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mercoledì 25 agosto 2010

Svezia: due studentesse, colpevoli, tradite da Facebook

Due studentesse, sono state portate davanti al tribunale distrettuale di Stoccolma e condannate a pagare, circa 270 dollari (2000 corone), che avevano usato mezzi truffaldini per registrare un incontro fra insegnanti, dove si parlava di classificazione al fine di ottenere informazioni che potevano portarle a migliorare i loro voti e poi se ne erano vantate su Facebook.



Le ragazze erano riuscite ad entrare in possesso della chiave del locale in cui si doveva tenere la riunione e poi avevano filmato tutto.
Indubbiamente, come ha detto poco tempo fa il Ceo di Google, bisognerebbe stare molto attenti a quanto si dice nei social network ma in questo caso è stato utile il fatto che molte persone abbiano letto, il post in cui le ragazze si vantavano delle loro bravata.

Lady Gaga la nuova regina di Twitter

Ebbene si il sorpasso ai vertici è avvenuto e Britney Spears ha perso il trono con i suoi 5.721.702 fan è stata battuta da lady Gaga con i suoi 5.777.492 fan, molto probabilmente perchè è più simpatica . Infatti ha rilasciato subito un video, finito su you tube per ringraziare i suoi fan.



In ogni caso ci sono solo cinque persone con più di cinque milioni di fan ed in auto-promozione continua. Come Ashton Kutcher, Ellene Degeneres ma anche il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama , è fra queste i cinque milioni. Anche nella top cinquanta sono tutti personaggi famosi che sanno utilizzare bene la loro popolarità spingendo i loro fan ad acquistare i loro album o biglietti per i loro spettacoli-


martedì 24 agosto 2010

L' ACS Law deferito alla commissione disciplinare

Lo studio legale ACS Law e soprattutto il suo principale Andrew Crossley, sono stati per la seconda volta deferiti al tribunale di disciplina, in seguito ai metodi coercitivi che avrebbero usato con i presunti violatori del copy-right, cosa che li avrebbe portati a guadagnare oltre un milione di dollari.



The Solicitors Regulatory Authority (SRA) è l'organo che regola la condotta di oltre 110.000 avvocati e la sua funzione è quella di controllare e garantire l'operato degli avvocati, in base alle lamentele del pubblico e può imporre loro una sanzione disciplinare, oppure sospenderli.


A partire dall'8 Luglio 2010 la SRA (The Solicitors Regulatory Authority) ha ricevuto oltre 418 reclami ufficiali contro lo studio ACS law e già nel 2009, l'associazione dei consumatori Which ? Aveva accusato lo studio legale di mobbing, dicendo che mandava lettere minatorie ai presunti file-sharing.


Oggi, finalmente, dopo tanti reclami, la SRA ha deciso di deferire Andrew Crossley, alla commissione di disciplina (SDT). Il tribunale può decidere in base alle violazioni deontologiche legate alla professione e come detto, può condannarlo ad una multa, un biasimo o sospenderlo dall'ordine.


Crossley, del resto era stato già sottoposto ad azione disciplinare e multato ed ammonito per essersi comportato in maniera indegna come avvocato.


E' ovvio che i detentori del copy-right debbano ricorrere a legali contro chi ha violato i loro diritti ma l'intervento contro i presunti violatori, deve essere fatto rispettando la legge, non in modo persecutorio, altrimenti dalla ragione si passa al torto, speriamo che Crossley, da ora in poi si comporti diversamente.

I tre siti BitTorrent al top negli ultimi cinque anni

Sembrava che il 2009 fosse l'anno della fine dei siti BitTorrent, dato l'attacco sferrato ai maggiori, dalle associazioni- antipirateria, ma almeno due, Isohunt e Pirate Bay, sono ancora lì, secondo una classifica redatta da Torrent Freak in base al numero dei visitatori giornalieri.



Certo il 2010 deve ancora finire e chissà come andrà l'appello contro il team di Pirate Bay. Anche se il sito, come detto più volte, non è più di proprietà del team, bisognerà sempre vedere, se le associazioni di pirateria riusciranno a metterlo off-line. Alcuni siti, non ci sono più, comunque ad esempio Torrent Spy, chiuso nel 2008 in seguito ad una causa persa che lo costringeva inoltre, a consegnare i dati dei suoi utenti statunitensi alla MPAA.


Altri siti, invece, stanno divenendo sempre più grossi, come KickassTorrents, fondato nel 2009, che è già compreso fra i primi cinque siti della classifica.


Altri ancora, sono usciti dalla classifica come Mininova, che dopo aver perso una causa, che l'obbligava al filtraggio, ha dovuto eliminare oltre un milione di Torrent e quindi è divenuto un sito con un numero assai minore di visitatori giornalieri.


