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lunedì 7 marzo 2011

Google elimina le app infette dai telefoni degli utenti

Come abbiamo già scritto, qualche giorno fa Google aveva eliminato oltre 50 apps infette dal suo Android Market ma aveva aspettato ad usare il suo sistema di controllo da remoto, per eliminarle anche dal computer degli utenti. Ora però, ha deciso che il pericolo che correvano i 260.000 utenti che avevano scaricato le apps fosse troppo grande ed ha quindi deciso di “premere il bottone “ ed eliminare le apps dai telefoni degli utenti.

Il kill switch è in realtà un software che viene scaricato su uno smartphone Android e installato automaticamente, eliminando le applicazioni in questione senza alcuna azione da parte dell'utente. Google inoltre ha assicurato i clienti,  che i loro dati personali non sono stati compromessi dalle applicazioni infette.

 Se il dispositivo risulta infetto gli utenti riceveranno un emai dall'Android market support e si riceverà anche una notifica riguardante l'istallazione dell'Android Market Security Tool marzo 2011” Si potrà anche ricevere un email che notifica che un'applicazione è stata rimossa. L'utente non deve far nulla in quanto l'aggiornamento annulla l'exploit e entro le 24 dopo di che l'attacco è stato annullato, si riceverà una seconda email.

 Gli hackers, secondo i responsabili di Google, possono essere venuti a conoscenza dei codici unici, che vengono utilizzati per identificare i dispositivi mobili e della versione di Android istallata, ma non di altri dati degli utenti. Secondo altri esperti di sicurezza, sono particolarmente vulnerabili a questi tipi di attacchi i telefonini con versioni di Android 2.2,1 o ancora più datate, mentre, invece, i dispositivi mobili con versioni più recenti di Android sono più al sicuro.

Google e Microsoft unite contro il troll GeoTag

Google e la Microsoft hanno, una volta tanto unito gli sforzi contro un troll dei brevetti, si tratta della società GeoTag inc. e hanno chiesto che fosse invalidato il suo brevetto. La società infatti, utilizzava i diritti sul brevetto solo per citare le società, anzi ne avrebbe citate ben 397, fra cui Boeing, Rolex ecc. Il brevetto 5930474, riguarda chi unisce alcuni dati geografici, ad esempio una mappa con beni e servizi presenti in quei luoghi. 

La maggior parte delle aziende sono state citate perchè hanno presentato i loro prodotti con i negozi disponibili nella zona, mostrata tramite Google Maps o Bing Maps. Le due società ora, cercano di avere un 'ingiunzione permanente che annulli le querele fatte da GeoTag contro i loro clienti ed inoltre chiedono, proprio, che il brevetto sia invalidato. 

La storia della concessione e dei proprietari di questo brevetto è del resto ambigua, in quanto fu chiesto nel 1996 e ottenuto nel 1999, dopo di che fu di proprietà di varie aziende con sede sociale in paradisi fiscali, tipo iLechtenstein e le Isole Vergini Britanniche. 

Due anni fa fu acquistato dalla società Ubixo Limited e poi la stessa società ha scorporato GeoTag come società separata che ora sta cercando capitali con una IPO, ossia un'offerta pubblica iniziale sul mercato regolamentato. In ogni caso, l'unico valore della società , come rivela la sua home è il brevetto e la società non produce nulla, utilizzandolo, soltanto cita le società che secondo lei, violano i diritti dello stesso.

sabato 5 marzo 2011

Google acquista Zynamics società di sicurezza

Google avrebbe acquisito la società di sicurezza tedesca Zynamics, fondata da Thomas Dullien. 

La società era stata fondata nel 2004 e la notizia dell'acquisizione è stata pubblicata in un blog della stessa società. In cui fra l'altro era scritto "Se sei un cliente e non riceverai il nostro annuncio e-mail entro le prossime 48 ore, ti preghiamo di contattarci al info@zynamics.com. I responsabili di Google hanno detto che sono molto felici di poter usufruire della competenza e dell'esperienza nel settore sicurezza del team di Zynamics che li aiuterà a difendere meglio gli utenti di Google dai malware.

