La chiusura di Limewire ha subito portato moltissimi utenti verso quei siti che potevano essere considerati valide alternative a Limewire.Tutti i responsabili delle varie applicazioni P2P come FrostWire , MP3Rocket Grooveshark, anche per lo streaming e poi Soulseek, Ares emule, tutto il mondo Torrent, Usenet ecc, hanno detto di aver notato un notevole incremento del loro traffico ma stanno ben attenti a rivelare i loro dati per paura della RIAA. Mp3Rocket ha detto anzi, che il loro client lascerà la rete Gnutella entro la fine dell'anno.
L'unico client che invece è venuto fuori con statistiche dettagliate, per ironia della sorte è Bearshare che, ora non c'entra più niente con il mondo P2P, in quanto è sotto il controllo di MusicLab, LLC, dopo che i proprietari persero una causa e dovettero pagare circa 30 milioni alle etichette discografiche. Comunque Bearshare ha avuto, dopo la chiusura di Limewire un incremento del 780% dei download in USA. Per gli sviluppatori di programmi e client P2P c'è invece molta paura, perchè solo in futuro si potrà sapere chi la RIAA sceglierà come prossimo obiettivo.
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lunedì 8 novembre 2010
mercoledì 27 ottobre 2010
Giudice ordina la chiusura immediata di Limewire
Alla fine Limewire ha dovuto cessare tutte le sue attività, dopo che un giudice federale americano della corte Distrettuale di New York, ha dato ragione ad una richiesta della RIAA , che aveva sostenuto la necessità della chiusura, avendo il sito provocato miliardi di danni all'industria musicale
Della vicenda si era spesso parlato sul blog, e secondo l'ingiunzione Limewire avrebbe intenzionalmente favorito la violazione da parte degli utenti e che sapeva delle infrazioni commesse attraverso di esso.
Questa è una sentenza di fondamentale importanza che potrebbe cambiare radicalmente il mondo del filesharing, anche perchè nel 2008 Limewire aveva uno share del 37% rispetto al 14% di uTorrent.
Ciò potrebbe significare che gli utenti di limewire si riverseranno su altri client e quindi uTorrent e Vuze, potrebbero avvantaggiarsi ma anche che parecchi software simili a limewire, potrebbero divenire il prossimo bersaglio della RIAA.
A gennaio verrà effettuata una prima stima, che dovrebbe compensare le case discografiche dei miliardi di dollari persi a causa di Limewire. La RIAA fa comunque capire che il discorso non finirà qui in quanto il giudice ha firmato un provvedimento che comincia a colpire i mezzi attraverso i quali, gli utenti possono compiere i download illegali.
Della vicenda si era spesso parlato sul blog, e secondo l'ingiunzione Limewire avrebbe intenzionalmente favorito la violazione da parte degli utenti e che sapeva delle infrazioni commesse attraverso di esso.
Questa è una sentenza di fondamentale importanza che potrebbe cambiare radicalmente il mondo del filesharing, anche perchè nel 2008 Limewire aveva uno share del 37% rispetto al 14% di uTorrent.
Ciò potrebbe significare che gli utenti di limewire si riverseranno su altri client e quindi uTorrent e Vuze, potrebbero avvantaggiarsi ma anche che parecchi software simili a limewire, potrebbero divenire il prossimo bersaglio della RIAA.
A gennaio verrà effettuata una prima stima, che dovrebbe compensare le case discografiche dei miliardi di dollari persi a causa di Limewire. La RIAA fa comunque capire che il discorso non finirà qui in quanto il giudice ha firmato un provvedimento che comincia a colpire i mezzi attraverso i quali, gli utenti possono compiere i download illegali.
venerdì 24 settembre 2010
Mulve.com per i download di musica per ora non funziona
Molti media parlavano di entusiasmo di questo sito che sembrava permettere il download di musica con l'istallazione di un particolare tipo di software, un'applicazione chiamata Mulve fornita con un pacchetto di 2 MB con soli 2 file, il programma d'istallazione ed un file di testo che spiega come si potesse donare al progetto. Il fatto è che ci dobbiamo fidare di quanto scritto nel riportare la notizia, perchè come si può vedere sul sito, il collegamento non funziona e i responsabili del progetto stanno risolvendo.
In genere, quando vengono offerti software miracolosi che permettono il download di musica, dietro c'è sempre qualche trucco o malware ma, dalle prove effettuate con molti sistemi anti-virus il software sembrava pulito. Il software una volta in esecuzione permette agli utenti di ricercare i brani desiderati e poi, per quasi ogni canzone, porta una grande ricchezza di risultati ed anche MP3 di qualità, fino a 320 Kbs.
