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sabato 27 novembre 2010

USA: Torrent.finder è stato chiuso

Anche senza COICA, continua l'opera del governo americano che blocca i domini, in effetti è questo che fa pensare l'home di Torrent.finder che è stato molto probabilmente sequestrato per violazione del copyright e commercio di merci contraffatte. La cosa che stupisce di più gli osservatori è che Torrent.finder non aveva contenuti o un tracker ma funzionava come motore di ricerca Torrent .

Sembrerebbe che Torrent. Finder sia ancora operativo attraverso un altro sito, Torrent.Finder.info, ma la lista dei siti e domini chiusi, dall' ICE Homeland Security, come riporta Torrent Freak è molto lunga, a cominciare da RapGodFathers e altri siti di musica dello stesso genere OnSmash.com e DaJaz1.com e sono stati oscurati molti altri siti web, probabilmente legati alle merci contraffatte.

giovedì 28 ottobre 2010

Chiuso in Moldova il più grande tracker BitTorrent

Dopo la denuncia di un associazione che rappresenta autori locali, TorrentsMD, con oltre 270.000 membri ed oltre 1,2 milioni di peers, è stato chiuso dalle autorità. Ora però l'associazione sta trattando con il tracker il ritiro della denuncia, dietro l'assicurazione della rimozione di tutti i Torrent che riguardano il loro materiale. In ogni caso le autorità stanno investigando ed in basi alle leggi locali, gli amministratori del sito potrebbero essere ritenuti colpevoli dal punto di vista, penale, civile ed amministrativo. Secondo il codice penale, potrebbero anche essere condannati ad una pena che va dai 3 ai 5 anni di carcere, ma molto probabilmente se la caveranno solo con una sanzione.



Nel frattempo, come detto, l'associazione che difende i diritti dei proprietari di contenuti locali sta raggiungendo un accordo con il tracker che ha detto che rimuoverà tutti i Torrent che conducono a materiale dell'associazione ed inoltre si è creato un software che blocca immediatamente gli utenti che tentano di pubblicare file, sempre di proprietà degli artisti locali.

lunedì 18 ottobre 2010

What.cd lancia il nuovo tracker Ocelot

What.cd, nato nel 2007 dalle ceneri di Oink è ora una leggenda e una comunità privata di amanti della musica. Ha oltre un milione di Torrent e in ogni momento oltre cinque milioni di peers utilizzano il suo tracker fra i più attivi di internet. Per questo ha cambiato da pochi giorni il suo tracker ed ha pubblicato un lungo articolo sulla sua realizzazione.

 Il tracker riceve circa 3500 contatti al secondo, un numero impegnativo sia per l'hardware che per il software. Il vecchio tracker, che nei primi anni andava bene era basato sul codice XBTT, che era stato poi modificato per renderlo più adatto alle crescenti esigenze del sito. In seguito, però XBIT si è rivelato tutt'altro che perfetto e così è iniziato il lungo cammino, durato tre anni e mezzo, che ha portato il team di What.cd ad unire la sorgente TBDev con il proprio codice Gazelle, creando alla fine un codice che potesse sostituire XBIT. Ora è stato creato, appunto, Ocelot che è sicuramente uno dei tracker più leggeri e che utilizza solo il 20-30% della CPU di un processore e 3GB di RAM, invece dei quattro sistemi utilizzati da XBIT che utilizzavano fra il 50 ed il 100% della CPU. In futuro il codice del tracker verrà reso disponibile per la comunità BitTorrent, in modo che tutti ne possano trarre beneficio.

giovedì 30 settembre 2010

Tracker BitTorrent messi out da troppi utenti

Si è scritto che Open BitTorrent e PublicBitTorrent si contendono la prima posizione tra i tracker free usati dagli utenti BitTorrent e anche se non ospitano materiale o link, essi sono in grado di coordinare il download di oltre 20 milioni di persone in qualsiasi momento. Come sappiamo, però OpenBitTorrent ha avuto vari guai quest'anno ed ha dovuto cercare un nuovo host in Spagna, dove le leggi sul copyright sono diverse, per sfuggire alle pressioni dell'IFPI. Quindi quando all'inizio della settimana, ci si è accorti che il tracker non funzionava, tutti hanno pensato al peggio. I responsabili di OpenBitTorrent hanno invece chiarito che il numero eccessivo di utenti, ha messo fuori uso i server ed essi stanno provvedendo.