 Zynamics offre alle aziende consulenze e software tra cui BinDiff, BinNavi e VxClass, che consentono alle aziende di analizzare i loro sistemi e prevenire eventuali falle di sicurezza e di rendere inoffensivi i malware.

venerdì 4 marzo 2011

Bug su Gmai, mette a rischio account utenti

Molti utenti Gmail hanno improvvisamente trovato, circa una settimana fa  i loro account bloccati ed i loro messaggi spariti,  si è trattato, infatti, di un bug che riguarderebbe lo 0,02% degli utenti Gmail e gli ingegneri di Google hanno subito cercato di intervenire,  per ripristinare l'accesso completo.

In un primo tempo si pensava potesse trattarsi dello 0,08%, praticamente circa 120.000 account, invece il bug ha creato problemi solo a 38.000 utenti.  Ben presto gli ingegneri di Google si sono messi al lavoro ed hanno ripristinato i dati che Google conserva in molteplici data center. La causa del problema sarebbe da ricercarsi in un aggiornamento software. 

 Gli ingegneri di Google, quindi sono stati in grado di far recuperare agli utenti ogni singolo messaggio ma poiché chi fa da sé fa per tre e se non si vuole correre rischi si può utilizzare il programma free Gmail Backup  per fare un backup del proprio account Gmail, da tenere al sicuro sul proprio computer. 

sabato 26 febbraio 2011

Google, scacco matto contro lo spam

Google aveva già annunciato la sua intenzione di combattere le aziende che pompano contenuti di ricerca, spesso criticati per la loro bassa qualità.

Ora in un post sul blog ha presentato un cambiamento all'algoritmo della ricerca che dovrebbe abbassare dell' 11,8 % la presenza di siti con contenuti per lo più copiati da altre parti del web, che sono quindi di basso valore aggiunto per gli utenti ed anche quella di siti con contenuto non molto utile.


Nel frattempo, sempre questa modifica dell'algoritmo spingerà più in alto nella classifica siti con contenuti originali e di informazione od analisi, di qualità.


Come abbiamo anche scritto, sempre per lo stesso motivo ha aggiunto in Chrome un estensione chiamata personal blocklist, grazie alla quale gli utenti potevano anche inviare a Google dei feedback sui siti con spam. In ogni caso, Demand Media, una società coinvolta nelle controversie per il suo contenuto assai discutibile dice che per ora la sua posizione nel motore di ricerca non è stata influenzata dalla modifica all'algoritmo. Anche se essi affermano di non poter prevedere l'impatto che ci sarà nel lungo periodo sui loro affari, in ogni caso non hanno, per ora, riscontrato variazioni sul media business.


Google però afferma che le modifiche potrebbero non essere visibili immediatamente, anche perchè per ora interessano solo gli utenti statunitensi.


I responsabili di Google, altresì affermano che sono molto soddisfatti di questo aggiornamento e di altri che verranno fatti in futuro, che potrebbero portare ad un sensibile miglioramento della qualità delle pagine, per quello che riguarda i risultati di ricerca.

Groupon entrate per 760 milioni di dollari nel 2010

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, in base ad un memo interno trapelato, le entrate di Groupon per il 2010 sarebbero state di 760 milioni di dollari rispetto ai 33 dell'anno precedente e la maggior parte delle sue entrate proverrebbero da fuori degli USA. Inoltre, nella nota, vengono evidenziate le aspettative del fondatore Andrew Mason, il quale si aspetta di raggiungere miliardi di fatturato nel 2011. Groupon, come Facebook e Twitter non è ancora quotato in borsa ma il suo traffico finanziario è gestito da società private. A dicembre Groupon ha rifiutato i sei miliardi di dollari che Google offriva per la sua acquisizione e ha ottenuto, tramite finanziatori privati 950 milioni di dollari.

