Come sappiamo la MPAA ha da poco citato Hotfile, suprattutto colpevole, secondo l'associazione di permettere ai suoi utenti di caricare film, giochi e musica, protetti dal copyright sul suo server. Hotfile sta cercando, ora di mettersi a posto con le regole del DMCA e ha eliminato molti account premium.
Infatti vari utenti hanno trovato un messaggio che li avvertiva del fatto che il loro account era stato sospeso per ripetute violazioni del copyright, oltretutto sono stati eliminati tutti i file degli account ma, poiché i titolari di questi account partecipavano al sistema di ricompense, non verranno corrisposte loro, cifre significative, in alcuni casi fino a 1000 dollari. I responsabili di Hotfile hanno dichiarato che essi hanno sempre rispettato le regole del DMCA ed eliminato gli utenti che postavano materiali coperti dal copyright ma alcuni utenti continuano a tentare di usare Hotfile.com per condividere i materiali di cui non hanno i diritti necessari",e pertanto stanno attuando una politica più aggressiva chiudendo gli account degli utenti che sono oggetto di ripetute denunce di violazione.
Ma come già è successo con Rapidshare ci sono già molti altri siti, tipo UserShare.net e FileSonic che finchè non bussa la MPAA, sono disposti a chiudere un occhio su quanto caricano gli utenti. L'eterno gioco fra gatto e topo, continua.
info blog
Blog d'informazione sul mondo P2P ed internet, vedere anche Jblog Tech e jBlog Scienze sulle news tecnologiche e scientifiche .Tutti Blog in libera condivisione.
Visualizzazione post con etichetta MPAA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MPAA. Mostra tutti i post
lunedì 21 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
Etichette discografiche contro Isohunt
Sicuramente un brutto periodo per Isohunt, in quanto in base all'ingiunzione permanente contro di lui, sarebbe costretto a chiudere l'accesso al suo sito da parte dei visitatori statunitensi, anche se si è appellato contro la sentenza ed ora è stato denunciato da 26 etichette discografiche per la violazione massiccia del copyright che permetterebbe il suo sito canadese.
Fra le etichette che hanno sporto denuncia contro Isohunt ed i siti associati, Podtropolis eTorrentBox anche le “Big Four” ossia Warner, Universal, Sony ed Emy. Nella denuncia viene espressamente detto che i gli imputati attivamente incoraggiano, promuovono, autorizzano, aiutano la violazione del copyright, traendone lucro. Le etichette, quindi vogliono che l'attività di Fung venga fatta terminare e chiedono 4 milioni di dollari a compenso dei danni subiti con la violazione massiccia del copyright dei brani di cui essi detengono il copyright.
Gary Fung, raggiunto da Torrent Freak per un commento, ha detto che il procedimento è simile a quello che lo vede opposto alla MPAA che ha chiesto contro di lui l'ingiunzione permanente negli USA e che lotterà contro le etichette con lo stesso vigore.
Gary Fung, raggiunto da Torrent Freak per un commento, ha detto che il procedimento è simile a quello che lo vede opposto alla MPAA che ha chiesto contro di lui l'ingiunzione permanente negli USA e che lotterà contro le etichette con lo stesso vigore.
Etichette:
Canada,
citazione,
etichette discografiche,
Gary Fung,
ingiunzione,
Isohunt,
MPAA,
p2p,
USA
mercoledì 9 febbraio 2011
La MPAA denuncia Hotfile
La MPAA rivolge la sua attenzione ai siti cyberlocker e denuncia Hotfile che ha offerto un sistema di archiviazione personale ai suoi utenti nel cloud, dove questi ultimi possono immagazzinare i loro film pirata, secondo la MPAA.
Sempre secondo l'associazione antipirateria, hotfile in meno di due anni sarebbe divenuto uno fra i cento siti con più traffico al mondo e questo sarebbe dovuto al massiccio furto digitale che promuove.
Hotfile sarebbe gestito da Anton Titov, residente in Florida che per ora non ha rilasciato commenti. Il famoso sito cyberlocker era già stato denunciato da Liberty Media Holdings, uno studio indipendente che produce film per adulti, sempre per violazione del copyright.
La MPAA comunque dice di non essere contraria ai siti cyberlocker, basta che essi seguano le regole previste dal DMCA, mentre Hotfile che guadagna riscuotendo canoni mensili, incoraggia gli utenti a caricare file che contengono copie illegali di film e spettacoli televisivi sui propri server o su siti di terze parti.
Etichette:
citazione,
cloud,
hotfile.com,
MPAA,
siti cyberlocker
sabato 29 gennaio 2011
La MPAA manda offline una dozzina di siti Torrent
Già nel passato si era creato un accordo fra la MPAA e l'associazione antipirateria Brein ed ora sembrerebbe che la collaborazione fra le due associazioni abbia portato alla chiusura di dodici siti Torrent in USA e 39 siti all'estero, dei quali non si conosce il nome.
Del resto, agendo sempre presso le varie società di hosting, la Brein è riuscita a far oscurare oltre 1000 siti nei Paesi Bassi ed adesso la MPAA vuol fare altrettanto in America. Tim Kuik di Brein che ha annunciato con soddisfazione la notizia, ha spiegato anche perchè non vuol dare pubblicità ai nomi dei siti chiusi, cosa che spingerebbe poi gli utenti a cercarli sotto altri domini, invece di cercare alternative legali. La MPAA, invece non ha rilasciato alcun commento.
Etichette:
Brein,
chiusura,
Dipartimento USA,
MPAA,
p2p,
siti Torrent
sabato 22 gennaio 2011
Megaupload bloccato da Orange?
