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venerdì 25 febbraio 2011

Estradizione in Svezia per Julian Assange di Wikileaks ?

Come sappiamo, Julian Assange accusato di reati sessuali in Svezia è stato arrestato a Londra perchè contro di lui era stato emesso un mandato di cattura internazionale.

A Londra il giudice Howard Riddle ha respinto le motivazioni della difesa ed ha detto che non vede come irragionevole la richiesta delle autorità svedesi di voler che Assange venga estradato in Svezia per ulteriori accertamentio per prelevare un campione di DNA. Assange avrà una settimana per fare appello contro la decisione.

 Alcuni sostenitori di Assange hanno suggerito che, se il capo di Wikileaks verrà in Svezia, questo renderà più facile richiedere l'estradizione da parte degli Stati Uniti, per il materiale pubblicato da Wikileaks. Riddle ha detto che lui non ha preso in considerazione questa possibilità nella sua decisione, come ogni estradizione di questo genere, avrebbe dovuto essere approvata dal ministro degli Interni del Regno Unito.Gli Stati Uniti stanno valutando se Wikileaks e Assange hanno infranto le leggi degli Stati Uniti. 

lunedì 27 dicembre 2010

Svezia: nuova retata che coinvolge gruppi “Scena”

In Svezia la polizia sembra aver ancora una volta individuato i gruppi al vertice della piramide della pirateria, sarebbe stato chiuso almeno un top sites chiamato “Devil” e sequestrati vari computer e una dozzina di server con oltre 200 TB di dati, soprattutto film di Hollywood.

Sembrerebbe che sia stato arrestato ed interrogato quello che si ritiene il gestore di Devil che è stato accusato di aver distribuito decine di migliaia di film delle Major. Sembra inoltre, che alcuni importanti gruppi di rilascio film, almeno in Svezia, ma sembrerebbe anche in un altro paese europeo, abbiano avuto interrotta la loro attività. Sicuramente, quindi un grosso successo per l'associazione Antipiratbyrån, che ha fornito le informazioni che poi si sono rivelate di grande importanza per l'azione della polizia.

venerdì 10 dicembre 2010

Telia Sonera dovrà ricorrere alla Corte Europea

La legge IPRED in Svezia obbliga gli ISP a consegnare i dati corrispondenti agli IP, di presunti violatori del copy-right alle associazioni anti-pirateria ma a loro volta gli ISP, vogliono tutelare la privacy dei loro utenti e quindi hanno smesso di memorizzare le informazioni riguardanti gli IP dei loro utenti, perchè non vi alcuna legge in tal senso in Svezia che obbliga gli ISP a memorizzare i dati. Ora poi, la battaglia fra l'associazione Antipiratbyrån e l'ISP TeliaSonera, giunta alla Corte Suprema, non è stata ancora risolta, in quanto il tribunale ha deciso che la decisione finale spetta alla Corte Europea.

Per ricordare la notizia, accenniamo al fatto che l'associazione anti-pirateria aveva richiesto, tramite tribunale, che l'ISP TeliaSonera consegnasse i dati dell'amministratore di SwetTorrents ma l'ISP si è rifiutato ed ha condotto una lunga battaglia legale, come detto, non ancora conclusa. 
Telia Sonera era stata già condannata dalla Corte distrettuale e da quella d'appello a consegnare i dati, e in caso non ottemperasse avrebbe dovuto pagare una multa di 109.000 dollari TeliaSonera non era, però disposta ad accettare la decisione e ha portato il caso al più alto tribunale del paese.Ora la Corte Suprema ha, come detto, sentenziato che la decisione spetta alla Corte Europea e ci vorranno anni prima che la cosa sia dipanata, nel frattempo gli ISP, continueranno, per proteggere la privacy dei loro clienti, a non memorizzare i dati.

In Svezia si pensa alla galera per i downloader illegali

Da poco è uscita la nuova sentenza contro il team di Pirate Bay ma la procura svedese è sempre più dell'avviso che bisogna considerare pene che privino della libertà, come necessarie nei casi riguardanti il file sharing illecito, perchè è “un problema sociale devastante”. 

