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venerdì 3 dicembre 2010

Amazon chiude i rapporti con Wikileaks

Amazon offriva a Wikileaks servizi EC2, Elastic Computing Cloud ma da ieri, Wikileaks non è più ospitato sul server web di Amazon. Su Twitter, responsabili di Wikileaks avrebbero commentato fra l'altro, dicendo che se Amazon è così a disagio con il primo emendamento dovrebbe uscire dal mercato della vendita di libri. La liberazione di moltissimi documenti riservati, provenienti dal Dipartimento di Stato americano ha provocato enormi reazioni fra i politici americani, alcuni dei quali hanno chiesto che Wikileaks fosse equiparato ad al-Qaeda, considerando il sito un gruppo terroristico che rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Già prima dell'emissione dei documenti Wikileaks era stato colpito da attacchi Ddos che indubbiamente volevano impedire la pubblicazione dei documenti.



Amazon potrebbe aver deciso di tagliare fuori Wikileaks dopo l'intervento del senatore Joseph Lieberman, presidente dell'House Security Comittee, che aveva richiesto, appunto, ad Amazon informazioni riguardo ai suoi rapporti con Wikileaks, volendo iniziare un'inchiesta. Lo stesso senatore, dopo che Amazon ha chiuso il servizio di hosting a Wikileaks, ha dichiarato che avrebbe preferito che Amazon facesse quest'azione precedentemente, in quanto Wikileaks pubblica materiale sequestrato illegalmente, applaude l'azione di Amazon e invita anche altri servizi di hosting a chiudere definitivamente ogni rapporto con Wikileaks.

martedì 5 ottobre 2010

Altri produttori di film per adulti citano file-sharer

Ormai lo studio legale Dunlap, Grubb & Weaver, meglio conosciuto come il Copyright Group, rappresenta un mito e piovono gli emulatori tra cui Kenneth Ford, un avvocato che opera in un 'associazione anti-pirateria, chiamata Adult Copyright Company e che ha intenzione di arrivare a citare oltre 10.000 ignoti per aver scaricato illegalmente materiale per adulti. I registi indipendenti di film tipo “Teens Tokyo" e "Porno Superheroes" ed anche la società di film per adulti, Third World Media, si apprestano infatti a citare, tramite l'avvocato Kenneth Ford, presso la corte del distretto settentrionale della Virginia Occidentale migliaia di file sharer anonimi chiedendo, agli ISP i dati che corrispondono agli indirizzi IP. Molto probabilmente già si arriverà a citare oltre 5000 persone.



Come saranno in questo caso le lettere inviate ai clienti, uguali a quelle inviate dal Copyright Group o diverse ? Certo essendo qui, la colpa in qualche modo più scabrosa, perchè non farà certo piacere a tante persone, colpevoli od innocenti che si sappia della loro abitudine di scaricare materiale pornografico, molto probabilmente ci sarà più gente che preferirà pagare e mettere tutto a tacere. Speriamo che in ogni caso, non capiti quanto è successo alle persone accusate dagli avvocati dell'ACS law nel Regno Unito, di aver scaricato illegalmente materiale pornografico, che in seguito ad un attacco DoS effettuato da Anonimus al sito dello studio legale, si sono ritrovati i loro dati personali, esposti agli occhi di tutti on line.

domenica 3 ottobre 2010

GB: gli avvocati non hanno paura degli attacchi DDoS

Mentre l'ACS law è sempre più nel ciclone con le sue email che fanno il giro del mondo e il suo proprietario è stato sottoposto a giudizio da parte dell'ordine degli avvocati, come prima di lui il gruppo Davenport Lyons, altro studio legale emerge impavidamente all'orizzonte, di cui avevamo già parlato qui, in quanto lo stesso giudice si è opposto all'immediata richiesta di citazione di altre migliaia d'individui.