Siti come Megaupload e Rapidshare sono, ormai, sulla lista nera di RIAA e MPAA e mentre Rapidshare ha attaccato queste accuse dicendo che si tratta di diffamazione, Megaupload ha risposto alle minacce delle associazione anti-pirateria, dicendo che il fatto che il sito faciliti la violazione del copyright sono accuse grottesche ed esagerate. Nel frattempo, però, in Francia Megaupload ha denunciato il fatto di essere stato bloccato o rallentato da Orange, presumibilmente, sempre secondo i responsabili di Megaupload, per scoraggiare le persone ad utilizzare il suo servizio.
L'ISP ha però, negato tutte le accuse. Megaupload ha anche consigliato i suoi utenti di lasciare Orange e rivolgersi ad un altro ISP. Orange ha detto di seguire le regole della neutralità della rete e che la colpa è della vecchia infrastruttura utilizzata da Megaupload e che anche utenti di altri ISP francesi hanno avuto gli stessi problemi con MegaVideo/Megaupload e che il sito deve cercare un equilibrio fra qualità e prestazioni economiche. Insomma è difficile capire chi abbia ragione, però è chiaro che gli utenti che in Francia si sono rivolti in massa sui siti cyberlocker non monitorati da Hadopi si ritrovano ora con altri problemi.
Etichette:
MegaUpload,
MPAA,
Orange,
p2p,
Rapidshare,
RIAA
venerdì 24 dicembre 2010
La MPAA contro Newzbin 2
Abbiamo già, lungamente raccontato la vicenda che ha portato alla nascita di Newzbin 2 ed ora la MPAA sta agendo, anche in tribunale, contro l'host BT in modo che il provider sia costretto a bloccare il sito nel Regno Unito.
Già erano giunte voci di un intervento diretto della MPAA con ill provider, ma indubbiamente se ora la MPAA si è rivolta al tribunale vuol dire che tali richieste non erano state accolte da BT.
I responsabili della MPAA hanno spiegato che in base all'articolo 97A del Copyright, Designs and Patents Act, è possibile l'ingiunzione, tramite l'intermediario internet e che tale articolo, presente anche nella normativa europea ha permesso, in altre nazioni, di bloccare l'accesso degli utenti a siti canaglia, impedendo, così che questi ultimi continuassero a guadagnare perpetuando le violazioni.
Il comunicato rilasciato dai responsabili di Newzbin 2 è stato il seguente “ Per ora si tratta soltanto di una richiesta al giudice alla quale essi si opporranno tramite i loro legali anche negli interessi degli utenti del Regno Unito, per i quali, se fosse applicata, questo tipo di censura verrebbero intaccati i principi democratici alla base delle democrazie occidentali. Anche perchè essi sono sempre stati solleciti nel rispettare gli avvisi DMCA da parte dei produttori di contenuti e stanno attenti ad agire legalmente, quindi questa richiesta di tagliare fuori gli utenti del Regno Unito da contenuti legittim,i appare immotivata e spropositata. Anche in questo caso, come in quello di altre ingiunzioni, bisognerà vedere cosa deciderà il giudice, anche se il nuovo Digital Economy Bill, da l'opportunità al giudice di oscurare siti in seguito alla denuncia di associazioni a tutela del copy-right.
Già erano giunte voci di un intervento diretto della MPAA con ill provider, ma indubbiamente se ora la MPAA si è rivolta al tribunale vuol dire che tali richieste non erano state accolte da BT.
I responsabili della MPAA hanno spiegato che in base all'articolo 97A del Copyright, Designs and Patents Act, è possibile l'ingiunzione, tramite l'intermediario internet e che tale articolo, presente anche nella normativa europea ha permesso, in altre nazioni, di bloccare l'accesso degli utenti a siti canaglia, impedendo, così che questi ultimi continuassero a guadagnare perpetuando le violazioni.
Il comunicato rilasciato dai responsabili di Newzbin 2 è stato il seguente “ Per ora si tratta soltanto di una richiesta al giudice alla quale essi si opporranno tramite i loro legali anche negli interessi degli utenti del Regno Unito, per i quali, se fosse applicata, questo tipo di censura verrebbero intaccati i principi democratici alla base delle democrazie occidentali. Anche perchè essi sono sempre stati solleciti nel rispettare gli avvisi DMCA da parte dei produttori di contenuti e stanno attenti ad agire legalmente, quindi questa richiesta di tagliare fuori gli utenti del Regno Unito da contenuti legittim,i appare immotivata e spropositata. Anche in questo caso, come in quello di altre ingiunzioni, bisognerà vedere cosa deciderà il giudice, anche se il nuovo Digital Economy Bill, da l'opportunità al giudice di oscurare siti in seguito alla denuncia di associazioni a tutela del copy-right.
Etichette:
chiusura,
host BT,
ingiunzione,
MPAA,
Nezbin 2,
p2p,
Regno Unito
Chiusi 29 siti Torrent ed Usenet da MPAA e Brein
Con un operazione congiunta fra la MPAA e l'associazione anti-pirateria Brein, sarebbero stati chiusi nei Paesi Bassi, più di due dozzine di siti BitTorrent, Usenet e altri siti di file-sharing.
Fra i siti chiusi, sicuramente HD-UNiT3D, ilcui link porta ora all'home page di Brein. Questi siti sarebbero stati chiusi, in quanto tramite essi, si condividevano materiali illegali e ci sarebbero stati link a musica, film, spettacoli televisivi e giochi, di origine non conforme alle norme sul copyright. Secondo i responsabili Brein sarebbero stati chiusi, quest'anno oltre 600 siti del genere. Alcuni però pensano di poter scavalcare le leggi con hosts stranieri ma ora, grazie alle collaborazioni internazionale, questo non sarà più possibile.
