La camera dei rappresentanti spagnola ha votato contro l'emendamento proposto dal ministro della cultura Ángeles González-Sinde, che prevedeva per i siti con link a contenuti protetti dal copyright,di essere messi offline, senza intervento del giudice. L'emendamento che faceva parte della legge per il sostegno dell'economia, aveva suscitato, fin dalla sua prima formulazioni, feroci proteste popolari.
Finora, infatti i tribunali spagnoli, in vari procedimenti avevano sostenuto che i siti P2P con link a materiale coperto dal copyright e che agivano senza fini di lucro, erano legali in Spagna. Le major americane, per le quali la Spagna rappresenta uno dei principali paesi dove la pirateria dilaga avevano cercato di influenzare il governo spagnolo, affinchè agisse contro il download dei file illegali.
L'associazione degli utenti di internet che si era creata contro l'emendamento ha scritto, saputa la notizia che la volontà del popolo ha messo fine alle pressioni imposte da lobbisti, ambasciate e governi stranieri, sui loro rappresentanti presenti al governo. Invece i rappresentanti delle industrie creative, hanno espresso il loro disappunto ad esempio il presidente dell'associazione anti-pirateria Promusicae ha deplorato la decisione del governo ed ha detto che l'industria creativa è lasciata morire mentre i “ladri” file-sharer hanno ottenuto protezione. Tutte queste persone ora chiedono le dimissioni del ministro della cultura che non è riuscita a far passare l'emendamento.
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lunedì 27 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
La MPAA comincia la battaglia nei campus universitari
Finora solo la RIAA era pesantemente intervenuta nei campus universitari, inviando varie lettere di contenzioso e chiedendo gli indirizzi IP degli studenti, che erano ritenuti colpevoli di download illegale. Ora però anche la MPAA ha cominciato a far pressioni sui rettori dei campus universitari, perchè limitino la pirateria dei loro studenti.
Infatti, la MPAA ha fatto sapere che invierà lettere ai presidi richiamando quanto prevede l' HEOA, ossia l' anti-infringement provisions of the Higher Education Opportunity Act of 2008, in base alla quale norma le università debbono intervenire per bloccare ogni tentativo di pirateria da parte degli studenti, altrimenti non potranno ricevere finanziamenti statali od altri aiuti finanziari per gli studenti.
La MPAA poi, nella lettera crea anche angoscia per il futuro dei giovani, già preoccupati di non riuscire a trovare lavoro dicendo che oltre 2,4 milioni di persone nei 50 stati americani, sono impiegati nell'industria cinematografica ed il furto del copyright, riduce anche la possibilità per i laureati dell'istituto di guadagnarsi da vivere in settori creativi.
La MPAA ha, inoltre, creato un sito per aiutare i rettori dei campus a rispettare l' HEOA, con corsi di formazione, portali di contenuto specifico per la scuola, informazioni su come bloccare i siti illegali. Questa è comunque, la prima grande azione della MPAA contro la violazione illegale del copyright nei campus ed è facile che ben presto ci saranno, come è già avvenuto per la RIAA , lettere di presunte infrazioni, con la richiesta dei dati dietro agli indirizzi IP, per poter colpire direttamente gli studenti coinvolti.
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giovedì 14 ottobre 2010
Google offre aiuto a pagamento contro la pirateria
Google, sempre nell'occhio del ciclone, per quello che riguarda il materiale che viola il copyright oppure la pubblicità su siti che contengono materiale illegale, è da più parti, anche in campo politico, spinto ad impegnarsi di più per contrastare la pirateria.
Qualche tempo fa, inoltre alcuni esponenti della RIAA e dell'IFPI hanno chiesto a Google di fornire ad essi un sistema per rintracciare più velocemente il materiale pirata, in modo che essi poi potessero fare le loro richieste di takedown.
La risposta di Google, però ha lasciato senza parole i portavoce delle grandi etichette in quanto la società ha predisposto tre sistemi per i terzi per accedere alle API web. Il primo sistema è progettato per servizi di terze parti che visualizzano annunci Google nei risultati di ricerca, il secondo è riservato agli sviluppatori e si basa su poche ricerche ed il terzo, riservato all'IFPI ed alla RIAA è un servizio a pagamento, che si chiama Site Search e prevede un costo di 5 dollari ogni 1000 queries, in modo, secondo i responsabili Google di recuperare i costi della fornitura del servizio. In tal modo però le grandi etichette potrebbero spendere alcuni milioni di dollari all'anno.
Qualche tempo fa, inoltre alcuni esponenti della RIAA e dell'IFPI hanno chiesto a Google di fornire ad essi un sistema per rintracciare più velocemente il materiale pirata, in modo che essi poi potessero fare le loro richieste di takedown.
La risposta di Google, però ha lasciato senza parole i portavoce delle grandi etichette in quanto la società ha predisposto tre sistemi per i terzi per accedere alle API web. Il primo sistema è progettato per servizi di terze parti che visualizzano annunci Google nei risultati di ricerca, il secondo è riservato agli sviluppatori e si basa su poche ricerche ed il terzo, riservato all'IFPI ed alla RIAA è un servizio a pagamento, che si chiama Site Search e prevede un costo di 5 dollari ogni 1000 queries, in modo, secondo i responsabili Google di recuperare i costi della fornitura del servizio. In tal modo però le grandi etichette potrebbero spendere alcuni milioni di dollari all'anno.