Groupon ora ha 4000 dipendenti in 565 città rispetto ai 120 lavoratori in 30 città del 2009, questo dà sicuramente un'idea della sua crescita. La società offre soprattutto coupons per commercianti locali ma ora sta cercando di espandersi presso i rivenditori nazionali. La società ha 51 milioni di abbonati alla posta elettronica a cui invia le promozioni ma spera, durante l'anno di triplicare questo numero arrivando a 150 milioni di abbonati.

venerdì 25 febbraio 2011

Google rimuove l'applicazione ufficiale di Facebook dal Nexus S

Questa setttimana Google ha iniziato a portare l'update 2.3.3 sui suoi Nexus S ma sembra che l'aggiornamento limiti l'integrazione dell'applicazione ufficiale di Facebook con i contatti della rubrica.

 In ogni caso, sembrerebbe che solo il Nexus S sia interessato da questo cambiamento. Del resto, ognuno delle due grandi società è in lotta per la conquista degli spazi web e si è visto come HTC abbia lanciato Salsa e Cha Cha maggiormente integrati con Facebook. I responsabili di Google hanno spiegato la cosa dicendo che dal momento che i contatti Facebook non possono essere esportati dal dispositivo, l'integrazione aveva creato un falso senso di esportabilità dei dati.

 I dati continueranno ad essere presenti nell'applicazione Facebook che come tutti gli altri sviluppatori potrà utilizzare le API Android per i contatti per integrare realmente quest'ultimi sul dispositivo, permettendo così, agli utenti di avere un maggiore controllo sui loro dati. Sempre i responsabili di Google continuano dicendo che essi continuano a credere che la reciprocità nella trasmissione delle informazioni sia un passo importante verso la creazione di un mondo di vera liberazione dei dati e incoraggiano altri siti e sviluppatori di applicazioni a consentire agli utenti ad esportare i propri contatti . 

Il bello è che tutti sembrano preoccuparsi degli utenti, mentre invece la realtà è che pensano tutti solo al proprio portafogli ed ad accrescere il loro potere commerciale e degli utenti non importa proprio a nessuno. 

martedì 22 febbraio 2011

Jobs, Schmidt, Zuckerberg a cena con Obama

Giovedi scorso, alcuni Ceo delle maggiori industrie tecnologiche sono stati invitati a cena con Obama,a Woodside, in California in casa di John Doerr. Fra i presenti Steve Jobs di Apple, Mark Zuckerberg di Facebook, Eric Schmidt di Google.John Chambers di Cisco, Reed Hastings di Netflix, Larry Ellison di Oracle, Dick Costolo di Twitter e Y Carol Bartz di Yahoo.

 Soprattutto dopo i rumors che si sono avvicendati tutta la settimana sulle condizioni di salute di Steve Jobs, secondo le quali non avrebbe più di sei settimane di vita, la sua presenza alla cena avrà sicuramente creato nuovi dubbi, infatti si vede dalle foto, sia pur di schiena, uno Steve Jobs estremamente emaciato e dimagrito. 
 Tanto è vero che venerdi le azioni Apple sono scese di 7,48 dollari, ossia del 2%. Alcuni esperti hanno detto che parlare di rinnovata salute di Jobs e il rifiuto di Apple di rendere pubblico un piano di successione hanno portato al ribasso delle azioni.
Tornando alla cena, Obama dopo aver mangiato, ha fatto conversazione con i vari Ceo, scambiando idee in modo che possano aiutare a promuovere la crescita ed a creare posti di lavoro in USA.