La MPAA non ha ancora rilasciato dichiarazioni. In ogni caso, la cosa che lascia un po' perplessi è che mentre in genere la Brein agiva sul'host perchè oscurasse il sito, questa volta sembrerebbe che ci sia un controllo sui domini, cosa che dovrebbe essere di competenza delle autorità non delle associazioni private anti-pirateria. In ogni caso la Brein non vuol fornire una lista dei siti chiusi, per non offrire ad essi maggiore pubblicità.
Etichette:
Brein,
chiusura siti,
file-hosting,
MPAA,
p2p,
siti Torrent,
Usenet
martedì 23 novembre 2010
Arriva un nuovo client zButterfly
Il nuovo client, chiamato zButterfly è basato sul codice sorgente di Vuze ed è pubblicato sotto una licenza GNU (GPL). La sua caratteristica principale, però, che sicuramente non renderà molto felici le major, è quella di essere incentrato sulla ricerca film. Già nella schermata iniziale sono presenti i film più popolari e poi è possibile navigare entro il catalogo, ad esempio in base al genere, agli attori, ai registi, all'anno in cui è uscito il film.
Come detto, sicuramente ci saranno utenti interessati al client, che per i download si basa sui magnet link ma molto presto anche la MPAA, vorrà vederci chiaro. Anche se, secondo il direttore marketing, essi non fanno altro che funzionare come motore di ricerca in quanto non hanno server, né tracker solo che questo motore ha le informazioni presenti in un catalogo di film, che però sono trovate con il robot di ricerca automatica, quindi potrebbere essere reperite anche con Google. Comunque il sito per ora ancora aperto è qui i file sorgenti del client, sono al momento disponibili su Sourceforge.
Etichette:
client,
magnet link,
motore di ricerca,
MPAA,
p2p,
ricerca film,
zButterfly
martedì 16 novembre 2010
Isohunt ritorna alla visualizzazione normale per gli utenti USA
Dopo oltre cinque anni di cause contro la MPAA, Isohunt aveva ricevuto un'ingiunzione permanente, secondo la quale doveva mettere dei filtri, basati sulle parole di ricerca o chiudere il sito per gli utenti americani.
Isohunt si era opposto all'ingiunzione ma in attesa della decisione del giudice aveva applicato per gli utenti usa una versione lite che funzionasse come un motore di ricerca. Solo che tale versione non piace agli utenti ed il sito da aprile, in poi ha dimezzato il suo traffico. Ora Isohunt è tornato anche in USA ad una visualizzazione classica, sempre sperando che il giudice gli dia ragione e rinunci alll'idea del filtro, oppure che questo possa essere applicato sul codice hash, come sta facendo con il materiale pedopornografico, collaborando con il procuratore Cuomo.
MPAA: ecco la lista dei siti che violano il nostro copyright
La MPAA ha presentato a Kira Alvarez, del reparto a difesa della proprietà intellettuale dell'Ufficio Responsabile per il Commercio degli Stati Uniti, una lista contenente i nomi e informazioni abbastanza accurate,di molti siti, con sede estera, sia BitTorrent che cyberlocker, i quali, secondo la MPAA , contengono materiale illegale, di loro proprietà.
Il presidente della MPAA, nella lettera, oltre a ricordare l'importanza dell'industria cinematografica per l'economia statunitense, sottolinea l'esigenza della MPAA di difendere il loro business, fuori dai confini degli Stati Uniti. Infatti continua Pisano nella lettera, l'industria cinematografica distribuisce i suoi film in oltre 150 paesi e nel 2007 il 46% delle entrate della MPAA provenivano da oltreoceano. Poi Pisano dice che la MPAA apprezza l'interesse mostrato dall'USTR, ad individuare i siti che minacciano il mercato legittimo ed è anche però,necessario che il governo USA intervenga affinchè i partner commerciali all'estero, proteggano e rispettino i diritti di copy-right.così facendo, si proteggeranno i posti di lavoro negli Stati Uniti .
Segue poi la lista dettagliata, dei siti con informazioni riguardanti il paese dove hanno i server, con il nome dell'host,il numero di Torrent, la posizione Alexa ed anche quanto essi ricavino tramite pubblicità, soprattutto legata alla pornografia ed al gioco illegale e alle varie donazioni degli utenti.
Fra i siti nella lista troviamo: BTjunkie.org (Svezia ), Demonoid.com (Ucraina ) , IsoHunt (Canada )Kickasstorrents.com (Svezia), Rutracker.org (Russia), ThePirateBay.org ( Svezia / Olanda) , questi sono tutti siti BitTorrent poi sono stati indicati vari siti di file-hosting come Megaupload.com, Megavideo.com, RapidShare.com, Webhards (Corea) e Ba-k.com (Messico) ed anche Newsgroups, come UseNext.de (Germania / Paesi Bassi) , risultano sulla lista nera.
Il presidente della MPAA, nella lettera, oltre a ricordare l'importanza dell'industria cinematografica per l'economia statunitense, sottolinea l'esigenza della MPAA di difendere il loro business, fuori dai confini degli Stati Uniti. Infatti continua Pisano nella lettera, l'industria cinematografica distribuisce i suoi film in oltre 150 paesi e nel 2007 il 46% delle entrate della MPAA provenivano da oltreoceano. Poi Pisano dice che la MPAA apprezza l'interesse mostrato dall'USTR, ad individuare i siti che minacciano il mercato legittimo ed è anche però,necessario che il governo USA intervenga affinchè i partner commerciali all'estero, proteggano e rispettino i diritti di copy-right.così facendo, si proteggeranno i posti di lavoro negli Stati Uniti .
