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lunedì 20 settembre 2010

Contratti degli Isp sempre più contro il P2P

Indubbiamente credo che pochi leggano le clausole quando firmano per un abbonamento a banda larga, è un po' come quando si istalla un software si dovrebbe leggere tutto, ma chi ha il tempo? Cominciano ad essere, invece realmente sorprendenti le cose che ci sono scritte e soprattutto molto contrarie alla neutralità della rete. Parecchio interessante sono, ad esempio, le clausole del contratto Take che Time Warner Cable, propone ai suoi utenti.
 Ad esempio c'è scritto, come ci fa sapere Ars Technica, che è vietato inviare, caricare o rendere disponibile qualsiasi materiale o contenuti che violano i diritti e la dignità degli altri. Sinceramente non si capisce perchè si dia così importanza all'offesa alla dignità altrui, anche perchè c'è la legge in questi casi che interviene ed i tribunali sono pieni di cause, mosse da qualcuno, presumibilmente offeso da qualcun altro e se ad esempio si offendono due automobilisti non è che gli levano la macchina, quindi perchè in questo caso è minacciata la perdita della connessione ad internet ? Altra cosa strana che c'è scritta è che il servizio deve essere per uso personale e non commerciale, quindi non bisogna trarre da esso profitto. Capisco che se si tratta di una società oppure di un libero professionista il discorso può essere giusto ma il freelancer che scrive ogni tanto per qualche giornale ? Trae profitto, è vero, ma molto saltuario quindi è giusto che usi la sua connessione, che paga ogni mese.



Ma ancora più assurda è la politica di gestione del traffico, che l'ISP intende applicare in cui si dice chiaramente che verranno limitate il numero delle sessioni che un utente P2P può condurre nello stesso tempo ed altresì verrà limitata la larghezza di banda disponibile per protocolli P2P ed anche altri, secondo quello che l'ISP ritiene appropriato.


Insomma siamo veramente all'assurdo, andando su internet non ci si può inquietare altrimenti si rischierebbe di offendere qualcuno, non si può lavorare e non si può scaricare una distro Linux, tramite P2P perchè si viene filtrati. Non si capisce allora perchè pagare questa connessione, con cui non si può fare nula. Stessero infatti attenti gli ISP che così rischiano di perdere molti clienti, anche se i responsabili di TWC, dicono che per ora non hanno attuato nessun tipo di gestione del traffico, certo, però che il futuro è molto incerto.

lunedì 13 settembre 2010

Russia:usata Microsoft a fini politici

In un articolo del New York Times viene rilevato come gli sforzi antipirateria Microsoft, a difesa dei suoi software servano al governo russo come pretesto per compiere incursioni e sequestrare computer di gruppi politici dissidenti. Con la diffusione estremamente elevata in Russia di software pirata, è facile che questi piccoli gruppi lo abbiano nei loro computer ma sembrerebbe che la polizia si concentri su di loro, falsificando le prove per renderle più gravi.

Secondo l'articolo, la Microsoft supporterebbe le incurzioni, nonostante la natura politica dei raid. Inoltre ci sarebbero di mezzo avvocati della Microsoft corrotti secondo quanto riferito dal gruppo per i diritti umani russi Memorial e dal gruppo anti-corruzione Trasparenza Internazionale.

Ad iesempio il gruppo Baikal Environmental Wave, stava organizzando una manifestazione, contro la decisione del primo ministro Putin di riaprire una cartiera che avrebbe inquinato il lago Baikal situato nei suoi pressi. Invece il gruppo ha subito il sequestro dei computer da parte della polizia con la scusa di voler cercare software pirata Microsoft.

 La Microsoft, avrebbe rilasciato, poi, un commento al Times dicendo che i loro sforzi anti-pirateria, hanno bisogno di aggiustamenti. Essi debbono impegnarsi a proteggere i loro software, rispettando nello stesso tempo i diritti umani fondamentali. Intanto anche perchè ci sia più chiarezza sul loro operato, hannom ad esempio, pubblicato su un sito web un elenco di suoi rappresentanti autorizzati in Russia. La Microsoft dice inoltre anche che intende impegnarsi in Russia a fornire software libero e a basso costo a giornali e gruppi di sensibilizzazione, in modo che siano in conformità con la legge.