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Visualizzazione post con etichetta Pirate Bay. Mostra tutti i post
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lunedì 27 dicembre 2010

Carl Lundström, fa appello alla Corte Suprema

Sappiamo che anche l'appello contro il team di Pirate Bay e Carl Lundström, è finito con una condanna a periodi di reclusione e a risarcimenti dell'ordine di milioni di dollari. 

Ora Carl Lundström, tramite i suoi legali, fa ricorso alla corte suprema, in quanto non viene accettata la sentenza della Corte di Appello. E' molto probabile che anche gli altri del team, Peter Sunde e Fredrik Neij, seguiranno il suo esempio. Carl Lundström che è l'erede milionario di Wasabröd, fornì computer, larghezza di banda e server per The Pirate Bay, all'inizio della sua attività, attraverso la sua società Rix Telecom.

I motivi presentati nel ricorso, per opporsi alla sentenza dell'appello, sono molteplici. Prima di tutto perchè Pirate Bay dovrebbe essere considerato colpevole delle infrazioni imputategli, quando altri servizi, ad esempio Google svolgono la medesima attività. Poi secondo Carl Lundström, il procuratore non è riuscito a dimostrare che egli ha agito di concerto con gli altri del team, nei confronti dei reati imputabili a Pirate Bay. Inoltre la corte d'appello avrebbe concluso che egli fornì computer e servizi gratuitamente a Pirate Bay e non c'è stato nessun accordo del genere. Soprattutto, però Carl Lundström,insiste che egli si può considerare un ISP per i servizi forniti a Pirate Bay e non è mai successo che un ISP, sia stato ritenuto responsabile di quanto veicolato dai suoi clienti o condannato a pagare simili risarcimenti.

Come sappiamo, invece il processo contro Gottfrid Svartholm non si è ancora svolto a causa di una malattia dell'imputato, vedremo cosa a questo punto, deciderà la corte suprema per Carl Lundström, che tende però a separare nettamente il suo operato dagli altri del team.

venerdì 24 dicembre 2010

La Global Gaming Factory in fallimento

Come dimenticarsi la strana società, ossia la Global Gaming Factory di Hans Pandeya che sembrava fosse intenzionata a comprare Pirate Bay, sfruttando la sua popolarità per creare un commercio legale? 

Poi la stampa ha riportato che il proprietario aveva cercato di stringere le stesse trattative con Mininova, prima che la causa contro l'associazione anti-pirateria Brein non la costringesse ad eliminare tutti i Torrent. Pochi mesi fa, anzi Hans Pandeya ci ha riprovato, sembrando voler comprare Demonoid. Ma le trattative finivano subito, in quanto la Global Gaming Factory non sembrava godesse di una grossa stabilità o di liquidità ed infatti, la situazione già traballante della società ora è in picchiata del tutto, in quanto due società che da agosto debbono avere circa 220 mila dollari, hanno chiesto che la Global Gaming Factory sia messa in fallimento.
 I debiti complessivi della società, comunque, sembrerebbero essere molto più alti . Oltre a quanto richiesto dalle due aziende, Kennicott AB e Hercora Trading Technology, che avrebbero fatto prestiti all'azienda ad agosto 2008, Hans Pandeya ha mancanze personali intorno alle 400.000 corone ed anche la società ha debiti registrati intorno alle 450.000 corone.
 Inoltre la società non ha presentato alcun bilancio per il 2009. Vorrà dire che non sentiremo più parlare della Global Gaming Factory ? Forse, ma non è detto che magari Hans Pandeya, non provi a creare qualche altro gruppo e tenti ancora, quello che sembra lo scopo della sua vita, ossia trasformare un sito BitTorrent in una redditizia attività legale.
 

venerdì 10 dicembre 2010

In Svezia si pensa alla galera per i downloader illegali

Da poco è uscita la nuova sentenza contro il team di Pirate Bay ma la procura svedese è sempre più dell'avviso che bisogna considerare pene che privino della libertà, come necessarie nei casi riguardanti il file sharing illecito, perchè è “un problema sociale devastante”. 