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lunedì 11 ottobre 2010
Intervista a Fritz Attaway e Craig Hoffman della MPAA
Due persone di spicco, all'interno della MPAA, Fritz Attaway e Craig Hoffman, sono state invitate, durante un corso sui media digitali ad esprimere le loro idee a proposito di pirateria, diritto d'autore e l'industria del cinema nell'era digitale.
Il loro punto di vista è sicuramente interessante, anche perchè essi dicono che non pensano che la pirateria digitale possa essere debellata ed i loro sforzi sono incentrati nel tenerla entro livelli sostenibili, in modo che si possa continuare a fare film e gli addetti del settore possano guadagnare con il loro lavoro.
Poi qualcuno chiede loro il motivo del diverso comportamento della MPAA, rispetto alla RIAA, che ha denunciato molte più persone ed essi dicono che perseguono i colpevoli quando c'è bisogno, infatti sono parte in causa nel processo contro Pirate Bay ma credono di più all'educazione e alla creazione di nuovi modelli di business e soprattutto, a convincere ISP e politici, che c'è bisogno di interventi più severi contro i violatori dei diritti d'autore ed in particolar modo contro i siti, americani ed esteri che si arricchiscono con quest'attività. Essi infatti sono d'accordo che, sotto piena responsabilità degli ISP venga attuato un sistema del tipo dei “tre avvisi e la disconnessione”.
Il loro punto di vista è sicuramente interessante, anche perchè essi dicono che non pensano che la pirateria digitale possa essere debellata ed i loro sforzi sono incentrati nel tenerla entro livelli sostenibili, in modo che si possa continuare a fare film e gli addetti del settore possano guadagnare con il loro lavoro.
Poi qualcuno chiede loro il motivo del diverso comportamento della MPAA, rispetto alla RIAA, che ha denunciato molte più persone ed essi dicono che perseguono i colpevoli quando c'è bisogno, infatti sono parte in causa nel processo contro Pirate Bay ma credono di più all'educazione e alla creazione di nuovi modelli di business e soprattutto, a convincere ISP e politici, che c'è bisogno di interventi più severi contro i violatori dei diritti d'autore ed in particolar modo contro i siti, americani ed esteri che si arricchiscono con quest'attività. Essi infatti sono d'accordo che, sotto piena responsabilità degli ISP venga attuato un sistema del tipo dei “tre avvisi e la disconnessione”.
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mercoledì 6 ottobre 2010
Gene Simmons dei KISS dice : prima denuncia, poi pensa
Gene Simmons, bassista dei KISS ha parlato alla convention MIPCOM di Cannes dicendo agli autori ed ai cantanti di difendere strenuamente il loro marchio, denunciando chi condivide abusivamente il proprio lavoro e se è necessario, perseguire i colpevoli fino a togliere loro la macchina o la casa. Ricordo che i KISS, come dice Wiki, al loro attivo hanno 24 dischi d'oro 10 dischi di platino e 2 multiplatino, nonché 110 milioni di copie dei loro album vendute complessivamente in tutto il mondo, quindi forse bisogno, proprio di fare una colletta per il loro sostentamento non c'è.
Simmons dice ancora che l'industria musicale non ha avuto gli attributi per perseguire all'inizio di perseguire i ragazzi del college con il viso fresco e lentigginoso e ora la musica non ha futuro e ci sono centinaia di migliaia di persone senza lavoro.
Gene Simmons molto probabilmente non si è reso conto che nel passato la RIAA ha denunciato oltre 20000 persone e se ha cambiato atteggiamento e cerca l'aiuto del Congresso, od il supporto degli ISP è perchè ha speso oltre 16 milioni di dollari in spese legali, solo nel 2008 e ne ha ricavato 391.000. Anche i vari studi di avvocati, l'ACS law nel Regno Unito o il Copyright Group in USA, mandano lettere ma alla fine non denunciano nessuno.
Sempre da wiki ricordiamo che Simmons è sempre stato un personaggio, diciamo pittoresco.
Ogni membro della band assumeva un personaggio e Gene si fece soprannominare The Demon, per via del trucco facciale e dei costumi che gli davano delle sembianze da demone. Durante i concerti, Simmons terrà inoltre una serie di esibizioni che lo renderanno famoso, come la sua lingua lunga, lo sputo del sangue sintetico (numero eseguito generalmente mentre esegue gli assoli con il suo basso), e lo sputo del fuoco, numero eseguito generalmente alla fine del brano Firehouse.
Quindi, anche ora, Simmons non è interessato da questo risvolto economico, piuttosto in perdita della RIAA ed insiste che bisogna denunciare i trasgressori, anzi racconta parabole per rafforzare la sua tesi, come quella del buco della nave che se anche piccolo, se non è otturato può fare affondare tutta la nave.
Altra parabola, che farebbe realmente inorridire gli animalisti è che, da novello Fedro, racconta la vicenda di un contadino che avendo risparmiato, impietosito un cucciolo di volpe, si è visto poi rovinato con tutte le galline uccise e abbandonato dalla moglie, per un contadino più intelligente.
Vedetevi anche il video
Simmons dice ancora che l'industria musicale non ha avuto gli attributi per perseguire all'inizio di perseguire i ragazzi del college con il viso fresco e lentigginoso e ora la musica non ha futuro e ci sono centinaia di migliaia di persone senza lavoro.
