La proposta di legge che dà la possibilità di staccare la spina ai siti web accusati di favoreggiamento sembra essere sempre più vicina e la legge dovrebbe essere emanata nel tempo restante, al Congresso, sempre quest'anno ossia dopo il ritorno del Congresso, a prevalenza democratica a novembre. Si chiede pressantemente un voto prima che il nuovo Congresso si riunisce nei primi mesi del 2011, forse a causa della preoccupazione che le elezioni potrebbero portare le camere verso il controllo repubblicano e rendere meno probabile la promulgazione di tale legge denominata COICA.
Su tale proposta di legge,fervono, infatti, le opposizioni dei gruppi a sostegno delle libertà civili che sostengono si tratti di un modo per balcanizzare internet, mettere in pericolo la libertà di parola e creare grossi problemi a pagine web legittime. La legge non autorizzerebbe i federali a chiudere i siti che agiscono illegalmente ma agirebbe sui loro domini e bloccherebbe qualsiasi operazione bancaria effettuata negli USA dai siti pirata. Secondo la MPAA questa proposta di legge affronta il peggio del peggio ed è focalizzata sui siti web che sono impegnati nella promozione di attività illegali e qualcosa era necessario fosse fatto al riguardo. In effetti anche con il blocco del dominio gli utenti potrebbero raggiungere i siti digitando direttamente gli indirizzi IP
Un sito web, rischierebbe il sequestro di dominio quando è progettato principalmente per offrire copie non autorizzate di opere protette dal copyright o marchi contraffatti, ecco perchè anche Chanel,Nike, Tiffany ecc hanno firmato la lettera chiedendo che la legge venga approvata.
Però la registrazione per i domini di primo livello in altri paesi invaliderebbe la norma e forse per questo The Pirate Bay, come misura precauzionale, già possiede thepiratebay.se. In ogni caso, come detto, i gruppi d'opposizione ritengono che tale norma vada contro il primo emendamento e possa creare un precedente pericoloso, con gravi conseguenze per la libera espressione, la libertà globale di Internet ecc. Da più parti, comunque, non si capisce la necessità di tutta questa fretta nel voler subito far approvare una legge molto discutibile.
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sabato 23 ottobre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Il parlamento Europeo approva relazione anti-pirateria
E' stata approvata con 328 voti a favore, 245 contrari ed 81 astenuti la relazione proposta da Marielle Gallo, dell'entourage di Sarkozy, che non è una legge ma questo non la rende meno pericolosa perchè offre consigli ai vari governi europei affinchè adottino misure sempre più severe contro la pirateria.
Fra le altre cose, spinge i governi ad adottare sistemi del tipo dei tre avvisi e la disconnessione e promuove accordi privati fra ISP e titolari del copyright, in modo che possano agire incisivamente sui trasgressori del diritto d'autore. L'attuazione di queste misure antipirateria potrebbe minacciare il diritto alla privacy ed ad un processo equo. Inoltre, come in qualche modo si vuol fare anche con ACTA ed in linea con le intenzioni espresse più volte dai membri del governo Obama, non s'intende distinguere penalmente la contraffazione e il file-sharing non autorizzato. Infatti i due termini sono usati in modo intercambiabile nella relazione Gallo e questo è sicuramente fuorviante. C'è però anche da dire, che non essendo una legge bisogna poi vedere come i rispettivi governi pensino di attuare le nuove norme. Si è visto, infatti, sia in Francia, che nel Regno Unito che non è passata la disconnessione, senza intervento del tribunale.
Inoltre, sempre nella stessa relazione, c'è scritto che i titolari dei diritti dovrebbero offrire un miglior accesso ai contenuti legali, non ci dovrebbe essere solo il monopolio di Itunes ma si dovrebbero creare varie opzioni a prezzi concorrenziali, in modo da aumentare il download legale nell'UE. Infine in alcuni punti la relazione cerca anche di difendere il diritto degli utenti a non dover dimostrare la legalità dei loro contenuti digitali, in quanto dovrebbero essere i proprietari dei contenuti a fornire prove certe della violazione. Certo è possibile che vengono stretti accordi privati fra fornitori di contenuti ed ISP ma quest'ultimi potrebbero attuare simili accordi se guadagnassero anch'essi tramite, ad esempio, abbonamenti con i quali possano offrire il download legale di contenuti altrimenti, come hanno sempre resistito finora , sarà molto difficile che in futuro decidano di stringere accordi con le major.
mercoledì 23 giugno 2010
Vice- presidente USA dichiara guerra alla pirateria
Durante una conferenza, il vice-presidente americano Joe Biden, avrebbe dichiarato guerra ai siti web pirata dicendo che oltretutto la pirateria è un furto ed un attentato alla sicurezza nazionale.Dopo, una lunga consultazione popolare l'amministrazione Obama avrebbe preparato un piano per affrontare la pirateria, presentato oggi, dichiarando che nei prossimi anni il governo degli Stati Uniti intende muoversi duramente per colpire i siti colpevoli di pirateria digitale, sia nazionali che esteri e questo nell'interesse dell'economia nazionale.
Ugualmente con la stessa determinazione, il governo USA è intenzionato a colpire il mercato della contraffazione che a parere di Biden, oltre tutto potrebbe rappresentare un problema per la salute pubblica e la sicurezza nazionale.
Basta pensare al pericolo che potrebbero correre i soldati americani con falsi giubotti di Kevlan.
Schierandosi dalla parte delle associazioni delle industrie detentrici dei diritti d'autore inoltre, Bidden, dice chiaramente che la pirateria è un furto e paragona un download autorizzato ad una rapina in gioielleria, quindi da affrontare con la stessa determinazione.
Ugualmente con la stessa determinazione, il governo USA è intenzionato a colpire il mercato della contraffazione che a parere di Biden, oltre tutto potrebbe rappresentare un problema per la salute pubblica e la sicurezza nazionale.
Basta pensare al pericolo che potrebbero correre i soldati americani con falsi giubotti di Kevlan.
Schierandosi dalla parte delle associazioni delle industrie detentrici dei diritti d'autore inoltre, Bidden, dice chiaramente che la pirateria è un furto e paragona un download autorizzato ad una rapina in gioielleria, quindi da affrontare con la stessa determinazione.
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