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sabato 5 marzo 2011

Apple contro Microsoft per il marchio “App store”

Apple sta preparando la sua risposta contro la Microsoft, che l'ha citata presso US Patent and Trademark Office dicendo che il marchio è troppo generico e la richiesta di brevetto dovrebbe essere rifiutata. L'Apple, invece ha richiesto che la citazione della Microsoft sia respinta dicendo inoltre che anche il marchio “Windows” della Microsoft, potrebbe considerarsi generico.

La domanda di marchio fu depositata da Apple una settimana dopo che l'Apple lanciò il suo Apple Store iphone. A gennaio la Microsoft però presentò una mozione, dicendo che il marchio è generico per uno store che offre “servizi con software per computer fornito tramite Internet e altri sistemi informatici e reti di comunicazione elettronica" e ha i citato i casi precedenti in cui ad esempio della richiesta di marchio per nomi del tipo “Computer Store” è stata respinta. L'Apple ha però sottolineato che il termine non è generico e ha fatto notare che le altre società, con imprese concorrenti online, che offrono applicazioni per i dispositivi mobili hanno trovato alternative al marchio App Store.

I responsabili Microsoft, però insistono e dicono che essi "Rimangono fiduciosi di essere nel giusto , e credono che il termine 'App Store' dovrebbe continuare ad essere disponibile per l'uso da parte di tutti senza paura di rappresaglie da parte di Apple".

venerdì 4 marzo 2011

Anche Apple sta preparando “places” come Facebook ?

Apple ha chiesto un nuovo brevetto riguardante le localizzazioni in ambiente sociale. La richiesta di brevetto fatta sia in Europa che in Cina riguarderebbe l'hardware per il social networking on line, intrattenimento, media e sistemi GPS non sembra, però, essere collegato a foto od al geotagging. Non si è però sicuri se questa richiesta di brevetto sia collegata a Ping, il servizio sociale legato alla musica di Itunes.

 Del resto dato il gran numero di dispositivi Apple con sistemi di localizzazione sarebbe assurdo che Apple non progettasse qualcosa basato sulle tecnologie legate alla localizzazione e poi in genere ogni richiesta di brevetto è stata in seguito, utilizzata da Apple in qualche prodotto o servizio. Vedremo cosa proporrà Apple in futuro.

martedì 22 febbraio 2011

Jobs, Schmidt, Zuckerberg a cena con Obama

Giovedi scorso, alcuni Ceo delle maggiori industrie tecnologiche sono stati invitati a cena con Obama,a Woodside, in California in casa di John Doerr. Fra i presenti Steve Jobs di Apple, Mark Zuckerberg di Facebook, Eric Schmidt di Google.John Chambers di Cisco, Reed Hastings di Netflix, Larry Ellison di Oracle, Dick Costolo di Twitter e Y Carol Bartz di Yahoo.

 Soprattutto dopo i rumors che si sono avvicendati tutta la settimana sulle condizioni di salute di Steve Jobs, secondo le quali non avrebbe più di sei settimane di vita, la sua presenza alla cena avrà sicuramente creato nuovi dubbi, infatti si vede dalle foto, sia pur di schiena, uno Steve Jobs estremamente emaciato e dimagrito. 
 Tanto è vero che venerdi le azioni Apple sono scese di 7,48 dollari, ossia del 2%. Alcuni esperti hanno detto che parlare di rinnovata salute di Jobs e il rifiuto di Apple di rendere pubblico un piano di successione hanno portato al ribasso delle azioni.
Tornando alla cena, Obama dopo aver mangiato, ha fatto conversazione con i vari Ceo, scambiando idee in modo che possano aiutare a promuovere la crescita ed a creare posti di lavoro in USA.