Mancavano alla cena Paul Otellini di Intel, Leo Apotheker di HP e Steve Ballmer della Microsoft, quest'ultimo però ha già incontrato Obama e ha partecipato a una cena di stato per la visita del presidente cinese Hu Jintao.Con gli altri due Ceo, Obama avrà prossimi incontri.  

giovedì 17 febbraio 2011

Google chiede aiuto agli utenti contro i siti di spam

Google, lancia la sua campagna per cercare di eliminare dal suo motore di ricerca i siti con falsi contenuti, chiedendo aiuto agli utenti.

Ora sarà possibile scaricare un estensione di Chrome, denominata "personal blocklist "che permetterà agli utenti di bloccare dei domini, per quello che riguarda le loro ricerche. Inoltre Google utilizzerà questi risultati per variare il ranking dei risultati di ricerca.

Google aveva del resto espresso tutta la sua frustrazione nei confronti di siti che scrivono i loro contenuti unicamente per comparire nei risultati del motore di ricerca e sfruttare l'azienda di Mountain View e ha detto che nel 2011, intende agire in modo deciso contro questi siti. L'estensione “Blocklist “ è ora disponibile in inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese, russo, spagnolo e turco e si può scaricare da qui.
Matt Cutts, non dice, però, nel post, quanto tempo ci vorrà a Google affinchè i siti bloccati nelle liste personali degli utenti vengano poi tolti dalle ricerche con il suo motore. 

lunedì 14 febbraio 2011

Twitter, fa gola a Facebook e Google ?

Secondo i soliti rumors, la famosa piattaforma di microblogging, Twitter farebbe molto gola sia a Facebook che a Twitter e sarebbero cominciate le trattative con i rappresentanti di entrambe le società. Il valore di Twitter sarebbe intorno ai dieci miliardi di dollari. Questi contatti avrebbero portato ad una simile valutazione, mentre due mesi si parlava di un valore di 3,4 miliardi, dopo l'ultima serie di investimenti.

Queste voci sembrano piuttosto insistenti anche se Dick Costolo, Ceo della società, ha sempre detto che il social network non avrebbe alcuna intenzione, per ora, di accettare le proposte di vendita.

Tuttavia nonostante la diffusione della sua rete e i nuovi strumenti per promuovere le entrate pubblicitarie introdotti nel 2010, il sito sarebbe stato in perdita lo scorso anno, nonostante i 45 milioni di fatturato. Questo lo porterebbe, secondo i soliti ben esperti a cercare forme di partenariato più profonde, con Facebook e Twitter per estendere la sua influenza al di là della propria rete.

mercoledì 9 febbraio 2011

I porno studio sfruttano per primi “the cloud”

Apple e Google hanno detto entrambi di voler lanciarsi in iniziative che, in accordo con le major, offrissero la possibilità agli utenti di acquisto e stoccaggio di film nel cloud.
 Queste società avrebbero offerto ai loro clienti, in cambio di un abbonamento, degli “scaffali digitali” dove questi ultimi potevano immagazzinare ogni forma di media. Però questi servizi promessi da Google ed Apple non si sono ancora visti.
Invece, Pink Visual, un porno studio, ha subito pensato di abbracciare le nuove tecnologie ed infatti offre ai suoi clienti l'opportunità di memorizzare sul server della società le clip che acquistano e poi possono accedere a questi tutte le volte che vogliono.

 L'esperimento di Pink Visual, potrebbe dimostrare se questo tipo di servizi hanno un futuro, quali potrebbero essere i prezzi ed anche eventuali problemi di copy-right. La società, infatti non ha ancora deciso se limitare lo storage al materiale comprato sul sito o lasciare liberi gli utenti di caricare anche file di terze parti.

Google accusa Bing di copiare i suoi risultati di ricerca

Poco prima che i massimi esponenti di Google e Bing si riunissero al Farsight 2011, una manifestazione in cui si discutono le novità e le innovazioni nel mondo della ricerca, Google aveva rivelato che Bing, utilizzando i dati forniti da internet explorer, riguardo alle ricerche effettuate dagli utenti con il motore di ricerca di Google, copiava i risultati di ricerca, modificando i propri, in modo che assomigliassero sempre più a quelli della società di Mountain View.

