Il congresso dei deputati spagnolo, qualche giorno fa ha approvato con i voti di PP, PSOE e CiU la legge denominata “Sustainable Economy Act” che include alcune norme anti-pirateria, meglio conosciute come legge Sindhi, che già il congresso aveva scartato ma che poi il senato ha riproposto, con lievi modifiche. La legge è passata con 323 voti a favore, diciannove contrari ed una astensione.
Questo voto finale del Congresso è stato accompagnato da numerose proteste fra cui quella del presidente uscente dell'Accademia del Cinema,Álex de la Iglesia che ha dichiarato, durante la cerimonia di consegna dei premi Goya che internet rappresenta il futuro per il cinema e non bisogna avere paura.
Fra tutte le serie di norme approvate, ci sono misure che prevedono il congelamento e la chiusura ( fino a 10 giorni) per i siti che offrono materiale coperto dal copyright.
Inoltre viene introdotto dalla legge la necessità della figura del giudice, sia per dare l'autorizzazione necessaria per identificare i proprietari dei siti web sia per decidere il blocco o la chiusura dei siti medesimi.
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lunedì 21 febbraio 2011
sabato 23 ottobre 2010
USA: sempre più vicina COICA, la nuova legge contro la pirateria
La proposta di legge che dà la possibilità di staccare la spina ai siti web accusati di favoreggiamento sembra essere sempre più vicina e la legge dovrebbe essere emanata nel tempo restante, al Congresso, sempre quest'anno ossia dopo il ritorno del Congresso, a prevalenza democratica a novembre. Si chiede pressantemente un voto prima che il nuovo Congresso si riunisce nei primi mesi del 2011, forse a causa della preoccupazione che le elezioni potrebbero portare le camere verso il controllo repubblicano e rendere meno probabile la promulgazione di tale legge denominata COICA.
Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP
Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.
Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.
Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP
Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.
Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.
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martedì 5 ottobre 2010
USA: settore tecnologico contro nuova legge anti-pirateria
Combattere il nuovo disegno di legge presentato dalla Commissione Giustizia del Senato e soprattutto sostenuto dal senatore Patrick Leahy, è divenuta una priorità assoluta, per molti gruppi commerciali legati al settore tecnologico. Il disegno di legge potrebbe andare al più presto al voto introduce norme molto più severe contro la pirateria e la contraffazione, come la chiusura dei siti che sarebbero incolpati di contenere materiale che viola il copyright.
Secondo ad esempio Ed Black, Ceo Computer e Communications Industry Association (CCIA), si poteva cercare di risolvere il problema della violazione del copyright in modo meno draconiano e non con la creazioni di leggi anti-primo emendamento. Diversamente, la pensano le industrie detentrici dei diritti d'autore secondo i quali, l'industria americana è rovinata dalla pirateria soprattutto provocata da siti residenti all'estero, quindi chiedono a gran voce una risposta più dura, in modo che un giudice possa chiedere la chiusura dei siti nazionali e possa obbligare gli ISP di impedire agli utenti americani l'accesso ai siti con sede estera. Dice Jonathan Lamy della RIAA, in risposta a chi si oppone all'approvazione di questa legge,"Queste imprese illegali minano la nostra economia e contribuiscono a far perdere il lavoro a migliaia di americani. La risposta da questi gruppi di sedicenti interesse pubblico non può essere sempre 'no'. I leader del Congresso e l'amministrazione hanno messo in chiaro che non fare nulla non è più un'opzione ".
Insomma, dopo la Francia e la Gran Bretagna i tempi sembrano maturi, per un'azione intensa contro la pirateria, anche in America.
Sembrerebbe comunque, dagli ultimi aggiornamenti che la proposta di legge, dovrà aspettare dopo le elezioni di novembre ma l'EFF avverte gli oppositori della legge di non pensare alla vittoria, in quanto molto presto questo disegno di legge verrà riproposto ed il Congresso dovrebbe ascoltare il punto di vista di tutti i cittadini interessati.
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venerdì 30 luglio 2010
Presto anche in Finlandia una nuova legge anti-pirateria
Anche in Finlandia, seguendo le orme di Francia e Gran Bretagna, verrà introdotta una legge che costringerà gli ISP ad avvertire gli utenti che violano il copy-right ma la legge viene contestata sia dai detentori dei diritti d'autore, che dai sostenitori della net neutrality.
La Finlandia, come sappiamo è un paese all'avanguardia per quello che riguarda internet e da poco è divenuto diritto fondamentale per i suoi cittadini avere almeno accesso ad una connessione internet di 1mbps ma, secondo le società detentrici dei diritti d'autore, almeno il 50% degli utenti viola il copy-right.
Ora il governo finlandese sta per emanare una legge che costringerà gli ISP ad inviare lettere agli utenti che violano il copy-right, in base a segnalazioni che verranno inviate dai detentori dei diritti, ai quali spettano le spese dei monitoraggi.
Queste lettere però non avranno poi conseguenze, potrebbero servire a fine educativo o di minaccia.
Le associazioni anti-pirateria sono quindi insoddisfatte in quanto gli utenti potrebbero collezionare decine di lettere senza averne alcun danno, mentre le associazioni debbono spendere soldi per pagare le ditte che effettueranno i monitoraggi.
Invece gli esponenti del Partito del Pirata pensano che in tal modo gli utenti verranno spiati, mettendo a rischio la loro privacy e costringendoli a scegliere sistemi VPN o proxy, mentre sarebbe preferibile legalizzare il file-sharing senza fini di lucro.
In ogni caso la proposta di legge seguirà il suo iter parlamentare e si pensa che possa essere approvata entro la fine dell'anno.
La Finlandia, come sappiamo è un paese all'avanguardia per quello che riguarda internet e da poco è divenuto diritto fondamentale per i suoi cittadini avere almeno accesso ad una connessione internet di 1mbps ma, secondo le società detentrici dei diritti d'autore, almeno il 50% degli utenti viola il copy-right.
Ora il governo finlandese sta per emanare una legge che costringerà gli ISP ad inviare lettere agli utenti che violano il copy-right, in base a segnalazioni che verranno inviate dai detentori dei diritti, ai quali spettano le spese dei monitoraggi.
Queste lettere però non avranno poi conseguenze, potrebbero servire a fine educativo o di minaccia.
Le associazioni anti-pirateria sono quindi insoddisfatte in quanto gli utenti potrebbero collezionare decine di lettere senza averne alcun danno, mentre le associazioni debbono spendere soldi per pagare le ditte che effettueranno i monitoraggi.
Invece gli esponenti del Partito del Pirata pensano che in tal modo gli utenti verranno spiati, mettendo a rischio la loro privacy e costringendoli a scegliere sistemi VPN o proxy, mentre sarebbe preferibile legalizzare il file-sharing senza fini di lucro.
In ogni caso la proposta di legge seguirà il suo iter parlamentare e si pensa che possa essere approvata entro la fine dell'anno.
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