I loro guai hanno provocato anche gli stessi problemi a PublicBitTorrent che è stato assalito da troppi utenti e stanno mettendo server aggiuntivi. Entrambi i tracker dovrebbero essere di nuovo operativi per la fine della prossima settimana. Intanto sembrerebbe che i download fra gli utenti, vadano benissimo avanti lo stesso tramite DHT e PEX.

mercoledì 14 luglio 2010

Interfilm.ru, richiesti 1,25 miliardi di risarcimento

Dopo un raid effettuato nel 2009, la polizia russa ha iniziato un'indagine che coinvolgeva la coppia formata da Ivan e Irina Podorozhnikovymi. che amministrava il sito Interfilm.ru, accusato di essere un importante centro di cammed pre-realise ed anche alcuni degli utenti dello stesso.  Ora sembrerebbe che il ministero degli interni abbia sporto denuncia penale contro la coppia e le case di produzione sia nazionali che estere sostengono che il tracker ha causato un danno di 38700 milioni di rubli, ossia 1,253 miliardi di dollari.


Oltretutto i proprietari del sito hanno cambiato casa e preso misure per far sì che il sito continuasse ad essere on line, durante l'inchiesta, usando Leaseweb nei Paesi Bassi ed un host malese e questo potrebbe anche determinare una condanna a sei anni di carcere, in base alla parte 3 dell'articolo 146 del codice penale russo.


Sono stati presi di mira anche gli utenti migliori del sito, alcuni dei quali, parrebbe abbiano scaricato pre-realise da interfilm.ru e le avrebbero caricate sui propri siti, traendone quindi lucro ed essendo per questo perseguibili penalmente in base alla legge russa.

lunedì 12 luglio 2010

Open BitTorrent perseguitato anche in Spagna

OpenBitTorrent è un tracker che non ospita link a file Torrent, però le major sono riuscite ugualmente a far sì che l'host svedese lo mettesse off line e quindi il tracker si è rivolto ad un host spagnolo, anche perchè le otto sentenze dei tribunali spagnoli a favore di siti BitTorrent gli davano una certa garanzia ma l'ifpi sta agendo per convincere anche l'ISP spagnolo a mettere off line il tracker.



Ma il tracker BitTorrent funziona in effetti come un client in quanto non ospita Torrent e non è collegato a motori di ricerca, facilita solo le comunicazioni fra gli utenti e ciò vorrebbe dire che non infrange alcuna legge, in base alla normativa spagnola.


Secondo un avvocato ed esperto del diritto d'autore spagnolo, consultato da Torrent freak Javier de la Cueva “il link in sé non è una violazione, l'hosting senza il permesso dei detentori dei diritti invece lo è."

mercoledì 23 giugno 2010

Piratbyrån si è sciolto

Il gruppo Piratbyrån, nato quasi per gioco nel 2003, come contrapposizione della famosa associazione anti-pirateria Anti Piratbyrån si è sciolto, dopo la morte di Kopimi Botani, co-fondatore del gruppo ed una delle memti più brillanti.



Il gruppo, divenne famoso a livello internazionale, in quanto sempre nel 2003 diede vita al sito Pirate Bay, in quanto non essendoci alcuna rete di file-sharing in Svezia Piratbyrån pensò di lanciare la prima comunità BitTorrent scandinava e già un anno dopo, il tracker aveva più di un milione di peers e oltre 60.000 Torrent. In seguito, il sito fu completamente ristrutturato in quanto gli stessi fondatori si resero conto che l'interesse per Pirate Bay non era solo limitato alla Svezia e quindi lo resero disponibile in molte altre lingue.


In quel periodo il gruppo Piratbyrån, si staccò dal progetto Pirate Bay, impegnandosi in molte altre battaglie sempre a difesa della libera condivisione dei contenuti su internet e dando voce a milioni di file-sharing convinti che la copia non è un crimine.