Gene Simmons molto probabilmente non si è reso conto che nel passato la RIAA ha denunciato oltre 20000 persone e se ha cambiato atteggiamento e cerca l'aiuto del Congresso, od il supporto degli ISP è perchè ha speso oltre 16 milioni di dollari in spese legali, solo nel 2008 e ne ha ricavato 391.000. Anche i vari studi di avvocati, l'ACS law nel Regno Unito o il Copyright Group in USA, mandano lettere ma alla fine non denunciano nessuno.
Sempre da wiki ricordiamo che Simmons è sempre stato un personaggio, diciamo pittoresco.
Ogni membro della band assumeva un personaggio e Gene si fece soprannominare The Demon, per via del trucco facciale e dei costumi che gli davano delle sembianze da demone. Durante i concerti, Simmons terrà inoltre una serie di esibizioni che lo renderanno famoso, come la sua lingua lunga, lo sputo del sangue sintetico (numero eseguito generalmente mentre esegue gli assoli con il suo basso), e lo sputo del fuoco, numero eseguito generalmente alla fine del brano Firehouse.
Quindi, anche ora, Simmons non è interessato da questo risvolto economico, piuttosto in perdita della RIAA ed insiste che bisogna denunciare i trasgressori, anzi racconta parabole per rafforzare la sua tesi, come quella del buco della nave che se anche piccolo, se non è otturato può fare affondare tutta la nave.
Altra parabola, che farebbe realmente inorridire gli animalisti è che, da novello Fedro, racconta la vicenda di un contadino che avendo risparmiato, impietosito un cucciolo di volpe, si è visto poi rovinato con tutte le galline uccise e abbandonato dalla moglie, per un contadino più intelligente.
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lunedì 13 settembre 2010
Russia:usata Microsoft a fini politici
In un articolo del New York Times viene rilevato come gli sforzi antipirateria Microsoft, a difesa dei suoi software servano al governo russo come pretesto per compiere incursioni e sequestrare computer di gruppi politici dissidenti. Con la diffusione estremamente elevata in Russia di software pirata, è facile che questi piccoli gruppi lo abbiano nei loro computer ma sembrerebbe che la polizia si concentri su di loro, falsificando le prove per renderle più gravi.
Secondo l'articolo, la Microsoft supporterebbe le incurzioni, nonostante la natura politica dei raid. Inoltre ci sarebbero di mezzo avvocati della Microsoft corrotti secondo quanto riferito dal gruppo per i diritti umani russi Memorial e dal gruppo anti-corruzione Trasparenza Internazionale.
Ad iesempio il gruppo Baikal Environmental Wave, stava organizzando una manifestazione, contro la decisione del primo ministro Putin di riaprire una cartiera che avrebbe inquinato il lago Baikal situato nei suoi pressi. Invece il gruppo ha subito il sequestro dei computer da parte della polizia con la scusa di voler cercare software pirata Microsoft.
La Microsoft, avrebbe rilasciato, poi, un commento al Times dicendo che i loro sforzi anti-pirateria, hanno bisogno di aggiustamenti. Essi debbono impegnarsi a proteggere i loro software, rispettando nello stesso tempo i diritti umani fondamentali. Intanto anche perchè ci sia più chiarezza sul loro operato, hannom ad esempio, pubblicato su un sito web un elenco di suoi rappresentanti autorizzati in Russia. La Microsoft dice inoltre anche che intende impegnarsi in Russia a fornire software libero e a basso costo a giornali e gruppi di sensibilizzazione, in modo che siano in conformità con la legge.
Secondo l'articolo, la Microsoft supporterebbe le incurzioni, nonostante la natura politica dei raid. Inoltre ci sarebbero di mezzo avvocati della Microsoft corrotti secondo quanto riferito dal gruppo per i diritti umani russi Memorial e dal gruppo anti-corruzione Trasparenza Internazionale.
Ad iesempio il gruppo Baikal Environmental Wave, stava organizzando una manifestazione, contro la decisione del primo ministro Putin di riaprire una cartiera che avrebbe inquinato il lago Baikal situato nei suoi pressi. Invece il gruppo ha subito il sequestro dei computer da parte della polizia con la scusa di voler cercare software pirata Microsoft.
La Microsoft, avrebbe rilasciato, poi, un commento al Times dicendo che i loro sforzi anti-pirateria, hanno bisogno di aggiustamenti. Essi debbono impegnarsi a proteggere i loro software, rispettando nello stesso tempo i diritti umani fondamentali. Intanto anche perchè ci sia più chiarezza sul loro operato, hannom ad esempio, pubblicato su un sito web un elenco di suoi rappresentanti autorizzati in Russia. La Microsoft dice inoltre anche che intende impegnarsi in Russia a fornire software libero e a basso costo a giornali e gruppi di sensibilizzazione, in modo che siano in conformità con la legge.
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mercoledì 1 settembre 2010
L'amministrazione Obama si prepara ad affossare la pirateria digitale
Gary Locke, segretario al Commercio USA, è andato a Nashville per partecipare ad un dibattito riguardante il diritto d'autore e ha ben espresso, come il vice- presidente Joe Biden, il concetto che l'amministrazione Obama intende seguire una linea dura riguardo la pirateria e la contraffazione, ossia che la pirateria è furto di qualcosa di autentico e deve essere trattata di conseguenza.