Ma andiamo a riportare la statistica, fatta da Torrent freak anche per festeggiare i suoi cinque anni di attività nel riportare notizie che riguardano il mondo P2P.
2005


1.Torrent Spy
2.Pirate Bay
3.Mininova


2006


1.Torrent Spy
2.Mininova
3.Pirate Bay


2007


1.Mininova
2.Isohunt
3.Pirate Bay


2008


1.Pirate Bay
2.Mininova
3.Isohunt


2009
1.Pirate Bay
2.Torrenz.com
3.Isohunt


2010
1.Pirate Bay
2.Torrenz.com
3.Isohunt

lunedì 23 agosto 2010

L'espansione industriale tedesca legata alla mancanza di leggi sul copy-right?

In uno stupendo articolo, Ars Tecnica  riporta quanto pubblicato dallo Spiegel online, ossia l'ipotesi di un storico economista tedesco, Eckhard Höffner, secondo il quale alla base dell'espansione industriale della Germania ci sarebbe stata l'assoluta mancanza di leggi del diritto d'autore nei secoli XIII e XIX, che avrebbe diffuso l conoscenze tali da portare la Germania ai massimi livelli, verso la metà e la fine del secolo XIX.



Secondo il parere dell'economista intorno al 1830 c'erano oltre 14.000 pubblicazioni in Germania, soprattutto effettuate da piccole case editrici che non avevano paura d'infrangere le leggi sul diritto d'autore. Quindi moltissime persone, in quei tempi che non potevano comprare i libri, perchè troppo costosi, hanno messo insieme, una piccola biblioteca di ristampe.


Nel contempo in Gran Bretagna venivano rilasciati, mille libri l'anno che, soggetti alle leggi sul diritto d'autore non potevano essere diffusi, e secondo l'economista tutta la nazione ha subito di questa situazione.


C'è però da dire che il discorso è in parte semplicistico e legato ad una guerra Inghilterra-Regno Unito, che indubbiamente ha perso il vantaggio offertogli dal periodo dell'espansione coloniale.


Infatti ad esempio basta guardare il PIL dell'Australia la cui politica editoriale era strettamente legata a quella della Gran Bretagna per accorgersi che ci sono delle carenze, in questo ragionamemto. Lo stesso discorso lo potremmo fare per il Canada, con un PIL ancora più impressionante e che si è è conformato alle leggi sul copy-right inglese fin dal 1920. Inoltre lo stesso discorso lo potremmo fare, ancora, in Europa, per Danimarca e Finlandia dove da lungo tempo ci sono leggi riguardanti il copy-right.


Quindi bisogna in effetti chiedersi quanto in realtà il Regno Unito abbia sofferto per le sue leggi sul copy-right, certo è stato surclassato, per quello che riguarda la crescita economica da Germania e Stati Uniti, ma stiamo ancora parlando del paese della grande letteratura , tipo Charles Dickens, John Stewart Mill, Jane Austen, Lewis Carroll, e Arthur Conan Doyle. 


Senza poi ricordare tutte le scoperte scientifiche nate qui, ad esempio la natura dell'elettrone, le leggi sull'evoluzione, le leggi elettromagnetiche, la spiegazione del sistema nervoso e l'elenco è molto, molto lungo.


Quindi in sintesi, una teoria interessante, ma non confermata dai fatti e che però fa nascere interrogativi: le leggi sul copy-right possono aver scoraggiato nei secoli, la diffusione delle conoscenze e quindi aver inciso sulla produttività e in che misura ?


Ci sarà comunque sempre, anche oggi, dico io chi scriverà e s'informerà per sete di conoscenza, senza fini di lucro, perchè ciò è insito nella natura umana, google adsense favorevole o contrario, perchè alla fine non si potrà fermare, come non si può bloccare un fiume in piena, la voglia di conoscenza e il desiderio di condividere la stessa.

domenica 22 agosto 2010

Manager degli U2, è contro il concetto di free

Nei giorni precedenti ferragosto è uscita una lunga intervista del manager degli U2 Paul McGuinness sull'edizione inglese di GQ Magazine, che parla del futuro della musica, chiaramente come è solito fare da anni, dando tutta la colpa della crisi dell'industria musicale, alla pirateria. Il succo del discorso, dal suo punto di vista si può concentrare sul fatto che la band fa spettacoli ma vende sempre meno dischi.



Fra le cause che lui individua, c'è il fatto che sempre più giovani cercano materiale illegale e questo senza sentirsi moralmente in colpa.


Altro fattore negativo è stata secondo lui, l'introduzione della banda larga, che serve essenzialmente per scaricare materiale illegale. Qui c'è sicuramente da dire che non so se esisterebbe ad esempio You tube se ci fossero tutte connessioni di vecchio tipo.