Infatti il procuratore svedese Henrik Rasmussen, ha dichiarato in un intervista ai media, che il carcere verrà ampiamente considerato, nel futuro nei casi che riguardano i file-sharer ed anche nei confronti di un uomo che nell'estate scorsa avrebbe condiviso 44 file tramite direct connect, il procuratore dice che potrebbe chiedere come pena una multa ma anche una reclusione a due anni di carcere. Quindi mentre il team di Pirate Bay è stato condannato anche a periodi di reclusione, in quanto riconosciuto colpevoli di una quantità notevole di violazioni del copyright, potrebbero rischiare pene detentive anche persone con violazioni estremamente minori. Rick Falkvinge del partito del pirata è chiaramente molto contrariato, di questa nuova piega molto più repressiva da parte di un pubblico ministero che egli definisce anacronista.

domenica 5 dicembre 2010

Bit Snoop, il sito con la crescita più veloce del 2010

Nato nel 2009, il sito quest'anno ha avuto problemi hardware che lo hanno portato a perdere tutti i dati ed andare offline per un po' di tempo. Però i responsabili di BitSnoop non hanno perso tempo e tornato sulla piazza, il sito si è messo subito al lavoro ed ora indicizza oltre 10 milioni di Torrent che coprono oltre 12.049.125 GB di dati. Bit Snoop, con oltre un milione di pagine viste al giorno, sicuramente entrerà nei primi 10 siti Torrent più visitati del 2010, come del resto KickassTorrents, Torrentz, Pirate Bay.

 In un tempo relativamente breve, BitSnoop è diventato un nome molto conosciuto nella Comunità BitTorrent. Il sito offre una delle migliori di API, che è attualmente usata anche da molti altri siti torrent, e inoltre collabora con i ricercatori accademici che desiderano saperne di più su l'ecosistema BitTorrent. Indubbiamente con questi numeri è necessario avere dell'hardware potente e sempre a posto che i responsabili di Bit Snoop hanno preso in affitto, sperando di potere comprare i propri server al più presto possibile, anche perchè il loro prossimo traguardo è arrivare ad indicizzzare quindici milioni di Torrent.

venerdì 26 novembre 2010

Il team di Pirate Bay riconosciuto di nuovo colpevole

La corte d'appello di Stoccolma ha emesso il verdetto, riconoscendo i quattro del team di Pirate Bay, di nuovo colpevoli ma riducendo il periodo di condanna al carcere, rispetto alla sentenza di un anno fa ed aumentando invece, i soldi che debbono essere pagati per risarcire i danni che ora ammontano a più di 6,5 milioni di dollari, da dividere fra gli imputati. In particolare Peter Sunde, alias “Brokep”è stato riconosciuto colpevole, di contribuzione alla violazione del copyright, come del resto tutti gli altri e condannato a 8 mesi di prigione, Fredrik Neij alias ‘TiAMO’ è stato condannato a dieci mesi di prigione e aCarl Lundström, sono stati assegnati quattro mesi di prigione.



Gottfrid Svartholm, non è stato incluso, per ora nella sentenza, perchè era assente a causa di motivi di salute ed il suo caso sarà giudicato successivamente.


Secondo la corte il sito di Pirate Bay ha facilitato la violazione del copyright determinando quindi responsabilità penali, per coloro che hanno gestito il servizio, in vario modo e misura.


Indubbiamente, con tale sentenza si è scelto di dare un esempio ed infatti anche l'avvocato delle major Monique Wadsted ha commentato la decisione dei giudici, dicendo che è un sollievo vedere che chi svolge tale attività, verrà spedito in prigione.


Comunque i tre del team pensano ora di rivolgersi alla Corte Suprema ed in realtà, il sito, ora di proprietà della società Reservella, continua ad essere operativo come prima.

giovedì 25 novembre 2010

USA: il Comitato Giudiziario del Senato approva COICA

Qualche giorno fa, comitato giudiziario del senato ha approvato il “ Combating Online Infringement and Counterfeits Act’, ossia una legge che permetterebbe al Dipartimento di Giustizia USA di bloccare i domini dei siti sospettati svolgere attività illegali, anche esteri, di cui abbiamo già lungamente parlato. Inoltre sia la MPAA che la RIAA hanno fornito agli organi di governo una lista dei siti internazionali, tra cui Pirate Bay, Isohunt, Demonoid, che attuerebbero politiche contrarie alle leggi sul copyright USA producendo danni enormi all'industria dei media ed all'economia americana e i cui domini dovrebbero essere bloccati.