Infatti il procuratore svedese Henrik Rasmussen, ha dichiarato in un intervista ai media, che il carcere verrà ampiamente considerato, nel futuro nei casi che riguardano i file-sharer ed anche nei confronti di un uomo che nell'estate scorsa avrebbe condiviso 44 file tramite direct connect, il procuratore dice che potrebbe chiedere come pena una multa ma anche una reclusione a due anni di carcere. Quindi mentre il team di Pirate Bay è stato condannato anche a periodi di reclusione, in quanto riconosciuto colpevoli di una quantità notevole di violazioni del copyright, potrebbero rischiare pene detentive anche persone con violazioni estremamente minori. Rick Falkvinge del partito del pirata è chiaramente molto contrariato, di questa nuova piega molto più repressiva da parte di un pubblico ministero che egli definisce anacronista.

giovedì 9 dicembre 2010

USA: Assange rischia perchè non è un giornalista

Un portavoce del governo americano ha dichiarato oggi che Assange rischia un procedimento legale contro di lui, per aver divulgato informazioni riservate, senza essere un giornalista. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, PJ Crowley, mentre il governo plaude al lavoro dei giornalisti che riportano notizie ogni giorno, non risulta loro, che Julian Assange possa essere classificato come giornalista. Avevamo già riportato la notizia che Assange è stato arrestato a Londra, per i reati di molestie sessuali, per i quali è ricercato in Svezia e secondo alcune fonti, ci sarebbero trattative fra il governo svedese ed americano, affinchè Assange venga portato negli USA.

Crowley ha detto, inoltre, che studieranno il caso e perseguiranno chiunque abbia violato le leggi degli Stati Uniti. Si pensa che gli Stati Uniti cerchino scuse per passare sopra al primo emendamento ed accusare Assange di spionaggio e già qualche mese fa, esponenti del governo avevano dichiarato che “la pagina web WikiLeaks costituisce una sfacciata sollecitazione ai funzionari del governo statunitense, inclusi i nostri militari, a infrangere la legge.

Intanto, invece Julian Assange si definisce un “editor” e lamenta il fatto che molti fornitori di servizi stanno prendendo le distanze da Wikileaks per paura di Washington. Ne avevamo già nominati alcuni, come ad esempio Amazon ma c'è anche PayPal, Mastercard, Visa e anche oggi un DataCell-based islandese, che curava alcuni pagamenti per Wikileaks, ha minacciato azioni legali, dopo che Visa e Mastercard hanno chiuso i conti. Intanto Mastercard e Visa erano stati sottoposti ad attacchi DdoS, ma questo non ha colpito i possessori di carta di credito. Comunque sono scomparse da Facebook e Twitter pagine relative all'operazione “Payback” o con altri sostenitori che proponevano attacchi DdoS.

Insomma, si sta facendo sempre più il vuoto intorno a Wikileaks, mentre sembrerebbe che la fuga di notizie sia da addebitare a mancanza di sicurezza nel Comando Centrale delle forze armate statunitensi.

venerdì 26 novembre 2010

Il team di Pirate Bay riconosciuto di nuovo colpevole

La corte d'appello di Stoccolma ha emesso il verdetto, riconoscendo i quattro del team di Pirate Bay, di nuovo colpevoli ma riducendo il periodo di condanna al carcere, rispetto alla sentenza di un anno fa ed aumentando invece, i soldi che debbono essere pagati per risarcire i danni che ora ammontano a più di 6,5 milioni di dollari, da dividere fra gli imputati. In particolare Peter Sunde, alias “Brokep”è stato riconosciuto colpevole, di contribuzione alla violazione del copyright, come del resto tutti gli altri e condannato a 8 mesi di prigione, Fredrik Neij alias ‘TiAMO’ è stato condannato a dieci mesi di prigione e aCarl Lundström, sono stati assegnati quattro mesi di prigione.



Gottfrid Svartholm, non è stato incluso, per ora nella sentenza, perchè era assente a causa di motivi di salute ed il suo caso sarà giudicato successivamente.