Dopo varie ipotesi, Google avrebbe fatto una prova con falsi risultati, lanciando un esca e dopo poco Bing avrebbe riportato i risultati messi a posta da Google, per verificare i suoi sospetti. La prova sarebbe stata eseguita dagli ingegneri di Google a dicembre, usando IE8 e Bing Toolbar e optando per i"siti consigliati" presente in IE8, ed inoltre accettando le opzioni di default per la toolbar Bing. Poi gli ingegneri sono entrati nella query sintetica nella casella di ricerca sulla home page di Google ed hanno fatto clic su alcuni risultati inseriti a posta per la prova. Dopo un paio di settimane, quei risultati inseriti sono cominciati a comparire su Bing.

Subito era arrivata, però in un blog, la risposta della Microsoft, in cui era scritto che essi non copiano Google ma praticamente usano gli utenti, quindi anche le loro ricerche su Google, per migliorare le informazioni sul loro motore di ricerca ed anzi accusano Google di spam con cui si arricchirebbe tramite adsense.


 Sembra un problema d'interpretazione ma Google non è affatto contenta e spera che la Microsoft la smetta perchè per i responsabili della società è un barare. Come detto all'inizio , quindi, quando Matt Cutts di Google e Harry Shum della Microsoft si sono incontrati alla Farsight 2011 sono realmente scoppiate scintille ed il moderatore della discussione è dovuto intervenire più volte e la guerra non finirà certamente qui.

sabato 29 gennaio 2011

Google comincia la censura contro BitTorrent e Rapidshare

Google sembra aver ceduto alle pressioni della MPAA e della RIAA ed aver cominciato ad attuare dei filtri e aver eliminato dal completamento automatico, alcune parole, fra cui “pirateria”, ma anche “uTorrent” e BitTorrent, questo per evitare che vengano suggeriti film o brani musicali con la parola Torrent, ma secondo Morris, della BitTorrent.inc, si tratta di filtri con campi di applicazione troppo ampi. La cosa più sorprendente è il nuovo filtro che le parole chiave sembra essere scelto arbitrariamente.

Il filtro include client BitTorrent, come uTorrent e Xunlei, ma non BitComet e Vuze.Mentre cyberlockers come Rapidshare e Megaupload sono vietati e altri siti come 4shared, HotFile e MediaFire non lo sono.

Inoltre, tutti i nomi dei siti torrent popolari, fra cui The Pirate Bay non sono inclusi nella lista dei nomi bannati di Google. Sempre secondo Simon Morris è assolutamente strano che, mentre Google è uno degli investitori di Xunlei, il client BitTorrent cinese, avendo offerto 5 milioni nel 2006, nel frattempo abbia attuato questo ban. Morris aggiunge che i responsabili della società si augurano che Google possa riconoscere il valore di BitTorrent e rivalutare questa decisione in tempi brevi."

Anche i responsabili di Rapidshare non sono affatto contenti del ban e dicono di essere preoccupati per gli interessi legittimi dei loro utenti e ritengono che sia stata sbagliata la decisione di Google di rimuovere il termine “Rapishare” dai risultati di ricerca. La società ha aggiunto “ i risultati del motore di ricerca dovrebbe riflettere gli interessi degli utenti 'e non di Google o di chiunque altro, "

Sembra comunque molto strano che Google che si è sempre battuto contro la censura cinese, stia attuando una censura commerciale a favore di poche grandi imprese.

mercoledì 5 gennaio 2011

Nel 2011 esploderà Quora ?

Molti media stanno parlando di Quora, come di un sito estremamente promettente fra le imprese 2011 e molti lo usano e dopo un periodo di sonnolenza, il servizio sembra letteralmente esplodere come utilizzo reale.
Come il 2010 è stato l'anno di Facebook, tanto è vero che oltre al film sul famoso social network , il Time ha scelto Mark Zucherberg, Ceo di Facebook come persona più importante dell'anno, il 2011 sembra essere l'anno di Quora, secondo vari rumors che girano per la rete. 