Mancavano alla cena Paul Otellini di Intel, Leo Apotheker di HP e Steve Ballmer della Microsoft, quest'ultimo però ha già incontrato Obama e ha partecipato a una cena di stato per la visita del presidente cinese Hu Jintao.Con gli altri due Ceo, Obama avrà prossimi incontri.  

sabato 19 febbraio 2011

Google Music verrà lanciato insieme allo Xoom Motorola?

Sanjay Jha della Motorola ha fatto intendere, parlando al Mobile World Congress di Barcellona, che insieme allo Xoom sarebbe stato lanciato il servizio di musica di Google. 

Il rappresentante della Motorola, infatti, secondo the Guardian, avrebbe detto che il sistema operativo Android 3.0 dello Xoom avrebbe aggiunto anche servizi di musica e video. Di Google music si è già tanto parlato ed il servizio dovrebbe offrire download e streaming. Gli utenti avrebbero dovuto pagare 25 dollari l'anno per aver accesso ad una propria libreria musicale, sia da computer, che da dispositivi mobili e avrebbero potuto ascoltare una volta interamente un brano, poi solo 30 secondi, finchè essi non lo avessero comprato. 

Alcuni rumors riguardano anche cambiamenti in vista per Apple e riguarderebbero novità relative a MobileMe che dovrebbe funzionare come un armadio digitale per i servizi in streaming di Apple. Queste novità dovrebbero essere lanciate quest'estate, in contemporanea con l'uscita dell'iphone 5. Riguardo invece a Google Music, non si sa ancora niente ed il lancio dello Xoom rimane fissato al 24 febbraio.

venerdì 4 febbraio 2011

Sempre più vicino Google music

Google, potrebbe lanciare un servizio di musica sul web già dal prossimo mese, secondo alcuni rumors, secondo altri, invece, soprattutto dopo i problemi sorti con Google TV, ci vorrà molto più tempo alla famosa società di Mountain View che non ha ancora tutte le licenze di cui ha bisogno e le trattative continuano.


L'idea di Google di creare un servizio musicale basato sul cloud e legare ad esso i video musicali su YouTube, sembra trovare ostacoli, proprio nel concludere accordi di licenza con le grandi etichette. Il servizio dovrebbe essere basato sulla vendita di tracce e su abbonamenti riguardanti lo streaming, ossia simile a quello lanciato da poco da Sony. Del resto Itunes rappresenta il 70% delle vendite digitali ma secondo alcuni, il software rallenta le prestazioni del loro computer, mentre servizi che offrono gratuitamente lo streaming, magari guadagnando tramite la pubblicità, non sono riusciti mai ad essere molto convincenti.


Anche Spotify con oltre 10 milioni di utenti in Europa, più volte ha provato a lanciare un analogo servizio in USA, avendo sempre difficoltà a concludere accordi con le grandi etichette. Anche se ora sembrerebbe che abbia concluso rapporti con la Sony Music Entertainment, ed anche con la EMI, che però, oltre ad essere molto onerosi, hanno costretto il sito a ridurre molto i brani offerti gratuitamente, quindi in ogni caso, la versione di Spotify americana sarebbe molto diversa da quella europea. 


Anche l'Apple, comunque ha parlato per il futuro di un servizio di streaming su Itunes che permetta agli utenti di memorizzare le proprie canzoni su un server Apple al quale potranno connettersi con vari dispositivi iphone, ipod, ipad, apple TV, computer ecc. Vedremo cosa faranno quindi, Apple e Google nel 2011, per vincere la diffidenza delle etichette riguardo allo streaming.

martedì 16 novembre 2010

Beatles su Itunes ?

Secondo informazioni ottenute da fonti accreditate, il Wall Street Journal, dice che molto presto, probabilmente in questi giorni, Apple farà un annuncio riguardante la musica dei Beatles su Itunes, sembrerebbe infatti che la società di Cupertino abbia raggiunto un accordo con la EMI Group, l'etichetta dei Beatles. In ogni caso in home page di Itunes c'è scritto:



“ Domani sarà un giorno come gli altri. O magari no. Torna qui domani, troverai una notizia speciale su Itunes” Alle 16,00, ora italiana si dovrebbe sapere qualcosa in più.