Secondo la corte il sito di Pirate Bay ha facilitato la violazione del copyright determinando quindi responsabilità penali, per coloro che hanno gestito il servizio, in vario modo e misura.


Indubbiamente, con tale sentenza si è scelto di dare un esempio ed infatti anche l'avvocato delle major Monique Wadsted ha commentato la decisione dei giudici, dicendo che è un sollievo vedere che chi svolge tale attività, verrà spedito in prigione.


Comunque i tre del team pensano ora di rivolgersi alla Corte Suprema ed in realtà, il sito, ora di proprietà della società Reservella, continua ad essere operativo come prima.

domenica 21 novembre 2010

Svezia: emesso mandato internazionale contro il fondatore di Wikileaks

Situazione molto anomala in Svezia, dove il governo svedese ha formalizzato un mandato di arresto internazionale per il portavoce di WikiLeaks, Julian Assange con l'accusa di stupro. molestie sessuali e coercizione illegale, in base ad elementi di prova forniti da Marianne Ny, regista svedese. Il suo arresto, sarebbe stato richiesto in modo da poter interrogare Assange, in base a quanto dichiarato alla stampa. Lo stesso episodio si era verificato in estate ma poi tutto era stato messo a tacere. Mark Stephens un avvocato di WikiLeaks presso la sede di Londra ha detto che questo comportamento, non è un accusa ma una persecuzione e che il suo cliente ha sempre sostenuto la sua innocenza e che le accuse contro di lui sono prive di fondamento.



Inoltre, sempre secondo il legale, Assange pur avendo diritto al silenzio, si è sempre dichiarato pronto ad essere sottoposto ad interrogatori sia quando si trovava in Svezia, sia presso l'ambasciata svedese , durante il suo soggiorno in UK, ma le sue offerte sono state sempre rifiutate.


Su questa accusa di stupro che è iniziata nel 2007, c'è stata sempre poca chiarezza ed è sembrato molto strano che la cosa sia stata rivelata alla stampa, dopo che Assange aveva attirato l'ira del governo statunitense e militare per il rilascio di più di 75.000 file riservati relativi alla guerra in Afghanistan.


Non si se ora Assange tornerà in Svezia per cercare di rispondere alle accuse e chiedere l'annullamento del mandato d'arresto. Anche se sembra che il legale di Assange stia compiendo i passi necessari per far annullare il mandato di arresto internazionale.

lunedì 8 novembre 2010

Avvocato di Antipiratbyrån spiega come funziona l'organizzazione

L'associazione anti-pirateria svedese, è stata sempre coinvolta nelle più grandi imprese contro il file sharing illegale, ad esempio il processo contro Pirate Bay, l'attacco contro i gruppi scena warez, le iniziative contro gli utenti Direct Connect. Ora l' avvocato Sara Lindbäck dell'APB, ha rilasciato un intervista in cui parla di Pirate Bay, del tasso di pirateria in Svezia, del loro stretto rapporto con le major e soprattutto della segretezza che riguarda i membri dell'organizzazione per ragioni di sicurezza.



Indubbiamente Henrik Pontén, uno degli avvocati al timone dell'APB è famosissimo ma sugli altri membri non si sa quasi nullla, questo, secondo l'avvocatessa perchè l'associazione è molto odiata in Svezia e tali persone potrebbero essere disturbate da email o telefonate minatorie. Comunque questo gruppo riesce a svolgere il suo lavoro, con un fatturato pari a zero e senza nessun dipendente.


La Lindbäck ha, fra l'altro, detto che spera in una condanna esemplare del team di Pirate Bay e che in tal senso sono perfettamente d'accordo con le major di Hollywood, ma non ha chiarito, però se ricevono o no finanziamenti dagli studios.

L'avvocato ha, poi, detto, che in Svezia ci sono circa 1,1 milioni di persone che condividono file illegali, su un totale della popolazione di 9,2 abitanti, e l'utente tipo che preferisce il materiale non consono alle leggi del copy-right, ha circa trent'anni, vive in città ed ha uno stipendio superiore alla media.

