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mercoledì 6 ottobre 2010

Gene Simmons dei KISS dice : prima denuncia, poi pensa

Gene Simmons, bassista dei KISS ha parlato alla convention MIPCOM di Cannes dicendo agli autori ed ai cantanti di difendere strenuamente il loro marchio, denunciando chi condivide abusivamente il proprio lavoro e se è necessario, perseguire i colpevoli fino a togliere loro la macchina o la casa. Ricordo che i KISS, come dice Wiki, al loro attivo hanno 24 dischi d'oro 10 dischi di platino e 2 multiplatino, nonché 110 milioni di copie dei loro album vendute complessivamente in tutto il mondo, quindi forse bisogno, proprio di fare una colletta per il loro sostentamento non c'è.



Simmons dice ancora che l'industria musicale non ha avuto gli attributi per perseguire all'inizio di perseguire i ragazzi del college con il viso fresco e lentigginoso e ora la musica non ha futuro e ci sono centinaia di migliaia di persone senza lavoro.


Gene Simmons molto probabilmente non si è reso conto che nel passato la RIAA ha denunciato oltre 20000 persone e se ha cambiato atteggiamento e cerca l'aiuto del Congresso, od il supporto degli ISP è perchè ha speso oltre 16 milioni di dollari in spese legali, solo nel 2008 e ne ha ricavato 391.000. Anche i vari studi di avvocati, l'ACS law nel Regno Unito o il Copyright Group in USA, mandano lettere ma alla fine non denunciano nessuno.


Sempre da wiki ricordiamo che Simmons è sempre stato un personaggio, diciamo pittoresco.


Ogni membro della band assumeva un personaggio e Gene si fece soprannominare The Demon, per via del trucco facciale e dei costumi che gli davano delle sembianze da demone. Durante i concerti, Simmons terrà inoltre una serie di esibizioni che lo renderanno famoso, come la sua lingua lunga, lo sputo del sangue sintetico (numero eseguito generalmente mentre esegue gli assoli con il suo basso), e lo sputo del fuoco, numero eseguito generalmente alla fine del brano Firehouse.


Quindi, anche ora, Simmons non è interessato da questo risvolto economico, piuttosto in perdita della RIAA ed insiste che bisogna denunciare i trasgressori, anzi racconta parabole per rafforzare la sua tesi, come quella del buco della nave che se anche piccolo, se non è otturato può fare affondare tutta la nave.


Altra parabola, che farebbe realmente inorridire gli animalisti è che, da novello Fedro, racconta la vicenda di un contadino che avendo risparmiato, impietosito un cucciolo di volpe, si è visto poi rovinato con tutte le galline uccise e abbandonato dalla moglie, per un contadino più intelligente.


Vedetevi anche il video


mercoledì 15 settembre 2010

Norvegia: nuovo studio sugli effetti della pirateria sulla musica

Molte volte ricerche e statistiche hanno cercato di scoprire quanto l'avvento della musica digitale ed in particolar modo della pirateria, abbia inciso sulle entrate dell'industria musicale. In tal senso sembra particolarmente interessante uno studio condotto da Anders Sorbo e Richard Bjerkøe nella loro tesi per il master presso la Norwegian School of Management.

Nel loro lavoro di ricerca, i due hanno preso in esame il periodo 1999-2009 ed hanno scoperto che le entrate dell'industria musicale sono passate da 1,4 miliardi norvegesi del 1999 a 1,9 miliardi del 2009. Calcolando i valori dell'inflazione, si avrebbe un aumento del 4% delle entrate dell'industria musicale. Ancora più interessante, però è il dato riguardante i guadagni degli artisti che, secondo la ricerca sarebbero aumentati nello stesso periodo del 114% passando dai 255 milioni del 1999 ai 545 milioni del 2009.



Quindi sembrerebbe che la digitalizzazione abbia incrementato di molto le entrate degli artisti.


Anche se poi il numero degli artisti è aumentato del 28%, in ogni caso il reddito personale di ognuno è aumentato del 66%.


Oltretutto, quest'ultimi, intervistati su quale fossero le loro principali fonti di reddito, hanno dichiarato che le vendite di dischi non è mai stata la loro prima entrata, rappresentata invece dagli spettacoli dal vivo. Anzi già nel 2009 per il 25% degli artisti, gli spettacoli dal vivo rappresentavano oltre il 50% del loro reddito mentre nel 2009 tale percentuale è passata al 37%.


Quindi, gli artisti guadagnano di più, usando anche internet come mezzo pubblicitario,ciò che già stava già in crisi nel 1999 e lo è, ancora di più, nel 2009 è la vendita di dischi, quando le industrie musicali accetteranno la cosa e proporranno nuovi modelli di business digitali del tipo di Itunes, vedranno le loro entrate risalire velocemente.