Si trattava proprio delle canzoni dei Beatles come si può vedere ora nella home di Itunes e si possono scegliere le canzoni dai 13 album originali o acquistare l'intero cofanetto, che potrebbe essere un ottimo regalo di natale, per qualche amico o parente, fan appassionato dell'intramontabile banda di Liverpool.   

giovedì 4 novembre 2010

Il caso di Mp3tunes coinvolge la musica in cloud

EMI, ha denunciato circa tre anni fa Robertson ed MP3tunes.com, d'infrazione del copyright,ora si avvicina la sentenza il cui esito potrebbe interessare secondo Robertson un gran numero di società coinvolte nei media digitali, fra cui Google e Apple.



Robertson ha avuto già problemi di copyright per quello che riguarda la sua prima compagnia ed il contenzioso è stato risolto trattando con la RIAA, ma secondo lui, in questo caso si mette in discussione il diritto degli utenti di archiviare i propri file come e dove vogliono.


Secondo l'EMI, invece il sito di Robertson permetteva di immagazzinare nel cloud, canzoni pirata trovate con l'aiuto di Sideload.com, motore di ricerca musicale.


Mp3tunes, consente agli utenti di scaricare canzoni in loro possesso nella nuvola sul computer o su dispositivi abilitati ed anche Apple e Google stanno lavorando ad analoghi servizi di cloud storage. Per cui, secondo Robertson, una sua sconfitta nel procedimento intentato dalla EMI, potrebbe bloccare anche altre iniziative di cloud storage, dove l'utente mettendo i propri media nel cloud, li potrà poi riusare per sempre.

lunedì 1 novembre 2010

Lanciata app EZTV per telefoni Android

Nell'Android market sarà possibile trovare un'app chiamata EZTV Droid che consente di controllare gli ultimi TV-Torrent ed invia, quelli che si vogliono scaricare al client BitTorrent.Inoltre l'applicazione può essere utilizzata come interfaccia remota per controllare i download lontano dal computer solo per gli utenti che utilizzano, però uTorrent WebUI.



Come sappiamo l'Apple ha una politica molto restrittiva per quello che riguarda il microcosmo BitTorrent e non permette app basate su tale tecnologia, mentre, per ora sembrerebbe che Google applichi un altro modo di pensare.


Roy Besiera, lo sviluppatore dell'app ha detto che vuole perfezionare l'applicazione, al momento molto semplice, aggiungendo il supporto per altri client e le notifiche delle nuove uscite.


Anche i responsabili di EZTV si sono dimostrati molto soddisfatti per l'applicazione Android ed incoraggiano gli sviluppatori a presentare altre soluzioni che permettano di integrare il loro sito sui telefoni cellulari. A tal fine hanno annunciato che molto presto rilasceranno una nuova API che consentirà a sviluppatori di terze parti di accedere ai loro dati molto più facilmente.


In ogni caso, intanto, la versione 1 di EZTV Droid può essere scaricata gratuitamente dall'Android Market.

venerdì 8 ottobre 2010

Spotify riuscirà a sbarcare in America?

Sappiamo che il famoso servizio di musica nato in Svezia nel 2006, vuole disperatamente entrare nel mercato americano. Già sono slittate due date promesse per il lancio, ora l'ultimo appuntamento sembrerebbe previsto per la fine dell'anno. Spotify ha stretto rapporti con le maggiori etichette, Universal, EMI, Sony e Warner. Sembrerebbe però che Spotify stia incontrando grandi opposizione e la possibilità di apertura di negozi on line entro il 31 Dicembre stia divenendo sempre più remota. I responsabili delle stesse etichette hanno espresso perplessità e potrebbero chiedere royalties troppo alte. Inoltre altri sistemi del genere del tipo di Spiral Frog o My Space Music hanno deluso le aspettative delle etichette discografiche.



