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martedì 30 novembre 2010

USA: confermato il sequestro di 82 domini

Qualche giorno fa avevamo parlato della chiusura di Torrent-Finder ed anche di molti altri siti, accusati di aver violato le leggi sul copy-right e sulla contraffazione.
 Ora il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e Immigration and Customs Enforcement (ICE), hanno confermato il sequestro di 82 domini e hanno rilasciato dichiarazioni dicendo che l'operazione ha mirato a colpire rivenditori on line di una vasta gamma di prodotti contraffatti, fra cui articoli sportivi, scarpe, borse,abbigliamento, copie illegali di DVD, protetti dal copyright, contenenti musica, software e giochi.

I responsabili dell'operazione hanno detto che, in tal modo, cercano di tagliare i fondi a chi vuole sfruttare l'ingenuità altrui per proprio tornaconto personale. Quello però che ha stupito i media e che non è stato ancora ben chiarito dai responsabili dell'operazione, perchè nella lista dei domini bloccati compaiano tre siti con link di musica e Torrent-finder che è un meta motore di ricerca. A meno che non si voglia colpire i siti BitTorrent e questa sia una specie di prova generale in ogni caso, sembra che ci siano ancora molti altri siti che stanno per avere il loro dominio oscurato.

lunedì 18 ottobre 2010

What.cd lancia il nuovo tracker Ocelot

What.cd, nato nel 2007 dalle ceneri di Oink è ora una leggenda e una comunità privata di amanti della musica. Ha oltre un milione di Torrent e in ogni momento oltre cinque milioni di peers utilizzano il suo tracker fra i più attivi di internet. Per questo ha cambiato da pochi giorni il suo tracker ed ha pubblicato un lungo articolo sulla sua realizzazione.

 Il tracker riceve circa 3500 contatti al secondo, un numero impegnativo sia per l'hardware che per il software. Il vecchio tracker, che nei primi anni andava bene era basato sul codice XBTT, che era stato poi modificato per renderlo più adatto alle crescenti esigenze del sito. In seguito, però XBIT si è rivelato tutt'altro che perfetto e così è iniziato il lungo cammino, durato tre anni e mezzo, che ha portato il team di What.cd ad unire la sorgente TBDev con il proprio codice Gazelle, creando alla fine un codice che potesse sostituire XBIT. Ora è stato creato, appunto, Ocelot che è sicuramente uno dei tracker più leggeri e che utilizza solo il 20-30% della CPU di un processore e 3GB di RAM, invece dei quattro sistemi utilizzati da XBIT che utilizzavano fra il 50 ed il 100% della CPU. In futuro il codice del tracker verrà reso disponibile per la comunità BitTorrent, in modo che tutti ne possano trarre beneficio.

mercoledì 29 settembre 2010

La RIAA fa chiudere Mulve.com

L'avevo detto, subito  che non era un servizio che potesse funzionare, in ogni caso non si può dire che non abbia subito avuto un grosso successo di pubblico, tale da far andare subito il sito off line, per il troppo carico di utenti.Dopo di che aveva riaperto ma ora è offline di nuovo, questa volta hanno agito i legali della RIAA.


Infatti un portavoce di Mulve che è un abbreviazione di Music love, ha detto che hanno ricevuto un avviso DMCA da parte dei legali della RIAA, che li costringeva a chiudere il sito.


Anche perchè il sito aveva ormai più di 30.000 visitatori al giorno e svolgeva oltre 15.000 ricerche ogni ora. Praticamente la RIAA ha scoperto, che un piccolo elemento del sito era ospitato sullo statunitense Hostgator e una volta intervenuti su quello, tutto il sito, anche se non conteneva materiale illegale, è andato down.


I responsabili hanno detto che proveranno a migliorare l'applicazione e torneranno on line.Ho i miei dubbi che però, dato il tipo di servizio, continueranno a restare on line.  

venerdì 24 settembre 2010

Mulve.com per i download di musica per ora non funziona

Molti media parlavano di entusiasmo di questo sito che sembrava permettere il download di musica con l'istallazione di un particolare tipo di software, un'applicazione chiamata Mulve fornita con un pacchetto di 2 MB con soli 2 file, il programma d'istallazione ed un file di testo che spiega come si potesse donare al progetto. Il fatto è che ci dobbiamo fidare di quanto scritto nel riportare la notizia, perchè come si può vedere sul sito, il collegamento non funziona e i responsabili del progetto stanno risolvendo.

In genere, quando vengono offerti software miracolosi che permettono il download di musica, dietro c'è sempre qualche trucco o malware ma, dalle prove effettuate con molti sistemi anti-virus il software sembrava pulito. Il software una volta in esecuzione permette agli utenti di ricercare i brani desiderati e poi, per quasi ogni canzone, porta una grande ricchezza di risultati ed anche MP3 di qualità, fino a 320 Kbs.