Poiché si è dimostrato molto efficace chiudere il dominio dei siti considerati illegali, alcuni senatori hanno proposto che la procedura divenisse una legge standard e pochi giorni fa il comitato giudiziario del senato ha approvato all'unanimità la proposta di legge. Finora nessun governo agiva sui domini, di competenza esclusiva dell' Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN).


Molte associazioni ed anche l'EFF si stanno mobilitando per cercare che non venga approvata una legge che essi definiscono “un 'incostituzionale restrizione per la libertà di parola ed una minaccia per l'innovazione”. In effetti, in base alla legge anche siti come Wikileaks potrebbero avere oscurato il loro dominio.


La proposta di legge comunque deve essere approvata al Senato ed al Congresso e come detto ferve la polemica perchè invece la MPAA e la RIAA, sono estremamente favorevoli all'azione del governo.

martedì 16 novembre 2010

MPAA: ecco la lista dei siti che violano il nostro copyright

La MPAA ha presentato a Kira Alvarez, del reparto a difesa della proprietà intellettuale dell'Ufficio Responsabile per il Commercio degli Stati Uniti, una lista contenente i nomi e informazioni abbastanza accurate,di molti siti, con sede estera, sia BitTorrent che cyberlocker, i quali, secondo la MPAA , contengono materiale illegale, di loro proprietà.

Il presidente della MPAA, nella lettera, oltre a ricordare l'importanza dell'industria cinematografica per l'economia statunitense, sottolinea l'esigenza della MPAA di difendere il loro business, fuori dai confini degli Stati Uniti. Infatti continua Pisano nella lettera, l'industria cinematografica distribuisce i suoi film in oltre 150 paesi e nel 2007 il 46% delle entrate della MPAA provenivano da oltreoceano. Poi Pisano dice che la MPAA apprezza l'interesse mostrato dall'USTR, ad individuare i siti che minacciano il mercato legittimo ed è anche però,necessario che il governo USA intervenga affinchè i partner commerciali all'estero, proteggano e rispettino i diritti di copy-right.così facendo, si proteggeranno i posti di lavoro negli Stati Uniti .



Segue poi la lista dettagliata, dei siti con informazioni riguardanti il paese dove hanno i server, con il nome dell'host,il numero di Torrent, la posizione Alexa ed anche quanto essi ricavino tramite pubblicità, soprattutto legata alla pornografia ed al gioco illegale e alle varie donazioni degli utenti.


Fra i siti nella lista troviamo: BTjunkie.org (Svezia ), Demonoid.com (Ucraina ) , IsoHunt (Canada )Kickasstorrents.com  (Svezia), Rutracker.org  (Russia), ThePirateBay.org ( Svezia / Olanda) , questi sono tutti siti BitTorrent poi sono stati indicati vari siti di file-hosting come Megaupload.com, Megavideo.com, RapidShare.com, Webhards (Corea) e Ba-k.com (Messico) ed anche Newsgroups, come UseNext.de (Germania / Paesi Bassi) , risultano sulla lista nera.

lunedì 8 novembre 2010

Avvocato di Antipiratbyrån spiega come funziona l'organizzazione

L'associazione anti-pirateria svedese, è stata sempre coinvolta nelle più grandi imprese contro il file sharing illegale, ad esempio il processo contro Pirate Bay, l'attacco contro i gruppi scena warez, le iniziative contro gli utenti Direct Connect. Ora l' avvocato Sara Lindbäck dell'APB, ha rilasciato un intervista in cui parla di Pirate Bay, del tasso di pirateria in Svezia, del loro stretto rapporto con le major e soprattutto della segretezza che riguarda i membri dell'organizzazione per ragioni di sicurezza.



Indubbiamente Henrik Pontén, uno degli avvocati al timone dell'APB è famosissimo ma sugli altri membri non si sa quasi nullla, questo, secondo l'avvocatessa perchè l'associazione è molto odiata in Svezia e tali persone potrebbero essere disturbate da email o telefonate minatorie. Comunque questo gruppo riesce a svolgere il suo lavoro, con un fatturato pari a zero e senza nessun dipendente.