Ha dettp Peter Sunde ex portavoce di Pirate Bay, a proposito dello scioglimento del gruppo, che molte volte si era discusso in tal senso ed indubbiamente la morte di un caro amico, ha spinto a mettere la parola fine al gruppo, che senza di lui avrebbe avuto molto meno significato e come epitaffio ha aggiunto che senza Piratbyrån, non ci sarebbe stato Pirate Bay ma che il gruppo, in questi sette anni, ha rappresentato ed ha fatto per internet molto di più. Piratbyrån ritiene di avere raggiunto il suo scopo.ed i file-sharer , molti milioni ormai, possono difendersi da soli ora e continuare a contestare la società che promuove l'abuso della proprietà intellettuale.

venerdì 18 giugno 2010

Ungheria: maxi retata contro i gruppi scena


Da informazioni sicure, risulta che la polizia ungherese ha sferrato un attacco congiunto, cercando di eliminare i gruppi scena BitTorrent dal paese.
Come risultato dell'operazione, risulterebbero sequestrati molti server e chiusi parecchi tracker, fra cui anche il famoso “ncore' con oltre 900.000 peers.
Sembrerebbero essere stati oggetto del blitz anche un ISP, una sede universitaria e vari seed boxes.
Le indagini a quanto riporta il blog ASVA.info, sarebbero iniziate nei primi mesi del 2010, a seguito di denunce effettuate da ASVA.hu (gruppo di industrie cinematografiche) e PROART.HU (Associazione dei diritti d'autore ) e mercoledi sarebbe stato sferrato il raid coordinato che avrebbe portato al sequestro di oltre 50 server che contenevano oltre 500 terabyte di dati.

Secondo l'aaociazione Proart questa operazione rappresenterà una pietra miliare per quello che riguarda la lotta alla pirateria. Infatti, dietro pressione degli Stati Uniti, la polizia ungherese, aveva già effettuato due raid contro i siti BitTorrent, negli anni 2007 e 2009, ma mai di questa portata.

Bisognerà vedere ora quali siti siano stati effettivamente chiusi e quali abbiano, preferito, di loro volontà, sparire per un po'. Ad esempio si sa che il grande tracker Bithumen, che doveva essere chiuso, continua invece ad operare dalla Germania.

martedì 15 giugno 2010

I cinque più grandi tracker BitTorrent attuali


Come ben sappiamo la scena BitTorrent, nel corso dell'ultimo anno è cambiata considerevolmente in quanto, Mininova ha dovuto eliminare oltre un milione di Torrent per evitare il filtraggio, Pirate Bay ha, a novembre, rinunciato al suo tracker e Isohunt ha chiuso il traffico agli utenti americani e fra meno di due settimane molto probabilmente Limewire chiuderà per sempre.

Ma si è parlato sempre del mondo P2P come di un 'idra al quale una volta tagliata una testa, subito un'altra ne spunta, e sappiamo benissimo che il traffico P2P sta divenendo sempre più decentrato, tramite tecnologie DHT e PEX, quando va giù un grosso tracker in genere i downloader non se ne accorgono. Comunque se contassimo tutti i tracker, compresi quelli inattivi il numero sarebbe piuttosto alto, intorno ai 50.000, ma i tracker con più di 1000 Torrent sono poche dozzine.

E' anche vero che dalla chiusura del tracker di Pirate Bay il traffico della maggior parte dei Torrent pubblici è sostenuto da cinque tracker pubblici, tra i quali, OpenBitTorrent e PublicBitTorrent si contendono la palma del vincitore. Si tratta comunque di tracker che non hanno associato un motore di ricerca Torrent e sono ancora indispensabili all'ecosistema Torrent, in quanto senza di essi scomparirebbero i Torrent con pochi peers.

Riportiamo, comunque il quadro statistico che fa
Torrent Freak dei maggiori tracker pubblici, attuali, basato anche sul numero dei Torrent e peers che essi trattano.

giovedì 3 giugno 2010

Torna on line il tracker OpenTorrent


Anche se questo è stato un anno duro per i siti BitTorrent, basta pensare a Mininova costretta a eliminare oltre un milione di Torrent ed a Isohunt che, per evitare di usare filtri, ha dovuto bloccare l'accesso agli utenti degli Stati Uniti, la vicenda che aveva portato alla messa off line del tracker Open Torrent, aveva sconcertato i media ma, fortunatamente, dopo due settimane, il tracker è ora di nuovo on line, con un altro host.