Quora è stato lanciato a giugno, aperto a tutti da ex dipendenti di Facebook, fra cui Adam D'Angelo, mentre prima il sito era disponibile solo per invito. Nel sito è possibile fare domande e rispondere fra comunità di altri utenti quindi portare le persone ad avere maggiori informazioni di quelle che potrebbero avere con un motore di ricerca tradizionale come Google. Ci si può iscrivere a Quora tramite l'account Twitter e Facebook e si digita la domanda o si può fare click sul risultato di una domanda già formulata.

 Il sito basato su Q & A, ha all'inizio interessato società come Facebook e Google che pensano ad espandersi in questo territorio, poi però Facebook ha prodotto un proprio servizio del genere ed invece Yahoo ha già Yahoo answers. Oltretutto Quora ha ricevuto oltre 14 milioni di dollari da un gruppo di investitori guidati da Benchmark Capital. Sarà una meteora passeggera oppure il servizio decollerà definitivamente nel 2011? Molti, in questo periodo se lo stanno chiedendo. 

martedì 28 dicembre 2010

Perfect 10 contro Google

Un caso, iniziato nel 2005 da Perfect 10, contro Google torna, ora, ad essere discusso presso i tribunali di San Francisco per l'appello. Nel 2007, una corte federale decise che i motori di ricerca, come Google non violano la legge mostrando miniature e link delle immagini di donne di “Perfect 10”.

Ora, però il sito torna alla carica, sostenendo che anche l'inoltro di Google degli avvisi di tekedown al sito Chilling Effects Clearinghouse, costituisce una violazione del diritto d'autore. Chilling Effects Clearinghouse, è un deposito di tutti gli avvisi di takedown ed ha pubblicato migliaia di questi avvisi a fine di ricerca scientifica. Secondo Perfect 10 questo inoltro al sito Chilling Effects Clearinghouse, porta ad una diffusione delle foto di Perfect 10 e quindi ad un ulteriore violazione del copyright.

Come sappiamo gli avvisi di takedown fanno parte del DMCA (Digital Millenium Copyright Act) introdotto nel 1998 che fa sì che non sia responsabile di quanto postato dagli utenti, il sito, che, subito, elimina il file coinvolto nell'avviso. Anche se Viacom aveva iniziato un procedimento contro Google, che poi ha perso, proprio sulla responsabilità del prestatore di servizi su quanto postato dagli utenti.

Il sito Chilling Effects Clearinghouse, è stato fondato otto anni fa da Wendy Selzter per educare il pubblico e garantire una certa trasparenza nel sistema di comunicazione e rimozione. Anche Electronic Frontier Foundation è coinvolta nel sito e dice che tale lavoro di ricerca serve anche per valutare se gli obiettivi del Congresso riguardo al DMCA sono nella pratica, rispettati. Vedremo, ora cosa decideranno i giudici.

lunedì 27 dicembre 2010

Mastercard potrebbe chiudere i rapporti con siti cyberlocker

Alcuni siti come Megaupload e Rapidshare, poiché i loro utenti oltre caricare e scaricare file legali, li utilizzano anche per file pirata, potrebbero vedere presto interrotti i loro rapporti con Mastercard. Questo tipo di intervento, insieme ad altre, ad esempio la chiusura dei domini è fra le misure previste dalla proposta di legge COICA, che per ora è stata bloccata al Congresso.

Nonostante ciò, la RIAA e la MPAA stanno cercando di fare pressioni su servizi bancari e di carte di credito, società di pubblicità ed ISP perchè siano più attivi nei confronti dei siti pirata ed anche Google ha detto che avrebbe modificato i suoi algoritmi al fine di favorire i siti con contenuti legali.