Ultimamente comunque l'associazione anti-pirateria svedese era stata trascinata in una serie di vicende poco chiare, ad esempio alcuni membri di APB avrebbero esercitato pressioni psicologiche su adolescenti affinchè tradissero i loro amici e svolgessero funzioni di informatori ed altri persone legate ad APB avrebbero costretto alcuni utenti di server FTP a rivelare le loro password, al fine di insinuarsi e controllare il server.


L'avvocato Sara Lindbäck , ha smentito decisamente queste voci ed accuse ma forse in futuro ci sarà più chiarezza sui membri e sul funzionamento dell'associazione Antipiratbyrån svedese.

martedì 28 settembre 2010

Oggi inizia il processo contro Pirate Bay

E' passato un anno e mezzo da quando i membri del famoso team furono condannati ad un anno di prigione e al pagamento di 905 mila dollari, si trattava del 17 Aprile 2009.
Quello fu in qualche modo l'inizio della fine per alcuni grandi siti come ad esempio Mininova, costretta a togliere la maggior parte dei suoi Torrent. Il sito di Pirate Bay, da quello che è stato dichiarato, proprietà di una società con sede alle Seychelles continua imperturbato, ad essere on line, mentre i vecchi membri del suo team, pare che siano impegnati in altre attività.

Ma molti altri eventi ci sono stati in questo periodo anche dal punto di vista legale, ad esempio il blocco di Pirate Bay in Italia. Inoltre sono state introdotte nuove leggi tipo i tre avvisi e la disconnessione in Francia ed il Digital Economy Bill nel Regno Unito che rafforzano i rapporti fra ISP e detentori dei contenuti per controllare e monitorare la rete.

Nello stesso tempo, c'è stata solo repressione, perchè le industrie detentrici dei contenuti non hanno lanciato nuovi modelli di business. Il risultato del processo d'appello, con questo clima che si profila può essere scontato, secondo il nostro parere, questo può spiegare la scarsa attenzione dei media e dei diretti interessati, alla notizia, mentre il primo processo fu seguito da milioni di persone.

Anche i risultati delle elezioni svedesi mostrano che, forse, i temi riguardanti la lotta al diritto d'autore non sono, ormai i più graditi all'elettorato svedese, perchè il Partito del Pirata svedese ha preso pochi voti e non è riuscito ad entrare in parlamento. Vedremo un po' se i fan di Pirate Bay mostreranno il loro attaccamento al team durante le fasi del processo.



L'appello, comunque, dovrebbe durare dal 28 settembre al 15 ottobre e soprattutto si baserà sulle audizioni del precedente processo ed anche se alcuni imputati avrebbero voluto rilasciare le loro dichiarazioni sulle parti da impugnare, questo è stato impedito. Dice infatti Peter Sunde” Ho chiesto di parlare e mi è stato negato. Questo è abbastanza folle ed incomprensibile”

domenica 12 settembre 2010

La Svizzera non diverrà il regno della pirateria

Anche se la sentenza contro la Logistep ha detto che è illegale monitorare gli IP dei file-sharer con l'obiettivo di raccogliere dati per presentare querele,questo non vorrà significare, come hanno detto in molti, che la Svizzera diverrà il regno della pirateria.
Anzi molto probabilmente,l'IFPI ed altre associazioni anti-pirateria useranno la polizia per condurre indagini contro i grandi violatori del copy-right. Abbiamo visto come anche in Svezia gli utilizzatori di direct connect, che mettono in condivisione una cartella con molti file illegali, siano oggetto d'indagine da parte della polizia ora anche in Svizzera è sotto accusa una donna di 21 anni che ha condiviso oltre 3100 brani musicali senza il permesso dei titolari del diritto d'autore.
 La donna ha detto che non aveva intenzione di commercializzare i brani ma solo di scaricarli per suo uso personale, forse non si era resa conto che lei però scaricandoli e mettendoli nella cartella condivisa, rendeva i brani disponibili per l'upload.
Anche alcuni tipi di software tipo Limewire e Bearshare, sono estremamente pericolosi per i file-sharer perchè condividendo le loro collezioni musicali, magari formate da migliaia di brani, le persone stanno giocando sul fuoco. Speriamo realmente che si diffondano sempre di più servizi di streaming o download a pagamento, magari a prezzi bassi, perchè c'è sicuramente differenza fra chi scarica una canzone per uso personale e la lascia nella cartella condivisa, non sapendo, o non pensando a quante altre persone prendono da lei quella canzone e chi fa invece una copia illegale della stessa canzone e la mette su CD, producendo moltissime copie e vendendolo ad ogni angolo di strada. Solo che attualmente, per la legge sono entrambi allo stesso modo, colpevoli di aver violato le leggi sul copy-right.