Inoltre, il download, per chi l'ha provato, avveniva con velocità impressionante. Secondo i due responsabili del progetto, questo non si basa su una cartella condivisa, come Limewire e neanche è basato su uTorrent e non è nemmeno un 'applicazione di Google basata sulla ricerca di Mp3 ma vi è la diretta connessione ad un server di negozi on line che i responsabili non vogliono rivelare dove sono.
Secondo alcuni la musica era in parte proveniente da un server russo collegato a Vkontakte, un sito enorme di social network.
Insomma, per ora qualcosa di molto sperimentale, che bisogna vedere dove porterà e non si sa quanto legale, un consiglio, con la situazione che si sta profilando in Europa è meglio comprare le tracce su Itunes oppure ascoltare la musica dalle varie radio on line, in attesa che le grandi etichette si decidano a proporre nuovi modelli di business.
Secondo alcuni la musica era in parte proveniente da un server russo collegato a Vkontakte, un sito enorme di social network.
Insomma, per ora qualcosa di molto sperimentale, che bisogna vedere dove porterà e non si sa quanto legale, un consiglio, con la situazione che si sta profilando in Europa è meglio comprare le tracce su Itunes oppure ascoltare la musica dalle varie radio on line, in attesa che le grandi etichette si decidano a proporre nuovi modelli di business.
domenica 12 settembre 2010
La Svizzera non diverrà il regno della pirateria
Anche se la sentenza contro la Logistep ha detto che è illegale monitorare gli IP dei file-sharer con l'obiettivo di raccogliere dati per presentare querele,questo non vorrà significare, come hanno detto in molti, che la Svizzera diverrà il regno della pirateria.
Anzi molto probabilmente,l'IFPI ed altre associazioni anti-pirateria useranno la polizia per condurre indagini contro i grandi violatori del copy-right. Abbiamo visto come anche in Svezia gli utilizzatori di direct connect, che mettono in condivisione una cartella con molti file illegali, siano oggetto d'indagine da parte della polizia ora anche in Svizzera è sotto accusa una donna di 21 anni che ha condiviso oltre 3100 brani musicali senza il permesso dei titolari del diritto d'autore.
La donna ha detto che non aveva intenzione di commercializzare i brani ma solo di scaricarli per suo uso personale, forse non si era resa conto che lei però scaricandoli e mettendoli nella cartella condivisa, rendeva i brani disponibili per l'upload.
Anche alcuni tipi di software tipo Limewire e Bearshare, sono estremamente pericolosi per i file-sharer perchè condividendo le loro collezioni musicali, magari formate da migliaia di brani, le persone stanno giocando sul fuoco. Speriamo realmente che si diffondano sempre di più servizi di streaming o download a pagamento, magari a prezzi bassi, perchè c'è sicuramente differenza fra chi scarica una canzone per uso personale e la lascia nella cartella condivisa, non sapendo, o non pensando a quante altre persone prendono da lei quella canzone e chi fa invece una copia illegale della stessa canzone e la mette su CD, producendo moltissime copie e vendendolo ad ogni angolo di strada. Solo che attualmente, per la legge sono entrambi allo stesso modo, colpevoli di aver violato le leggi sul copy-right.
Anzi molto probabilmente,l'IFPI ed altre associazioni anti-pirateria useranno la polizia per condurre indagini contro i grandi violatori del copy-right. Abbiamo visto come anche in Svezia gli utilizzatori di direct connect, che mettono in condivisione una cartella con molti file illegali, siano oggetto d'indagine da parte della polizia ora anche in Svizzera è sotto accusa una donna di 21 anni che ha condiviso oltre 3100 brani musicali senza il permesso dei titolari del diritto d'autore.
La donna ha detto che non aveva intenzione di commercializzare i brani ma solo di scaricarli per suo uso personale, forse non si era resa conto che lei però scaricandoli e mettendoli nella cartella condivisa, rendeva i brani disponibili per l'upload.
Anche alcuni tipi di software tipo Limewire e Bearshare, sono estremamente pericolosi per i file-sharer perchè condividendo le loro collezioni musicali, magari formate da migliaia di brani, le persone stanno giocando sul fuoco. Speriamo realmente che si diffondano sempre di più servizi di streaming o download a pagamento, magari a prezzi bassi, perchè c'è sicuramente differenza fra chi scarica una canzone per uso personale e la lascia nella cartella condivisa, non sapendo, o non pensando a quante altre persone prendono da lei quella canzone e chi fa invece una copia illegale della stessa canzone e la mette su CD, producendo moltissime copie e vendendolo ad ogni angolo di strada. Solo che attualmente, per la legge sono entrambi allo stesso modo, colpevoli di aver violato le leggi sul copy-right.