Anchei dirigenti Apple hanno rafforzato i dubbi,esprimendo perplessità sulla possibilità che il modello di business di Spotify potrebbe determinare ricavi ed in ogni caso sono preoccupati dall'impatto che un servizio musicale gratuito potrebbe avere sul mercato. E' difficile secondo loro, riuscire poi a vendere qualcosa che viene dato via gratuitamente e ciò potrebbe provocare danni all'Apple ed a Amazon, soprattutto in un periodo che Nielsen prevede stagnante riguardo alla vendita digitale. Quindi le etichette potrebbero aver paura, appoggiando Spotify, di perdere Apple che pensava anche ad un servizio di abbonamento legato allo streaming musicale. Oltretutto, l'idea di dare streaming gratuiti e guadagnare con la pubblicità non convince le etichette, che non vogliono tentare nuovi modelli di business.


Inoltre anche Google pensa di entrare nel mercato digitale musicale, lanciando un suo store che potrebbe pubblicizzare attraverso la moltitudine dei cellulari con Android, anche se tale store sarà probabilmente lanciato nel primo trimestre 2011. Ora bisognerà vedere se Spotify accetterà di pagare royalities più alte ed accetterà la sfida oppure se in America ci sarà posto solo per la musica digitale di Apple e di Google.

sabato 18 settembre 2010

Colin Greenwood : il futuro dei Radiohead e della musica

Colin Greenwood bassista della band Radiohead, parla del rilascio di “in raimbows” avvenuto tre anni fa e dice che ora stanno studiando come rilasciare i loro prossimi brani, facendo il punto su alcuni importanti cambiamenti tecnologici e culturali, avvenuti nel frattempo. Soprattutto allora la loro paura era che il brano trapelasse on line prima dell'uscita ufficiale, fortunatamente questo non avvenne ma il successo, secondo lui, derivò anche dalla qualità delle canzoni, fatto che molti hanno trascurato.



Ora lui, dice che il suo modo di ottenere musica è variato da quando aveva 13 anni ma la sua passione è inalterata. Egli utilizza varie fonti: Itunes,Spotify, blog playlist, podcast, streaming online, ormai non utilizza quasi per niente i CD ma spesso trova la tecnologia frustante e ad esempio pensa che Itunes sia goffo e vorrebbe che fosse elegante come l'hardware Apple.


Secondo lui, quindi in questa fase di evoluzione della musica digitale la tecnologia non ha fornito nuovi sistemi di creazione o di distribuzione della musica. Greenwood è però convinto che internet ha sostituito i club o le sale da concerto come luoghi dove le persone possano condividere idee e le loro passioni musicali. Egli capisce che sono divenuti distributori di musica ma gli manca un'etichetta di grosso livello.Infatti gli sarebbe piaciuto stare insieme ai Blur, ai Beatles, ai Beastie Boys .C'è, secondo lui, meno interesse per l'aspetto tecnologico della rete e più attenzione su ciò che i servizi web possono fornire e questo per gli artisti può essere eccitante perchè li avvicina al loro pubblico.


Queste sono alcune considerazioni che sta facendo la band, prima di decidere come rilasciare la loro musica, in questa incerta fase di transizione fra vecchio e nuovo.

giovedì 19 agosto 2010

Il web è morto, la rete no?

Ormai da giorni si discute sui media di due articoli, ben fatti ed approfonditi del direttore di Wired USA Chris Anderson e dell'editorialista Michael Wolff., secondo i quali, il World wild web sarebbe in declino, sostituito dalle applicazioni presenti negli smartphone dove invece di cercare, si ottiene.



Chris Anderson spiega che in tal modo si realizza la naturale evoluzione del capitalismo, mentre Michael Wolff interpreta il fenomeno come provocato da grossi investitori, che abbandonano il web per pascoli più redditizi.