Fra i fornitori di carte di credito e sistemi di pagamento, soprattutto Mastercard sembra pronto ad assecondare le richieste di MPAA e RIAA e chiudere i rapporti con siti canaglia, anche senza imposizione del tribunale, infatti ha da poco, tagliato i rapporti anche con Wikileaks.

Fra i siti particolarmente segnalati dalla RIAA, c'è Megaupload che supporta pagamenti tramite vari meccanismi, tipo Mastercard, Visa, American Express, Paypal ecc.

In ogni caso, il proprietario di Megaupload ha detto di aver sempre tolto ogni materiale illegale dopo richiesta del proprietario dei contenuti e che in cinque anni non sono mai stati citati. In ogni caso i proventi enormi di Megaupload derivano soprattutto dalla pubblicità e Mastercard, molto probabilmente chiudendo i rapporti, danneggerebbe più se stessa, che il famoso sito cyberlocker.

venerdì 3 dicembre 2010

Come si chiamerà il progetto sociale di Google?

Vari rumors rivalano che il nome più probabile per il progetto sociale di Google sia stato per un certo periodo, “Emerald Sea” in un primo momento si pensava ad “Emerald City” ma è più facile che ci sia la parola “sea”. Ma altre voci dicono, invece che il nome potrebbe essere completamente diverso e si parla di “Google 1” oppure di “Google Plus One”. Al posto di “like” o “Retweet” Google potrebbe utilizzare “1”.

Alcune fonti, invece, dicono che Google sceglierà qualcosa come @Google o aGoogle. Quello che sembra comunque sicuro è che uno dei fondatori di Google, Sergey Brin, sta avendo un ruolo molto attivo all'interno dello sviluppo del progetto, sul quale, però internamente ci sarebbero disaccordi e questo spiegherebbe il ritardo nel lancio. All'inizio, poi se ne stava occupando Vic Gundotra ma non si sa se è ancora a capo dell'impresa, visto anche l'intervento di Brin.

 Molto probabilmente all'inizio “Google 1” sarà una barra di strumenti opzionabile in molti servizi di Google e come detto sicuramente sarà previsto un pulsante come il “like” di Facebook.

Giudice condanna Google a pagare 1 dollaro

E' finalmente giunta a conclusione la causa intentata da Aaron e Christine Boring che avevano citato Google per violazione della privacy, in quanto immagini della loro strada privata e alcune foto della loro casa erano apparse su Google Street. Altri documenti erano però già disponibili su internet anche riguardo la vendita della casa ed il prezzo.

Comunque, alla fine, dopo circa due anni e mezzo la coppia ha visto in parte riconosciute le sue ragioni,anche se non è stata riconosciuta la negligenza ma solo lo sconfinamento. Il fatto, appunto, che la coppia avesse mostrato palese noncuranza per la privacy in altre sedi, ha fatto decidere per il diritto al risarcimento ad un solo dollaro. In effetti una vittoria più significativa, avrebbe potuto magari provocare problemi successivi a Google, sempre nell'occhio del ciclone riguardo al problema privacy con Street View.

mercoledì 1 dicembre 2010

La UE inizierà indagine antitrust contro Google

Si tratta, bisogna subito dirlo, di siti che sono legati alla Microsoft, oppure che fino a che non erano legati alla Microsoft avevano buoni rapporti con Google, in ogni caso la UE ha deciso, in seguito alle denunce di tre siti web, di avviare un'indagine su presunte politiche antitrust di Google in UE. Ci sono state, infatti, tre società che hanno denunciato il fatto di aver ricevuto danni, in seguito ad alcuni fattori legati alla posizione loro assegnata nei risultati di ricerca. Si tratta di Foundem, un sito di comparazione prezzi che lavora nel Regno Unito, ejustice.fr, un motore di ricerca francese e Ciao, un motore di ricerca, sempre nel Regno Unito, di proprietà della Microsoft. Secondo Foundem, Google avrebbe abbassato il punteggio di qualità per il pagamento.



