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giovedì 4 novembre 2010

Facebook risponde al Congresso USA

Dopo le note vicende riguardanti la privacy degli utenti su Facebook, come si era già scritto, due rappresentanti del Congresso avevano richiesto chiarimenti su quanto scritto dal Wall Street Journal, ora Marne Levine, vice-presidente di Facebook ha risposto con una lettera ai due rappresentanti del Congresso, dicendo che gran parte di quanto scritto sul Wall Street Jornal era sbagliato e che al massimo la condivisione dell'ID utente faceva accedere a dati, che lo stesso utente aveva deciso che fossero pubblici, quindi non si poteva parlare proprio di “violazione della privacy”.

Levine, comunque, ha ammesso che sono state individuate una manciata di applicazioni che condividevano lo UID con un broker di dati di terze parti in violazione dei termini del servizio. Facebook comunque ha effettuato, in tal senso tutti i passi dovuti chiedendo al broker la cancellazione dei dati e lo stesso ha deciso di non operare più sulla piattaforma Facebook per il futuro. Ora quando il Congresso si riunirà nel 2011, bisognerà vedere se si insisterà ancora per un regolamento sulla raccolta dati degli utenti da parte delle società, cosa che i due rappresentanti del Congresso uscente, avevano ripetutamente premuto,affinchè si attuasse.

martedì 2 novembre 2010

Ancora una volta in discussione i videogiochi violenti

La California, sta emanando una serie di leggi che limiteranno i video-giochi violenti e puniranno con multe di 1000 dollari chi venderà ai minori giochi dove il bambino ha l'opzione di "uccidere, mutilare, smembrare, o assalire sessualmente, un immagine di un essere umano" . Ai genitori od ai tutori è ancora consentito comprare quei giochi per i minori.



Solo che su questa legge si deve esprimere la Corte Suprema che già più di una volta, soprattutto per quello che riguarda il web, ha annullato leggi dei vari stati, in base al primo emendamento.

 E' già successo, infatti, anche rispetto a leggi emanate dal Congresso, come nel “caso del materiale indecente” oppure di video che riportavano crudeltà sugli animali. Secondo la Corte Suprema anche i bambini hanno alcuni diritti, protetti dal primo emendamento, mentre secondo i legislatori della California, questa legge è il modo più equo per cercare di conciliare quanto previsto dal primo emendamento con l'intenzione di limitare le vendite di giochi ultra-violenti ai minori.

Secondo, invece Activision Blizzard che ha la sede in California e ha fra i suoi giochi anche Call of Duty e Guitar Hero, il sistema di segnalazione per i genitori con le lettere dovrebbe essere sufficiente riguardo al contenuto dei videogiochi, un po' come per i programmi televisivi. La lettera E vuol significare che il gioco è adatto solo alla prima infanzia, T (dai 13 anni in su) M ( dai 17 ed oltre) A (solo per adulti). Bisognerà vedere cosa deciderà ora la Corte Suprema.

sabato 23 ottobre 2010

USA: sempre più vicina COICA, la nuova legge contro la pirateria

La proposta di legge che dà la possibilità di staccare la spina ai siti web accusati di favoreggiamento sembra essere sempre più vicina e la legge dovrebbe essere emanata nel tempo restante, al Congresso, sempre quest'anno ossia dopo il ritorno del Congresso, a prevalenza democratica a novembre. Si chiede pressantemente un voto prima che il nuovo Congresso si riunisce nei primi mesi del 2011, forse a causa della preoccupazione che le elezioni potrebbero portare  le camere verso il controllo repubblicano e rendere meno probabile la promulgazione di tale legge denominata COICA.



Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP


Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.


Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.

martedì 5 ottobre 2010

USA: settore tecnologico contro nuova legge anti-pirateria

Combattere il nuovo disegno di legge presentato dalla Commissione Giustizia del Senato e soprattutto sostenuto dal senatore Patrick Leahy, è divenuta una priorità assoluta, per molti gruppi commerciali legati al settore tecnologico. Il disegno di legge potrebbe andare al più presto al voto introduce norme molto più severe contro la pirateria e la contraffazione, come la chiusura dei siti che sarebbero incolpati di contenere materiale che viola il copyright.

