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giovedì 9 dicembre 2010
Il Copyright Group riduce gli imputati a 868
Come abbiamo scritto recentemente il giudice Collyer aveva dato tempo fino al 6 dicembre, invece dei cinque anni richiesti, allo studio legale conosciuto come Copyright Group per indicare i nomi ed i dati degli imputati contro i quali voleva agire e così gli avvocati hanno presentato una lista con 868 nomi invece di 6230, precedentemente citati.
Infatti, il giudice Collyer presiede i casi per il film “Far Cry” in cui all'inizio erano state citate 4577 persone e quello per “The steam experiment”,in cui erano state citate altre 1653 persone.
In ogni caso il giudice Collyer aveva detto allo studio legale, che avrebbero potuto citare, solo quelle persone già identificate dagli ISP, come Comcast e Warner Cable e che risiedevano nel distretto di Washington D.C. Quindi il 93% dei casi è stato respinto “senza pregiudizio”, ciò vuol dire che queste persone potrebbero essere nuovamente citate presso le corti residenti nel loro distretto. Questo, però potrebbe essere un investimento molto costoso per i legali del Copyright Group che dovrebbero appoggiarsi ad avvocati locali e dividere con essi gli eventuali guadagni ed inoltre sarebbe qualcosa di molto più elaborato dell'inviare semplicemente lettere, spaventando la gente ed intascando, senza spese, le cifre da questi pagate per chiudere definitivamente la vicenda.
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giovedì 23 settembre 2010
Copyright Group: nuove richieste di annullamento citazione
Non si può dire che i giudici di Washington D.C. ed anche di altre parti del paese, non siano sovraccarichi di lavoro a causa delle richieste di annullamento della citazione con la quale gli avvocati del Copyright Group hanno richiesto agli ISP i dati di migliaia di utenti. Alcuni giudici poi, reagiscono anche in modo strano ad esempio Rosemary Collyer che ha ricevuto da parte di molti utenti anonimi una "motion omnibus" che solleva il problema della giurisdizione di Washington D.C, ha detto che darà tempo agli oppositori della citazione fino al 29 ottobre per presentare i loro nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi email al tribunale, cosa che essi, proprio con la mozione volevano evitare.
Altro caso strano è stato proposto non a Washington D.C, ma al distretto dell'Illinois dove una persona il cui indirizzo IP compariva nella citazione, ha richiesto l'annullamento non per motivi di giurisdizione ma perchè gestisce una rete aperta WiFi, con una connessione via cavo Comcast e la condivide con il suo quartiere, ossia ha già iniziato a discolparsi dall'accusa.
Quindi nei tribunali americani è, in questa fase, il caos più assoluto con tanta gente che, dopo aver seguito le cause della RIAA per anni ed aver visto, quanto costa di spese legali, pur essendo innocenti, discolparsi, compie proprio azioni stupide, spinti dalla paura.
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venerdì 17 settembre 2010
Imputati di Far Cry alla riscossa
Come abbiamo più volte detto, i legali del Copyright Group, che hanno citato oltre 14.000 persone per conto di produttori indipendenti, sono apparsi all'attenzione dei media inizialmente per aver citato oltre 4000 persone per aver scaricato copie illegali del film di Uwe Boll Far Cry.
Finora erano state posti molti dubbi riguardo il potere giurisdizionale della corte di Washington D.C, nei confronti di tanti imputati sparsi per il paese, ma si trattava, per lo più, di obiezioni scritte di proprio pugno dagli stessi imputati.
Ora invece alcuni imputati del caso Far Cry si sono consorziati ed hanno assunto legali e sono pronti alla guerra. Gli avvocati di queste persone chiedono che i mandati di comparizione siano annullati e che i convenuti siano allontanati dalla citazione, sempre per il problema della mancanza di giurisdizionalità della corte. Ma nella “omnibus motion” viene anche richiesto che la società produttrice del film sia obbligata dalla corte a pagare tutte le spese legali che hanno affrontato gli imputati, dovendosi difendere in un posto così lontano da quello in cui essi risiedono. Secondo i legali degli imputati dall'indirizzo IP facilmente si può risalire su internet alla località dove la persona che lo possiede risiede e non c'era bisogno di un'unica citazione a Washington D.C.
Molto probabilmente la ditta produttrice del film Far Cry, che ha firmato l'accordo con il Copyright Group, non si aspettava che la vicenda prendesse questa strada, perchè è molto probabile che i soldi li perda, invece di guadagnarli.
Bisognerà ora vedere cosa pensa di tutta la vicenda il giudice Rosemary Collyer, che già aveva dato ordine ai querelanti, dopo aver ricevuto tante lettere di singoli imputati, senza aiuto legale, di chiarire i rapporti degli accusati con il distretto della Colunbia.
Finora erano state posti molti dubbi riguardo il potere giurisdizionale della corte di Washington D.C, nei confronti di tanti imputati sparsi per il paese, ma si trattava, per lo più, di obiezioni scritte di proprio pugno dagli stessi imputati.
