Come sappiamo il Copyright Group ha denunciato migliaia di utenti dei quali conosce solo gli indirizzi IP, ma per monetizzare il fatto, ha bisogno dei dati delle persone alle quali corrispondono gli indirizzi IP.
Ma ora sembrerebbe che La Warner Cable abbia avuto dal giudice Rosemary Collyer, che vigila sui casi “Far Cry” e “ The Steam Experiment “ una modifica della citazione in giudizio in modo che la società sia obbligata a fornire le generalità dietro gli indirizzi IP di 28 persone al mese, quantità complessiva riferita a tutti e due i casi.
Quindi quanto ci metterebbe ad esaudire tutte le richieste, più di tre anni? Del resto la Warner Cable aveva chiesto al giudice di controllare le richieste del Copy-right Group, dicendo che in media l'azienda ha ben 567 casi al mese da soddisfare, per ottemperare alle richieste di legge. Alcune di queste richieste di ricerca hanno una priorità immediata, ad esempio le minacce di suicidio o quelle di sottrazione di minori per attività terroristiche, e la Warner Cable non ha il personale per ottemperare anche alle 1000 ed oltre richieste da parte del Copy-right Group.
Tom Dunlap, avvocato del Copy-right Group ha continuato a minacciare la Warner Cable, dicendo che la società in questo modo si espone ad un ricorso per contributo nella violazione del copy-right.
Ma come detto, il giudice Collyer ha invece specificato il numero di indirizzi al mese che la Warner Cable è obbligata a fornire.
Questo numero però non riguarda altre cause contro file.sharer, sempre intraprese dagli avvocati del Copy-right Group e sotto la giurisdizione di altri giudici, oppure altri ISP.
La Collyer però ha rifiutato le richieste dell'EFF e dell'ACLU di creare un numero maggiore di cause, fatto del quale avevamo già parlato qui, ma non ha escluso che i procedimenti legali possano essere separati in futuro.
Il giudice per ora ha deciso che gli abbonati degli ISP, dovranno ricevere una lettera che meglio spiega i loro diritti e le modalità attraverso le quali i loro avvocati possono opporsi alla citazione.
info blog
Blog d'informazione sul mondo P2P ed internet, vedere anche Jblog Tech e jBlog Scienze sulle news tecnologiche e scientifiche .Tutti Blog in libera condivisione.
Visualizzazione post con etichetta ACLU. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ACLU. Mostra tutti i post
giovedì 8 luglio 2010
martedì 22 giugno 2010
Il Copyright Group dice che citare tutti gli utenti BitTorrent è giusto
Il Copyright Group ha presentato ieri un documento di 29 pagine, richiesto dal giudice Rosemary Collyer, come abbiamo scritto qui, nel quale i legali sostengono che è giusto citare tutti coloro hanno scaricato il file illegale, utilizzando il protocollo BitTorrent, in quanto essi fanno tutti parte dello stesso sciame, quindi si tratta di un 'unica transazione.
Quindi, secondo l'avvocato Tom Dunlop, il motivo per cui essi hanno denunciato 5000 utenti anonimi tutti in una sola volta, dipende, proprio, da come funziona il protocollo BitTorrent.
Usando questo protocollo, infatti, ogni utente è un nodo o peer e possiede un pezzo di dati e tutti i dati insieme costituiscono il complesso del file illegale.
Inoltre altri utenti possono scaricare quel pezzo di file, per cui ogni nodo può usufruire del file ma anche distribuirlo, quindi ci sono più persone collegate dalla medesima violazione.
Una situazione molto diversa ad esempio dallo scaricare un file illegale da un download diretto in cui ci potevano essere un numero ristretto di persone coinvolte nela violazione.
Inoltre, sempre secondo i legali, è favorevole per gli accusati anonimi essere riuniti sotto un unica giurisdizione, dove possono usare gli stessi documenti e possono ricevere decisioni uniformi da parte della Corte.
Nel documento inoltre è presente anche una dichiarazione giurata di Patrick Achache, direttore dei servizi di Guardaley, società utilizzata dal Copy-right Group per monitorare gli indirizzi IP.
E' stato utilizzato, per il monitoraggio, il file di 701.4 Mb "Far Cry 2008 DVDRip ExtraScene RG.avi”di cui c'erano all'inizio poche copie, che però sono state largamente condivise, utilizzando appunto BitTorrent.
Chiaramente l'ACLU e l'EFF non sono d'accordo con quanto esposto nel documento e non pensano che quanto già deciso in precedenti denunce in massa effettuate dalla RIAA, dovrebbe cambiare, solo perchè si usa un altro protocollo P2P.
Inoltre essi ritengono che, invece, un processo di massa è a favore della parte autrice, che risparmia nelle spese di deposito che avrebbe dovuto sostenere, denunciando ogni singolo utente ed inoltre non spende soldi in viaggi dei membri dello studio legale nei vari stati del paese dove, effettivamente risiedono, gli utenti, presunti colpevoli della violazione del copy-right.
Ora però, la parola è al giudice, che ha fissato una riunione per il 30 Giugno.
Quindi, secondo l'avvocato Tom Dunlop, il motivo per cui essi hanno denunciato 5000 utenti anonimi tutti in una sola volta, dipende, proprio, da come funziona il protocollo BitTorrent.
Usando questo protocollo, infatti, ogni utente è un nodo o peer e possiede un pezzo di dati e tutti i dati insieme costituiscono il complesso del file illegale.
Inoltre altri utenti possono scaricare quel pezzo di file, per cui ogni nodo può usufruire del file ma anche distribuirlo, quindi ci sono più persone collegate dalla medesima violazione.
