E' di pochi giorni fa la notizia, che il parlamento Europeo ha approvato la famosa relazione Gallo che offre suggerimenti per nuove norme anti-pirateria. Secondo gli oppositori della relazione, gli interessi dei lobbisti dell'industria dell'intrattenimento mirano a trasformare internet in uno stato di polizia. La Quadrature du Net avrebbe scoperto che molte petizioni firmate dagli artisti, a richiesta di norme più severe a difese del copy-right e presentate dalle associazioni anti-pirateria per convincere i deputati europei ad approvare la relazione, presentano nomi sospetti, ad esempio risulta firmatario il regista ungherese László Kovács, morto tre anni fa ed è anche presente un nome che corrisponde ad una bambina di sette anni.
Soprattutto la petizione presentata a sostegno della relazione, inviata da Eurocinema, che rappresenta i produttori cinematografici e televisivi in Europa ha fatto nascere molti sospetti, anche perchè un terzo dei nomi presenti tra i firmatari è ungherese ed alcuni non si è affatto sicuri che esistano. Anche i due registi ungheresi Ibolya Fekete e Attila Janisch, contattati hanno detto di non aver firmato mai la petizione. Indubbiamente non fa piacere riscontrare questa scarsa onestà da parte delle associazioni anti-pirateria nel voler convincere i deputati europei e mette certamente ansia per il futuro, in quanto le stesse potrebbero tentare qualsiasi trucco per convincere i governi o gli ISP dei vari paesi europei ad anteporre i loro interessi a quelli dei cittadini e degli utenti di internet.
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venerdì 24 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Il parlamento Europeo approva relazione anti-pirateria
E' stata approvata con 328 voti a favore, 245 contrari ed 81 astenuti la relazione proposta da Marielle Gallo, dell'entourage di Sarkozy, che non è una legge ma questo non la rende meno pericolosa perchè offre consigli ai vari governi europei affinchè adottino misure sempre più severe contro la pirateria.
Fra le altre cose, spinge i governi ad adottare sistemi del tipo dei tre avvisi e la disconnessione e promuove accordi privati fra ISP e titolari del copyright, in modo che possano agire incisivamente sui trasgressori del diritto d'autore. L'attuazione di queste misure antipirateria potrebbe minacciare il diritto alla privacy ed ad un processo equo. Inoltre, come in qualche modo si vuol fare anche con ACTA ed in linea con le intenzioni espresse più volte dai membri del governo Obama, non s'intende distinguere penalmente la contraffazione e il file-sharing non autorizzato. Infatti i due termini sono usati in modo intercambiabile nella relazione Gallo e questo è sicuramente fuorviante. C'è però anche da dire, che non essendo una legge bisogna poi vedere come i rispettivi governi pensino di attuare le nuove norme. Si è visto, infatti, sia in Francia, che nel Regno Unito che non è passata la disconnessione, senza intervento del tribunale.
Inoltre, sempre nella stessa relazione, c'è scritto che i titolari dei diritti dovrebbero offrire un miglior accesso ai contenuti legali, non ci dovrebbe essere solo il monopolio di Itunes ma si dovrebbero creare varie opzioni a prezzi concorrenziali, in modo da aumentare il download legale nell'UE. Infine in alcuni punti la relazione cerca anche di difendere il diritto degli utenti a non dover dimostrare la legalità dei loro contenuti digitali, in quanto dovrebbero essere i proprietari dei contenuti a fornire prove certe della violazione. Certo è possibile che vengono stretti accordi privati fra fornitori di contenuti ed ISP ma quest'ultimi potrebbero attuare simili accordi se guadagnassero anch'essi tramite, ad esempio, abbonamenti con i quali possano offrire il download legale di contenuti altrimenti, come hanno sempre resistito finora , sarà molto difficile che in futuro decidano di stringere accordi con le major.
mercoledì 14 luglio 2010
Il Partito del Pirata vuole rivelare al pubblico gli accordi ACTA
Fin dall'inizio tutte le riunioni riguardanti il famoso trattato ACTA si sono svolte nel più assoluto segreto e la cosa continua anche in seno al Parlamento Europeo, per cui Christian Engstrom deputato del Partito del Pirata, si è visto costretto ad abbandonare un incontro con i negoziatori ACTA, perchè non avrebbe potuto poi, rivelare al pubblico e principalmente ai suoi elettori, quanto discusso durante la riunione.
Come sappiamo ACTA è un accordo internazionale con lo scopo di colpire la pirateria e la contraffazione e solo ad aprile, dopo anni di lavoro e di silenzio, i negoziatori hanno reso pubblico un estratto dell'accordo ma si pensava, che da allora in poi, le riunioni fra i negoziatori, fossero rese pubbliche.
Invece dopo l'ultima serie di incontri tenutisi a Lucerna, la Commissione a lavoro su ACTA è giunta al Parlamento Europeo per dare maggiori aggiornamenti su quanto discusso negli incontri e questa riunione è stata chiusa al pubblico.
Christian Engstrom, che era stato ammesso ad ascoltare i risultati dei negoziati su ACTA ha più volte chiesto se poi avrebbe potuto diffondere quanto ascoltato, avendone avuto risposta negativa ha preferito abbandonare la riunione.
Engstrom ha detto che tutto questo è vergognoso e che non c'è alcun motivo per il quale i negoziati ACTA debbano essere effettuati in segreto ed i membri del Parlamento Europeo non possano, poi, discuterne con i loro elettori.
Engstrom ha anche aggiunto che le leggi dovrebbero essere fatte dai rappresentanti eletti, dopo discussione popolare, non imposte da membri non eletti e l'informazione tenuta fuori dalla portata del pubblico, fin quando non è troppo tardi, oltretutto ciò va contro il trattato di Lisbona che prevede che la Commissione deve informare in modo plenario il Parlamento Europeo.
Come sappiamo ACTA è un accordo internazionale con lo scopo di colpire la pirateria e la contraffazione e solo ad aprile, dopo anni di lavoro e di silenzio, i negoziatori hanno reso pubblico un estratto dell'accordo ma si pensava, che da allora in poi, le riunioni fra i negoziatori, fossero rese pubbliche.
Invece dopo l'ultima serie di incontri tenutisi a Lucerna, la Commissione a lavoro su ACTA è giunta al Parlamento Europeo per dare maggiori aggiornamenti su quanto discusso negli incontri e questa riunione è stata chiusa al pubblico.
Christian Engstrom, che era stato ammesso ad ascoltare i risultati dei negoziati su ACTA ha più volte chiesto se poi avrebbe potuto diffondere quanto ascoltato, avendone avuto risposta negativa ha preferito abbandonare la riunione.
Engstrom ha detto che tutto questo è vergognoso e che non c'è alcun motivo per il quale i negoziati ACTA debbano essere effettuati in segreto ed i membri del Parlamento Europeo non possano, poi, discuterne con i loro elettori.
Engstrom ha anche aggiunto che le leggi dovrebbero essere fatte dai rappresentanti eletti, dopo discussione popolare, non imposte da membri non eletti e l'informazione tenuta fuori dalla portata del pubblico, fin quando non è troppo tardi, oltretutto ciò va contro il trattato di Lisbona che prevede che la Commissione deve informare in modo plenario il Parlamento Europeo.
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