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martedì 13 luglio 2010
RIAA, Limewire ha nascosto i soldi per non pagare
Il legale della RIAA ha depositato dei documenti che proverebbero il fatto che Gorton,l'amministratore di Limewire avrebbe nascosto i soldi, guadagnati facilitando la violazione del copy.right, per evitare il risarcimento da corrispondere alle major.
Nei documenti presentati a nome della RIAA viene, inoltre richiesto che vengano congelati i fondi di Limewire e quelli delle attività di Gorton ed inoltre viene dichiarato che la maggior parte dei soldi sono stati messi dall 'amministratore di limewire in fondo comune intestato anche alla moglie ed ai figli, per paura che gli fossero tolti.
Come sappiamo a maggio le major hanno ottenuto una grande vittoria in quanto il giudice Wood ha riconosciuto il grande sito di file-sharing colpevole di induzione di violazione del copy-right e secondo, la RIAA nel 2006 Gorton ha guadagnato oltre 20 milioni di dollari con la sua attività illegale.
In seguito la RIAA ha chiesto al giudice un ingiunzione permanente che obbligasse il sito alla chiusura e molti esperti si aspettano questa decisione da parte del giudice ed un risarcimento pari ad un miliardo di dolllari.
La vittoria della RIAA in questo caso, sancita anche da un altissimo risarcimento dovrebbe servire da monito per tutti coloro che vogliono sfidare la musica ed il cinema, traendo lucro da attività illegali e per questo è necessario che agli amministratori di tali società venga anche sequestrato il patrimonio personale. Anche per questo la RIAA cerca con tutti i mezzi di entrare in possesso dei beni che Gorton ha cercato di mettere nel fondo famigliare, dimostrando anche con testimonianze che Gorton aveva trasferito il denaro in caso di una sentenza legale.
Nei documenti presentati a nome della RIAA viene, inoltre richiesto che vengano congelati i fondi di Limewire e quelli delle attività di Gorton ed inoltre viene dichiarato che la maggior parte dei soldi sono stati messi dall 'amministratore di limewire in fondo comune intestato anche alla moglie ed ai figli, per paura che gli fossero tolti.
Come sappiamo a maggio le major hanno ottenuto una grande vittoria in quanto il giudice Wood ha riconosciuto il grande sito di file-sharing colpevole di induzione di violazione del copy-right e secondo, la RIAA nel 2006 Gorton ha guadagnato oltre 20 milioni di dollari con la sua attività illegale.
In seguito la RIAA ha chiesto al giudice un ingiunzione permanente che obbligasse il sito alla chiusura e molti esperti si aspettano questa decisione da parte del giudice ed un risarcimento pari ad un miliardo di dolllari.
La vittoria della RIAA in questo caso, sancita anche da un altissimo risarcimento dovrebbe servire da monito per tutti coloro che vogliono sfidare la musica ed il cinema, traendo lucro da attività illegali e per questo è necessario che agli amministratori di tali società venga anche sequestrato il patrimonio personale. Anche per questo la RIAA cerca con tutti i mezzi di entrare in possesso dei beni che Gorton ha cercato di mettere nel fondo famigliare, dimostrando anche con testimonianze che Gorton aveva trasferito il denaro in caso di una sentenza legale.
sabato 26 giugno 2010
Hadopi, pronto il monitoraggio, la legge sta per colpire
Ultimi aggiustamenti alla legge francese meglio conosciuta come Hadopi 2 o “three strikes law”, soprattutto per quello che riguarda il monitoraggio delle infrazioni che, come è ormai risaputo, è stato dato in gestione alla società Trident Media Guard, già nota per per aver cercato di inquinare le reti di condivisione file, immettendo dati falsi.
In una conferenza Thierry Desurmont, del gruppo SACEM, che protegge i diritti di autori ed editori francesi, ha confermato che è stato raggiunto un accordo con TMG, che evidenzierà gli IP utilizzati per la condivisione illecita di file, basandosi su opere presenti in un catalogo.
Soprattutto verrà attentamente monitorato tutto il traffico P2P e quindi le reti BitTorrent, emule, Gnutella (limewire), mentre invece siti di file-hosting, tipo Rapidshare non saranno esaminati.