Segue poi la lista dettagliata, dei siti con informazioni riguardanti il paese dove hanno i server, con il nome dell'host,il numero di Torrent, la posizione Alexa ed anche quanto essi ricavino tramite pubblicità, soprattutto legata alla pornografia ed al gioco illegale e alle varie donazioni degli utenti.
Fra i siti nella lista troviamo: BTjunkie.org (Svezia ), Demonoid.com (Ucraina ) , IsoHunt (Canada )Kickasstorrents.com (Svezia), Rutracker.org (Russia), ThePirateBay.org ( Svezia / Olanda) , questi sono tutti siti BitTorrent poi sono stati indicati vari siti di file-hosting come Megaupload.com, Megavideo.com, RapidShare.com, Webhards (Corea) e Ba-k.com (Messico) ed anche Newsgroups, come UseNext.de (Germania / Paesi Bassi) , risultano sulla lista nera.
Etichette:
Btjunkie,
Demonoid,
Isohunt,
Kira Alvarez,
lista siti,
MegaUpload,
MPAA,
p2p,
Pirate Bay,
Rapidshare,
Rutracker.org,
Usenet
lunedì 8 novembre 2010
Avvocato di Antipiratbyrån spiega come funziona l'organizzazione
L'associazione anti-pirateria svedese, è stata sempre coinvolta nelle più grandi imprese contro il file sharing illegale, ad esempio il processo contro Pirate Bay, l'attacco contro i gruppi scena warez, le iniziative contro gli utenti Direct Connect. Ora l' avvocato Sara Lindbäck dell'APB, ha rilasciato un intervista in cui parla di Pirate Bay, del tasso di pirateria in Svezia, del loro stretto rapporto con le major e soprattutto della segretezza che riguarda i membri dell'organizzazione per ragioni di sicurezza.
Indubbiamente Henrik Pontén, uno degli avvocati al timone dell'APB è famosissimo ma sugli altri membri non si sa quasi nullla, questo, secondo l'avvocatessa perchè l'associazione è molto odiata in Svezia e tali persone potrebbero essere disturbate da email o telefonate minatorie. Comunque questo gruppo riesce a svolgere il suo lavoro, con un fatturato pari a zero e senza nessun dipendente.
La Lindbäck ha, fra l'altro, detto che spera in una condanna esemplare del team di Pirate Bay e che in tal senso sono perfettamente d'accordo con le major di Hollywood, ma non ha chiarito, però se ricevono o no finanziamenti dagli studios.
L'avvocato ha, poi, detto, che in Svezia ci sono circa 1,1 milioni di persone che condividono file illegali, su un totale della popolazione di 9,2 abitanti, e l'utente tipo che preferisce il materiale non consono alle leggi del copy-right, ha circa trent'anni, vive in città ed ha uno stipendio superiore alla media.
Ultimamente comunque l'associazione anti-pirateria svedese era stata trascinata in una serie di vicende poco chiare, ad esempio alcuni membri di APB avrebbero esercitato pressioni psicologiche su adolescenti affinchè tradissero i loro amici e svolgessero funzioni di informatori ed altri persone legate ad APB avrebbero costretto alcuni utenti di server FTP a rivelare le loro password, al fine di insinuarsi e controllare il server.
L'avvocato Sara Lindbäck , ha smentito decisamente queste voci ed accuse ma forse in futuro ci sarà più chiarezza sui membri e sul funzionamento dell'associazione Antipiratbyrån svedese.
Indubbiamente Henrik Pontén, uno degli avvocati al timone dell'APB è famosissimo ma sugli altri membri non si sa quasi nullla, questo, secondo l'avvocatessa perchè l'associazione è molto odiata in Svezia e tali persone potrebbero essere disturbate da email o telefonate minatorie. Comunque questo gruppo riesce a svolgere il suo lavoro, con un fatturato pari a zero e senza nessun dipendente.
La Lindbäck ha, fra l'altro, detto che spera in una condanna esemplare del team di Pirate Bay e che in tal senso sono perfettamente d'accordo con le major di Hollywood, ma non ha chiarito, però se ricevono o no finanziamenti dagli studios.
L'avvocato ha, poi, detto, che in Svezia ci sono circa 1,1 milioni di persone che condividono file illegali, su un totale della popolazione di 9,2 abitanti, e l'utente tipo che preferisce il materiale non consono alle leggi del copy-right, ha circa trent'anni, vive in città ed ha uno stipendio superiore alla media.
Ultimamente comunque l'associazione anti-pirateria svedese era stata trascinata in una serie di vicende poco chiare, ad esempio alcuni membri di APB avrebbero esercitato pressioni psicologiche su adolescenti affinchè tradissero i loro amici e svolgessero funzioni di informatori ed altri persone legate ad APB avrebbero costretto alcuni utenti di server FTP a rivelare le loro password, al fine di insinuarsi e controllare il server.
L'avvocato Sara Lindbäck , ha smentito decisamente queste voci ed accuse ma forse in futuro ci sarà più chiarezza sui membri e sul funzionamento dell'associazione Antipiratbyrån svedese.