mercoledì 8 settembre 2010

Raid in 14 paesi contro i gruppi “scena”

Ieri mattina, le polizie di 14 località europee, hanno compiuto un azione congiunta e sono stati presi di mira server nei Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e soprattutto in Svezia. L'operazione mirava a colpire i gruppi “scena” che si trovano all'apice della piramide della pirateria. Sembra che ufficiali di polizia si siano presentati anche alla sede di PRQ, l'host che ospita Wikileaks.



Come riporta Torrent Freak, in Svezia ci sono stati raid in sette città, fra cui Stoccolma, Malmö, Umeå, Eskilstuna e Solna.


Il responsabile di PRQ ha confermato che la polizia fosse venuta e ha detto che volevano conoscere le generalità dietro alcuni indirizzi IP, usati dal 2009. In ogni caso il procuratore Frederick Ingblad


ha confermato che Wikileaks non è coinvolta nell'operazione. Sembrerebbe, inoltre che quattro persone siano state fermate ed accusate di violazione del diritto d'autore.

domenica 5 settembre 2010

Svezia: arrestato uomo con oltre 6000 brani

Ormai quando si parla di Svezia si pensa spesso al file-sharing,in quanto sia la fama di Pirate Bay che il successo politico del Partito del Pirata portano a ritenere il paese un regno felice, per chi trasgredisce il diritto d'autore. Ma non è affatto così, la polizia ha effettuato molti arresti soprattutto fra utenti che utilizzano Direct Connect e uno è stato effettuato in questi giorni nella regione di Östersund.
Qui, secondo quanto riferito dal nucleo operativo di Stoccolma, è stato arrestato un uomo che, tramite un hub direct connect, condivideva oltre 6000 brani.



E' abbastanza difficile che la polizia vada contro gli utenti BitTorrent che non considera grandi violatori ed anche la legge IPRED, ha creato loro pochi problemi, ma chi condivide tramite connessione diretta, può accedere all'intero materiale che si condivide una volta in linea e questo espone sicuramente a più rischi di essere scoperti. Molto probabilmente per l'uomo accusato, verrà proposta anche una pena detentiva, ma potrebbe anche cavarsela, con una sospensione della pena ed un ammenda come molti altri, imputati di casi del genere.

mercoledì 25 agosto 2010

Svezia: due studentesse, colpevoli, tradite da Facebook

Due studentesse, sono state portate davanti al tribunale distrettuale di Stoccolma e condannate a pagare, circa 270 dollari (2000 corone), che avevano usato mezzi truffaldini per registrare un incontro fra insegnanti, dove si parlava di classificazione al fine di ottenere informazioni che potevano portarle a migliorare i loro voti e poi se ne erano vantate su Facebook.



Le ragazze erano riuscite ad entrare in possesso della chiave del locale in cui si doveva tenere la riunione e poi avevano filmato tutto.
Indubbiamente, come ha detto poco tempo fa il Ceo di Google, bisognerebbe stare molto attenti a quanto si dice nei social network ma in questo caso è stato utile il fatto che molte persone abbiano letto, il post in cui le ragazze si vantavano delle loro bravata.

venerdì 30 luglio 2010

Il Partito del Pirata si offre come host per Wikileaks

Wikileaks ha pubblicato oltre 90.000 documenti relativi alla guerra in Afghanistan riservati e potrebbe rischiare ripercussioni da parte del governo degli Stati Uniti, il Partito del Pirata quindi, ha lasciato interviste dichiarando che in caso di problemi,offrirebbe server ed hosting a Wikileaks.



