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lunedì 7 marzo 2011

Google e Microsoft unite contro il troll GeoTag

Google e la Microsoft hanno, una volta tanto unito gli sforzi contro un troll dei brevetti, si tratta della società GeoTag inc. e hanno chiesto che fosse invalidato il suo brevetto. La società infatti, utilizzava i diritti sul brevetto solo per citare le società, anzi ne avrebbe citate ben 397, fra cui Boeing, Rolex ecc. Il brevetto 5930474, riguarda chi unisce alcuni dati geografici, ad esempio una mappa con beni e servizi presenti in quei luoghi. 

La maggior parte delle aziende sono state citate perchè hanno presentato i loro prodotti con i negozi disponibili nella zona, mostrata tramite Google Maps o Bing Maps. Le due società ora, cercano di avere un 'ingiunzione permanente che annulli le querele fatte da GeoTag contro i loro clienti ed inoltre chiedono, proprio, che il brevetto sia invalidato. 

La storia della concessione e dei proprietari di questo brevetto è del resto ambigua, in quanto fu chiesto nel 1996 e ottenuto nel 1999, dopo di che fu di proprietà di varie aziende con sede sociale in paradisi fiscali, tipo iLechtenstein e le Isole Vergini Britanniche. 

Due anni fa fu acquistato dalla società Ubixo Limited e poi la stessa società ha scorporato GeoTag come società separata che ora sta cercando capitali con una IPO, ossia un'offerta pubblica iniziale sul mercato regolamentato. In ogni caso, l'unico valore della società , come rivela la sua home è il brevetto e la società non produce nulla, utilizzandolo, soltanto cita le società che secondo lei, violano i diritti dello stesso.

venerdì 24 settembre 2010

Giudice dà ragione all'ISP Midcontinent

La telenovelas messa in piedi dal Copyright Group, continua ad interessare i tribunali, oltre i media con sempre nuovi colpi di scena. Avevamo scritto che un ISP del Sud Dakota, Midcontinent Comunications,, si era opposto alla citazione del Copyright Group, rifiutandosi di dare le informazioni richieste riguardo ai suoi clienti ed adducendo varie obiezioni, tra cui la mancanza di giurisdizione del tribunale di Washington D.C, ed anche che tale lavoro, richiedeva spese aggiuntive e non compensate da parte dell'ISP.

 Ora il giudice del Sud Dakota, dove l'ISP ha presentato la sua opposizione alla citazione, ha dato ragione all'ISP in base all'articolo 45, della legge federale, il quale prevede che i mandati di comparizione debbono essere presentati 1) all'interno del distretto di corte di emissione;2) al di fuori del quartiere, ma entro 100 miglia dal luogo previsto per la deposizione, 3) all'interno dello Stato se una legge statale lo permette 4)al di fuori dello stato se un giudice lo autorizza ed una legge federale lo permette.


In base alla disattesa di uno di questi punti, come detto, il giudice ha dato ragione all'ISP, inoltre la citazione è arrivata per mezzo fax mentre avrebbe dovuto essere inviata a mezzo raccomandata o consegnata personalmente. Quindi tutti gli utenti del l'ISP Midcontinent potranno stare tranquilli perchè i loro dati, corrispondenti agli indirizzi IP, non saranno inviati.

sabato 11 settembre 2010

Copyright Group: il giudice ha potere giurisdizionale?

Sappiamo perfettamente che una delle principali obiezioni presentata ai giudici nelle cause che riguardano oltre 14.000 persone citate dal Copyright Group, a nome di produttori indipendenti è stata la mancanza di potere giurisdizionale del tribunale di Washington D.C, su persone che abitano in tutta la nazione. Ora il giudice Collyer in una sentenza, alle molte richieste giunte da tutto il paese di annullare la citazione attraverso la quale gli ISP dovevano consegnare le identità corrispondenti agli indirizzi IP ha detto, nei casi specifici di Mrs Ansel e Mr Wright, che il querelante, entro il 30 Settembre 2010, dovrà esporre le ragioni che dimostrino che le persone hanno avuto un sufficiente contatto con il distretto di Columbia, per giustificare l'esercizio della Corte nei loro confronti.



In effetti, sembra sempre come è avvenuto precedentemente, un intervento alla Ponzio Pilato, perchè il querelante parlerà di un 'infrazione comune a tante persone che hanno condiviso in tutto il paese lo stesso file illegale, quindi trattandosi dell'uso di nuove tecnologie il rapporto con il distretto di Columbia potrebbe essere difficile da dimostrare, come anche quello con il paese dove vive effettivamente la persona accusata. Inoltre sarebbe invece interessante sapere, una volta esaurita la prima fase, ossia l'identificazione dei presunti condivisori di file illegali, in quale luogo le persone che non accettano di transare tramite le lettere, verranno citate in tribunale. Sempre che, il copyright Group, proseguirà con le sue minacce ed effettivamente intenterà causa alle persone che non pagano.


Altra cosa assolutamente inutile, dal punto di vista pratico, è annullare la citazione per motivi giurisdizionali di quelle persone che hanno scritto l'obiezione al giudice con il proprio nome e cognome, rivelando ossia quei dati, la cui ricerca essi chiedono di annullare.


Quindi, questo bizantinismo del giudice si rivelerà solo una perdita di tempo e gli avvocati del Copyright Group potranno continuare ad inviare lettere, chiedendo risarcimenti alle persone corrispondenti agli indirizzi IP.

domenica 29 agosto 2010

Copyright Group: altro ISP si rifiuta di consegnare i dati

Midcontinent Communications, un ISP che ha 250.000 clienti nel Nord e Sud Dakota ha presentato una mozione in tribunale, chiedendo l'annullamento della citazione ricevuta a nome della Voltage Pictures, produttrice del film “The hurt locker” che lo costringerebbe a rivelare l'identità di 143 individui, il cui indirizzo IP è stato individuato fra quelli che sono accusati di aver scaricato una copia illegale del film.



Nella mozione di annullamento, l'ISP, tramite i suoi legali, dice che nella citazione non si parla di ricompensare l'ISP, per il lavoro di ricerca aggiuntivo ed inoltre è piuttosto scettico riguardo al fatto che possa avere giurisdizione su di esso una corte di Washington D.C.. In tal senso, poiché intende rispettare la privacy dei suoi clienti, aspetterebbe che gli arrivi la citazione di un giudice locale.


Come sappiamo, il Copy-right Group ha pensato bene di arricchirsi, difendendo i diritti dei produttori indipendenti, non tutelati dalla MPAA, accollandosi le spese legali ma prendendosi, una grossa fetta del risarcimento, così in un anno ha citato circa 14.000 persone, in tutto il paese, suscitando un vespaio e grossa attenzione da parte dei media. Si deve, quindi aspettare , per forza opposizione a questa sua voglia di arricchirsi, mostrata in modo così plateale.