Tutto il mondo e anche negli Stati Uniti, i consumatori spendono meno per la musica registrata in tutti i formati. I ricavi di musica registrata sono diminuiti di quasi la metà negli ultimi dieci anni
Locke ha, inoltre, detto di aver letto le lettere di artisti ed autori, le cui entrate sono state distrutte dalla pirateria, l' 'ha colpito soprattutto quella di un ragazzo, che sperava, grazie ai diritti sulle sue canzoni, di essersi assicurato un paracadute d'oro per la vecchiaia ed invece si ritrova, per colpa della pirateria, con un palloncino di piombo. Per tale motivo l'amministrazione è impegnata a lavorare su norme globali che riguardano la proprietà intellettuale, sul rispetto delle stesse e su un rafforzamento del sistema del diritto d'autore a livello internazionale.
Il rilascio di un piano strategico congiunto da parte del nuovo "Coordinatore delle forze impegnate sulla Proprietà Intellettuale", riflette la profondità dell'intento dell'amministrazione nel voler combattere la pirateria digitale in patria ed all'estero. Si sarà, inoltre,secondo Locke, molto severi con i recidivi.
Locke, continua dicendo che internet è una spada a doppio taglio per l'industria musicale, da una parte c'è una violazione crescente del diritto d'autore, con i siti cyberlockers, il p2p, il file-sharing, i siti di streaming ed altri generati con contenuti creati dagli utenti.
Tutto il mondo e anche negli Stati Uniti, i consumatori spendono meno per la musica registrata in tutti i formati. I ricavi di musica registrata sono diminuiti di quasi la metà negli ultimi dieci anni
Locke ha, inoltre, detto di aver letto le lettere di artisti ed autori, le cui entrate sono state distrutte dalla pirateria, l' 'ha colpito soprattutto quella di un ragazzo, che sperava, grazie ai diritti sulle sue canzoni, di essersi assicurato un paracadute d'oro per la vecchiaia ed invece si ritrova, per colpa della pirateria, con un palloncino di piombo. Per tale motivo l'amministrazione è impegnata a lavorare su norme globali che riguardano la proprietà intellettuale, sul rispetto delle stesse e su un rafforzamento del sistema del diritto d'autore a livello internazionale.
Il rilascio di un piano strategico congiunto da parte del nuovo "Coordinatore delle forze impegnate sulla Proprietà Intellettuale", riflette la profondità dell'intento dell'amministrazione nel voler combattere la pirateria digitale in patria ed all'estero. Si sarà, inoltre,secondo Locke, molto severi con i recidivi.
Locke, continua dicendo che internet è una spada a doppio taglio per l'industria musicale, da una parte c'è una violazione crescente del diritto d'autore, con i siti cyberlockers, il p2p, il file-sharing, i siti di streaming ed altri generati con contenuti creati dagli utenti.
giovedì 26 agosto 2010
Danimarca: il tasso di illegalità sale
Nonostante gli sforzi compiuti dalle varie associazioni anti-pirateria, al fine di educare le persone al rispetto del diritto d'autore, sia con campagne educative nelle scuole sia, con denunce nei confronti dei siti e dei singoli evasori, il fenomeno sembra inarrestabile ed oltretutto in crescita.
Infatti, in base ad un sondaggio effettuato, nella prima settimana d'agosto da YouGov Zapera, pubblicazione MetroXpress intervistando un numero significativo di persone, di età compresa fra i 18 ed i 74 anni, è risultato che il 23% degli intervistati, cerca e trova film e musica su internet, mentre nel 2009 la percentuale era del 20% e se si parla solo di musica, il 27% del campione ha dichiarato di usare i metodi di condivisione per acquisirla, mentre nel 2009 la percentuale era del 24%.
Le campagne pubblicitarie, utilizzate per dissuadere la gente dal violare le leggi sul copy-right sono state solo uno spreco di soldi, conclude, quindi, la MetroXpress perchè le persone non si convincono che esse stanno facendo qualcosa di illegale, per esse il condividere non è come il rubare.
Anche i rappresentanti del ministero della cultura danese sono convinti che il problema del download illegale è enorme e la violazione su internet ha raggiunto livelli tali da impensierire il governo e spingerlo a nominare una commissione, che studierà a fondo il problema e relazionerà al governo entro la fine dell'anno.
Infatti, in base ad un sondaggio effettuato, nella prima settimana d'agosto da YouGov Zapera, pubblicazione MetroXpress intervistando un numero significativo di persone, di età compresa fra i 18 ed i 74 anni, è risultato che il 23% degli intervistati, cerca e trova film e musica su internet, mentre nel 2009 la percentuale era del 20% e se si parla solo di musica, il 27% del campione ha dichiarato di usare i metodi di condivisione per acquisirla, mentre nel 2009 la percentuale era del 24%.
Le campagne pubblicitarie, utilizzate per dissuadere la gente dal violare le leggi sul copy-right sono state solo uno spreco di soldi, conclude, quindi, la MetroXpress perchè le persone non si convincono che esse stanno facendo qualcosa di illegale, per esse il condividere non è come il rubare.
Anche i rappresentanti del ministero della cultura danese sono convinti che il problema del download illegale è enorme e la violazione su internet ha raggiunto livelli tali da impensierire il governo e spingerlo a nominare una commissione, che studierà a fondo il problema e relazionerà al governo entro la fine dell'anno.
