Da poco è uscita la nuova sentenza contro il team di Pirate Bay ma la procura svedese è sempre più dell'avviso che bisogna considerare pene che privino della libertà, come necessarie nei casi riguardanti il file sharing illecito, perchè è “un problema sociale devastante”.
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venerdì 10 dicembre 2010
In Svezia si pensa alla galera per i downloader illegali
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venerdì 26 novembre 2010
Il team di Pirate Bay riconosciuto di nuovo colpevole
La corte d'appello di Stoccolma ha emesso il verdetto, riconoscendo i quattro del team di Pirate Bay, di nuovo colpevoli ma riducendo il periodo di condanna al carcere, rispetto alla sentenza di un anno fa ed aumentando invece, i soldi che debbono essere pagati per risarcire i danni che ora ammontano a più di 6,5 milioni di dollari, da dividere fra gli imputati. In particolare Peter Sunde, alias “Brokep”è stato riconosciuto colpevole, di contribuzione alla violazione del copyright, come del resto tutti gli altri e condannato a 8 mesi di prigione, Fredrik Neij alias ‘TiAMO’ è stato condannato a dieci mesi di prigione e aCarl Lundström, sono stati assegnati quattro mesi di prigione.
Gottfrid Svartholm, non è stato incluso, per ora nella sentenza, perchè era assente a causa di motivi di salute ed il suo caso sarà giudicato successivamente.
Secondo la corte il sito di Pirate Bay ha facilitato la violazione del copyright determinando quindi responsabilità penali, per coloro che hanno gestito il servizio, in vario modo e misura.
Indubbiamente, con tale sentenza si è scelto di dare un esempio ed infatti anche l'avvocato delle major Monique Wadsted ha commentato la decisione dei giudici, dicendo che è un sollievo vedere che chi svolge tale attività, verrà spedito in prigione.
Comunque i tre del team pensano ora di rivolgersi alla Corte Suprema ed in realtà, il sito, ora di proprietà della società Reservella, continua ad essere operativo come prima.
Gottfrid Svartholm, non è stato incluso, per ora nella sentenza, perchè era assente a causa di motivi di salute ed il suo caso sarà giudicato successivamente.
Secondo la corte il sito di Pirate Bay ha facilitato la violazione del copyright determinando quindi responsabilità penali, per coloro che hanno gestito il servizio, in vario modo e misura.
Indubbiamente, con tale sentenza si è scelto di dare un esempio ed infatti anche l'avvocato delle major Monique Wadsted ha commentato la decisione dei giudici, dicendo che è un sollievo vedere che chi svolge tale attività, verrà spedito in prigione.
Comunque i tre del team pensano ora di rivolgersi alla Corte Suprema ed in realtà, il sito, ora di proprietà della società Reservella, continua ad essere operativo come prima.
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martedì 12 ottobre 2010
Irlanda: l'ISP UPC vince la sua battaglia
Un ISP irlandese UPC, ha vinto contro L'IRMA, la società che rappresenta Emy, Sony, Universal e Warner e che nel 2009 ha stretto un accordo privato con l'ISP Eircom, di cui abbiamo parlato anche qui, affinchè s'impegnasse a svolgere un compito tipo quello previsto dalla legge hadopi in Francia, ma senza passare per il tribunale, ossia scollegando, esso stesso, gli utenti recidivi. Poichè Eircom aveva paura che essendo l'unico ISP ad attuare una simile politica, questo rappresentasse una svantaggio commerciale, si voleva convincere gli altri ISP a fare altrettanto, minacciando che altrimenti sarebbero stati essi a pagare per le colpe dei loro utenti.
Come detto, però UPC, si è opposto alla cosa e la legge ha dato all'ISP ragione, dicendo che anche se l'industria discografica era danneggiata dalla pirateria, non esistono leggi tali in Irlanda che possano costringere un ISP a filtrare o scollegare gli utenti da internet, può applicare qualcosa del genere solo chi intenda farlo, su base volontaria, tipo appunto Eircom, che certo non riporterà pubblicità positiva da questo fatto.
UPC ha comunque detto in un comunicato che,in ogni caso, non giustifica la pirateria e ha sempre preso una posizione forte contro le attività illegali sulla rete e che continuerà a collaborare con i detentori del diritto d'autore che hanno ottenuto dal giudice l'ordine necessario nei confronti delle violazioni del copyright..
UPC, è particolarmente soddisfatto della sentenza, in quanto è sostenuto il principio che gli ISP non sono responsabili delle violazioni perpetuate dagli utenti, sulla rete messa dagli ISP a disposizione.
Come detto, però UPC, si è opposto alla cosa e la legge ha dato all'ISP ragione, dicendo che anche se l'industria discografica era danneggiata dalla pirateria, non esistono leggi tali in Irlanda che possano costringere un ISP a filtrare o scollegare gli utenti da internet, può applicare qualcosa del genere solo chi intenda farlo, su base volontaria, tipo appunto Eircom, che certo non riporterà pubblicità positiva da questo fatto.
UPC ha comunque detto in un comunicato che,in ogni caso, non giustifica la pirateria e ha sempre preso una posizione forte contro le attività illegali sulla rete e che continuerà a collaborare con i detentori del diritto d'autore che hanno ottenuto dal giudice l'ordine necessario nei confronti delle violazioni del copyright..
UPC, è particolarmente soddisfatto della sentenza, in quanto è sostenuto il principio che gli ISP non sono responsabili delle violazioni perpetuate dagli utenti, sulla rete messa dagli ISP a disposizione.
venerdì 20 agosto 2010
Brein rintraccia Sunde e filma l'incontro
Sempre più difficile riuscire a bloccare il sito di Pirate Bay e a costringere i tre del team al pagamento, ma Brein la famosa associazione anti-pirateria rintraccia Sunde, che era in Europa, in Austria alla conferenza “Arte nell'era digitale” e anche qui Sunde aveva avuto qualche problema con Werner Muller e gli consegna una copia della sentenza, che condanna a pagare 50.000 euro al giorno i tre del team, per ogni giorno in cui essi non blocchino l'accesso degli utenti olandesi al sito di Pirate Bay, cosa che il sito non ha mai intrapreso e non sembra avere l'intenzione d'intraprendere.
Inoltre Tim Kuik, della Brein, ha filmato l'incontro e ha dichiarato che Sunde è ora consapevole del verdetto e i termini sono in esecuzione, deve presentarsi o pagare.
Più volte i tre del team hanno detto che essi non sono più i proprietari di Pirate Bay che è di proprietà di una società alle Seychelles ma il giudice ha detto di non aver ricevuto prove che confermassero la cosa ed ha condannato, come detto, i tre del team a bloccare il sito agli utenti olandesi o a pagare 50.000 euro per ogni giorno di mancato blocco. Cosa farà o dirà, ora Sunde?
Inoltre Tim Kuik, della Brein, ha filmato l'incontro e ha dichiarato che Sunde è ora consapevole del verdetto e i termini sono in esecuzione, deve presentarsi o pagare.
Più volte i tre del team hanno detto che essi non sono più i proprietari di Pirate Bay che è di proprietà di una società alle Seychelles ma il giudice ha detto di non aver ricevuto prove che confermassero la cosa ed ha condannato, come detto, i tre del team a bloccare il sito agli utenti olandesi o a pagare 50.000 euro per ogni giorno di mancato blocco. Cosa farà o dirà, ora Sunde?
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