Ma soprattutto secondo il manager degli U2 è stato il free che ha distrutto il mondo musicale ed ora sta facendo la stessa cosa con film e libri e forse, ora che la situazione è gravissima le grandi etichette discografiche si rendono conto che il “free” ha un prezzo, che comporta meno investimenti nei talenti e quindi anche meno artisti.


Inoltre egli dice che i grandi artisti non vogliono parlare di pirateria perchè hanno paura, in tal modo di inimicarsi i loro fan, basta vedere come Lars Ulrich dei Metallica sia stato massacrato quando ha criticato Napster.


Paul McGuiness, per risolvere il problema, vorrebbe in tutto il mondo un intervento degli ISP che controllino e filtrino come prevedono la “risposta graduata “ applicata in Francia e il Digital Economy Bill, nel Regno Unito, non che ci siano paesi come la Spagna ed il Brasile con un tasso di pirateria alle stelle.


Il mondo che egli sogna è quello senza più scarichi gratis ma con utenti che paghino sempre gli artisti, anche per gli streaming su internet ossia un mondo di micro.pagamenti, in cui la tecnologia permetterà di identificare l'utilizzo di ogni canzone, poi di identificarne immediatamente il detentore dei diritti e retribuirlo.


Inoltre gli utenti potranno pagare per un servizio come Spotify o attraverso abbonamenti direttamente con gli ISP, con cifre differenziate se si vuole migliore qualità ed un servizio più rapido. E una significativa minoranza continuerà a comprare i CD, desiderare la confezione, i disegni della copertina e il senso di appartenenza.


Insomma per il manager degli U2, abbasso il free, viva qualunque forma di pagamento.

Winny: virus sostituisce file con immagini manga

Winny, il client P2P più diffuso in Giappone, è stato colpito da un'altra minaccia creata da un 27enne giapponese di Osaka, Masato Nakatsuji, che era già arrestato per violazione del copy-right. L'hacker, ora, avrebbe prodotto un malware in grado di distruggere tutti i file del computer, sostituendoli con immagini Manga non professionali di argomento marino, calamari, polpi ecc.



Il virus era trasmesso tramite un file di canzoni e se lasciato incontrollato, poteva danneggiare tutti i file del computer. Al momento che la persona che aveva scaricato il virus, tentava di aprire un file infetto, si ritrovava con un 'immagine Manga. Inoltre il virus, chiamato Ikatako, inviava i dati dei computer infetti ad un server e finora la polizia ha detto che il malware ha fatto 20.000 vittime. L'hacker è stato arrestato.

Caso Harper portato alla Corte Suprema

Due avvocati, famosi difensori di imputati accusati di violazione del copy-right, Charles Nesson, professore di diritto ad Harvard e Ray Beckermann, avvocato e blogger di "Recording Industry vs. the People" hanno deciso di ricorrere alla Corte Suprema perchè chiarisca alcuni punti della legge sul copy-right scritta in età analogica e non digitale.



Il caso in questione, è quello di Whitney Harper, che adolescente era stata individuata dalla società Mediasentry mentre condivideva file illegali. La donna si è sempre difesa, dicendo che la sua era stata una violazione innocente, in quanto pensava che scaricare tramite i mezzi P2P fosse come sentire musica alla radio. IL giudizio di primo grado ha riconosciuto, in parte, la non volontarietà della ragazza ad infrangere la legge, riducendo il rimborso per ogni brano da 750 dollari a 200.


Invece nell'appello, tre giudici non hanno riconosciuto, la buona fede della ragazza dicendo che sui CD c'è chiaramente scritto che il brano è protetto dal diritto d'autore. Per cui la ragazza è stata condannata a pagare 750 dollari a brano, che moltiplicati per 37 canzoni, divengono una cifra totale di 27.750 dollari.


Qui il nodo della vicenda, sul quale, i due avvocati di grido e Kiwi Carrera Harper ex alunno del professor Nesson, il quale difenderà la donna e che ha difeso Jammie Thomas nel suo secondo processo, vogliono chiarimenti da parte della Corte Suprema. Infatti la difesa punta sul fatto che la legge è stata creata in epoca in cui esistevano solo cassette e CD ed i possessori di questi contenitori, non potevano certo dire che non sapevano di stare violando una copia protetta dal copy-right ma attualmente si è in epoca digitale, ciò non ha senso e non è giusto negare una pena ridotta, quando sulle reti P2P non si trova alcun avviso del genere che possa indicare, all'ingenuo visitatore di stare violando la legge. Ora tocca alla Corte Suprema esprimere il suo parere.