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domenica 22 agosto 2010
Manager degli U2, è contro il concetto di free
Nei giorni precedenti ferragosto è uscita una lunga intervista del manager degli U2 Paul McGuinness sull'edizione inglese di GQ Magazine, che parla del futuro della musica, chiaramente come è solito fare da anni, dando tutta la colpa della crisi dell'industria musicale, alla pirateria. Il succo del discorso, dal suo punto di vista si può concentrare sul fatto che la band fa spettacoli ma vende sempre meno dischi.
Fra le cause che lui individua, c'è il fatto che sempre più giovani cercano materiale illegale e questo senza sentirsi moralmente in colpa.
Altro fattore negativo è stata secondo lui, l'introduzione della banda larga, che serve essenzialmente per scaricare materiale illegale. Qui c'è sicuramente da dire che non so se esisterebbe ad esempio You tube se ci fossero tutte connessioni di vecchio tipo.
Ma soprattutto secondo il manager degli U2 è stato il free che ha distrutto il mondo musicale ed ora sta facendo la stessa cosa con film e libri e forse, ora che la situazione è gravissima le grandi etichette discografiche si rendono conto che il “free” ha un prezzo, che comporta meno investimenti nei talenti e quindi anche meno artisti.
Inoltre egli dice che i grandi artisti non vogliono parlare di pirateria perchè hanno paura, in tal modo di inimicarsi i loro fan, basta vedere come Lars Ulrich dei Metallica sia stato massacrato quando ha criticato Napster.
Paul McGuiness, per risolvere il problema, vorrebbe in tutto il mondo un intervento degli ISP che controllino e filtrino come prevedono la “risposta graduata “ applicata in Francia e il Digital Economy Bill, nel Regno Unito, non che ci siano paesi come la Spagna ed il Brasile con un tasso di pirateria alle stelle.
Il mondo che egli sogna è quello senza più scarichi gratis ma con utenti che paghino sempre gli artisti, anche per gli streaming su internet ossia un mondo di micro.pagamenti, in cui la tecnologia permetterà di identificare l'utilizzo di ogni canzone, poi di identificarne immediatamente il detentore dei diritti e retribuirlo.
Inoltre gli utenti potranno pagare per un servizio come Spotify o attraverso abbonamenti direttamente con gli ISP, con cifre differenziate se si vuole migliore qualità ed un servizio più rapido. E una significativa minoranza continuerà a comprare i CD, desiderare la confezione, i disegni della copertina e il senso di appartenenza.
Insomma per il manager degli U2, abbasso il free, viva qualunque forma di pagamento.
Fra le cause che lui individua, c'è il fatto che sempre più giovani cercano materiale illegale e questo senza sentirsi moralmente in colpa.
Altro fattore negativo è stata secondo lui, l'introduzione della banda larga, che serve essenzialmente per scaricare materiale illegale. Qui c'è sicuramente da dire che non so se esisterebbe ad esempio You tube se ci fossero tutte connessioni di vecchio tipo.
Ma soprattutto secondo il manager degli U2 è stato il free che ha distrutto il mondo musicale ed ora sta facendo la stessa cosa con film e libri e forse, ora che la situazione è gravissima le grandi etichette discografiche si rendono conto che il “free” ha un prezzo, che comporta meno investimenti nei talenti e quindi anche meno artisti.
Inoltre egli dice che i grandi artisti non vogliono parlare di pirateria perchè hanno paura, in tal modo di inimicarsi i loro fan, basta vedere come Lars Ulrich dei Metallica sia stato massacrato quando ha criticato Napster.
Paul McGuiness, per risolvere il problema, vorrebbe in tutto il mondo un intervento degli ISP che controllino e filtrino come prevedono la “risposta graduata “ applicata in Francia e il Digital Economy Bill, nel Regno Unito, non che ci siano paesi come la Spagna ed il Brasile con un tasso di pirateria alle stelle.
Il mondo che egli sogna è quello senza più scarichi gratis ma con utenti che paghino sempre gli artisti, anche per gli streaming su internet ossia un mondo di micro.pagamenti, in cui la tecnologia permetterà di identificare l'utilizzo di ogni canzone, poi di identificarne immediatamente il detentore dei diritti e retribuirlo.
Inoltre gli utenti potranno pagare per un servizio come Spotify o attraverso abbonamenti direttamente con gli ISP, con cifre differenziate se si vuole migliore qualità ed un servizio più rapido. E una significativa minoranza continuerà a comprare i CD, desiderare la confezione, i disegni della copertina e il senso di appartenenza.
Insomma per il manager degli U2, abbasso il free, viva qualunque forma di pagamento.
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venerdì 20 agosto 2010
La RIAA interviene nell'accordo Google-Verizon
Ormai da tempo si è capito che la RIAA, la quale ha dichiarato tempo fa che non vuole più perseguire i singoli file-sharer, vuol spingere il Congresso a legiferare qualcosa che spinga gli ISP ad intervenire attivamente, sul modello dei “tre avvisi e la disconnessione” approvato in Francia, per controllare la diffusione del materiale illegale in rete.
Quindi l'associazione anti-pirateria ha mandato una lettera al CEO di Google, Eric Schmidt, dicendo che i produttori di contenuti sono molto interessati ai dettagli della loro proposta in quanto ritengono che, in una politica che riguardi internet, si debba far distinzione fra contenuti legali ed illegali e che si debba permettere agli ISP di adottare tutte le possibili misure per impedire in rete la diffusione di materiale illegale e la pedo-pornografia.
