a 11,85 milioni di yuan.


L'associazione anti-pirateria, ha inoltre comunicato, sempre in conferenza stampa,che nella fascia d'età fra i 18 ed i 35 anni oltre il 50,5% guarda film di origine illegale e che durante l'anno in Cina sono stati prodotti 110 film e solo 13 hanno guadagnato, ciò vuol dire che il 90% dei film sono in perdita quindi è ancora più necessario che vengano prese efficaci misure anti-pirateria.


Infatti l'associazione, oltre a VeryCD ha intenzione di perseguire altri due siti web e parecchi internet caffè.

sabato 17 luglio 2010

Demonoid blocca IP di Cina e Taiwan

Il più famoso tracker BitTorrent ancora in attività ha spesso problemi che lo mandano off line, a volte dovuti a danni hardware ma più spesso ad attacchi Dos. In seguito ad uno di questi ultimi attacchi Demonoid ha preferito bloccare molti range di IP di Taiwan e Cina, luoghi da cui preferibilmente provengono gli attacchi.



Alcuni utenti di quelle regioni, infatti che non riuscivano più ad accedere a Demonoid e avevano in un primo momento pensato ad un blocco da parte degli ISP e si erano anche informati presso gli stessi, avendo rassicurazioni che non c'era alcun blocco da parte loro.


Il problema era infatti a monte, Demonoid, stanco di subire attacchi Dos che lo obbligano a lunghe ore di inattività e a un super lavoro da parte dei dipendenti ha deciso utilizzare il blocco per alcuni range di IP di parte della Cina e di Taiwan. L'amministratore non ha comunque spiegato se il blocco sarà momentaneo o permanente in ogni caso gli utenti di quelle regioni, nel frattempo, possono utilizzare servizi VPN per connettersi a Demonoid.

martedì 29 giugno 2010

Google ripristina home page cinese sempre con il redirect

Google, dopo l'intervento del governo cinese che definiva il redirect ad Hong Kong inaccettabile, e minacciava la società di non rinnovargli la licenza di Internet Content Provider il 30 Giugno, senza la quale non gli sarebbe più possibile operare in Cina, ha pensato ad un escamotage, che cambia di poco la realtà dei fatti.



Il famoso motore di ricerca, infatti,cercando. di accontentare gli utenti che vogliono tenere in vita Google.cn ha deciso di creare una home page Google.cn,per ora rivolta ad un numero esiguo di internauti che si collega poi, sempre, a Google.com.hk, dove gli utenti potranno effettuare ricerche sul web, o continuare a utilizzare i servizi Google.cn, come musica e traduzione dei testi che possono fornire a livello locale, senza effettuare filtraggi.


In seguito utilizzeranno questa pagina per tutti gli utenti cinesi, bloccando il redirect diretto e sperano che, in seguito a questo nuovo approccio venga, al famoso motore di ricerca, rinnovata la licenza ICP.


Del resto la società spiega, nel suo blog che ha sempre cercato di rendere disponibili i suoi servizi agli utenti di tutto il mondo e che ha interesse a mantenere in vita Google.cn, come anche a continuare il suo lavoro di ricerca e sviluppo in Cina. Questo tipo di approccio dovrebbe creare un giusto equilibrio, fra le leggi locali e la politica aziendale di Google, che è contraria a filtrare o censurare i contenuti.


Vedremo ora, quale sarà la risposta del governo cinese e se sarà disposto ad accettare questa soluzione.

venerdì 18 giugno 2010

US International Trade Commission smentisce RIAA e MPAA


La US International Trade Commission (USITC) un'agenzia federale che investiga sulle attività commerciali è stata incaricata, dalla Commissione Finanza del senato degli Stati Uniti, di investigare sugli effetti provocati, dalla violazione del copy-right e di altre proprietà intellettuali da parte della Cina, sull'economia americana.
Ora nel corso di un' audizione, pochi giorni fa, molti testimoni hanno detto all'USITC che molti dati riguardanti le perdite che avrebbe subito l'industria dei media a causa della pirateria, sono stati gonfiati o sono errati.
Ad esempio il professor Fritz Foley dell' Harvard Business School ha detto che per lui è un po' folle pensare, che una persona che avrebbe pagato un basso prezzo per un prodotto pirata, sarebbe il tipo di cliente disposto a pagare, sei volte o dieci volte quella cifra, per un prodotto originale. Quindi non è giusto il rapporto uno ad uno, ossia una copia pirata non corrisponde sempre ad una mancata vendita, ad esempio EA, spesso non segue questo schema, ma la maggior parte delle industrie, quando calcolano i danni apportati dalla pirateria, lo fanno.