Lo sconcerto era stato provocato dal fatto che Open tracker non ospita Torrent e non è legato a nessun motore di ricerca Torrent, facilita soltanto le comunicazioni fra utenti, come potrebbe fare qualsiasi client, eppure la Corte di appello svedese ha condannato il sito, dietro denuncia delle major di Hollywood, ed è stata emessa un'ingiunzione che ha
costretto Portlane, il suo fornitore di servizi internet, a disconnettere il tracker immediatamente.

Ma
sembrerebbe proprio che il sito sia di nuovo on line, grazie ad un host spagnolo ed ha ricominciato a contendere il primato per il più grande tracker BitTorrent a PublicTorrent, in quanto entrambi mettono in comunicazione 20-30 milioni di utenti, in certi momenti della giornata.

La cosa interessante è comunque stata che nonostante fosse offline,un così grande tracker, il traffico BitTorrent non se ne è accorto molto, infatti, quando un grosso tracker va giù si utilizzano tracker di backup ma anche senza tracker del tutto, con il sistema DHT i download continuano attivamente.

martedì 1 giugno 2010

Piratgruppen. aiuterà Elitbits a pagare 261.000 dollari


La cifra richiesta, come risarcimento danni all'amministratore di un tracker privato Elitbits ammonta, infatti a 261.000 dolari ma il Piratgruppen ha detto che sosterrà il sito nella sua lotta in tribunale.
In seguito ad un raid a casa del diciottenne amministratore del tracker privato Elitbits , un uomo con un mandato, accompagnato da tre persone dello studio legale del gruppo anti-pirateria, ha cercato prove che dimostrassero che il giovane, Jonas Laeborg, fosse coinvolto nella distribuzione illegale di opere protette dal copy-right
Sono stati prese schermate con informazioni sul personale del sito ed i nomi dei 10 maggiori downloader e dei migliori 50 uploader. Inoltre sono state ricavate altre informazioni sui conti bancari del ragazzo, sui quali finivano le donazioni effettuate dagli iscritti al tracker privato.

Ora, in base alle prove raccolte, come detto, è stato richiesto un risarcimento danni di 1,6 milioni di corone, pari a 261.000 dollari.
Laeborg ha un'assicurazione che può coprire in parte le spese legali ma non è sufficiente e quindi il Piratgruppen si è offerto di pagare il restante in modo che il giovane possa difendersi in tribunale.

Dicono i responsabili di Piratgruppen, che è assolutamente necessario che su questi casi ci sia un giudizio del tribunale e quindi hanno messo a disposizione una somma che possa coprire i costi legati alle controversie.
Ormai i gruppi anti-pirateria hanno cambiato la loro tattica, andando contro i grossi siti e non perseguendo più i singoli file-sharer, dopo che in vari giudizi, il tribunale li aveva riconosciuti innocenti, in quanto i legali delle associazioni anti-pirateria non avevano addotto prove tali da dimostrare in modo inequivocabile la loro colpevolezza.

sabato 29 maggio 2010

Ktorrent introduce il protocollo open source uTP


Come si sa BitTorrent ha reso il nuovo protocollo uTP open source in modo che possa essere integrato in altri client e subito Ktorrent,il client BitTorrent di KDE, l'ha introdotto, in modo da eliminare i possibili problemi di congestione di banda ed anche i problemi di incopatibilità con gli utenti BitTorrent che utilizzano l'ultima versione del client, ossia la 2.
Per questo motivo molti tracker non avevano accettato utenti con l'ultima versione di uTorrent in quanto, secondo essi venivano discriminati gli utenti con altri client.Ora, proprio per risolvere questi problemi d'incompatibilità, Ktorrent ha deciso di aggiungere il protocollo uTP alla sua nuova realise la 4.0, mentre altri client, più famosi, come Vuze, hanno detto che aspetteranno che il protocollo divenga più maturo, prima di aggiungerlo al loro client.
Ora Ktorrent è sicuramente il primo client ad aver utilizzato il protocollo uTP open source ma si spera che presto molti altri client, lavorino al codice e possano introdurlo.
Inoltre, altra importante novità, Ktorrent aggiunge il supporto per i magnet link .
Altre informazioni ed il download sul sito ufficiale.