Il Partito del Pirata dice di credere nella democrazia e di non aver paura di lottare per essa. Personalmente speriamo che queste pie intenzioni verranno espresse anche lontano dalle elezioni e che il team di Pirate Bay faccia beneficenza con quello che incassa di pubblicità ma siccome non crediamo più a babbo natale o alla befana, continueremo a raccontare notizie, nude e crude, tenendoci i commenti per noi, anche per far sì che i lettori eventuali, possano sviluppare le loro idee, che potrebbero essere diverse dalle nostre.


Secondo, infatti, Anna Troberg del Partito del Pirata, l'America starebbe facendo pressioni in Svezia per chiudere Wikileaks, come hanno già fatto con the Pirate Bay, poiché Wikileaks colpisce al cuore il potere politico americano.


PRQ è la società svedese gestita da Gottfrid Svartholm e Fredrik Neij famosi per Pirate Bay ( ma non erano ormai nullatenenti in Svezia ?) che attualmente fornisce hosting per Wikileaks ma in caso di pericolo, il Partito del Pirata è pronto ad offrire server ed hosting al famoso sito.


Del resto il Partito del Pirata offre anche aiuto ad attivisti per la democrazia in Iran ed è sempre pronto a sostenere voci indipendenti contro i poteri forti.

mercoledì 28 luglio 2010

Anche Peter Sunde bannato da Pirate Bay

Fra le molte cause che hanno visto coinvolti in Svezia gli amministratori, diciamo storici, di Pirate Bay, perchè ormai neanche i bambini possono credere che essi non c'entrano più niente con il sito, a maggio Gottfrid Svartholm e Fredrik Neij,erano stati diffidati dalla corte d'appello dal partecipare ancora al funzionamento del sito, pena una multa di 500.000 corone, ossia circa 70.000 dollari, ora anche l'ex portavoce, Peter Sunde, è stato aggiunto a questa lista


Peter Sunde è rimasto comunque sorpreso dalla decisione della corte distrettuale e dal fatto che questa possa pensare di poterlo giudicare anche se non vive più in Svezia e dice lui non c'entra già più niente, come gli altri due con la gestione di Pirate Bay.


L'ex portavoce di Pirate Bay pensa quindi di ricorrere contro la sentenza, anche se, molto probabilmente, già l'appello della causa più importante che essi hanno perso e che li ha visti, fra l'altro, condannati ad un anno di prigione e che si terrà in autunno, dovrebbe rendere inutile quest'altro ricorso.


La maggior parte delle persone però pensa che i tre siano ancora saldamente coinvolti nella gestione del sito e che in qualche paradiso fiscale facciano scomparire gli enormi proventi guadagnati tramite la pubblicità, per cui in Svezia potrebbero essere condannati a qualsiasi cifra, tanto risultano nullatenenti.

giovedì 22 luglio 2010

Romania: molti file-sharer rischiano fino a quattro anni di carcere

Oltre il protocollo BitTorrent ci sono molti file-sharer che condividono tramite direct Connect, ora un'associazione affiliata all'IFPI ha raccolto prove su molti condivisori che utilizzano questo sistema ed ha avvertito che, questo mese, consegnerà i risultati delle sue indagini alla polizia.



Questi sistemi direct connect in cui il filesharer condivide la sua intera collezione che può essere di musica o film, si sono visti anche in Svezia e possono essere molto più facilmente individuati.


Secondo i dati dell'AIMR, l'associazione anti-pirateria rumena, il loro paese è leader per quello che riguarda questo tipo di condivisioni illegali.


Ci sarebbero oltre 913 centri attivi in Romania ed al secondo posto c'è l'Italia con 526, mentre gli Stati Uniti sono al decimo posto con 143.


Sempre secondo l'AIMR ci sono sempre 75000 utenti connessi in tal modo che divengono 100.000 nel weekend, il numero sembra basso ma il materiale illegale condiviso è dell'ordine dei 17.000 terabyte.