Quindi sempre secondo Foley, bisogna stare attenti ai dati che le aziende multinazionali forniscono, perchè hanno incentivi a far crescere le perdite.
Inoltre, il Professor Foley ha ricordato che anche the Government Accountability Office, nella sua relazione presentata all'inizio di quest'anno al Congresso, aveva dichiarato che non vi era alcuna prova che dimostrasse i miliardi di perdite da parte dell'industria americana, per violazione del diritto d'autore, perchè ci potevano anche essere dei benefici in termini di pubblicità, che in parte compensavano le mancate vendite.

Inoltre secondo il professor Peter Yu, bisogna considerare che le società di contraffazioni di prodotti in Cina, possono assumere lavoratori americani ed utilizzano materie prime degli Stati Uniti, quindi la perdita non è globale ed inoltre ciò favorisce il processo di diffusione delle idee occidentali in Cina.
Quindi, secondo la maggior parte degli esperti le industrie dovrebbero allargare i loro orizzonti e ragionare sui benefici che potrebbero riportare a lungo termine.

sabato 12 giugno 2010

Report: la pirateria dei giochi ha provocato 41,6 miliardi di danni


Secondo uno studio rilasciato da CESA (Japan's Computer Entertainment Suppliers Association) il tasso di pirateria sulle console Nintendo DS e Sony PSP, ha provocato all'industria danni per 41,6 miliardi di dollari negli ultimi sei anni.
Solamente in Giappone la pirateria è responsabile di 10,4 milioni di perdite di guadagni.
Nello studio inoltre viene rivelato che gli Stati Uniti hanno più server che ospitano siti di pirateria, mentre la Cina è al secondo posto, ed insieme le due nazioni ospitano il 60% dei server.
I dati sono stati ottenuti monitorando il download dei 20 migliori titoli di giochi da 114 siti web che facilitano la condivisione di file illegali.
Inoltre nella ricerca, reti P2P come Gnutella, sono stati lasciati fuori, quindi il danno potrebbe anche essere superiore ai 41,6 miliardi di dollari stimati.

martedì 1 giugno 2010

Google abbandona windows ?


Già molte voci erano girate in rete in tal senso ed anche sul fatto che Google avesse molto a cuore la propria sicurezza, soprattutto dopo l'attacco alla sua rete effettuata lo scorso anno, utilizzando internet explorer 6 e mirando soprattutto al codice sorgente di Google.

Sembrerebbe che Google, ora, voglia muoversi ancora più in tal senso, come riporta il Financial Times, dicendo ai nuovi dipendenti di orientarsi verso sistemi operativi Linux e Mac , in quanto non sarebbe più possibile servirsi di PC con sistema operativo windows.
Anzi, poiché finora Google aveva lasciato massima libertà nei confronti dei sistemi operativi, alcuni potranno continuare ad utilizzare windows ma avranno bisogno di uno specifico permesso.

Del resto avevamo già parlato dell'intenzione di Google, espressa poco tempo fa da Eric Schmidt , in una conferenza sul cloud computing di Google di dirottare tutti i dipendenti dell'azienda, entro la fine dell'anno verso l'uso di Chrome OS, in quanto, sempre per lo stesso Schmidt, l'uso di un sistema operativo, basato sul browser sarebbe stato intrinsecamente più sicuro.

martedì 4 maggio 2010

La pornografia infantile, alibi per filtrare la rete

Le lobby dell'anti-pirateria sono davvero interessate a debellare la pirateria infantile? Sembrerebbe proprio invece una ricerca di un alibi per aumentare i controlli sulla rete e giungere a colpire i siti dove si possono condividere file. Ora una nuova direttiva presentata alla UE, sembrerebbe dimostrare che le loro strategie stanno raccogliendo frutti.


Del resto nel 2007, a Stoccolma, in un convegno proprio su questo tema, Johan Schlüter, del gruppo anti-pirateria, disse che la pornografia infantile era una grande opportunità perché tramite essa era possibile interessare i politici, spingerli a muoversi e giocando questa carta, si poteva arrivare ad ottenere il blocco dei siti e da lì colpire poi, i siti di condivisione files.
Questo fatto poi negli anni è stato usato da vari governi, basta pensare al grande filtro cinese, che sempre con la scusa del filtro su materiale pedo-pornografico, ben altri contenuti politici filtra, cosa che, come sappiamo Google non ha accettato, uscendo dal mercato cinese.


Anche Christian Engstrom, deputato del partito del pirata, scrive in un suo blog, che le grandi compagnie discografiche e cinematografiche, vogliono la censura della rete e sono disposti ad usare la pedo-pornografia, come scusa per ottenerla.


Il suo intervento è una risposta ai piani del commissario svedese Cecilia Malmström dell'UE per costruire un filtro europeo di internet ed oltretutto, è invece molto facile che, chi è veramente criminale, riesca ad aggirare questi filtri e a continuare a diffondere pedo-pornografia infantile.