I produttori di contenuti aggiungono, che essi condividono l'idea di un internet sicuro ed accessibile per le persone e per le attività commerciali ma è necessario l'ordine, per raggiungere questo obiettivo, non il caos.
Quindi la RIAA invoca a gran voce che agli ISP sia data mano libera sul monitoraggio e filtraggio del materiale illegale ed avverte che l'attuale regime giuridico e normativo non funziona per i produttori di contenuti, le cui industrie sono in crisi e molti lavoratori rischiano il licenziamento.
Quindi l'associazione anti-pirateria ha mandato una lettera al CEO di Google, Eric Schmidt, dicendo che i produttori di contenuti sono molto interessati ai dettagli della loro proposta in quanto ritengono che, in una politica che riguardi internet, si debba far distinzione fra contenuti legali ed illegali e che si debba permettere agli ISP di adottare tutte le possibili misure per impedire in rete la diffusione di materiale illegale e la pedo-pornografia.
I produttori di contenuti aggiungono, che essi condividono l'idea di un internet sicuro ed accessibile per le persone e per le attività commerciali ma è necessario l'ordine, per raggiungere questo obiettivo, non il caos.
Quindi la RIAA invoca a gran voce che agli ISP sia data mano libera sul monitoraggio e filtraggio del materiale illegale ed avverte che l'attuale regime giuridico e normativo non funziona per i produttori di contenuti, le cui industrie sono in crisi e molti lavoratori rischiano il licenziamento.
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Un re dell'industria porno dice che la pirateria è pubblicità
Secondo il Ceo di Private Media Group, una delle più grandi società d'intrattenimento per adulti, quotata anche al Nasdaq in borsa, la pirateria e l'industria pornografica sono strettamente correlate, in quanto più persone vedono, più promozione si ha. Quindi lui considera la pirateria come un fenomeno difficile da combattere e che è, invece, da sfruttare con nuovi modelli di business, ad esempio vendendo accessori al grande pubblico acquistato tramite essa. Indubbiamente il Ceo di Private Media Group la pensa diversamente da molti suoi concorrenti, ma non bisogna dimenticare che la società è stata per breve tempo proprietaria di Napster.
Il Ceo dice che i giovani sono attratti dalla pirateria e non importa ad essi se è possibile identificare il loro indirizzo IP, continuano lo stesso a scaricare, è un fenomeno a cui bisognerà rassegnarsi ed appunto si dovrà sfruttare la potenza del download illegale come strumento promozionale e vendendo quello che è difficile “piratare”.
Il Ceo dice che i giovani sono attratti dalla pirateria e non importa ad essi se è possibile identificare il loro indirizzo IP, continuano lo stesso a scaricare, è un fenomeno a cui bisognerà rassegnarsi ed appunto si dovrà sfruttare la potenza del download illegale come strumento promozionale e vendendo quello che è difficile “piratare”.
domenica 8 agosto 2010
Machinarium offre un 'amnestia ai pirati
In effetti l'offerta è valida per tutti fino al 12 Agosto e permette di pagare per Machinarium, un eccellente gioco d'avventura, sviluppata da Amanita Design, pieno di puzzle e rompicapi, solo cinque dollari invece di 20, ossia ben il 75% in meno e sul sito è chiaramente scritto “pirate amnesty, buy the legal version only for § 5 “.
Questo perchè il gioco è stato rilasciato libero dal DRM ossia è esente da sistemi anti-pirateria ed è inoltre molto facile da copiare e secondo le stime dei produttori, come già era accaduto a World of Goo, oltre il 90% degli utenti usa copie illegali, solo un 5-10 % delle persone lo avrebbe quindi comprato.
Ora gli sviluppatori del gioco, come è scritto nel blog,offrono ai pirati la possibilità di fare ammenda e pagarlo, nello stesso tempo il 75% in meno.
Questo perchè il gioco è stato rilasciato libero dal DRM ossia è esente da sistemi anti-pirateria ed è inoltre molto facile da copiare e secondo le stime dei produttori, come già era accaduto a World of Goo, oltre il 90% degli utenti usa copie illegali, solo un 5-10 % delle persone lo avrebbe quindi comprato.
Ora gli sviluppatori del gioco, come è scritto nel blog,offrono ai pirati la possibilità di fare ammenda e pagarlo, nello stesso tempo il 75% in meno.
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venerdì 6 agosto 2010
Jeff Vogel: la pirateria aiuta le persone povere
La maggior parte dei produttori di contenuti vede solo gli aspetti più negativi della pirateria ma è un dato di fatto che, ad esempio, la PS2 si era diffusa in tutti gli strati sociali della popolazione perchè si potevano usare con essa giochi piratati e lo stesso successo di vendite non l'ha avuto la PS3. Ora gli esperti del settore dicono che il futuro non è delle consolle in quanto i dispositivi portatili l'hanno soppiantate ma molti giochi per smartphone possono essere crakkati. Indubbiamente bisogna pensare che al mondo ci sono molti ragazzi e molte persone povere, soprattutto nei paesi del terzo mondo, che non si potrebbero mai permettere di comprare ogni nuovo gioco e la pirateria per essi rimane l'unica risorsa.
