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domenica 5 settembre 2010

Comincia la richiesta dei dati dei downloader di “The hurt locker”

Si pensava che dopo l'attenzione dei media, la perplessità dei giudici, l'opposizione, prima della Warner Cable, poi di un ISP del Sud Dakota, l'intervento anche dell'EFF e dell'ACLU,gli avvocati del Copyright Group, avessero, almeno rallentato la ricerca dell'identità dei presunti violatori.



Non è invece così, agendo soprattutto a nome della Voltage Pictures, produttrice del film “The hurt locker” cercano le identità presso gli ISP e i 5000 citati, che finora erano stati con il fiato sospeso, da un momento all'altro si aspettano una lettera dal loro provider che li avverte, come è avvenuto ad un anonimo di Denver, che ha ricevuto da Qwest Communications l'informazione che i suoi dati erano richiesti in una causa civile.


Come sappiamo “The hurt locker “ ha vinto oltre 6 premi Oscar ma i produttori si sono lamentati di aver incassato poco a causa del download illegale. Il film, che è costato quindici milioni di dollari ma ha incassato globalmente quaranta milioni anche se è finito sul web cinque mesi prima del debutto americano.


Resta poco chiaro il fatto perchè si sia aspettato tanto fra il deposito dei nomi degli anonimi citati e la richiesta dei dati agli ISP, a meno che, tutti gli interventi detti all'inizio, non abbiano un po' appannato la spavalderia del Copy-right Group, che ha sempre dichiarato di volersi arricchire con la pirateria.

sabato 5 giugno 2010

La lettera del Copyright Group colpisce anche le reti non protette


Dopo il caso dell'utente, chiamata Sabine e che aveva ricevuto una lettera da parte dello studio legale Dunlap Grubb Weaver, perchè secondo gli avvocati avrebbe scaricato una copia illegale di Far Cry e che si dichiarava innocente, ora molte altre lettere sono state recapitate ai downloader presunti colpevoli di aver scaricato copie illegali di “The hurt locker”. Presumibilmente 5000, erano i downloader senza nome, contro i quali, la Voltage Pictures, la società indipendente che aveva prodotto il film aveva denunciato, per violazione del copy-right.

Fra coloro che hanno
ricevuto la lettera c'è Jon Harrison di 64 anni, di Irving, Texas che nella foto mostra la busta, ricevuta appunto dallo studio legale e dice che poiché la sua rete non è protetta non ha alcuna idea di chi potrebbe aver condiviso la copia illegale del film.
La missiva della lettera è molto simile a quella ricevuta da Sabine, Jon ha tempo fino all'11 giugno per pagare 1500 dollari e chiudere la vicenda dopo di che questi diverranno 2500 , poi nella pagina 2 della lettera c'è scritto che se Harrison decidesse di non pagare, verrebbe denunciato e sarebbe richiesto un risarcimento di 30.000 dollari per aver condiviso una copia illegale del film.

Se poi in tribunale fossero mostrate prove che la violazione è intenzionale piuttosto che negligente, la richiesta di risarcimento potrebbe salire a 150.000 dollari per film. E' ci meravigliamo se dopo una lettera simile, la gente anche se è innocente, si mette paura e decide di pagare subito i 1500 dollari e togliersi il pensiero?