Secondo ad esempio Ed Black, Ceo Computer e Communications Industry Association (CCIA), si poteva cercare di risolvere il problema della violazione del copyright in modo meno draconiano e non con la creazioni di leggi anti-primo emendamento. Diversamente, la pensano le industrie detentrici dei diritti d'autore secondo i quali, l'industria americana è rovinata dalla pirateria soprattutto provocata da siti residenti all'estero, quindi chiedono a gran voce una risposta più dura, in modo che un giudice possa chiedere la chiusura dei siti nazionali e possa obbligare gli ISP di impedire agli utenti americani l'accesso ai siti con sede estera. Dice Jonathan Lamy della RIAA, in risposta a chi si oppone all'approvazione di questa legge,"Queste imprese illegali minano la nostra economia e contribuiscono a far perdere il lavoro a migliaia di americani. La risposta da questi gruppi di sedicenti interesse pubblico non può essere sempre 'no'. I leader del Congresso e l'amministrazione hanno messo in chiaro che non fare nulla non è più un'opzione ".
Insomma, dopo la Francia e la Gran Bretagna i tempi sembrano maturi, per un'azione intensa contro la pirateria, anche in America.

Sembrerebbe comunque, dagli ultimi aggiornamenti che la proposta di legge, dovrà aspettare dopo le elezioni di novembre ma l'EFF avverte gli oppositori della legge di non pensare alla vittoria, in quanto molto presto questo disegno di legge verrà riproposto ed il Congresso dovrebbe ascoltare il punto di vista di tutti i cittadini interessati.

sabato 10 luglio 2010

Secondo smacco per la RIAA: 675000 dollari ridotti a 67500

Altro processo oltre quello di Jammie Thomas famoso e che ha visto la RIAA vedersi drasticamente ridurre il risarcimento, in un primo momento accordatogli dalla giuria. Parliamo del processo Tenembaum in cui secondo il giudice Gartner si sono calpestate le clausole della costituzione e nella sentenza di oggi il premio di 675.000 dollari è stato drasticamente ridotto a 67500.



Del resto il giudice Gartner ha fatto riferimento all'altra famosa causa che ha visto come imputata Jammie Thomas dove il giudice Davis in Minnesota ha ridotto il premio di 1,9 milioni di dollari a 2250 dollari a canzone che è già tre volte il minimo prescritto per simili reati che è di 750 dollari,anzi, ha usato proprio le stesse parole del giudice Davis per dire che anche in questo caso, il risarcimento richiesto di 675.000 dollari per la violazione di 30 canzoni è “senza precedenti ed oppressivo”.


Il giudice Gartner ha aggiunto che questo risarcimento è di gran lunga maggiore di quanto necessario, per servire gli interessi del governo nel compensare il titolare dei diritti d'autore e scoraggiare l'infrazione.


Mentre però nel Minnesota si andrà in contro ad un terzo processo che inizierà ad ottobre, il giudice Gartner non vuole che si possa ricorrere ad un altro procedimento, in cui si ritroverebbe con lo stesso problema, quindi ha lanciato un chiaro messaggio alla giuria ma anche al Congresso.


Inoltre il suo intervento lancia un chiaro messaggio, in quanto la clausola del giusto processo non tutela solo le grandi aziende come ad esempio la BMW da premi eccessivi, ma protegge anche la gente comune come Joel Tenembaum.


La RIAA comunque contesta l'operato del giudice che va contro il parere di dieci giurati e quanto stabilito dal Congresso e dice che mentre il giudice ha riconosciuto la colpevolezza dell'imputato ed il fatto che in primo momento avesse mentito, poi respinge il danno economico ed artistico causato da centinaia di canzoni illegati condivise da milioni di persone sulla rete P2P.


I giudici Davis e Gartner, invece sembrano essere concordi nel riconoscere un risarcimento a canzone di 2250 dollari, molto lontano dalla cifra massima di 150.000 dollari stabilita dalla legge ed anche tanto sbandierata nelle lettere inviate dai legali del Copy-right Group che nel 2010 hanno denunciato oltre 14.000 persone.