La Lindbäck ha, fra l'altro, detto che spera in una condanna esemplare del team di Pirate Bay e che in tal senso sono perfettamente d'accordo con le major di Hollywood, ma non ha chiarito, però se ricevono o no finanziamenti dagli studios.

L'avvocato ha, poi, detto, che in Svezia ci sono circa 1,1 milioni di persone che condividono file illegali, su un totale della popolazione di 9,2 abitanti, e l'utente tipo che preferisce il materiale non consono alle leggi del copy-right, ha circa trent'anni, vive in città ed ha uno stipendio superiore alla media.

Ultimamente comunque l'associazione anti-pirateria svedese era stata trascinata in una serie di vicende poco chiare, ad esempio alcuni membri di APB avrebbero esercitato pressioni psicologiche su adolescenti affinchè tradissero i loro amici e svolgessero funzioni di informatori ed altri persone legate ad APB avrebbero costretto alcuni utenti di server FTP a rivelare le loro password, al fine di insinuarsi e controllare il server.


L'avvocato Sara Lindbäck , ha smentito decisamente queste voci ed accuse ma forse in futuro ci sarà più chiarezza sui membri e sul funzionamento dell'associazione Antipiratbyrån svedese.

sabato 23 ottobre 2010

USA: sempre più vicina COICA, la nuova legge contro la pirateria

La proposta di legge che dà la possibilità di staccare la spina ai siti web accusati di favoreggiamento sembra essere sempre più vicina e la legge dovrebbe essere emanata nel tempo restante, al Congresso, sempre quest'anno ossia dopo il ritorno del Congresso, a prevalenza democratica a novembre. Si chiede pressantemente un voto prima che il nuovo Congresso si riunisce nei primi mesi del 2011, forse a causa della preoccupazione che le elezioni potrebbero portare  le camere verso il controllo repubblicano e rendere meno probabile la promulgazione di tale legge denominata COICA.



Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP


Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.


Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.

mercoledì 13 ottobre 2010

Appello Pirate Bay, l'accusa conferma la richiesta del carcere


Siamo ormai al settimo giorno del processo a Pirate Bay del quale non abbiamo più parlato, in quanto soprattutto basato su video del precedente procedimento penale. Oggi, tutti coloro che rappresentano l'accusa, hanno fatto la loro aringa finale. Håkan Roswall, Peter Danowsky, Henrik Pontén e Monique Wadsted hanno tutti sostenuto la necessità del carcere e dei risarcimenti consistenti per punire ed in parte compensare i danni provocati dall'attività illegale svolta dal sito Pirate Bay. Il pubblico ministero Håkan Roswall, ha detto che le prove contro gli imputati sono anche più forti di prima o forse, si vuole, rivolgere ad un atteggiamento molto diverso dei politici e dell'opinione pubblica nei confronti della pirateria, in ogni caso riafferma la responsabililità, che è stata documentata di tutti e quattro gli imputati nella gestione del sito.

sabato 2 ottobre 2010

Appello Pirate Bay: si difende Carl Lundström

Siamo al terzo giorno e la difesa a mio avviso, rendendosi conto che la situazione non è proprio favorevole ai quattro del team, cerca di cercare di ridurre le accuse contro Carl Lundström e Peter Sunde. Infatti il difensore di Carl Lundström, ha cercato di ricapitolare le vicende ed anche l'importanza sociale del suo assistito.



Lundström sarebbe il nipote di Karl Edvard Lundström che ha fondato la famosa azienda Wasabröd nel 1919. Carl Lundström ha ereditato una grossa somma di denaro dal padre, morto nel 1973.


Secondo l'avvocato, l'incontro di Carl con Fredrik Neij avvenne nel 2004, dopo che Pirate Bay era stato fondato e fu stretto un accordo in base al quale Neij, assunto dalla Rix Telecom, società gestita da Carl Lundström rinunciò a parte del suo stipendio per servizi di cui avrebbe goduto il server di Pirate Bay. Nelle altre ore l'avvocato ha cercato in tutti i modi di separare il suo assistito dalle vicende di Pirate Bay, rivelando comunque che c'era stato un accordo tra gli altri tre del team un uomo d'affari istraeliano ed una ditta di pubblicita.


Nel pomeriggio è stato mostrato un video che si riferiva ad un interrogatorio di Gottfrid Svartholm presso il tribunale distrettuale, del resto abbiamo già detto che durante l'appello, gli imputati non avranno l'opportunità di rilasciare altre dichiarazioni o confutare le accuse.