Una situazione molto diversa ad esempio dallo scaricare un file illegale da un download diretto in cui ci potevano essere un numero ristretto di persone coinvolte nela violazione.
Inoltre, sempre secondo i legali, è favorevole per gli accusati anonimi essere riuniti sotto un unica giurisdizione, dove possono usare gli stessi documenti e possono ricevere decisioni uniformi da parte della Corte.
Nel documento inoltre è presente anche una dichiarazione giurata di Patrick Achache, direttore dei servizi di Guardaley, società utilizzata dal Copy-right Group per monitorare gli indirizzi IP.
E' stato utilizzato, per il monitoraggio, il file di 701.4 Mb "Far Cry 2008 DVDRip ExtraScene RG.avi”di cui c'erano all'inizio poche copie, che però sono state largamente condivise, utilizzando appunto BitTorrent.
Chiaramente l'ACLU e l'EFF non sono d'accordo con quanto esposto nel documento e non pensano che quanto già deciso in precedenti denunce in massa effettuate dalla RIAA, dovrebbe cambiare, solo perchè si usa un altro protocollo P2P.
Inoltre essi ritengono che, invece, un processo di massa è a favore della parte autrice, che risparmia nelle spese di deposito che avrebbe dovuto sostenere, denunciando ogni singolo utente ed inoltre non spende soldi in viaggi dei membri dello studio legale nei vari stati del paese dove, effettivamente risiedono, gli utenti, presunti colpevoli della violazione del copy-right.
Ora però, la parola è al giudice, che ha fissato una riunione per il 30 Giugno.
Etichette:
ACLU,
BitTorrent,
Copyright Group,
EFF,
Far Cry,
Giudice,
p2p,
RIAA
giovedì 10 giugno 2010
Giudice potrebbe annullare il procedimento contro oltre 4000 persone

Continuiamo a parlare della vicenda del Copyright-group, che ha citato, in cinque mesi moltissime persone, presunti colpevoli di aver scaricato illegalmente materiale prodotto da Compagnie indipendenti. La storia ormai sembra quasi un serial, pieno di colpi di scena ed infiamma l'opinione pubblica americana.
Ora, il giudice Rosemary Collyer, dopo l'intervento dell'EFF e ACLU che, come abbiamo scritto, si erano lamentati che tutti gli utenti presunti colpevoli erano stati citati in un unico posto, lontano da casa, ha dato due settimane di tempo agli avvocati, ossia fino al 21 Giugno, per convincerla, che citare 4577 persone in un unico causa, è un uso corretto del sistema giudiziario.
Il procedimento potrebbe essere valido in base all'articolo 20 della Costituzione ma secondo l'EFF e l'ACLU, le violazioni non sono tutte parti della stessa operazione od evento e quindi, secondo loro, il procedimento dovrebbe essere annullato ed ogni singolo imputato citato individualmente. Anzi, essi aggiungono che un 'azione di massa nei confronti di oltre 4500 imputati è impropria e rischia di negare una giustizia individuale e simili procedimenti non sono stati mai approvati dai tribunali federali, anche nei casi riguardanti la RIAA.
Non sappiamo ancora cosa deciderà il giudice ma è già una buona cosa che si sia posto il problema ed in caso di annullamento dell'azione di massa, i legali del Copy-right Group dovranno presentare ogni causa separatamente, con documenti e tassa di deposito separati e sarà molto difficile che citeranno, di nuovo, oltre 4000 persone.
Etichette:
ACLU,
Copyright Group,
EFF,
Giudice,
Rosemary Collyer,
tribunale,
Washington D.C.
lunedì 7 giugno 2010
ACLU ed EFF si schierano contro il Copyright Group

Abbiamo più volte parlato della vicenda che ha portato oltre 15000 persone ad essere denunciate dagli avvocati del Copy-right Group, a nome di varie compagnie di produzione indipendenti.
La storia ha però, agitato l'opinione pubblica americana alla quale ricorda i metodi usati dalla RIAA, intorno agli anni 2000, che era solita denunciare in massa gli utenti P2P. In seguito, però la forte pubblicità negativa ed anche il fatto che tale sistema non ha portato a diminuzioni dei download illegali, spinsero la RIAA a variare atteggiamento.
Ora alcuni dei principali fornitori di servizi internet, quali la Time Warner Cable e strano a dirsi, la Comcast, stanno già cercando di opporsi ai mandati di comparizione che richiedono agli ISP di rivelare le identità, dietro gli indirizzi IP.
Insieme ad essi sono poi scese in campo l'EFF (Electronic Frontier Foundation) e l'ACLU (American Civil Liberties Union) che, ad esempio, hanno subito notato che 4500 cause potenziali sono state depositate a Washington D:C. ma nessuno dei convenuti ci vive, non è questo un conflitto di competenze? Dicono infatti i responsabili dell'ACLU che i detentori dei diritti hanno tutte le ragioni di contestare le violazioni del copy-right ma debbono farlo in modo che sia consono alla legge e le persone accusate debbono aver diritto ad un giusto processo.
Quindi migliaia di cittadini non possono essere giudicati lontano da dove vivono e senza dare loro adeguata comunicazione o modo di contestare il mandato di comparizione.
Ossia quello che stanno cercando di fare sia l'EFF che l'ACLU è di annullare questi procedimenti di massa e costringere il copy-right Group a citare in giudizio ognuna delle migliaia di persone individualmente, rendendogli,certo, la vita molto più difficile.
Etichette:
ACLU,
Comcast,
Copyright Group,
EFF,
p2p,
RIAA,
Time Warner Cable
Iscriviti a:
Post (Atom)

