Moltissimi utenti di Pirate Bay hanno ricevuto email che li invitavano ad aderire a DemoUnoid un tracker privato. Rimane sicuramente poco chiaro come gli hacker siano riusciti ad aver accesso al data base del sito.
Già due mesi fa degli hacker argentini avevano sfruttato una vulnerabilità ed erano entrati con successo nel pannello dell'amministratore. Essi avevano pubblicato la cosa, non pensando di sfruttare la vulnerabilità ma solo per mostrare come fosse facile entrare nel sistema estremamente vulnerabile.
Ora indubbiamente, altri debbono aver sfruttato vulnerabilità, venendo a contatto con dati utente riservati. Infatti una persona ha confermato che l'email di spamming gli era giunto proprio su un'email usata solo su Pirate Bay. Il tracker privato DemoUnoid, che non è correlato con il più famoso Demonoid, potrebbe anche non entrarci nulla con lo spamming e si potrebbe trattare di tutta una campagna, per screditare Pirate Bay, nel momento che i suoi vecchi amministratori sono sottoposti al processo d'appello. Non si hanno però ancora chiarimenti da parte degli amministratori attuali di Pirate Bay.
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sabato 2 ottobre 2010
domenica 29 agosto 2010
Copyright Group: altro ISP si rifiuta di consegnare i dati
Midcontinent Communications, un ISP che ha 250.000 clienti nel Nord e Sud Dakota ha presentato una mozione in tribunale, chiedendo l'annullamento della citazione ricevuta a nome della Voltage Pictures, produttrice del film “The hurt locker” che lo costringerebbe a rivelare l'identità di 143 individui, il cui indirizzo IP è stato individuato fra quelli che sono accusati di aver scaricato una copia illegale del film.
Nella mozione di annullamento, l'ISP, tramite i suoi legali, dice che nella citazione non si parla di ricompensare l'ISP, per il lavoro di ricerca aggiuntivo ed inoltre è piuttosto scettico riguardo al fatto che possa avere giurisdizione su di esso una corte di Washington D.C.. In tal senso, poiché intende rispettare la privacy dei suoi clienti, aspetterebbe che gli arrivi la citazione di un giudice locale.
Come sappiamo, il Copy-right Group ha pensato bene di arricchirsi, difendendo i diritti dei produttori indipendenti, non tutelati dalla MPAA, accollandosi le spese legali ma prendendosi, una grossa fetta del risarcimento, così in un anno ha citato circa 14.000 persone, in tutto il paese, suscitando un vespaio e grossa attenzione da parte dei media. Si deve, quindi aspettare , per forza opposizione a questa sua voglia di arricchirsi, mostrata in modo così plateale.
Nella mozione di annullamento, l'ISP, tramite i suoi legali, dice che nella citazione non si parla di ricompensare l'ISP, per il lavoro di ricerca aggiuntivo ed inoltre è piuttosto scettico riguardo al fatto che possa avere giurisdizione su di esso una corte di Washington D.C.. In tal senso, poiché intende rispettare la privacy dei suoi clienti, aspetterebbe che gli arrivi la citazione di un giudice locale.
Come sappiamo, il Copy-right Group ha pensato bene di arricchirsi, difendendo i diritti dei produttori indipendenti, non tutelati dalla MPAA, accollandosi le spese legali ma prendendosi, una grossa fetta del risarcimento, così in un anno ha citato circa 14.000 persone, in tutto il paese, suscitando un vespaio e grossa attenzione da parte dei media. Si deve, quindi aspettare , per forza opposizione a questa sua voglia di arricchirsi, mostrata in modo così plateale.
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venerdì 21 maggio 2010
Portlane costretto a rivelare chi c'è dietro OpenTorrent

Altra sentenza storica sempre legata all'IPRED, del resto da poco abbiamo riportato la sentenza che costringe TeliaSonera a rivelare i dati dell'amministratore di SweTorrent pena una salata multa, ora il tribunale di Stoccolma ha imposto all'ISP Portlane di rivelare, il nome, l'indirizzo e l'email di chi c'è dietro OpenTorrent, anche qui, in caso di mancata esecuzione, l'ISP dovrà pagare una multa di SEK 500.000 (osia 63.633 dollari).Questo indubbiamente perchè Hollywood pensa che dietro Opentracker c'è Pirate Bay.
Dopo aver chiuso il suo proprio tracker, Pirate Bay infatti invece di basarsi su DHT e PEX ha utilizzato tracker di terze parti, fra cui Opentracker.
Già c'era stato un tentativo sempre presso l'ISP perchè chiudesse il tracker, ma il tribunale aveva respinto la richiesta, ed anche tutti i tentativi di risalire a chi c'era dietro Opentracker erano risultati vani, ora invece la sentenza riguarda chiaramente il cliente dietro gli indirizzi IP 188.126.64.2 e 188.126.64.3 e / o qualsiasi altro indirizzo IP dietro la gamma degli indirizzi Portlane (188.126.64.0 - 188.126.95.255) che sono stati assegnati al tracker.openbittorrent.com dal 28 agosto 2009.
Inoltre si vuole sapere se i proprietari di openTorrent sono o no cittadini UE, anche se risulta addirittura un recapito a Lima in Perù.
Portlane avrà comunque quattordici giorni di tempo per consegnare i dati ma non sembra che abbia altre soluzioni ed il cerchio intorno a Pirate Bay si stringe sempre di più.
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