Etichette:
Antipiratbyrån,
Henrik Pontén,
infiltrati,
maior,
MPAA,
Pirate Bay,
Svezia,
tasso pirateria,
vessazioni
sabato 23 ottobre 2010
USA: sempre più vicina COICA, la nuova legge contro la pirateria
La proposta di legge che dà la possibilità di staccare la spina ai siti web accusati di favoreggiamento sembra essere sempre più vicina e la legge dovrebbe essere emanata nel tempo restante, al Congresso, sempre quest'anno ossia dopo il ritorno del Congresso, a prevalenza democratica a novembre. Si chiede pressantemente un voto prima che il nuovo Congresso si riunisce nei primi mesi del 2011, forse a causa della preoccupazione che le elezioni potrebbero portare le camere verso il controllo repubblicano e rendere meno probabile la promulgazione di tale legge denominata COICA.
Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP
Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.
Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.
Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP
Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.
Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.
Etichette:
Chanel,
COICA,
Congresso,
contraffazione,
democratici,
legge anti-pirateria,
marchi di fabbrica,
MPAA,
Nike,
p2p,
Pirate Bay,
repubblicani,
Tiffany
lunedì 18 ottobre 2010
L'operazione payback colpisce anche il sito dell'Intellectual Property Office
Anonimus, la comunità che ha sferrato un personale attacco contro i siti di associazioni anti-pirateria tipo MPAA e RIAA e contro quelli di studi legali, ora ha diretto i suoi colpi contro un sito di un organo governativo, esattamente quello dell'Intellectual Property Office, del Regno Unito.
L'operazione Payback, iniziata colpendo per prima, la società anti-pirateria AiPlex Software, il cui amministratore aveva dichiarato di ricorrere anch'esso ad attacchi Ddos contro i siti BitTorrent che non rimuovevano prontamente il materiale illegale, sembra non voler fermarsi e vuole che i media prestino attenzione allo scontento di molte persone riguardo alle leggi sul diritto d'autore o all'inasprimento delle stesse, come è previsto anche dagli accordi internazionali raggiunti nell'ACTA.
Infatti in un recente attacco alla MPAA è stato scritto “Cosa deve fare il popolo fare per essere sentito? A che punto deve arrivare la gente per avere la loro supplica preso sul serio? “ Infatti gli attacchi in genere non provocano grossi danni, a parte molto probabilmente tutte le email ed il materiale privato dell'ACS law, compresi i dati degli utenti citati, cosa che ha suscitato molto scalpore ma ha fatto anche vedere chiaramente come questi avvocati abusino della loro professione.
Secondo il comunicato di Anonimus “L' Intellectual Property Office sta perpetuando il sistema che permette lo sfruttamento dell'utilizzo del copyright e della proprietà intellettuale”per questo è stato colpito.
L'operazione Payback, iniziata colpendo per prima, la società anti-pirateria AiPlex Software, il cui amministratore aveva dichiarato di ricorrere anch'esso ad attacchi Ddos contro i siti BitTorrent che non rimuovevano prontamente il materiale illegale, sembra non voler fermarsi e vuole che i media prestino attenzione allo scontento di molte persone riguardo alle leggi sul diritto d'autore o all'inasprimento delle stesse, come è previsto anche dagli accordi internazionali raggiunti nell'ACTA.
Infatti in un recente attacco alla MPAA è stato scritto “Cosa deve fare il popolo fare per essere sentito? A che punto deve arrivare la gente per avere la loro supplica preso sul serio? “ Infatti gli attacchi in genere non provocano grossi danni, a parte molto probabilmente tutte le email ed il materiale privato dell'ACS law, compresi i dati degli utenti citati, cosa che ha suscitato molto scalpore ma ha fatto anche vedere chiaramente come questi avvocati abusino della loro professione.
Secondo il comunicato di Anonimus “L' Intellectual Property Office sta perpetuando il sistema che permette lo sfruttamento dell'utilizzo del copyright e della proprietà intellettuale”per questo è stato colpito.
Etichette:
ACS Law,
Aiplex Software,
Anonimus,
avvocati,
Intellectual Property Office,
MPAA,
operazione payback,
Regno Unito,
RIAA
giovedì 14 ottobre 2010
Google offre aiuto a pagamento contro la pirateria
Google, sempre nell'occhio del ciclone, per quello che riguarda il materiale che viola il copyright oppure la pubblicità su siti che contengono materiale illegale, è da più parti, anche in campo politico, spinto ad impegnarsi di più per contrastare la pirateria.
Qualche tempo fa, inoltre alcuni esponenti della RIAA e dell'IFPI hanno chiesto a Google di fornire ad essi un sistema per rintracciare più velocemente il materiale pirata, in modo che essi poi potessero fare le loro richieste di takedown.
La risposta di Google, però ha lasciato senza parole i portavoce delle grandi etichette in quanto la società ha predisposto tre sistemi per i terzi per accedere alle API web. Il primo sistema è progettato per servizi di terze parti che visualizzano annunci Google nei risultati di ricerca, il secondo è riservato agli sviluppatori e si basa su poche ricerche ed il terzo, riservato all'IFPI ed alla RIAA è un servizio a pagamento, che si chiama Site Search e prevede un costo di 5 dollari ogni 1000 queries, in modo, secondo i responsabili Google di recuperare i costi della fornitura del servizio. In tal modo però le grandi etichette potrebbero spendere alcuni milioni di dollari all'anno.
Qualche tempo fa, inoltre alcuni esponenti della RIAA e dell'IFPI hanno chiesto a Google di fornire ad essi un sistema per rintracciare più velocemente il materiale pirata, in modo che essi poi potessero fare le loro richieste di takedown.