Tutti è due concordano che il web non è il culmine della rivoluzione digitale ed ormai l'evoluzione degli smartphone ha provocato una sempre maggiore concentrazione degli utenti in piattaforme chiuse, dove trovano tutto ed anche i produttori possono incontrare i loro clienti, quindi sono tutti felici.


Certo continueranno ad esserci le pagine web, ma il browser web diverrà sempre meno usato, come le cartoline ed i telegrammi e il centro di gravità di tutti i media si sposterà in ambiente post-html.


Oltretutto da ricerche statistiche compiute da Compete, risulta che i primi dieci siti web hanno rappresentato il 31% di pagine visualizzate nel 2001 negli USA,  il 40% nel 2006 e circa il 75% nel 2010. Ormai non c'è più spazio per i piccoli, tutto il traffico è monopolizzato da grandi siti, secondo Yuri Milner, il russo che detiene il 10% di Facebook, alcuni forti gruppi di potere economico  possono avere il controllo di milioni di persone. In effetti Facebook con oltre 500 milioni di iscritti non è più un sito web, bisognerebbe inventare una nuova definizione, per rappresentare qualcosa di così maestoso.


Ma proprio la presenza di affaristi come Milner, propensi ad un accaparramento ed una verticalizzazione, sul modello dei media tradizionali, porta l'utopia collettivista del web a morire.


La contrapposizione è ormai fra un sistema aperto come quello di Google, che ha controllato il traffico e le vendite e che ha dominato sul web come Cesare Augusto su Roma e quello dei contenuti, al quale anche Steve Jobs si è votato ed anzi controlla sia i distributori di contenuti (Itunes) che i dispositivi (ipod,iphone,ipad), attraverso i quali il contenuto viene consumato.


Insomma è stato l'utente medio ad uccidere il web, usando app per iphone ? Oppure Facebook? E Wikileaks e linux e l'open source e tutti quelli che diffondono liberamente i contenuti o fanno ricerche, utilizzando il web ma non vogliono diventare cechi su un telefonino, dove li mettiamo? Ai posteri la risposta ma per me il web è tutt'altro che morto.

giovedì 17 giugno 2010

Secondo Forrester i tablet supereranno i netbook entro il 2012


Ad una conferenza tenutasi a New York,Sarah Rotman Epps, della Forrester Research, ha comunicato le sue previsioni, riguardo,le vendite di tablet, notebook e PC.
Secondo questi dati le vendite di tablet passeranno, dal 6% di quest'anno, al 18% nel 2013, mentre i netbook si stimano, per lo stesso anno al 17%)-
Nel 2015,poi le vendite di tablet si dovrebbero assestare intorno al 23%, superando le vendite dei desktop intorno al 18% e quelle dei netbook, intorno sempre al 17%, mentre le vendite dei portatili dovrebbero essere, sempre negli Stati Uniti, intorno al 42%.
Ciò segna qualcosa di veramente rivoluzionario, ma l'Apple che ha già venduto due milioni di IPAD e facilmente arriverà ai 3500.000 previsti per quest'anno sarà la sola ditta ad acaparrarsi il 23% di vendite dei tablet od uscirà qualche concorrente, oppure Forrester dovrà cambiare le sue previsioni?
Sempre secondo la Forrester nel 2015, ci saranno 59 milioni di persone che useranno i tablet.
Come detto, sono previsioni sorprendenti, c'è ora da vedere, se il trend delle vendite nei prossimi anni, le confermerà.

mercoledì 16 giugno 2010

Problemi nel prenotare Iphone 4


Molte persone martedi mattina hanno segnalato problemi nel preordinare il famoso Iphone 4 che andrà ufficialmente in vendita il prossimo 24 Giugno.
Si può prenotare lo smartphone presso Apple e AT & T, RadioShack e Best Buy, anche se Apple aveva annunciato per l'uscita, la disponibilità di due formati a 16 ed a 32 Gb ed anche di due colori, bianco e nero e sembrerebbe invece, che solo la versione in nero si possa prenotare.