Inoltre, il download, per chi l'ha provato, avveniva con velocità impressionante. Secondo i due responsabili del progetto, questo non si basa su una cartella condivisa, come Limewire e neanche è basato su uTorrent e non è nemmeno un 'applicazione di Google basata sulla ricerca di Mp3 ma vi è la diretta connessione ad un server di negozi on line che i responsabili non vogliono rivelare dove sono.

Secondo alcuni la musica era in parte proveniente da un server russo collegato a Vkontakte, un sito enorme di social network.

Insomma, per ora qualcosa di molto sperimentale, che bisogna vedere dove porterà e non si sa quanto legale, un consiglio, con la situazione che si sta profilando in Europa è meglio comprare le tracce su Itunes oppure ascoltare la musica dalle varie radio on line, in attesa che le grandi etichette si decidano a proporre nuovi modelli di business.

giovedì 2 settembre 2010

Nuovo sito Zaptunes state attenti alla truffa

In queste ultime settimane è stato molto pubblicizzato un sito chiamato Zaptunes che offre download di MP3 liberi dal DRM per 25 dollari. Il sito ha affermato di avere oltre 8 milioni di tracce disponibili, fornite dalle grandi etichette ma dice di poter offrire anche musica dei Beatles e si sa benissimo che è impossibile.



Addirittura un rappresentante del sito, su questo argomento, ha detto che essi hanno un contratto con la Sony music a proposito delle canzoni dei Beatles.


Ma i motivi per diffidare del sito sono tanti, quindi se potete evitatelo proprio. Essi affermano ad esempio di essere una società finanziata con 5 milioni di dollari ma in realtà il dominio è stato registrato il 19 luglio 2010 e dura un anno, quindi ciò dimostra poca stabilità.


Anche la pagina messa, ad esempio, per pubblicizzare l'offerta di canzoni di Eminem è copiata, da internet, altri sicuramente sono stati presi da Last.fn


Altra cosa che lo fa definire un sito poco credibile è che Zaptunes dice di offrire gratuitamente brani delle quattro grandi etichette e sappiamo benissimo che queste ultime non si sono mai impegnate in imprese basate sul free.


La realtà è che invece Zaptunes non offre proprio niente, sul suo sito ma ha un motore di ricerca che trova prima siti che potrebbero disporre del brano cercato da scaricare gratuitamente, poi cerca su Amazon o Itunes,lo stesso brano a pagamento,. Inoltre sembrerebbe che non si è trovato alcun marchio registrato per Zaptunes, all'apposito ufficio brevetti. Ma cosa ancora più grave, un url che reinderizza a Zaptunes è www.24hfunds.com , un noto sito truffa, quindi attenti alla carta di credito.

venerdì 27 agosto 2010

Jac Holzman: il web non ucciderà la musica

In rete vengono riportati sempre pareri piuttosto discordanti di artisti ed esperti del settore musicale , riguardo al web e all'impatto che questo può avere sull'industria discografica.



Ora anche Jac Holzman, che ora ha 79 anni e che ha fondato Elektra Records, che festeggia il suo 60 esimo anniversario e scoperto i Doors e spinto le grosse case discografiche ad adottare il compact disk, dice, sempre riferendosi al web che l'industria musicale ha un futuro luminoso. Molto probabilmente lui ha visto le varie innovazioni tecnologiche rivoluzionare completamente il mondo musicale durante la sua lunga attività e non si lascia facilmente prendere dal panico.


Nel campo musicale, Holzman ha visto la nascita di tutto, l'LP, il dat, il CD,l'Mp3, BitTorrent. Quindi la tecnologia non lo spaventa, anzi dice che varie innovazioni tecno hanno fatto arricchire molte persone ed anche quando si tratta di internet e della distribuzione digitale, Holzman dice che le grandi etichette possono fiduciosamente investire capitali in questo campo anche perchè non hanno altra scelta. Quindi lui non è d'accordo con quanto detto, durante questa settimana dal cantante Fleetwood Mac, che Internet avrebbe distrutto il rock.


Sempre secondo Holzman, le grandi etichette hanno sbagliato a chiudere Napster perchè in quel momento l'ascesa del CD aveva lasciato un vuoto sulla possibilità di vendere i brani singoli. E con Napster ci sarebbe stata la possibilità di far soldi vendendo i singoli ad esempio a 79 cent.. Avrebbe avuto lo stesso successo il P2P? Forse, si, ma si sarebbe stabilito il principio che bisognava pagare per ottenere musica digitale.

 
Inoltre Holzman concorda con alcune idee di Lawrence Lessing sulle necessità di modificare le leggi sul diritto d'autore e sulla necessità di marchi meno restrittivi.