Questo l'ha capito anche Jeff Vogel, presidente e capo programmatore della Spiderweb Software, il quale dice che la pirateria non è un male assoluto. Del resto se fosse così ormai la maggior parte di ditte di giochi avrebbe chiuso, basta pensare che nel 2009 il gioco più piratato è stato scaricato oltre 4 milioni di volte e non sembra che nel 2010 ci siano motivi per aspettarsi qualcosa di diverso.
Certo bisognerebbe quantificare quante persone in più avrebbero acquistato giochi in un mondo senza pirateria e che giro di vendite riguardo ai dispositivi per giocare, la pubblicità creata dallo scarico illegale, determina. Ossia, se molti adolescenti non hanno i soldi per comprare i giochi, perchè dovrebbero acquistare le consolle ? La cosa necessaria, ma questo l'abbiamo detto più volte, sarebbe quella di creare nuovi modelli di business con offerte legali, adatte a tutte le tasche.
Jeff Vogel riconosce che il non pagare i giochi non è una cosa vantaggiosa per l'industria ma dice anche di ricevere molte email da parte di persone che vivono in Russia, in India o nel sud-est asiatico e che amano giocare con le sue produzioni in un cyber-caffè e gli chiedono una copia gratuita o di inviare loro gratuitamente il seriale. Queste persone, avendone la possibilità, acquisterebbero legalmente i giochi ma non hanno i soldi per farlo.
Vogel vorrebbe rispondere a queste persone oneste “ Scarica una copia pirata del mio stupido gioco “ perchè invece di mandargli l'email avrebbero potuto ottenerne proficuamente una copia illegale tramite BitTorrent.
Ovviamente non può rispondere così a queste persone e neanche può inviare copie gratuite a tutti quelli che glielo chiedono. Ma per chi produce, c'è anche la soddisfazione che il proprio lavoro possa far divertire la gente e se questa non ha neanche i soldi per pagarsi un pasto decente a lui non importa se scaricano un gioco per uso personale e questo dà loro una tregua temporanea alla loro miseria.
In questo caso, però, la pirateria non danneggia l'industria perchè queste persone non avrebbero mai i soldi per comprare i giochi.
Diverso è invece il caso del giocatore accanito che preferisce scaricare tutte le copie tramite BitTorrent invece di comprarle, pur avendone la possibilità. Queste persone dovrebbero essere spinte a comprare un certo numero di giochi l'anno altrimenti, realmente l'industria potrebbe avere danni irreparabili.
Questo l'ha capito anche Jeff Vogel, presidente e capo programmatore della Spiderweb Software, il quale dice che la pirateria non è un male assoluto. Del resto se fosse così ormai la maggior parte di ditte di giochi avrebbe chiuso, basta pensare che nel 2009 il gioco più piratato è stato scaricato oltre 4 milioni di volte e non sembra che nel 2010 ci siano motivi per aspettarsi qualcosa di diverso.
Certo bisognerebbe quantificare quante persone in più avrebbero acquistato giochi in un mondo senza pirateria e che giro di vendite riguardo ai dispositivi per giocare, la pubblicità creata dallo scarico illegale, determina. Ossia, se molti adolescenti non hanno i soldi per comprare i giochi, perchè dovrebbero acquistare le consolle ? La cosa necessaria, ma questo l'abbiamo detto più volte, sarebbe quella di creare nuovi modelli di business con offerte legali, adatte a tutte le tasche.
Jeff Vogel riconosce che il non pagare i giochi non è una cosa vantaggiosa per l'industria ma dice anche di ricevere molte email da parte di persone che vivono in Russia, in India o nel sud-est asiatico e che amano giocare con le sue produzioni in un cyber-caffè e gli chiedono una copia gratuita o di inviare loro gratuitamente il seriale. Queste persone, avendone la possibilità, acquisterebbero legalmente i giochi ma non hanno i soldi per farlo.
Vogel vorrebbe rispondere a queste persone oneste “ Scarica una copia pirata del mio stupido gioco “ perchè invece di mandargli l'email avrebbero potuto ottenerne proficuamente una copia illegale tramite BitTorrent.
Ovviamente non può rispondere così a queste persone e neanche può inviare copie gratuite a tutti quelli che glielo chiedono. Ma per chi produce, c'è anche la soddisfazione che il proprio lavoro possa far divertire la gente e se questa non ha neanche i soldi per pagarsi un pasto decente a lui non importa se scaricano un gioco per uso personale e questo dà loro una tregua temporanea alla loro miseria.
In questo caso, però, la pirateria non danneggia l'industria perchè queste persone non avrebbero mai i soldi per comprare i giochi.
Diverso è invece il caso del giocatore accanito che preferisce scaricare tutte le copie tramite BitTorrent invece di comprarle, pur avendone la possibilità. Queste persone dovrebbero essere spinte a comprare un certo numero di giochi l'anno altrimenti, realmente l'industria potrebbe avere danni irreparabili.
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sabato 3 luglio 2010
Governo USA chiude nove portali web
Alcuni giorni fa il governo USA ha agito contro nove portali web, sospettati di streaming di prime visioni, del resto come avevamo scritto, Joe Biden, vice-presidente USA aveva annunciato, grossi cambiamenti sul fronte pirateria e contraffazione.
L'azione è stata svolta non solo contro i nomi di dominio ma sono stati messi sotto sequestro Pay Pal ed altri conti.
