Ieri mattina, le polizie di 14 località europee, hanno compiuto un azione congiunta e sono stati presi di mira server nei Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e soprattutto in Svezia. L'operazione mirava a colpire i gruppi “scena” che si trovano all'apice della piramide della pirateria. Sembra che ufficiali di polizia si siano presentati anche alla sede di PRQ, l'host che ospita Wikileaks.
Come riporta Torrent Freak, in Svezia ci sono stati raid in sette città, fra cui Stoccolma, Malmö, Umeå, Eskilstuna e Solna.
Il responsabile di PRQ ha confermato che la polizia fosse venuta e ha detto che volevano conoscere le generalità dietro alcuni indirizzi IP, usati dal 2009. In ogni caso il procuratore Frederick Ingblad
ha confermato che Wikileaks non è coinvolta nell'operazione. Sembrerebbe, inoltre che quattro persone siano state fermate ed accusate di violazione del diritto d'autore.
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mercoledì 8 settembre 2010
Raid in 14 paesi contro i gruppi “scena”
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venerdì 18 giugno 2010
Ungheria: maxi retata contro i gruppi scena

Da informazioni sicure, risulta che la polizia ungherese ha sferrato un attacco congiunto, cercando di eliminare i gruppi scena BitTorrent dal paese.
Come risultato dell'operazione, risulterebbero sequestrati molti server e chiusi parecchi tracker, fra cui anche il famoso “ncore' con oltre 900.000 peers.
Sembrerebbero essere stati oggetto del blitz anche un ISP, una sede universitaria e vari seed boxes.
Le indagini a quanto riporta il blog ASVA.info, sarebbero iniziate nei primi mesi del 2010, a seguito di denunce effettuate da ASVA.hu (gruppo di industrie cinematografiche) e PROART.HU (Associazione dei diritti d'autore ) e mercoledi sarebbe stato sferrato il raid coordinato che avrebbe portato al sequestro di oltre 50 server che contenevano oltre 500 terabyte di dati.
Secondo l'aaociazione Proart questa operazione rappresenterà una pietra miliare per quello che riguarda la lotta alla pirateria. Infatti, dietro pressione degli Stati Uniti, la polizia ungherese, aveva già effettuato due raid contro i siti BitTorrent, negli anni 2007 e 2009, ma mai di questa portata.
Bisognerà vedere ora quali siti siano stati effettivamente chiusi e quali abbiano, preferito, di loro volontà, sparire per un po'. Ad esempio si sa che il grande tracker Bithumen, che doveva essere chiuso, continua invece ad operare dalla Germania.
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