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giovedì 11 novembre 2010

Google bonus e aumento ai dipendenti

Eric Schmidt di Google avrebbe scritto in un email, rivolta ai dipendenti dicendo che il team direttivo  avrebbe intenzione di concedere a tutti i 25.000 lavoratori  un bonus di 1000 dollari ed un aumento del 10% sullo stipendio.

Nell'email c'è scritto, fra l'altro che il team di gestione pensa di avere i migliori dipendenti al mondo, inoltre Eric Schmidt continua dicendo, che, proprio perchè c'è questo clima, è entusiasta di venire a lavorare ogni giorno e quindi i dirigenti vogliono ricompensare i dipendenti per il duro lavoro e vogliono continuare ad attirare le migliori persone verso Google.



Alla fine c'è anche scritto “Grazie per tutto quello che fate, e per rendere Google un luogo dove la magia accade”. E' anche vero, però che ci sono state defezioni di molti dipendenti che sono andati a lavorare per l'acerrimo nemico di Google, Facebook fra cui ad esempio Lars Rasmussen, uno degli ingegneri che lavorava su Google Maps e Google Wave.

venerdì 20 agosto 2010

La RIAA interviene nell'accordo Google-Verizon

Ormai da tempo si è capito che la RIAA, la quale ha dichiarato tempo fa che non vuole più perseguire i singoli file-sharer, vuol spingere il Congresso a legiferare qualcosa che spinga gli ISP ad intervenire attivamente, sul modello dei “tre avvisi e la disconnessione” approvato in Francia, per controllare la diffusione del materiale illegale in rete.



Quindi l'associazione anti-pirateria ha mandato una lettera al CEO di Google, Eric Schmidt, dicendo che i produttori di contenuti sono molto interessati ai dettagli della loro proposta in quanto ritengono che, in una politica che riguardi internet, si debba far distinzione fra contenuti legali ed illegali e che si debba permettere agli ISP di adottare tutte le possibili misure per impedire in rete la diffusione di materiale illegale e la pedo-pornografia.


I produttori di contenuti aggiungono, che essi condividono l'idea di un internet sicuro ed accessibile per le persone e per le attività commerciali ma è necessario l'ordine, per raggiungere questo obiettivo, non il caos.


Quindi la RIAA invoca a gran voce che agli ISP sia data mano libera sul monitoraggio e filtraggio del materiale illegale ed avverte che l'attuale regime giuridico e normativo non funziona per i produttori di contenuti, le cui industrie sono in crisi e molti lavoratori rischiano il licenziamento.