domenica 23 maggio 2010

Tripla ingiunzione contro Pirate Bay


Dopo un periodo di relativa pace, perchè qualche problema, ad esempio, in Olanda c' era stato, Pirate Bay è stato sottoposto ad un duro attacco da parte delle major. Ricordando brevemente la vicenda,il suo fornitore di banda tedesco, CB3ROB è stato prima minacciato, poi è stata ottenuta un'ingiunzione contro di lui, in un procedimento che si è svolto in sua assenza, per cui ha dovuto mandare offline Pirate Bay.

Il sito poi ha ricevuto aiuto dal Partito Pirata Svedese per tornare on line ma in ogni caso il trasferimento file non si era fermato, sia perchè aiutato dai sistemi DHT e PEX, ma soprattutto in quanto sostenuto da Open BitTorrent Tracker
Solo che mercoledi, è stato
intimato all'ISP Portlane di consegnare i dati degli amministratori di Opentracker ed intanto da 24 ore il tracker è offline.
Intanto è giunta a
Torrent Freak la notizia che ben tre ingiunzioni sono state rilasciate contro Pirate Bay, dal tribunale di Svea, dietro pressione delle major:
Ingiunzione 1
La Corte ha imposto a Fredrik Neij e Gottfrid Svartholm Warg di cessare di condurre il sito web The Pirate Bay.
Ingiunzione 2
la Corte ha ordinato a Black Internet di cessare di fornire accesso Internet al sito TPB.
Ingiunzione 3
Il tribunale ha ordinato all'ISP Portlane di cessare di fornire l'accesso Internet al Tracker con indirizzo tracker.openbittorrent.com .
Questo indubbiamente spiegherebbe perchè OpenBitorrent tracker risulti, offline e secondo voci informate sta cercando un nuovo hosting.

lunedì 10 maggio 2010

BakaBT, un tracker Torrent di anime, messo offline da un attacco DdoS


Molti siti subiscono forti attacchi Ddos, molte volte di natura sconosciuta, ma BakaBT, famoso tracker Torrent specializzato in anime, dice di conoscere il suo persecutore, un ragazzo con il quale avevano litigato ed aveva già in passato lanciato un attacco Ddos.
Come detto molto spesso anche siti famosi di associazioni anti-pirateria sono stati messi fuori uso da attacchi Ddos, soprattutto dopo che quest'ultimi, magari, avevano vinto cause importanti contro siti o tracker BitTorrent.

Ma anche famosi siti Torrent avevano nemici che hanno cercato di metterli fuori uso, ad esempio nel 2008 fu lanciato un attacco contro il dominio Torrentz.com ed a metà del 2009 anche NowTorrents è stato sottoposto ad attacco ed anche TNT Village in Italia ed ultimamente abbiamo parlato anche dei problemi di Demonoid, sempre imputabili ad un attacco Ddos

Ora la vicenda che ha coinvolto BakaBT è molto più strana e chiede aiuto attraverso il suo
blog, sempre su eblogger, in cui svela l'identità dell'hacker responsabile dell'attacco.
In effetti i responsabili del sito sono piuttosto disperati e scrivono che non sanno cosa avverrà della loro comunità, ormai in piedi da più di sei anni e che sarebbe davvero una tragedia perdere il sito per un motivo così banale.

In effetti il sito, on line dal 2004, conta oltre 142.000 soci ed oltre 7000 Torrent e si spera che al più presto risolvano le loro divergenze. C'è da dire che spesso in internet si litiga per motivi realmente banali e con effetti disastrosi, come in questo caso. La gente, molto probabilmente dovrebbe pensare meno all'orgoglio ferito e più al business, perché sicuramente un sito di anime, con tutti i fan e la pubblicità, sicuramente rende.