La risposta di Google, però ha lasciato senza parole i portavoce delle grandi etichette in quanto la società ha predisposto tre sistemi per i terzi per accedere alle API web. Il primo sistema è progettato per servizi di terze parti che visualizzano annunci Google nei risultati di ricerca, il secondo è riservato agli sviluppatori e si basa su poche ricerche ed il terzo, riservato all'IFPI ed alla RIAA è un servizio a pagamento, che si chiama Site Search e prevede un costo di 5 dollari ogni 1000 queries, in modo, secondo i responsabili Google di recuperare i costi della fornitura del servizio. In tal modo però le grandi etichette potrebbero spendere alcuni milioni di dollari all'anno.
Etichette:
anti-pirateria,
API web,
Ellen Seidler,
IFPI,
MPAA,
p2p,
pubblicità,
regista,
RIAA,
siti illegali
lunedì 11 ottobre 2010
Intervista a Fritz Attaway e Craig Hoffman della MPAA
Due persone di spicco, all'interno della MPAA, Fritz Attaway e Craig Hoffman, sono state invitate, durante un corso sui media digitali ad esprimere le loro idee a proposito di pirateria, diritto d'autore e l'industria del cinema nell'era digitale.
Il loro punto di vista è sicuramente interessante, anche perchè essi dicono che non pensano che la pirateria digitale possa essere debellata ed i loro sforzi sono incentrati nel tenerla entro livelli sostenibili, in modo che si possa continuare a fare film e gli addetti del settore possano guadagnare con il loro lavoro.
Poi qualcuno chiede loro il motivo del diverso comportamento della MPAA, rispetto alla RIAA, che ha denunciato molte più persone ed essi dicono che perseguono i colpevoli quando c'è bisogno, infatti sono parte in causa nel processo contro Pirate Bay ma credono di più all'educazione e alla creazione di nuovi modelli di business e soprattutto, a convincere ISP e politici, che c'è bisogno di interventi più severi contro i violatori dei diritti d'autore ed in particolar modo contro i siti, americani ed esteri che si arricchiscono con quest'attività. Essi infatti sono d'accordo che, sotto piena responsabilità degli ISP venga attuato un sistema del tipo dei “tre avvisi e la disconnessione”.
Il loro punto di vista è sicuramente interessante, anche perchè essi dicono che non pensano che la pirateria digitale possa essere debellata ed i loro sforzi sono incentrati nel tenerla entro livelli sostenibili, in modo che si possa continuare a fare film e gli addetti del settore possano guadagnare con il loro lavoro.
Poi qualcuno chiede loro il motivo del diverso comportamento della MPAA, rispetto alla RIAA, che ha denunciato molte più persone ed essi dicono che perseguono i colpevoli quando c'è bisogno, infatti sono parte in causa nel processo contro Pirate Bay ma credono di più all'educazione e alla creazione di nuovi modelli di business e soprattutto, a convincere ISP e politici, che c'è bisogno di interventi più severi contro i violatori dei diritti d'autore ed in particolar modo contro i siti, americani ed esteri che si arricchiscono con quest'attività. Essi infatti sono d'accordo che, sotto piena responsabilità degli ISP venga attuato un sistema del tipo dei “tre avvisi e la disconnessione”.
Etichette:
anti-pirateria,
Guardaley P2P,
ISP,
MPAA,
MPAA.RIAA,
nuovi business,
Texas
mercoledì 6 ottobre 2010
La realizzazione di ACTA giunta al termine
Dopo un ultimo, sembrerebbe, incontro tenutosi a Tokio, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta che dice come i partecipanti al negoziato abbiano risolto in modo costruttivo quasi tutte le questioni ed ora l'accordo sarà sottoposto ad approvazione delle rispettive autorità. I portavoce dicono però che lavoreranno in modo celere alle questioni ancora in sospeso, in modo da finalizzare il testo dell'accordo al più presto possibile. Inoltre il documento non è stato ancora pubblicato ma lo sarà al più presto possibile. Certo sarebbe interessante sapere quali sono i punti in sospeso ma è sicuramente più probabile che questi siano risolti a livello nazionale, soprattutto se riguardano la contraffazione di prodotti tipici locali. Ora c'è da leggere attentamente il testo una volta pubblicato e vedere se i deputati europei accetteranno l'ACTA.
Infatti, mentre la MPAA plaude all'ACTA che fornirà nuovi strumenti per salvare i posti di lavoro a uomini e donne che lavorano nell'industria cinematografica, i deputati europei, tra cui il Vice Presidente Stavros Lambrinidis, non sono affatto convinti ed hanno redatto una lettera alla Commissione Europea che ha gestito le trattative.
In ogni caso è stata invitata la UE ad non applicare in alcun modo ACTA, prima che il Parlamento Europeo possa esprimere un suo parere informato sulla questione. Anche perchè,parrebbe che il testo definitivo di ACTA, oltre ad appoggiare i governi che introducono leggi del tipo dei tre avvisi e la disconnessione, contro i violatori del copyright, permetterebbe ai vari governi di obbligare gli ISP a dare informazioni sugli utenti ed a introdurre leggi draconiane contro la pirateria, mettendo a rischio la libertà e la privacy degli utenti di internet.
I Parlamentari Europei, sono comunque molto irritati di non avere notizie certe e di tutta questa segretezza ed infatti, volevano un incontro con i promotori di ACTA a Tokio, ma il governo giapponese ha preferito evitarlo per problemi di pianificazione. Ora il 7 Ottobre ci dovrebbe essere un'incontro fra le parti USA e UE sul testo di ACTA.
