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giovedì 23 settembre 2010

Copyright Group: nuove richieste di annullamento citazione

Non si può dire che i giudici di Washington D.C. ed anche di altre parti del paese, non siano sovraccarichi di lavoro a causa delle richieste di annullamento della citazione con la quale gli avvocati del Copyright Group hanno richiesto agli ISP i dati di migliaia di utenti. Alcuni giudici poi, reagiscono anche in modo strano ad esempio Rosemary Collyer che ha ricevuto da parte di molti utenti anonimi una "motion omnibus" che solleva il problema della giurisdizione di Washington D.C, ha detto che darà tempo agli oppositori della citazione fino al 29 ottobre per presentare i loro nomi, indirizzi, numeri di telefono e indirizzi email al tribunale, cosa che essi, proprio con la mozione volevano evitare.

 Altro caso strano è stato proposto non a Washington D.C, ma al distretto dell'Illinois dove una persona il cui indirizzo IP compariva nella citazione, ha richiesto l'annullamento non per motivi di giurisdizione ma perchè gestisce una rete aperta WiFi, con una connessione via cavo Comcast e la condivide con il suo quartiere, ossia ha già iniziato a discolparsi dall'accusa.
Quindi nei tribunali americani è, in questa fase, il caos più assoluto con tanta gente che, dopo aver seguito le cause della RIAA per anni ed aver visto, quanto costa di spese legali, pur essendo innocenti, discolparsi, compie proprio azioni stupide, spinti dalla paura.

venerdì 17 settembre 2010

Imputati di Far Cry alla riscossa

Come abbiamo più volte detto, i legali del Copyright Group, che hanno citato oltre 14.000 persone per conto di produttori indipendenti, sono apparsi all'attenzione dei media inizialmente per aver citato oltre 4000 persone per aver scaricato copie illegali del film di Uwe Boll Far Cry.

 Finora erano state posti molti dubbi riguardo il potere giurisdizionale della corte di Washington D.C, nei confronti di tanti imputati sparsi per il paese, ma si trattava, per lo più, di obiezioni scritte di proprio pugno dagli stessi imputati.

Ora invece alcuni imputati del caso Far Cry si sono consorziati ed hanno assunto legali e sono pronti alla guerra. Gli avvocati di queste persone chiedono che i mandati di comparizione siano annullati e che i convenuti siano allontanati dalla citazione, sempre per il problema della mancanza di giurisdizionalità della corte. Ma nella “omnibus motion” viene anche richiesto che la società produttrice del film sia obbligata dalla corte a pagare tutte le spese legali che hanno affrontato gli imputati, dovendosi difendere in un posto così lontano da quello in cui essi risiedono. Secondo i legali degli imputati dall'indirizzo IP facilmente si può risalire su internet alla località dove la persona che lo possiede risiede e non c'era bisogno di un'unica citazione a Washington D.C.


Molto probabilmente la ditta produttrice del film Far Cry, che ha firmato l'accordo con il Copyright Group, non si aspettava che la vicenda prendesse questa strada, perchè è molto probabile che i soldi li perda, invece di guadagnarli.


Bisognerà ora vedere cosa pensa di tutta la vicenda il giudice Rosemary Collyer, che già aveva dato ordine ai querelanti, dopo aver ricevuto tante lettere di singoli imputati, senza aiuto legale, di chiarire i rapporti degli accusati con il distretto della Colunbia.

giovedì 8 luglio 2010

Warner Cable dovrà fornire i dati di 28 indirizzi IP al mese

Come sappiamo il Copyright Group ha denunciato migliaia di utenti dei quali conosce solo gli indirizzi IP, ma per monetizzare il fatto, ha bisogno dei dati delle persone alle quali corrispondono gli indirizzi IP.



Ma ora sembrerebbe che La Warner Cable abbia avuto dal giudice Rosemary Collyer, che vigila sui casi “Far Cry” e “ The Steam Experiment “ una modifica della citazione in giudizio in modo che la società sia obbligata a fornire le generalità dietro gli indirizzi IP di 28 persone al mese, quantità complessiva riferita a tutti e due i casi.


Quindi quanto ci metterebbe ad esaudire tutte le richieste, più di tre anni? Del resto la Warner Cable aveva chiesto al giudice di controllare le richieste del Copy-right Group, dicendo che in media l'azienda ha ben 567 casi al mese da soddisfare, per ottemperare alle richieste di legge. Alcune di queste richieste di ricerca hanno una priorità immediata, ad esempio le minacce di suicidio o quelle di sottrazione di minori per attività terroristiche, e la Warner Cable non ha il personale per ottemperare anche alle 1000 ed oltre richieste da parte del Copy-right Group.


Tom Dunlap, avvocato del Copy-right Group ha continuato a minacciare la Warner Cable, dicendo che la società in questo modo si espone ad un ricorso per contributo nella violazione del copy-right.


Ma come detto, il giudice Collyer ha invece specificato il numero di indirizzi al mese che la Warner Cable è obbligata a fornire.


Questo numero però non riguarda altre cause contro file.sharer, sempre intraprese dagli avvocati del Copy-right Group e sotto la giurisdizione di altri giudici, oppure altri ISP.


La Collyer però ha rifiutato le richieste dell'EFF e dell'ACLU di creare un numero maggiore di cause, fatto del quale avevamo già parlato qui, ma non ha escluso che i procedimenti legali possano essere separati in futuro.


Il giudice per ora ha deciso che gli abbonati degli ISP, dovranno ricevere una lettera che meglio spiega i loro diritti e le modalità attraverso le quali i loro avvocati possono opporsi alla citazione.

giovedì 10 giugno 2010

Giudice potrebbe annullare il procedimento contro oltre 4000 persone


Continuiamo a parlare della vicenda del Copyright-group, che ha citato, in cinque mesi moltissime persone, presunti colpevoli di aver scaricato illegalmente materiale prodotto da Compagnie indipendenti. La storia ormai sembra quasi un serial, pieno di colpi di scena ed infiamma l'opinione pubblica americana.

Ora, il giudice Rosemary Collyer, dopo l'intervento dell'EFF e ACLU che, come abbiamo
scritto, si erano lamentati che tutti gli utenti presunti colpevoli erano stati citati in un unico posto, lontano da casa, ha dato due settimane di tempo agli avvocati, ossia fino al 21 Giugno, per convincerla, che citare 4577 persone in un unico causa, è un uso corretto del sistema giudiziario.

Il procedimento potrebbe essere valido in base all'
articolo 20 della Costituzione ma secondo l'EFF e l'ACLU, le violazioni non sono tutte parti della stessa operazione od evento e quindi, secondo loro, il procedimento dovrebbe essere annullato ed ogni singolo imputato citato individualmente. Anzi, essi aggiungono che un 'azione di massa nei confronti di oltre 4500 imputati è impropria e rischia di negare una giustizia individuale e simili procedimenti non sono stati mai approvati dai tribunali federali, anche nei casi riguardanti la RIAA.

Non sappiamo ancora cosa deciderà il giudice ma è già una buona cosa che si sia posto il problema ed in caso di annullamento dell'azione di massa, i legali del Copy-right Group dovranno presentare ogni causa separatamente, con documenti e tassa di deposito separati e sarà molto difficile che citeranno, di nuovo, oltre 4000 persone.