Ora invece alcuni imputati del caso Far Cry si sono consorziati ed hanno assunto legali e sono pronti alla guerra. Gli avvocati di queste persone chiedono che i mandati di comparizione siano annullati e che i convenuti siano allontanati dalla citazione, sempre per il problema della mancanza di giurisdizionalità della corte. Ma nella “omnibus motion” viene anche richiesto che la società produttrice del film sia obbligata dalla corte a pagare tutte le spese legali che hanno affrontato gli imputati, dovendosi difendere in un posto così lontano da quello in cui essi risiedono. Secondo i legali degli imputati dall'indirizzo IP facilmente si può risalire su internet alla località dove la persona che lo possiede risiede e non c'era bisogno di un'unica citazione a Washington D.C.
Molto probabilmente la ditta produttrice del film Far Cry, che ha firmato l'accordo con il Copyright Group, non si aspettava che la vicenda prendesse questa strada, perchè è molto probabile che i soldi li perda, invece di guadagnarli.
Bisognerà ora vedere cosa pensa di tutta la vicenda il giudice Rosemary Collyer, che già aveva dato ordine ai querelanti, dopo aver ricevuto tante lettere di singoli imputati, senza aiuto legale, di chiarire i rapporti degli accusati con il distretto della Colunbia.
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giovedì 10 giugno 2010
Giudice potrebbe annullare il procedimento contro oltre 4000 persone

Continuiamo a parlare della vicenda del Copyright-group, che ha citato, in cinque mesi moltissime persone, presunti colpevoli di aver scaricato illegalmente materiale prodotto da Compagnie indipendenti. La storia ormai sembra quasi un serial, pieno di colpi di scena ed infiamma l'opinione pubblica americana.
Ora, il giudice Rosemary Collyer, dopo l'intervento dell'EFF e ACLU che, come abbiamo scritto, si erano lamentati che tutti gli utenti presunti colpevoli erano stati citati in un unico posto, lontano da casa, ha dato due settimane di tempo agli avvocati, ossia fino al 21 Giugno, per convincerla, che citare 4577 persone in un unico causa, è un uso corretto del sistema giudiziario.
Il procedimento potrebbe essere valido in base all'articolo 20 della Costituzione ma secondo l'EFF e l'ACLU, le violazioni non sono tutte parti della stessa operazione od evento e quindi, secondo loro, il procedimento dovrebbe essere annullato ed ogni singolo imputato citato individualmente. Anzi, essi aggiungono che un 'azione di massa nei confronti di oltre 4500 imputati è impropria e rischia di negare una giustizia individuale e simili procedimenti non sono stati mai approvati dai tribunali federali, anche nei casi riguardanti la RIAA.
Non sappiamo ancora cosa deciderà il giudice ma è già una buona cosa che si sia posto il problema ed in caso di annullamento dell'azione di massa, i legali del Copy-right Group dovranno presentare ogni causa separatamente, con documenti e tassa di deposito separati e sarà molto difficile che citeranno, di nuovo, oltre 4000 persone.
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mercoledì 9 giugno 2010
Pubblicati i primi 700 IP dei downloader di “The hurt locker”

I primi settecento indirizzi IP dei presunti downloader di copie illegali di “The hurt locker” sono stati presentati alla Corte di Washington D.C.
Come ben sappiamo, una denuncia, sempre al tribunale è stata presentata contro 5000 anonimi downloader di “The hurt locker” da parte degli avvocati del Copy-right Group, a nome di una società di distribuzione indipendente, per ottenere ,poi, dal giudice il mandato che costringa gli ISP a rivelare i dati personali che corrispondono agli indirizzi IP.
Risulterebbe che gli indirizzi IP siano stati monitorati tutti nel periodo che va dall'ultima settimana di aprile alla prima di maggio e comprendono vari ISP, sparsi per il paese, meno la Time Warner che, nello stesso tempo, si è rivolta al tribunale proprio per non essere costretta a rivelare i dati dei suoi utenti.
I dati rilasciati al tribunale, però comprendono solo gli indirizzi IP ed il momento in cui l'infrazione è stata registrata, nessun informazione, invece c'è sulle tecniche di monitoraggio, quindi potrebbero essere compresi gli IP di tanti innocenti, che magari, se il giudice costringerà l' ISP a rivelare i loro dati, preferiranno pagare i 2500 dollari, pur di non sobbarcarsi spese legali maggiori.
Del resto si è capito e lo abbiamo detto più volte che il piano del Copy-right Group è di ottenere più soldi possibili attraverso il bullismo e l'intimidazione e non rientra nei loro scopi portare i singoli downloader in tribunale.
Ma la stessa pratica, già sperimentata da alcuni legali inglesi, non è sfuggita all'attenzione dei politici che hanno definito il sistema una truffa e gli avvocati, che lo hanno attuato, sono stati accusati di molestie e ricatto legale.
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