Oltre a ciò, un discreto numero di persone hanno segnalato su Twitter vari errori, ad esempio all'atto della verifica del conto corrente, ma anche in altri momenti.
Addirittura, alcuni lettori di Gizmodo hanno segnalato problemi di sicurezza con AT & T, in quanto venivano ad un certo punto reindirizzati su altri siti web.
Alcuni, avendo osservato che sia il sito web Apple, che quello AT & T, davano errori si sono rivolti ai negozi autorizzati, dove poi hanno trovato lunghe file.
In uno di questi negozi, l'incaricato, ha fatto chiaramente capire, che il sito web AT & T era bloccato e che le ordinazioni dovevano essere inserite manualmente, tramite un negozio di vendita.

Molti utenti sono dispiaciuti, in quanto speravano che, con la prenotazione, avrebbero evitato il caos dei primi giorni di uscita ufficiale ed in effetti, altre precedenti uscite di nuove versioni di iphone hanno avuto problemi ma non si era mai riscontrato un ritardo così marcato, come in questo caso.

domenica 13 giugno 2010

Oltre 9000 applicazioni per IPAD


Tra i numeri che Steve Jobs ha ricordato al recente keynote è quello delle oltre 9000 applicazioni native per IPAD. In ogni caso il numero totale di applicazioni disponibili è anche possibile saperlo andando all'App Store.

Se si pensa che alla fine di Aprile il numero di applicazioni era intorno alle 5000, è sorprendente che in circa sei settimane l'IPAD App Store ha quasi raddoppiato le sue dimensioni, ciò testimonia ancora di più il successo dell'IPAD.
In ogni caso gli sviluppatori hanno notato un tempo di attesa abbastanza lungo prima che le loro applicazioni vengano aggiunte allo store.

Ad esempio Reeder un 'ottimo lettore per feed ha atteso due settimane prima di essere approvato, ma molto probabilmente ciò è dovuto al fatto che la Apple sta cercando di ottenere apps compatibili con l'OS 4 da mettere nell'Apple Store in contemporanea all'uscita dell'iphone 4.

giovedì 10 giugno 2010

Google nuova beta del plugin per internet explorer


E' stata rilasciata da Google una nuova versione del plugin Chrome frame per internet explorer che presenta significativi miglioramenti soprattutto per l'integrazione del browser.

Google frame è rivolto ad utenti che desiderano poter accedere a nuove applicazioni web ed è basato sul motore di rendering HTML,webkit, ma nello stesso tempo preferiscono usare ancora Internet Explorer per i contenuti specifici IE. Tale plugin può essere soprattutto molto utile ad aziende che utilizzano vecchie versioni di IE.

L'anno scorso Google rese disponibile il plugin per gli sviluppatori in modo da raccogliere i loro feedback ma il fatto che sia ancora uscito con una versione beta, fa capire che aspetta di raffinarlo ancora prima di rendere il plugin disponibile al gran pubblico.
Interessante è soprattutto l'introduzione della navigazione privata.
Quando l'utente attiva la modalità privata di internet explorer anche il plugin utilizzerà la funzione in incognito di Chrome in modo che l'utente possa continuare la sua navigazione anonima.

Inoltre il plugin permette di utilizzare Google Wave, con internet explorer, che altrimenti non potrebbe essere eseguito a causa delle scarse prestazioni java script del browser.
Mozilla ha però, criticato l'uso di questo plugin che, al pari della vetrina Apple per l'HTML 5, sembrerebbero voler imporre e pubblicizzare le tecnologie proprie di Google ed Apple, soffocando il libero mercato.

domenica 6 giugno 2010

Smartphone:la quota di mercato di Apple è tre volte quella di Android


La guerra fra Apple ed Andoid per la conquista dello spazio mobile,in questi ultimi mesi è stata intensa ma gli ultimi rapporti Nielsen, riferiti al primo trimestre 2010, rivelano che la quota di mercato dell'Apple con il 28% è tripla di quella di Android con il 9%.