Lo studio legale Gallant Macmillan, a nome dell'etichetta musicale Ministry of Sound, ha richiesto i dati di varie centinaia di utenti all'ISP Plusnet che non si era opposto. Ma avevamo anche scritto che stranamente venivano sempre scelti ISP che non si opponevano alle citazioni. Solo che il giudice ha voluto vederci chiaro ed ha mostrato preoccupazione in seguito alla gran quantità di posta ricevuta da utenti di internet e secondo lui, non ci sarebbe stato tutto questo clamore, a meno che non venissero appunto perseguite persone innocenti. Quindi ha richiesto altre delucidazioni a Ministry of Sound entro il 27 settembre e poi il 4 Ottobre si sarebbe concluso il procedimento. Nel frattempo come sappiamo ci sono state le email ed il materiale dello studio ACS law che sono finite on line, svelando come questi studi legali, cercano di impaurire le persone, perchè non citano nessuno poi fra coloro che non pagano e dei quali hanno ottenuto i dati personali, quanto guadagnano da tale invio di lettere. Inoltre sono finiti anche on line i dati personali di migliaia di clienti di ISP, alcuni dei quali accusati di aver scaricato abusivamente materiale pornografico.



Insomma, questo gran polverone di cui si è parlato molto sui media ha fatto sì che anche le autorità nel Regno Unito prestassero molta attenzione a quanto stanno facendo i vari studi legali.


Solo che sembra che lo studio Gallant Macmillan, non abbia paura e lunedi si presenterà normalmente davanti al giudice che sarà costretto, infine, a concedere la citazione a meno che l'ISP Plusnet non si opponga.


L'ISP, anche per un problema d'immagine, ha detto che cercherà di opporsi, almeno in futuro.


In ogni caso la rabbia sta montando e questo comportamento dello studio Gallant Macmillan, secondo anche quanto ipotizzato dalla BBC, avrebbe potuto attirare la reazione del gruppo 4Chan, che infatti ha avvertito che intende colpire il sito degli avvocati con un attacco Ddos, che si verificherà oggi. Il gruppo 4Chan ha detto che intende continuare l'operazione payback contro coloro che vogliono terrorizzare e mungere le persone.

giovedì 30 settembre 2010

ICTorrent, un periodo di pace

IC Torrent il tracker privato, divenuto famoso perchè è stato riportato dai media che era soggetto ad attacchi Ddos da parte dell'AiPlex Software, come aveva rivelato l'amministratore della stessa società di monitoraggio, dopo gli attacchi effettuati alla stessa società dalla comunity 4Chan ma, soprattutto, dopo il risalto internazionale, dato a tutta la vicenda, si gode un periodo di pacee festeggia il suo secondo compleanno.

Inoltre minaccia la stessa Aiplex Software, nel caso ricominciasse a dar fastidio al loro sito, di rendere pubbliche tutte le email scambiate con essi, dove, la società di monitoraggio che dovrebbe seguire sistemi legali per difendere i contenuti ad essa affidati dalle industrie produttrici, non fa certo una bella figura. Inoltre ICTorrent che sta per “ Intellect Clever” ha mostrato a TorrentFreak alcuni screenshot di film pirata con il loro marchio che sono stati trasmessi da TV nazionali indiane, nelle quali trasmissioni, la i di ICTorrent è ben visibile. Che dire, ci troviamo sempre più in situazioni anomale rispetto alla legge con una TV che usa film pirata e con una società a difesa di contenuti che utilizza metodi da hacker, speriamo che la legge che dovrebbe essere uguale per tutti, intervenga al più presto.

lunedì 20 settembre 2010

Continua l'operazione payback, colpita la RIAA


Avevamo parlato degli attacchi DoS, che la comunity 4Chan aveva sferrato contro la società di monitoraggio Aiplex Software ed il sito della MPAA, ora è la volta dei siti della RIAA e gli stessi individui minacciano anche la BPI britannica. La cosa assurda, come riportano molti media,è che si sono uniti a quella definita operazione Payback persone che niente c'entrano con il gruppo Anonimus, molto probabilmente soprattutto le citazioni dei 14.000 file-sharer da parte del Copy-right Group, rendono sempre più invise a tutti le associazioni anti-pirateria.