Tutto il settore musicale ed audio-visivo fornirà un catalogo con 5000 opere da monitorare definito “oro” a cui si aggiungeranno altre 5000 da rinnovare, mentre invece, per il broadcasting, la società ALPA fornira un catalogo con 200 titoli di file da tenere sotto controllo.
Il monitoraggio dovrebbe poter rilevare 18.250.000 infrazioni all'anno, ossia circa 50 mila al giorno, 25.000 per il settore musicale ed altre 25.000 per quello audio-visivo.
Certo con tutte queste infrazioni, per mandare il primo avviso e poi il secondo e poi alla fine anche il lavoro dei tribunali per decidere ammende o disconnessioni, ci vorranno molte persone e bisogna vedere il caos che si creerà perchè una cosa è il monitoraggio un'altra è ottemperare a tutti gli altri punti previsti dalla legge.
In una conferenza Thierry Desurmont, del gruppo SACEM, che protegge i diritti di autori ed editori francesi, ha confermato che è stato raggiunto un accordo con TMG, che evidenzierà gli IP utilizzati per la condivisione illecita di file, basandosi su opere presenti in un catalogo.
Soprattutto verrà attentamente monitorato tutto il traffico P2P e quindi le reti BitTorrent, emule, Gnutella (limewire), mentre invece siti di file-hosting, tipo Rapidshare non saranno esaminati.
Tutto il settore musicale ed audio-visivo fornirà un catalogo con 5000 opere da monitorare definito “oro” a cui si aggiungeranno altre 5000 da rinnovare, mentre invece, per il broadcasting, la società ALPA fornira un catalogo con 200 titoli di file da tenere sotto controllo.
Il monitoraggio dovrebbe poter rilevare 18.250.000 infrazioni all'anno, ossia circa 50 mila al giorno, 25.000 per il settore musicale ed altre 25.000 per quello audio-visivo.
Certo con tutte queste infrazioni, per mandare il primo avviso e poi il secondo e poi alla fine anche il lavoro dei tribunali per decidere ammende o disconnessioni, ci vorranno molte persone e bisogna vedere il caos che si creerà perchè una cosa è il monitoraggio un'altra è ottemperare a tutti gli altri punti previsti dalla legge.
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giovedì 17 giugno 2010
Anche gli editori musicali denunciano Limewire

Un gruppo di rappresentanti degli Editori Musicali, avrebbe sporto denuncia al tribunale federale, contro Lime Groups, società madre di Limewire e contro il suo amministratore, Mark Gorton,sempre per violazione del copy-right, su scala massiccia.
Abbiamo già detto che Limewire, dopo una causa di circa quattro anni contro la RIAA è stata appunto, riconosciuta colpevole, il mese scorso di violazione del copy-right ed induzione alla violazione del medesimo, su larga scala e sta ora cercando di convincere il giudice Kimba Wood, che dovrebbe decidere in merito alla sua chiusura, che sta trasformando il servizio in qualcosa di legale, prendendo accordi con etichette ed artisti.
Anche se i più sono scettici, su questa trasformazione del più grande servizio di file-sharing degli Stati Uniti.
Ora i rappresentanti degli Editori Musicali hanno chiesto al tribunale che Limewire cessi immediatamente le violazioni ed un risarcimento danni di 150.000 dollari per ogni canzone illegale e 30.000 dollari per ogni altra violazione.
Da quello che si è capito gli editori hanno fatto causa, in quanto le grandi etichette musicali non rappresentano gli interessi degli editori ed invece essi vogliono essere essere parte in causa ed ottenere il denaro, che appartiene di diritto alle 2500 società editoriali e alle centinaia di migliaia di cantautori e compositori, che debbono anch'essi essere compensati per il furto di massa che va avanti da anni.
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mercoledì 16 giugno 2010
Tutto il mondo P2P sostiene il lancio della nuova, free, serie TV
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Il lancio di “Pioneer One”, la nuova serie TV, è attivamente sostenuto da BitTorrent e dai più grandi siti P2P, per far capire che la condivisione non è solo pirateria ed invogliare artisti indipendenti, ad usare la tecnologia BitTorrent per diffondere liberamente i loro contenuti.
Per tale scopo è stata Lanciata VODO, la piattaforma indipendente powered by BitTorrent.
In ogni caso, ogni lungometraggio rilasciato su VODO ha avuto un discreto successo ed anche nel caso dell'episodio della nuova serie TV, si prevede che oltre un milione di persone, almeno, lo scaricheranno e sarà sponsorizzato da siti come Pirate Bay, EZTV, Limewire con milioni di visitatori.