Nielsen in ogni caso comunica che il mercato degli smartphone è cresciuto considerevolmente, arrivando al 23% del mercato della telefonia mobile nel primo trimestre 2010, mentre nell'ultimo trimestre 2009 rappresentavano solo il 16% del totale del mercato.
Al primo posto è comunque RIM Blackberry con il 35% seguito da Apple con il 28%, poi da Microsoft windows mobile, con il 19%, quindi da Android con il 9% ed ancora Palm (4%),Linux(3%) e Symbian (2%).

Inoltre sia Apple che Android sono saliti del 2% nel primo trimestre 2010 mentre, nello stesso periodo sia RIM che Microsoft hanno perso il 2% delle quote di mercato.

venerdì 4 giugno 2010

Dai fondatori di Kazaa e Skype, nasce RDIO


Niklas Zennstrom e Janus Friis, la coppia che fondò,Kazaa, Skype ed lo sfortunato sito di video Joost, hanno dato vita ad un nuovo servizio di streaming di musica illimitato,chiamato RDIO, basato su abbonamento.

RDIO offrirà abbonamenti al prezzo di 5 o 10 dollari al mese, per poter usufruire di accesso illimitato ad un catalogo musicale di grandi dimensioni,forse di oltre cinque milioni di brani, tra cui anche canzoni delle maggiori etichette discografiche. Non sembra, in effetti, una novità anche perchè molti servizi simili che offrivano abbonamenti non sono mai decollati, ad esempio Rhapsody, ha perso soldi e pur essendo nato nel 2001, ha ancora solo 650.000 abbonati ed anche Napster, acquistato da Best Buy non se la passa meglio. Anche perchè la gente vuole ascoltare musica propria anche L'Apple ha più volte detto di non essere interessata a servizi di abbonamento.

E' vero però che Spotify in Europa si è rivelato un successo anche se finora le grandi etichette si erano opposte ad un'introduzione di una versione di Spotify negli Stati Uniti e forse RDIO potrebbe essere la risposta giusta che sfrutta la volontà delle persone di ascoltare la musica su internet da una molteplicità di dispositivi, soprattutto mobili.

Del resto c'è stato un periodo durante il quale Niklas Zennstrom e Janus Friis sembrava non sbagliassero mai un colpo, infatti Kazaa, il servizio di file-sharing è stato estremamente popolare fra gli appassionati di musica, anche se poi sappiamo tutti come è finito, fra malware e cause delle major e nel 2006 la coppia ha venduto il proprio servizio di telefonia, per 2,6 milioni di dollari, potrebbe quindi essere che anche questa volta la loro impresa si trasformi in un successo.

Balmer critica i due OS di Google


Anche Steve Balmer, della Microsoft, ha partecipato alla conferenza All Things Digital, dopo che Steve Jobs vi era andato martedì. Steve Balmer era accompagnato dal capo ingegnere per il software, Ray Ozzie e i due uomini hanno parlato della transizione verso il cloud, di privacy, di telefoni, simil-IPAD e PC.

Dal punto di vista privacy, Balmer ha detto che la politica dell'azienda è molto diversa da quella di Google e Facebook in quanto la Microsoft ha la massima cura dei dati dei suoi clienti e non intendono monetizzarli.
Mentre, sempre Balmer ha criticato l'affermazione di Jobs secondo il quale il PC diverrà sempre meno rilevante, secondo lui, infatti accessori come l'IPAD andranno bene per gente di un certo ceto, ma la maggior parte delle persone sarà sempre interessata al PC.
Parlando di telefonia ha però ammesso che l'Apple è venuta su dal nulla per divenire una presenza estremamente significativa nel settore smartphone ed anche Android rappresenta un rivale di tutto rispetto.
I due uomini poi, parlando dell'impegno della Microsoft in dispositivi simil-IPAD hanno ammesso che c'è un certo ritardo anche perchè soprattutto per Ray Ozzie c'è un contrasto tra le attività di consumo e quelle di creazione ed essi puntano ancora al PC.

