Dopo un periodo di riflessione di due ore, la giuria ha deliberato che Jammie Thomas dovra pagare 1,5 milioni di dollari, ossia 62500 dollari a canzone per le 24 canzoni condivise illegalmente. Questo chiaramente molto contro quanto espresso precedentemente dal giudice Davis che aveva giudicato un risarcimento superiore ai 2250 dollari “mostruoso e scioccante”, questo per dimostrare ancora una volta la disparità di opiniobni fra giudici e giuria.
Chiaramente, però la RIAA non poteva permettere che alla fine fossero neutralizzate da un giudice le sue richieste miliardarie, in tal modo sarebbe anche caduto tutto il sistema portato avanti dalla RIAA per tanti anni che con un processo con punizione esemplare terrorizza molte altre persone, cosa che come ha detto è lo scopo principale dei suoi processi.
Forse sbagliata anche la decisione della Thomas-Rasset di non accettare la pena ridotta a 54.000 dollari, dopo l'intervento del giudice Davis.
Comunque per rifare la cronistoria dei tre processi, nel primo, nel 2007, la Thomas-Russet fu condannata a 222.000 dollari, mentre nel secondo a 1,92 milioni di dollari, nel 2009.Infine nel terzo, come detto a 1,5 milioni di dollari.
Altra richiesta molto alta di risarcimento è quella che riguarda il caso Tenembaum di 675.000 dollari, 22.500 dollari a canzone.
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giovedì 4 novembre 2010
sabato 23 ottobre 2010
Fra poco il terzo processo per Jammie Thomas
Ormai è sicuro Jammie Thomas dovrà affrontare un terzo processo, dopo il primo processo, annullato e il verdetto in cui era stata condannata a pagare 1,92 milioni di dollari per la condivisione di 24 canzoni e dopo che il giudice Davis aveva preso la decisione di tagliare la cifra a 2250 dollari a canzone, il team legale dell'imputata aveva chiesto al giudice Davis di cambiare il verdetto, invece di tagliare il risarcimento attraverso il “remittur” (che è una sentenza di un giudice in cui vengono diminuiti i livelli di danno assegnati da una giuria in una causa civile), gli avvocati chiedevano che fosse dichiarato che i danni erano, incostituzionalmente, scollegati dal danno effettivo.
Questo avrebbe chiuso il caso e si sarebbe potuti ricorrere in appello. La RIAA però si è opposta alla proposta della difesa e ha dichiarato che la richiesta di Jammie Thomas per il riesame non si basa su circostanze impellenti, ma piuttosto sul suo desiderio di evitare un altro processo e quindi la decisione di un'altra giuria, con la quale non si potrà discutere se il risarcimento è ragionevole, rispetto al danno subito. Aggiunge ancora la RIAA, che visto che il nuovo processo sta per iniziare ed essi hanno impegnato soldi nella sua preparazione sarebbe assurdo questo brusco dietro front alla vigilia della prova. Il dipartimento di giustizia è d'accordo con la RIAA , anche se il giudice Davis non si è ancora espresso, quindi, molto probabilmente,si andrà al terzo processo.
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