Del resto Preet Bharara, procuratore generale per il distretto meridionale di New York ha parlato chiaro, dicendo che la violazione del copyright su larga scala tramite internet, si profila come reato penale in quanto causa miliardi di dollari di perdite per l'economia degli Stati Uniti ed il suo ufficio ha autorizzato il sequestro di sette domini.
I sette domini sequestrati sono TVShack.net, Film-Links.TV, FilesPump.com, Ora-Movies.com, PlanetMoviez.com, ThePirateCity.org e ZML.com.
Gli altri due domini bloccati NinjaVideo.net e NinjaThis.net appartengono al popolarissimo servizio di streaming NinjaVideo. Secondo le autorità il sito era sotto controllo da mesi ed un' operazione congiunta a portato ad agire presso i server nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti ed inoltre sono state compiute perquisizioni in case situate in North Carolina, New Jersey, New York e Washington.
Alcuni siti hanno dichiarato di essere tornati operativi in altri domini ma indubbiamente il fatto che in questo caso siano stati bloccati tutti i conti, oltre al sequestro dei contenuti del sito, dissuaderà molti dal ricominciare l'attività illegale, oltretutto potrebbero essere condannati anche ad anni di prigione.
L'azione è stata svolta non solo contro i nomi di dominio ma sono stati messi sotto sequestro Pay Pal ed altri conti.
Del resto Preet Bharara, procuratore generale per il distretto meridionale di New York ha parlato chiaro, dicendo che la violazione del copyright su larga scala tramite internet, si profila come reato penale in quanto causa miliardi di dollari di perdite per l'economia degli Stati Uniti ed il suo ufficio ha autorizzato il sequestro di sette domini.
I sette domini sequestrati sono TVShack.net, Film-Links.TV, FilesPump.com, Ora-Movies.com, PlanetMoviez.com, ThePirateCity.org e ZML.com.
Gli altri due domini bloccati NinjaVideo.net e NinjaThis.net appartengono al popolarissimo servizio di streaming NinjaVideo. Secondo le autorità il sito era sotto controllo da mesi ed un' operazione congiunta a portato ad agire presso i server nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti ed inoltre sono state compiute perquisizioni in case situate in North Carolina, New Jersey, New York e Washington.
Alcuni siti hanno dichiarato di essere tornati operativi in altri domini ma indubbiamente il fatto che in questo caso siano stati bloccati tutti i conti, oltre al sequestro dei contenuti del sito, dissuaderà molti dal ricominciare l'attività illegale, oltretutto potrebbero essere condannati anche ad anni di prigione.
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mercoledì 23 giugno 2010
Vice- presidente USA dichiara guerra alla pirateria
Durante una conferenza, il vice-presidente americano Joe Biden, avrebbe dichiarato guerra ai siti web pirata dicendo che oltretutto la pirateria è un furto ed un attentato alla sicurezza nazionale.Dopo, una lunga consultazione popolare l'amministrazione Obama avrebbe preparato un piano per affrontare la pirateria, presentato oggi, dichiarando che nei prossimi anni il governo degli Stati Uniti intende muoversi duramente per colpire i siti colpevoli di pirateria digitale, sia nazionali che esteri e questo nell'interesse dell'economia nazionale.
Ugualmente con la stessa determinazione, il governo USA è intenzionato a colpire il mercato della contraffazione che a parere di Biden, oltre tutto potrebbe rappresentare un problema per la salute pubblica e la sicurezza nazionale.
Basta pensare al pericolo che potrebbero correre i soldati americani con falsi giubotti di Kevlan.
Schierandosi dalla parte delle associazioni delle industrie detentrici dei diritti d'autore inoltre, Bidden, dice chiaramente che la pirateria è un furto e paragona un download autorizzato ad una rapina in gioielleria, quindi da affrontare con la stessa determinazione.
Ugualmente con la stessa determinazione, il governo USA è intenzionato a colpire il mercato della contraffazione che a parere di Biden, oltre tutto potrebbe rappresentare un problema per la salute pubblica e la sicurezza nazionale.
Basta pensare al pericolo che potrebbero correre i soldati americani con falsi giubotti di Kevlan.
Schierandosi dalla parte delle associazioni delle industrie detentrici dei diritti d'autore inoltre, Bidden, dice chiaramente che la pirateria è un furto e paragona un download autorizzato ad una rapina in gioielleria, quindi da affrontare con la stessa determinazione.
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sabato 29 maggio 2010
Warner Bros colpevole di furto di tecnologia antipirateria?

Sembrerebbe che la Warner Bros sia stata citata in giudizio, insieme ad altre major, dalla società Medien Patent Verwaltung, in quanto nel 2003 l'industria tedesca introdusse un metodo di marcatura dei film con un codice distintivo in modo che fosse possibile risalire al cinema da cui aveva avuto origine una copia non autorizzata.
La società Medien Patent Verwaltung, dice comunque di aver brevettato il metodo e che quindi, sarà facile che il tribunale riconosca i suoi diritti.
MPV, a quanto riporta l'Hollywood Reporter avrebbe citato la Warner, Technicolor e Deluxe a New York ed in Germania, sperando di ottenere un risarcimento, poiché dal 2004 la Warner ha introdotto questo metodo di marcatura nei film in tutta Europa. Vedremo, ora come andranno le cause.
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