L'AIMR ha quindi individuato oltre 40 persone che condividono più di 5000 brani musicali e che sono utenti abituali e di questi ha rintracciato l'indirizzo IP che fornirà alla polizia, la quale, dopo aver provveduto ad ottenere dagli ISP i dati personali, perquisirà i computer per accertare se l'origine dei dati condivisi è illegale o no.

Il partito del pirata svedese lancia pirate ISP

Il Partito del Pirata svedese che è divenuto l'host di Pirate Bay, quando altri provider lo avevano dovuto abbandonare, ora pensa di lanciare Pirate ISP insieme ad altri partner ed offrirà servizi a banda larga, garantendo l'anonimato e nello stesso tempo gli introiti serviranno a finanziare il partito.



Gustav Nipe, studente di economia, e membro del Partito Pirata è ora CEO di The Pirate ISP e ha parlato della filosofia che ispirerà il nuovo ISP in linea con le idee del Partito del Pirata e che ha già iniziato un beta-testing nella città di Lund.


La loro idea è di competere con gli altri ISP offrendo un servizio anonimo ai loro clienti sempre basato su iPredator.


All'inizio cercheranno di prendere il 5% del mercato di Lund e poi espandersi in altre due città della Svezia, senza cercare di crescere troppo ma offrendo un buon servizio ai propri clienti.

Inoltre i responsabili del sito hanno dichiarato ai media che non permetteranno al governo svedese di monitorare Pirate ISP e non conserveranno i log dei loro utenti. Se poi avranno opposizioni nel fare ciò combatteranno fino in fondo, in quanto non sono d'accordo con le leggi e diverrebbe una battaglia costituzionale. Non hanno ancora chiarito come intendano difendersi dalle ingerenze esterne, in particolare quelle degli Stati Uniti.


Soprattutto rassicurano che i loro potenziali clienti file-sharer non dovranno temere di ricevere lettere con avvisi d'infrazione da parte dell'associazione Antipiratbyrån, anche se non scoprono tutte le frecce del loro arco, ossia come pensano di evitare ciò.


Henrik Ponten dell'associazione Antipiratbyrån, non sembra molto impressionato, del resto la legge IPRED è chiara è permette alle associazioni anti-pirateria di costringere gli ISP a rivelare i nomi degli utenti violatori del copy-right.

sabato 3 luglio 2010

Il Partito del pirata vuole usare Pirate Bay dal parlamento

Si è ben capito che il Partito del Pirata, pur se mosso da nobili fini, intende sfruttare la popolarità che ha il sito Pirate Bay in Svezia, già, infatti come sappiamo, gli ha offerto un host nel momento del bisogno, ed ora dichiara che se, supereranno la soglia del 4% nelle prossime elezioni, intendono eseguire Pirate Bay dall'interno del Parlamento svedese.



Essi infatti sostengono principalmente il diritto ad una maggiore condivisione dei contenuti, libera dal copy-right ma si occupano anche di privacy, libertà di parola, trasparenza dei governi ecc.


Ora, appunto utilizzando la Costituzione svedese, sopratutto per quello che riguarda l'immunità da procedimenti giudiziari per le cose fatte come parte del loro mandato politico, essi hanno intenzione di eseguire Pirate Bay, dall'interno del parlamento come deputati.


Questo perchè pensano che la Svezia, una volta all'avanguardia, è ora schiacciata da una politica lobbistica che non vede come la libera condivisione sia legata all'industria del futuro ed essi non possono accettare come le associazioni a protezione del copy-right molestino chiunque cerchi di creare attività innovative.