Fra le altre cose discusse sul video, il ruolo di Peter Sunde e Gottfrid ha detto che Peter Sunde non ha nulla a che fare con l'amministrazione tecnica, la progettazione,il layout, le vendite pubblicitarie di Pirate Bay ma ha svolto semplicemente il ruolo di portavoce e addetto alle pubbliche relazioni.


Altra informazione chiesta dall'accusa nel video, come si regolassero su Pirate Bay per quello che riguardava i Torrent con materiale pedo-pornografico, se venissero tutti rimossi. Gottfrid ha detto che erano tutti segnalati alla polizia, come la legge richiede ma non tutti rimossi.


Il processo d'appello continuerà lunedi.

Utenti di Pirate Bay assaliti dagli spammer

Moltissimi utenti di Pirate Bay hanno ricevuto email che li invitavano ad aderire a DemoUnoid un tracker privato. Rimane sicuramente poco chiaro come gli hacker siano riusciti ad aver accesso al data base del sito.



Già due mesi fa degli hacker argentini avevano sfruttato una vulnerabilità ed erano entrati con successo nel pannello dell'amministratore. Essi avevano pubblicato la cosa, non pensando di sfruttare la vulnerabilità ma solo per mostrare come fosse facile entrare nel sistema estremamente vulnerabile.


Ora indubbiamente, altri debbono aver sfruttato  vulnerabilità, venendo a contatto con dati utente riservati. Infatti una persona ha confermato che l'email di spamming gli era giunto proprio su un'email usata solo su Pirate Bay. Il tracker privato DemoUnoid, che non è correlato con il più famoso Demonoid, potrebbe anche non entrarci nulla con lo spamming e si potrebbe trattare di tutta una campagna, per screditare Pirate Bay, nel momento che i suoi vecchi amministratori sono sottoposti al processo d'appello. Non si hanno però ancora chiarimenti da parte degli amministratori attuali di Pirate Bay.

mercoledì 29 settembre 2010

Pirate Bay: secondo giorno dell'appello

Durante il secondo giorno l'accusa ha insistito sul fatto che Pirate Bay fosse un 'attività commerciale e che i quattro imputati, tutti coinvolti nella gestione, avessero guadagnato fino a 35 milioni di corone. Inoltre ognuno dei quattro aveva un proprio ruolo nell'organizzazione, si può dire criminale, ad esempio secondo il pubblico ministero Roswall, Gottfrid Svartholm e Fredrik sono stati i principali programmatori, Peter Sunde ha coordinato la programmazione e l'ottimizzazione della ricerca ed inoltre, curava i contratti con gli inserzionisti pubblicitari mentre Carl Lundstrom,è stato il finanziatore iniziale ed è stato, anche, coinvolto nella pianificazione strategica.



Più tardi prende la parola, Peter Danowsky dell' IFPI, che chiede venga mantenuta la precedente richiesta di risarcimento, in quanto gli imputati mettevano a disposizione del pubblico, album coperti dal copy-right, alcuni, come quelli dei Beatles, di cui non esiste una copia digitale acquistabile. Il danno deve essere per lui, calcolato su base mondiale, indipendentemente che i downloader non avessero lo stesso intenzione di acquistare legalmente la copia. Anche la presenza di album, in condivisione, prima del loro rilascio ufficiale dovrebbe richiedere danni compensativi più alti.


Ha poi preso la parola Monique Wadsted, che rappresenta le industrie cinematografiche statunitensi e ha detto che le case cinematografiche vogliono sia il risarcimento per i titoli in causa, ma anche danni generici per le perdite subite dall'industria in generale, a causa di The Pirate Bay. Ha detto inoltre, che The Pirate Bay rende più difficile, per i titolari dei diritti d'autore, recuperare i loro investimenti nel cinema.


Vedremo che cosa altro verrà detto nei prossimi giorni, per ora però l'appello è solo una copia del primo processo.

Primo giorno di processo per Pirate Bay

Il processo d'appello si apre subito con un colpo di scena, infatti gli imputati, presenti dovevano essere quattro ma risulta assente Gottfrid Svartholm che è malato in Cambogia e non ha potuto affrontare il viaggio, i giudici chiedono comunque che debbono essere inviate certificazioni mediche entro il 7 Ottobre.