Infatti, mentre la MPAA plaude all'ACTA che fornirà nuovi strumenti per salvare i posti di lavoro a uomini e donne che lavorano nell'industria cinematografica, i deputati europei, tra cui il Vice Presidente Stavros Lambrinidis, non sono affatto convinti ed hanno redatto una lettera alla Commissione Europea che ha gestito le trattative.
In ogni caso è stata invitata la UE ad non applicare in alcun modo ACTA, prima che il Parlamento Europeo possa esprimere un suo parere informato sulla questione. Anche perchè,parrebbe che il testo definitivo di ACTA, oltre ad appoggiare i governi che introducono leggi del tipo dei tre avvisi e la disconnessione, contro i violatori del copyright, permetterebbe ai vari governi di obbligare gli ISP a dare informazioni sugli utenti ed a introdurre leggi draconiane contro la pirateria, mettendo a rischio la libertà e la privacy degli utenti di internet.
I Parlamentari Europei, sono comunque molto irritati di non avere notizie certe e di tutta questa segretezza ed infatti, volevano un incontro con i promotori di ACTA a Tokio, ma il governo giapponese ha preferito evitarlo per problemi di pianificazione. Ora il 7 Ottobre ci dovrebbe essere un'incontro fra le parti USA e UE sul testo di ACTA.
Etichette:
ACTA,
deputati europei,
internet,
MPAA,
p2p,
Stavros Lambrinidis,
Tokio,
UE,
USA
lunedì 20 settembre 2010
Continua l'operazione payback, colpita la RIAA
Avevamo parlato degli attacchi DoS, che la comunity 4Chan aveva sferrato contro la società di monitoraggio Aiplex Software ed il sito della MPAA, ora è la volta dei siti della RIAA e gli stessi individui minacciano anche la BPI britannica. La cosa assurda, come riportano molti media,è che si sono uniti a quella definita operazione Payback persone che niente c'entrano con il gruppo Anonimus, molto probabilmente soprattutto le citazioni dei 14.000 file-sharer da parte del Copy-right Group, rendono sempre più invise a tutti le associazioni anti-pirateria.
Torrent Freak parla della “protesta del futuro”ma a leggere il comunicato di Anonimus, non è questa l'impressione che si ha, “ Anonimus è stanco di interessi corporativi che controllano lla rete e ostacolano i diritti del popolo nel diffondere informazioni, ma ancora più importante, il diritto di condividere l'uno con l'altro. La RIAA e la MPAA fingono di aiutare gli artisti e la loro causa, eppure non fanno niente del genere. Nei loro occhi non vi è la speranza,ci sono solo i segni del dollaro.” Come si può vedere sono solo atti piuttosto immaturi di adolescenti che non si rendono conto di stare violando la legge e quindi rischiare condanne e nel contempo non risolvere nulla perchè dopo poche ore i siti sono di nuovo on line.
Etichette:
Aiplex Software,
Anonimus.4Chan,
Attacchi DoS,
BPI,
MPAA,
operazione payback,
RIAA
domenica 19 settembre 2010
AiPlex Software colpito da 4chan
Aiplex Software, la società piuttosto sconosciuta di monitoraggio, balzata alla ribalta per le dichiarazioni del suo amministratore, poi smentite è stata presa di mira da 4chan, la comunità piuttosto estremista che il Guardian una volta definì come "pazza, giovanile ... brillante, ridicola e preoccupante” La società AiPlex Software che è solita attaccare i siti BitTorrent con attacchi DoS è stata colpita nella stessa maniera, quasi a voler dimostrare che come essa infrange la legge anche altri possono farlo.
Speriamo che le forze dell'ordine cybercriminali vigilino meglio su queste forme illegali di attacchi ai siti da qualunque parte queste provengono. Poiché si era diffusa la notizia che Aiplex Software avesse colpito con attacchi DdoS, Pirate Bay, il messaggio lasciato dal singolo responsabile dell'attacco parla di questo. Mentre invece un lavoro di gruppo ha creato gli stessi problemi al sito della MPAA, non si sa per quale motivo la comunità 4chan, abbia agito anche contro di loro, forse perchè si avvicina l'appello contro il team di Pirate Bay che ha tantissimi fans? La MPAA comunque ha in poco tempo risolto spostando il sito su un nuovo indirizzo IP.
Speriamo che le forze dell'ordine cybercriminali vigilino meglio su queste forme illegali di attacchi ai siti da qualunque parte queste provengono. Poiché si era diffusa la notizia che Aiplex Software avesse colpito con attacchi DdoS, Pirate Bay, il messaggio lasciato dal singolo responsabile dell'attacco parla di questo. Mentre invece un lavoro di gruppo ha creato gli stessi problemi al sito della MPAA, non si sa per quale motivo la comunità 4chan, abbia agito anche contro di loro, forse perchè si avvicina l'appello contro il team di Pirate Bay che ha tantissimi fans? La MPAA comunque ha in poco tempo risolto spostando il sito su un nuovo indirizzo IP.
Etichette:
Aiplex Software.4chan,
appello,
Attacchi DoS,
indirizzo Ip,
MPAA,
Pirate Bay
mercoledì 18 agosto 2010
Dramma per la Fox, Vampires Suck già su BitTorrent
Ancora una volta una copia incompleta di un film è diffusa in rete, prima del rilascio ufficiale, probabilmente si tratta di una versione workprint di Vampires Suck, che è già stata scaricata almeno centomila volte.
Molto spesso accade che già, dopo pochissimo dalla prima, girino in rete versioni vietate dei film ma è certamente molto più grave quando vengono rilasciate copie illegali, settimane prima dell'uscita ufficiale del film.