Per quello che riguarda poi le cause intentate dalla RIAA contro i file-sharer, pensa che siano state un errore ma dice anche che le industrie e gli artisti debbono guadagnare dalle loro produzioni e soprattutto gli ISP debbono dare ad essi qualcosa, perchè hanno sempre guadagnato, sfruttando la loro musica, senza pagare nulla.


Sempre secondo Holzmann, le etichette stanno pensando e studiando il modo più giusto per utilizzare le nuove tecnologie e lanciarsi nel mondo digitale, ormai nessuno ha più paura.

venerdì 16 luglio 2010

La RIAA ha speso più di 16 milioni di dollari in spese legali

Un documento che è stato veicolato dai media, ha dimostrato che la RIAA, per le cause contro la pirateria, ha speso più di sedici milioni di dollari e non ha ricavato altrettanto dalle stesse. Quindi la RIAA è delusa? Per niente affatto, infatti Torrent Freak ha intervistato il vice-presidente Jonathan Lamy, il quale ha dichiarato che il loro principale scopo era quello di mettere paura, dare un esempio e sono soddisfatti dai risultati raggiunti.



Lamy ha detto che prima di cominciare con le azioni legali hanno cercato di dissuadere mediante campagne educative, tenute anche da artisti o da esperti che illustravano tutti i rischi che si correvano con la violazione del copy-right. Ma hanno ottenuto scarsi risultati, perchè la gente smette solo quando si rende conto, che potrebbe finire in tribunale. E' lo stesso discorso dei controlli per la velocità, se gli automobilisti non avessero paura delle multe, andrebbero a velocità supersonica.


Uno studente, ad esempio ad un incontro, quando gli è stato chiesto cosa lo avrebbe dissuaso dal continuare a condividere materiale illegale, avrebbe risposto che doveva vedere lui o la sua compagna citata in giudizio, perchè aveva bisogno di toccare con mano per rendersi conto che quello che faceva gli avrebbe potuto arrecare problemi.


Quindi la RIAA ha pensato che poiché altri metodi non erano serviti, citando migliaia di persone, il loro messaggio sarebbe giunto al pubblico.


Ma si saranno poi raggiunti i risultati sperati? Sicuramente per la RIAA si, del resto per anni i media hanno scritto dei suoi metodi e dei milioni di risarcimento richiesti, ciò ha sicuramente informato la maggior parte delle persone e spaventato quelle che avevano agito con superficialità ed ignoranza.


Ora però la RIAA ha smesso di perseguire i singoli file-sharer perchè, secondo l'associazione, la pirateria musicale è diminuita abbastanza e la gente compra più dischi invece di condividerli illegalmente.


Comunque anche i file-sharer che si sono trovati coinvolti nei processi dalla RIAA hanno speso tanti soldi fra risarcimenti e spese legali ma per essi Lamy non ha alcuna pietà e ricorda invece quanti lavoratori dell'industria musicale si sono ritrovati senza stipendio per colpa delle loro violazioni.

venerdì 7 maggio 2010

L'industria non vuole competere se c'è ancora pirateria


Molte volte si è scritto che uno dei fattori maggiori che spinge la gente verso la pirateria on line, è la mancanza di offerte legali ed a buon prezzo. Ora secondo i risultati di un sondaggio, effettuato, intervistando oltre 7000 persone, la grande maggioranza degli intervistati preferirebbe pagare prezzi bassi piuttosto che effettuare download illegali, ma il capo dell' Australian Federation Against Copyright, Neil Gane, commentando la notizia, ha detto che l'industria non scenderà in campo finché non sarà debellata la pirateria contro la quale chiede al governo mezzi più coercitivi. Secondo sempre il capo dell'associazione a difesa del copyright, solo ad armi pari, quando la gente non potrà ricorrere al gratis, sarà possibile creare modelli commerciali validi.

Come detto invece, i risultati del sondaggio effettuato da news.com.au e dalla società di ricerche di mercato CoreData, intervistando persone che avevano ammesso di aver scaricato negli ultimi dodici mesi materiale illegale attraverso le piattaforme di file-sharing hanno dimostrato che addirittura il 66,4% degli intervistati sarebbe pronto a pagare prezzi bassi, avendo in cambio un prodotto magari con pubblicità, ma DRM-free.

Queste persone pagherebbero 1 dollaro per ogni episodio TV, $ 2 per un film e 50c per ogni brano musicale.
Ma al capo dell'associazione anti-pirateria australiana il discorso non va bene, molto probabilmente vuole guadagnare molto di più da ogni singolo film o brano musicale, non pensando che intanto i soldi che questa gente sarebbe stata disposta a pagare nei passati dodici mesi sono per loro irrimediabilmente persi e più aspettano, più ne perderanno.