Inoltre la UE investigherà anche sugli obblighi di esclusiva per gli inserzionisti, in base ad una denuncia effettuata da Ciao, con il quale Google dice, però di aver avuto ottimi rapporti e nessuna lamentela, fino al 2008, anno in cui è stata acquistata dalla Microsoft. In ogni caso, i responsabili di Google hanno detto che lavoreranno in collaborazione con la UE per cercare di chiarire e migliorare il loro sistema di ricerca, anche se i risultati dei siti che hanno presentato denuncia è stato confermato anche da motori di ricerca indipendenti. Il basso punteggio di Foundem è infatti dovuto al fatto che il suo contenuto è ripetuto da molti altri siti, mentre quello di ejustice.fr, è dovuto al fatto che utilizza il motore di ricerca di Google per fornire i suoi risultati. Invece per quello che riguarda la denuncia effettuata da Ciao Google dice che i suoi annunci pubblicitari non sono bloccati su altri motori di ricerca e che comunque ogni sito, può utilizare invece di adsense, altre agenzie pubblicitarie. In ogni caso Google ricorda che altre volte è capitato che siti si lamentassero della posizione inferiore assegnata da Google nelle ricerche verticali ma poi queste accuse sono risultate sempre infondate.

lunedì 29 novembre 2010

Wikileaks rivelati oltre 15652 documenti top secret

Da giorni non si parla altro che dell'enorme massa di documenti che Wikileaks ha pensato di divulgare e che parlano di rapporti confidenziali e di documenti top Secret, scambiati fra il dipartimento di Stato USA ed oltre 274 ambasciate. Soprattutto circola la notizia che le principali nazione arabe volevano un intervento statunitense contro l'Iran. Soprattutto la paura dei vari capi di governo arabi, riguardava il programma nucleare in Iran e la necessità di fermarlo ad ogni costo.



I documenti, però riguardano anche parecchie indagini e raccolte di informazioni , da parte dei servizi segreti che tenevano  nota di ogni notizia, anche la più confidenziale e privata riguardasse i leader di stati africani, come il Burundi, la Repubblica Democratica del Congo ed il Ruanda.


Ma non è finita qui, raccolte di dati riguardano anche il personale delle Nazioni Unite e i leader di Paraguay, Venezuela, Cile, Bolivia, Cuba, diplomatici cinesi ed altri ancora.


Inoltre il New York Times riferisce, che l'attacco informatico contro Google sia stato coordinato da alti esponenti del governo cinese, che per effettuare l'opera di sabotaggio hanno assoldato hacker, esperti di informatica di varie nazionalità. Altri documenti riguardano una situazione di stallo in Iran, fra forze ufficiali ed opposizione per la conquista del cyberspazio. Non si salvano neanche Berlusconi, oltre che inetto considerato il portavoce di Putin in Europa, dagli USA e Frattini in Italia, del quale è stato rivelato un telegramma inviato a Robert Gates, segretario della difesa USA in cui si lamenta del doppio di espansione verso l'Europa e l'Iran della Turchia.


Wikileaks ha pubblicato i vari documenti, come riporta Ars Technica, con un ammonizione per il governo USA in cui si dice che tutti gli scolari americani sanno che George Washington non diceva bugie, se i suoi successori avessero seguito la sua strada, ora l'emissione di questi documenti, avrebbe al massimo creato imbarazzo, mentre invece le amministrazioni attuali hanno messo in guardia i governi di tutto il mondo riguardo al fatto che ci potevano essere grosse ripercussioni, in seguito ala messa on line dei documenti. C'è da capire chi guadagnerà da tutto questo e chi sta dietro a Wikileaks e a cosa possa servire il tuto, oltre ad accrescere situazioni di paura e sospetto che ricordano il periodo della guerra fredda, intanto le borse hanno registrato grosse perdite un pò in tutto il mondo.