Già nel passato era successa la stessa cosa con Men Origins: Wolverine, che era trapelato in rete tre settimane prima della sua uscita ufficiale ed allora la Fox incaricò la MPAA e l'FBI di investigare e fu trovato un uploader che non molto probabilmente però non era il primo ad aver rilasciato la copia incompiuta del film.
Ora, dopo un anno è successa la stessa cosa con Vampires Suck, rilasciato sui canali P2P dal gruppo Kingdom. La Fox, però questa volta, sembrerebbe voler agire nell'ombra, forse per contenere le perdite anche se ha mandato avvisi di takedown a vari siti BitTorrent ed anche a Google.
Nonostante ciò, come detto, la copia illegale è stata scaricata oltre centomila volte ma molto probabilmente sarà stata la curiosità a spingere le persone, che non si accontenteranno certo di una copia incompleta e vorranno vederlo al cinema, almeno si spera.
Molto spesso accade che già, dopo pochissimo dalla prima, girino in rete versioni vietate dei film ma è certamente molto più grave quando vengono rilasciate copie illegali, settimane prima dell'uscita ufficiale del film.
Già nel passato era successa la stessa cosa con Men Origins: Wolverine, che era trapelato in rete tre settimane prima della sua uscita ufficiale ed allora la Fox incaricò la MPAA e l'FBI di investigare e fu trovato un uploader che non molto probabilmente però non era il primo ad aver rilasciato la copia incompiuta del film.
Ora, dopo un anno è successa la stessa cosa con Vampires Suck, rilasciato sui canali P2P dal gruppo Kingdom. La Fox, però questa volta, sembrerebbe voler agire nell'ombra, forse per contenere le perdite anche se ha mandato avvisi di takedown a vari siti BitTorrent ed anche a Google.
Nonostante ciò, come detto, la copia illegale è stata scaricata oltre centomila volte ma molto probabilmente sarà stata la curiosità a spingere le persone, che non si accontenteranno certo di una copia incompleta e vorranno vederlo al cinema, almeno si spera.
Etichette:
BitTorrent,
FBI,
Kingdom,
MPAA,
p2p,
Twentieth Century Fox,
Vampires Suck,
workprint
lunedì 28 giugno 2010
Isohunt in appello contro l''ingiunzione permanente
Isohunt ha deciso di presentare ricorso contro l'ingiunzione permanente, che lo costringe ad opporre un filtro al suo motore di ricerca in base ad una lista di keywords fornita dalla MPAA, oppure a chiudere del tutto l'accesso agli utenti degli Stati Uniti, in ogni caso in seguito all'uso esclusivo della sola versione Lite, ha avuto un calo del 50% dei visitatori provenienti dagli Stati Uniti.
Questa settimana i due contendenti, hanno presentato le loro proposte di risoluzione alla nona Corte d'Appello.
Gary Fung sostiene che l'elenco di parole fornito dalla MPAA fra cui ’10′, ’21′, ‘Birth’, ‘Cars’, ‘Dad’, ‘Dave’, ‘Firefox’ e ‘Soldier’ se fossero filtrate, potrebbero provocare danni a opere Creative Commons, GPL, od ad altri materiali free.
Oltretutto sarebbe l'unico motore di ricerca negli Stati Uniti a dover applicare un filtro su parole così generiche, cosa che invece ricorda molto il grande Firewell cinese e quindi verrebbe in qualche modo impedita la libertà di parola.
Molto meglio sarebbe se venissero forniti titoli di opere, oppure un elenco di hash di torrent che, presumibilmente, portano a materiale illegale.
Inoltre Gary Fung ha detto alla Corte, che la MPAA sembra più che voler fermare una violazione del copy-right, cercare di ottenere il controllo della tecnologia BitTorrent.
Ora sarà compito della nona Corte d'Appello decidere se il provvedimento d'ingiunzione permanente debba essere rimosso, oppure Isohunt debba obbligatoriamente utilizzare il filtro su parole chiave, una decisione estremamente importante per il futuro di Isohunt e degli altri siti BitTorrent negli Stati uniti.
Questa settimana i due contendenti, hanno presentato le loro proposte di risoluzione alla nona Corte d'Appello.
Gary Fung sostiene che l'elenco di parole fornito dalla MPAA fra cui ’10′, ’21′, ‘Birth’, ‘Cars’, ‘Dad’, ‘Dave’, ‘Firefox’ e ‘Soldier’ se fossero filtrate, potrebbero provocare danni a opere Creative Commons, GPL, od ad altri materiali free.
Oltretutto sarebbe l'unico motore di ricerca negli Stati Uniti a dover applicare un filtro su parole così generiche, cosa che invece ricorda molto il grande Firewell cinese e quindi verrebbe in qualche modo impedita la libertà di parola.
Molto meglio sarebbe se venissero forniti titoli di opere, oppure un elenco di hash di torrent che, presumibilmente, portano a materiale illegale.
Inoltre Gary Fung ha detto alla Corte, che la MPAA sembra più che voler fermare una violazione del copy-right, cercare di ottenere il controllo della tecnologia BitTorrent.
Ora sarà compito della nona Corte d'Appello decidere se il provvedimento d'ingiunzione permanente debba essere rimosso, oppure Isohunt debba obbligatoriamente utilizzare il filtro su parole chiave, una decisione estremamente importante per il futuro di Isohunt e degli altri siti BitTorrent negli Stati uniti.
Etichette:
BitTorrent,
Corte d'appello,
filtro,
firewell cinese,
Gary Fung,
Isohunt,
keyword,
motore di ricerca,
MPAA
Iscriviti a:
Post (Atom)

