Torrent Freak parla della “protesta del futuro”ma a leggere il comunicato di Anonimus, non è questa l'impressione che si ha, “ Anonimus è stanco di interessi corporativi che controllano lla rete e ostacolano i diritti del popolo nel diffondere informazioni, ma ancora più importante, il diritto di condividere l'uno con l'altro. La RIAA e la MPAA fingono di aiutare gli artisti e la loro causa, eppure non fanno niente del genere. Nei loro occhi non vi è la speranza,ci sono solo i segni del dollaro.” Come si può vedere sono solo atti piuttosto immaturi di adolescenti che non si rendono conto di stare violando la legge e quindi rischiare condanne e nel contempo non risolvere nulla perchè dopo poche ore i siti sono di nuovo on line.

domenica 19 settembre 2010

AiPlex Software colpito da 4chan

Aiplex Software, la società piuttosto sconosciuta di monitoraggio, balzata alla ribalta per le dichiarazioni del suo amministratore, poi smentite è stata presa di mira da 4chan, la comunità piuttosto estremista che il Guardian una volta definì come "pazza, giovanile ... brillante, ridicola e preoccupante” La società AiPlex Software che è solita attaccare i siti BitTorrent con attacchi DoS è stata colpita nella stessa maniera, quasi a voler dimostrare che come essa infrange la legge anche altri possono farlo.



Speriamo che le forze dell'ordine cybercriminali vigilino meglio su queste forme illegali di attacchi ai siti da qualunque parte queste provengono. Poiché si era diffusa la notizia che Aiplex Software avesse colpito con attacchi DdoS, Pirate Bay, il messaggio lasciato dal singolo responsabile dell'attacco parla di questo. Mentre invece un lavoro di gruppo ha creato gli stessi problemi al sito della MPAA, non si sa per quale motivo la comunità 4chan, abbia agito anche contro di loro, forse perchè si avvicina l'appello contro il team di Pirate Bay che ha tantissimi fans? La MPAA comunque ha in poco tempo risolto spostando il sito su un nuovo indirizzo IP.

lunedì 13 settembre 2010

AiPlex, altre notizie sugli attacchi DoS

Abbiamo scritto di alcune dichiarazioni rilasciate da una società incaricata di proteggere film in uscita, l'AiPlex,durante le quali il capo della stessa società ha ammesso che se il sito BitTorrent non risponde immediatamente al takedown eliminando il file, non esitano ad investirlo con attacchi DoS mandandolo offline.
Chiaramente le dichiarazioni sono state smentite perchè investire qualunque sito con qualunque motivazione, anche la più plausibile, con un attacco DoS è un reato penale. Ma in un contatto con il sito BitSnoop, per un takedown sono state richieste notizie riguardo al modo di agire dell'AiPlex e i rappresentanti della stessa hanno dichiarato che il loro compito è monitorare gli indirizzi IP ed individuare i siti dove è presente materiale illegale e riferire all'associazione anti-pirateria e al reparto cybercriminale della polizia.

martedì 7 settembre 2010

Attacchi Ddos per neutralizzare i siti BitTorrent?

Ci sono aziende, che come sappiamo sono ingaggiate per monitorare alcuni file, da parte delle major ma anche per evitare che questi continuino ad essere presenti illegalmente in rete. Fra i mezzi usati, si è sempre sospettato che queste compagnie ricorressero anche ad attacchi DoS ad esempio, media defender si scoprì che aveva fatto qualcosa del genere contro il tracker BitTorrent Revision3, mandandolo off line ed anche Trident Media Guard, ufficialmente incaricata del monitoraggio in Francia, dove è stata approvata l'hadopi 2, sembra abbia offuscato uno sciame BitTorrent.



Secondo poi quanto dichiarato da Girish Kumar, amministratore delegato di AiPlex Software , molto spesso si ricorre a tecniche del genere se il sito BitTorrent avvertito, non toglie immediatamente il file o questo ricompare. Infatti AiPlex, che guadagna fra i 4.290 dollari e 8.580 dollari, per proteggere i film per quattro settimane, nel caso il file dopo gli avvisi, si trovi ancora on line, inondano il sito di richieste e questo produce un errore nel database, generando un denial of service, dal momento che ogni server ha una larghezza di banda di una determinata capacità.


Nel caso poi, che,nonostante questo, il file,fosse ancora presente, sempre secondo Girish Kumar, agiscono più pesantemente attaccando il sito e distruggendo i dati in modo da impedire l'ulteriore circolazione del film. La società AiPlex Software non ha confermato ufficialmente le informazioni rilasciate da Girish Kumar. Anche perchè è meglio tacere soprattutto se il download illegale è fermato con metodi da hacker, illegali anch'essi.