Per VODO il rilascio di questo episodio TV è un'altra pietra miliare in quanto è la prima produzione che oltre alle donazioni, ha uno sponsor ufficiale MOFILM e Berhnard il produttore della serie, che verrà tutta distribuita gratuitamente su VODO, spera che si aggiungeranno altri sponsor, pronti a finanziare i successivi episodi.
Pioneer One è un progetto di Josh Smith, Bernhard e Bracey che avevano precedentemente collaborato, a 'The Lionshare', un film BitTorrent, che è stato pubblicato su Vodo, all'inizio di quest'anno.
Bernhard spera che il successo riportato dal film, possa essere esteso anche alla serie TV e alla domanda di perchè abbiano scelto BitTorrent per diffondere liberamente la loro serie, dice che era la risposta più logica dal momento che difficilmente qualche grossa azienda sarebbe stata interessata al loro pilota e c'è troppa offerta e poca domanda,
Oltre a questo, tutti i responsabili della serie pensano che internet e BitTorrent rappresentino il futuro, quindi è meglio salire sulla nave, quando ancora non c'è bisogno di fare a gomitate.
Si può, comunque, scaricare il primo episodio su VODO ed assicurarsi direttamente se la serie piace o no e magari, ricompensare i creatori con una donazione.
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sabato 5 giugno 2010
La RIAA chiede la chiusura di Limewire

Secondo fonti informate, venerdì i legali che lavorano per la RIAA avrebbero chiesto ad una corte distrettuale di Manhattan di concedere loro un'ingiunzione permanente nei confronti di Limewire, uno dei più grossi servizi di file-sharing.
Gli avvocati della RIAA hanno scritto al giudice Kimba Wood che ogni giorno il danno che provoca Limeware, alle aziende detentrici dei diritti, è tale che nessun risarcimento in denaro lo potrà mai compensare.
Del resto già il mese scorso Wood ha ritenuto valide le accuse delle industrie dei contenuti riguardanti la violazione del diritto d'autore ed ha riconosciuto lime Group società madre di Limewire, colpevole di concorrenza sleale, violazione del copy-right ed induzione alla violazione dello stesso e secondo gli esperti, la decisione di Wood ha decisamente segnato le sorti del servizio di condivisione file in attività da dieci anni.
Inoltre le major sembrano preoccupate dal fatto che Mark Gorton,il fondatore di Limeware,ha tentato per anni di mettere i suoi soldi fuori dalla portata dell'industria musicale in previsione di una sentenza come questa e per i rappresentanti delle grandi etichette la responsabilità di limewire è quantificabile in centinaia di milioni o addirittura miliardi di dollari.
Ora lunedì i rappresentanti della RIAA e di Limewire compariranno davanti al giudice che potrebbe anche concedere l'ingiunzione e poi decidere una data entro la quale Limewire dovrebbe cessare la sua attività, oppure chiedere che entrambe le parti espongano le loro ragioni per iscritto e poi decidere della sorte di Limewire.
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sabato 15 maggio 2010
Facebook rimuove fan page di siti Torrent

Ci sono molti siti Torrent che hanno una fan page su Facebook e che comunica ai fan le novità presenti sul sito, non presenta link a Torrent. Da poco il sito KickassTorrents ha aperto una propria fan page su Facebook che in poco tempo ha collezionato oltre 25.000 fan ma Facebook ha rimosso la pagina, con la motivazione che il sito Torrent non ha rispettato i termini del servizio.
La cosa è suonata strana proprio perchè non erano presenti link a Torrent od ad altro materiale illegale, il discorso sembrerebbe più legato proprio al nome del sito Torrent ma allora non si capisce perchè altri siti Torrent abbiano ancora la loro fan page su Facebook.
In passato Facebook aveva bloccato la funzionalità “Share on Facebook” di Pirate Bay ed aveva minacciato Limewire di fare altrettanto, dicendo che "Facebook rispetta i diritti d'autore e i nostri termini di servizio vietano il posizionamento di 'Share on Facebook link' su siti che contengono qualsiasi contenuto che è illecito", ma nel caso di KickassTorrents non è molto chiaro il motivo del ban e sembra al contempo illogico che decine di siti Torrent hanno invece ancora attivo il pulsante “Share on Facebook”. Si aspettano, quindi chiarimenti del gesto da parte dei responsabili di Facebook.
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