Hanno poi parlato gli avvocati della difesa chiedendo l'assoluzione per i loro clienti e che la cifra, che essi sono condannati a pagare, venga ridotta. L'avvocato, invece di Peter Sunde e di Carl Lundström hanno chiesto, sempre l'assoluzione per i loro clienti, senza danni da pagare.

 Gli avvocati dell'accusa hanno poi riepilogato la storia del sito di Pirate Bay che era all'inizio molto piccolo e gestito da Gottfrid Svartholm e Fredrik Neij, che tramite una società israeliana sono entrati in contatto con Carl Lundström, che era allora presidente della società Rix Telecom. In seguito fu deciso il lancio internazionale del sito basato sulla condivisione file e fu creata una società di cui Lundström, possedeva il 40% e gli altri due il 60%, nel gennaio 2005. Sempre secondo l'accusa e dalle email, sequestrate durante il raid, Lundström, si preoccupò che in seguito al cambiamento delle legge sul copy-right, Pirate Bay potesse essere considerato illegale in Svezia e cercò di convincere gli altri a spostare i server in Russia od Argentina.


Nel frattempo, però, i responsabili del sito avevano stretto accordi con una società australiana di pubblicità e cominciarono a guadagnare tramite gli annunci pubblicitari sul sito. Anzi l'accusa a conferma di ciò dice che al momento del raid sui server nel 2006, sui computer sequestrati risulta la prova che sul sito, c'erano 64 annunci pubblicitari.


Nel pomeriggio poi viene mostrato un video su come funziona il sito e viene anche dimostrato che spesso i responsabili non hanno ottemperato alle richieste di take-down. Altre email, prese durante il raid dimostrano che anche Peter Sunde era coinvolto nella gestione del sito e che tutti gli imputati hanno guadagnato tramite gli annunci pubblicitari.

lunedì 20 settembre 2010

Il partito del pirata non è entrato in parlamento

Si aspettavano di ripetere il successo ottenuto nelle votazioni per il Parlamento Europeo, dove avevano conquistato due seggi, ma disgraziatamente non è andata così, quindi né Wikileaks, né Pirate Bay potranno essere ospitati sotto l'immunità parlamentare. Ormai sembra chiaro che stanno attorno all'uno per cento, ben lontani dal 4% che gli serviva per entrare in parlamento.

Essi dicono di essersi impegnati e di aver condotto forse la loro migliore campagna elettorale ma il popolo svedese sembra aver deciso altrimenti. Questo non è certo di buon auspicio per il processo di appello contro il team di Pirate Bay che comincerà fra nove giorni. Dice giustamente Falkvinge "Ogni generazione deve riconquistare la democrazia. Nessuno ha detto che sarebbe stata una lotta facile "Ci riproveranno,comunque, alle prossime elezioni.

Anche gli scienziati usano BitTorrent

Il professore Richard Dawkins, biologo ed ateo convinto, ha spesso divulgato opinioni contro il creazionismo e ha anche scritto di come il mondo molto probabilmente sarebbe migliore senza religioni. Il suo ultimo lavoro, intitolato "Faith School Menace" , ha esplorato gli effetti deleteri delle scuole religiose sui bambini Il documentario è andato in onda sul canale televisivo More4 di Channel 4 e come succede sempre, con gli episodi TV, il resto del mondo è rimasto tagliato fuori, in quanto solo i cittadini del Regno Unito hanno potuto vedere il documentario. Il professore ha seguaci in tutto il mondo che si lamentavano di non poter vedere il lavoro in Australia o in altre parti del mondo così Dawkins sotto il suo account ufficiale, ha messo il link di YouTube, ora fatto rimuovere per questioni di diritti da parte di Channel 4 e anche alcuni link di un file Torrent su Pirate Bay.