Come detto, però per fare ciò i rappresentanti del Partito del Pirata debbono superare la soglia del 4% alle elezioni che si terranno in Svezia il 19 Settembre ma già in quelle per il Parlamento Europeo, avevano ottenuto il 7%., quindi hanno davanti buone prospettive e un po' di pubblicità in più, attraverso dichiarazioni, tipo questa, non fa affatto male.

lunedì 28 giugno 2010

Svezia: Black Internet blocca ai suoi utenti l'accesso a Pirate Bay


Sappiamo già che in Danimarca ed in Italia gli ISP debbono impedire ai loro utenti l'accesso a Pirate Bay ed abbiamo scritto di come nei Paesi Bassi la Brein stia cercando di costringere l'ISP Zippo a fare la stessa cosa, ora Black Internet in Svezia, dopo l'ordine della corte,forse non ben chiaro, ha deciso di bloccare anch'egli l'accesso dei suoi utenti al sito.
 Sembrerebbe però che Black Internet sia andato oltre quanto previsto dall'ingiunzione, infatti il giudice Ulrika Stenbäck Gustavsson, parlando con i media ha detto che l'interpretazione dell'ingiunzione da parte di Black Internet è andata oltre quanto richiesto, infatti si voleva proibire il servizio di hosting, non l'accesso dei visitatori, in quanto nell'ingiunzione non c'è obbligo per gli ISP di controllare quello che gli utenti fanno on line o un blocco diretto nei confronti del sito Pirate Bay.

Bhè, del resto la spiegazione da parte del tribunale, di un'ingiunzione piuttosto sibillina, tranquillizza sicuramente molti utenti che si vedevano tagliare fuori dal sito ed anche molti altri ISP che si aspettavano di essere costretti a fare lo stesso.

Del resto il rapporto fra Pirate Bay e Black Internet è stato molto tumultuoso da quando l'ISP gli ha fornito l'hosting e subito è stato condannato a eliminare il rapporto con il sito oppure a pagare una multa di 500.000 corone.

Nello stesso periodo, non si è mai saputo se i fatti fossero collegati o no, l'infrastruttura di Black Internet è stata sabotato, con danni intorno al milione di corone.

L'ISP comunque decise di ricorrere in appello contro l'ordine del tribunale ma la decisione della corte di Svea non è stata favorevole per l'ISP, anzi è stato ordinato a Black Internet, di cessare di fornire accesso a The Pirate Bay che consiste di un sito web,compreso il motore di ricerca ed il data-base sul quale possono essere memorizzati i Torrent ed un tracker.

In tal modo Black Internet, nel dubbio, ha pensato che l'unico modo per non far cercare i Torrent di Pirate Bay ai suoi utenti, fosse quello di bloccare ad essi l'accesso al sito.

mercoledì 23 giugno 2010

Piratbyrån si è sciolto

Il gruppo Piratbyrån, nato quasi per gioco nel 2003, come contrapposizione della famosa associazione anti-pirateria Anti Piratbyrån si è sciolto, dopo la morte di Kopimi Botani, co-fondatore del gruppo ed una delle memti più brillanti.



Il gruppo, divenne famoso a livello internazionale, in quanto sempre nel 2003 diede vita al sito Pirate Bay, in quanto non essendoci alcuna rete di file-sharing in Svezia Piratbyrån pensò di lanciare la prima comunità BitTorrent scandinava e già un anno dopo, il tracker aveva più di un milione di peers e oltre 60.000 Torrent. In seguito, il sito fu completamente ristrutturato in quanto gli stessi fondatori si resero conto che l'interesse per Pirate Bay non era solo limitato alla Svezia e quindi lo resero disponibile in molte altre lingue.


In quel periodo il gruppo Piratbyrån, si staccò dal progetto Pirate Bay, impegnandosi in molte altre battaglie sempre a difesa della libera condivisione dei contenuti su internet e dando voce a milioni di file-sharing convinti che la copia non è un crimine.


Ha dettp Peter Sunde ex portavoce di Pirate Bay, a proposito dello scioglimento del gruppo, che molte volte si era discusso in tal senso ed indubbiamente la morte di un caro amico, ha spinto a mettere la parola fine al gruppo, che senza di lui avrebbe avuto molto meno significato e come epitaffio ha aggiunto che senza Piratbyrån, non ci sarebbe stato Pirate Bay ma che il gruppo, in questi sette anni, ha rappresentato ed ha fatto per internet molto di più. Piratbyrån ritiene di avere raggiunto il suo scopo.ed i file-sharer , molti milioni ormai, possono difendersi da soli ora e continuare a contestare la società che promuove l'abuso della proprietà intellettuale.