giovedì 17 giugno 2010

La deep Packet Inspection creerà un business di oltre 1,5 miliardi di dollari


Secondo le previsioni di ABI Research, le aziende che vendono sistemi di analisi e di filtraggio dei pacchetti,conosciuti come DPI (deep packet inspection) vedranno i loro affari aumentare esponenzialmente nei prossimi anni, con business che arriveranno a 1,5 miliardi di dollari nel 2015, rispetto ai 207 milioni del 2008.
Saranno soprattutto interessati all'acquisto di questi sistemi di filtraggio del traffico, come riporta Ars Technica i gestori di telefonia mobile, che vorranno “ottimizzare “il loro traffico e ciò significherà, bloccare tutto ciò possa assorbire molta banda.
Oltretutto l'uso di DPI permetterebbe ai gestori di telefonia mobile di sfruttare al meglio le loro risorse, senza troppi investimenti. Ad esempio T-mobile utilizza sistemi DPI per dare più spazio allo sreaming video, rispetto al download dei file.
Soprattutto verrà bloccato il traffico P2P che rappresenta un alto consumo delle risorse di rete.
Del resto mentre su banda fissa, come sappiamo, negli Stati Uniti, c'è sempre stato il controllo della FCC, basta ricordare la vicenda Comcast, che bloccava gli utenti BitTorrent, sulla rete wireless, finora non c'è stato alcun controllo.
Sappiamo perfettamente, infatti che molti vettori hanno bloccato Skype per anni.
Si spera quindi che il Congresso intenda regolamentare anche il traffico wireless altrimenti, tutti i gestori di telefonia mobile ricorreranno a sistemi DPI, invece di investire in aggiornamenti delle infrastrutture di rete, accettando sempre più clienti, ma bloccando la maggior parte del loro traffico.

Giustamente come dice Wired che parla di “wireless oligopoly” i gestori di reti wireless si lamentano con il Congresso del fatto che le loro reti sono fragili, che spendono troppo negli aggiornamenti delle infrastrutture, che guadagnano poco, ma nello stesso tempo, per attirare utenti, si vantano di come siano forti e robuste loro reti cellulari e offrono servizi come lo streaming video per l'iPhone, Skype su Verizon, e SprintTV sugli smartphone Sprint.

Non possono essere validi entrambi i discorsi. Se le loro reti sono fragili, allora dovrebbero perdere le loro licenza, e la nazione le dovrebbero ridistribuire ad aziende tech che le possano gestire bene.

giovedì 10 giugno 2010

AT & T, Google, Comcast, Verizon e Microsoft fondano BTAG


Il problema sempre più dibattuto è quello delle regole della neutralità della rete, per questo alcuni amici-nemici, martedi si sono riuniti per fondare BTAG,( Broadband Internet Technical Advisory Group),ossia un gruppo tecnico di consulenza che riguarderà la banda larga e le tecniche ad essa connesse. Il gruppo sarà presieduto da Dale Hatfield dell'Università di Boulder in Color ado,un tecnico ex capo della Federal Communications Commission.

Sappiamo benissimo che in questa fase di crisi economica, ci sono problemi più importanti che premono ai politici, mentre in internet impazza la lotta fra i sostenitori della libertà della rete, i quali affermano che bisogna introdurre leggi che impediscano ai fornitori di banda larga di limitare o filtrare i contenuti mentre, gli ISP ed altri distributori di contenuti, si oppongono a queste leggi che potrebbero soffocare l'innovazione e riempire internet di spam.

In tal senso non si sa ancora cosa potrà accadere, se il Congresso tornerà ad occuparsi della vicenda nel 2011 e se l'asse Google, Ebay ed Amazon.com avrà il sopravvento sui distributori di banda larga e quindi si è sentita la necessità di discutere della cosa in un luogo, lontano dal FCC e dagli ambienti governativi ed a tale scopo è stato fondato BTAG,.che vuole essere solo un forum di esperti tecnici per discutere i vari aspetti delle problematiche legate ad internet.
La paura di alcuni è, però, che le coalizioni aziendali potrebbero ritenere il lavoro di BTAG sufficiente e ritirare il loro appoggio all'introduzione di leggi e regolamenti.

Infatti Free Press ha subito chiarito che questo, od anche altri sforzi volontari, non debbono essere dei mezzi sostitutivi che possano impedire al governo di emanare leggi di regolamentazione per internet ed anche Public Knowledge, ha detto che BTAG non è un sostituto delle norme e delle procedure di esecuzione FCC. Sembra però che il governo degli Stati Uniti, compreso Obama, più volte schieratosi a favore della net neutralità della rete, non hanno, invece nessuna fretta che la discussione sia portata avanti presso gli organi competenti.