Un uomo di scienza vuole che la cultura si diffonda il più possibile e non ha pensato certo, ai diritti di channel 4 violati e poi magari solo poche persone avrebbero scaricato il file e avrebbero anche rivisto il documentario quando la televisione dei rispettivi paesi si sarebbe decisa a trasmetterlo.

domenica 19 settembre 2010

AiPlex Software colpito da 4chan

Aiplex Software, la società piuttosto sconosciuta di monitoraggio, balzata alla ribalta per le dichiarazioni del suo amministratore, poi smentite è stata presa di mira da 4chan, la comunità piuttosto estremista che il Guardian una volta definì come "pazza, giovanile ... brillante, ridicola e preoccupante” La società AiPlex Software che è solita attaccare i siti BitTorrent con attacchi DoS è stata colpita nella stessa maniera, quasi a voler dimostrare che come essa infrange la legge anche altri possono farlo.



Speriamo che le forze dell'ordine cybercriminali vigilino meglio su queste forme illegali di attacchi ai siti da qualunque parte queste provengono. Poiché si era diffusa la notizia che Aiplex Software avesse colpito con attacchi DdoS, Pirate Bay, il messaggio lasciato dal singolo responsabile dell'attacco parla di questo. Mentre invece un lavoro di gruppo ha creato gli stessi problemi al sito della MPAA, non si sa per quale motivo la comunità 4chan, abbia agito anche contro di loro, forse perchè si avvicina l'appello contro il team di Pirate Bay che ha tantissimi fans? La MPAA comunque ha in poco tempo risolto spostando il sito su un nuovo indirizzo IP.

Die Beauty al cinema e su Pirate Bay

Questa volta non si tratta di una pre-realise sfuggita su internet. Infatti la regista Stina Bergman ha proprio collaborato con Pirate Bay per far uscire il suo film sul sito, in contemporanea con la visione nei cinema. Infatti il film è presentato al cinema Bio Rio di Stoccolma ma nello stesso tempo è offerto sul sito di Pirate Bay dove può essere scaricato con licenza Creative Commons BY-NC-SA . Il film “Die Beauty” secondo gli autori è un thriller surreale ambientato in un febbrile mondo di fiaba. Mentre Hollywood vede Pirate Bay come un nemico Stina Bergman, pensa che la collaborazione con il sito possa giovarle, infatti più persone, vedono il suo film, più ne parlano e lo commentano,più spettatori è possibile che, dal passa parola, decidano di vederlo anche al cinema.



Del resto si è visto chiaramente che anche tutti i lungometraggi messi sulla piattaforma VODO e poi
sponsorizzati dai grandi siti BitTorrent, hanno avuto un gran successo di pubblico.

venerdì 17 settembre 2010

Pirate Bay bloccato dagli ISP portoghesi?

Come è già avvenuto in Italia ed in Danimarca, ora anche in Portogallo ACAPOR, un'associazione che rappresenta gli interessi di ditte di noleggio film ha depositato una denuncia presso il ministero della Cultura portoghese chiedendo che gli ISP blocchino l'accesso del sito The Pirate Bay, agli utenti portoghesi,



Secondo l'associazione anti-pirateria, Pirate Bay sarebbe direttamente responsabile degli oltre quindici milioni di download illegali che si hanno ogni anno in Portogallo. L'associazione ha iniziato un'analoga azione contro il sito Piratatuga.net che si collega a film, musica e giochi hostati da altre parti ed ha oltre 50.0000 visitatori al giorno. Inoltre ACAPOR, ha inoltre richiesto al pubblico ministero di individuare le generalità degli amministratori di Piratatuga.net e di iniziare contro di essi un processo penale.


Mentre in Svezia sta per iniziare l'appello contro il team storico di Pirate Bay, sembra, in ogni caso, che il sito abbia notevoli guai anche nel resto d'Europa.

martedì 14 settembre 2010

Google segnala pericoloso Pirate Bay

Molti siti BitTorrent, data la loro popolarità, sono presi di mira da hacker che li usano per diffondere file maligni fra gli utenti ed è quello che è successo al famoso sito di Pirate Bay, in cui ora varie sezioni sono segnalate pericolose da Google,Firefox e da scanner di vari anti-virus. Il sistema di annunci pubblicitari di Pirate Bay è in esecuzione su OpenX, la popolare piattaforma di annunci basata su phpAdsNew, che sembra abbia vulnerabilità.



Gli annunci portano a link di domini esterni, pieni di virus e trojan, il team di Pirate Bay è al lavoro per risolvere il problema e al momento sembra che l'avviso di Google sia stato tolto, si consiglia comunque cautela agli utenti.