Soprattutto però Balmer ha sorpreso la platea criticando la strategia di Google che punta a due sistemi operativi, il tablet OS, Android per i telefoni cellulari e Chrome OS il suo futuro sistema operativo basato sul browser. Balmer ha continuato dicendo che la Microsoft ha anch'essa due sistemi operativi, la piattaforma Windows NT utilizzata per desktop e server, e la piattaforma Windows CE per applicazioni mobili, ma, con l'uso di Silverlight sul prossimo Windows OS per cellulari, la società renderà la differenza inconsistente.

Il discorso è sembrato strano perchè tutti e due i sistemi operativi di Google puntano su linux, quindi le differenze sono facilmente superabili ed anche l'OS dei telefoni Apple è un derivato del MAC OSX per i desktop e le differenze ad ogni nuova versione diminuiscono, mentre i due OS della Microsoft sono sostanzialmente molto diversi, nonostante tutti i tentativi della società per appianare le divergenze.
Del resto anche Ray Ozzie, cercando di sminuire la battuta infelice di Balmer, ha detto che mentre Android, rappresenta il passato essendo una piattaforma tradizionale, Chrome OS rappresenta il futuro, ossia un sistema operativo essenzialmente basato, per il flusso dei dati, sul browser.
Chissà se la critica di Balmer possa derivare dal fatto che molto probabilmente, il sistema operativo di Google, apprezzato anche dal suo ingegnere, farà perdere in futuro, tanti soldi alla Microsoft.

domenica 9 maggio 2010

La FCC consegna ad Hollywood i PC e gli home theater


La FCC ha permesso alla MPAA di attivare il SOC, ossia la tecnologia, “Selective Output Control” su vari dispositivi che permetterà alle major di intervenire disattivando ciò che si sta guardando sull'home theater ed anche Dan Gillmor, famoso blogger ne parla.
Secondo la FCC, il sistema servirebbe alle major perchè vogliono trasmettere i film in prima visione e ciò ostacolerebbe la pirateria. Ma il discorso suona strano, infatti chiunque potrebbe pagare per vedersi una copia di un film in prima visione sul proprio home theater poi registrare il tutto con video camera e mettere poi la copia su internet.

La FCC cerca di salvarsi dicendo che il sistema verrebbe a funzionare solo con i film in prima visione ma in realtà la situazione è molto più subdola.
Infatti il sistema SOC non doveva essere aggiunto ai dispositivi se si voleva far sì che non si usasse anche perchè in tal modo Hollywood ottiene il controllo di tutti i dispositivi e computer presenti nella casa degli utenti.

Ora tutte le industrie correranno ad aggiungere sistemi SOC. Infatti Apple e Microsoft hanno firmato con entusiasmo sul DRM di aggiungere ai loro sistemi operativi al fine di conformarsi con l'
HDCP,(High-Bandwidth Digital Content Protection) e il DTLA,ossia il "Digital Trasmission Licensing Administrator" e altri sistemi basati sul DRM.
Nel mondo dei PC, inoltre, il rispetto delle regole in base all' DTLA e all'HDCP non riguarda solo le caratteristiche che il sistema operativo può avere, bensì anche le caratteristiche che le schede video, hard-drive, interfacce di rete, schede madri e driver possono avere.

Quindi qualsiasi netbook o computer in cui ad esempio si usasse Linux, potrebbe essere controllato in quanto conterrebbe parti costruite dai grandi costruttori di hardware per PC.
Gran brutta vicenda, non possiamo che ringraziare
Cory Doctorow del suo articolo, sperando che possa essere fatto ancora qualcosa per impedire tutto questo.