Si pensava che dopo l'attenzione dei media, la perplessità dei giudici, l'opposizione, prima della Warner Cable, poi di un ISP del Sud Dakota, l'intervento anche dell'EFF e dell'ACLU,gli avvocati del Copyright Group, avessero, almeno rallentato la ricerca dell'identità dei presunti violatori.
Non è invece così, agendo soprattutto a nome della Voltage Pictures, produttrice del film “The hurt locker” cercano le identità presso gli ISP e i 5000 citati, che finora erano stati con il fiato sospeso, da un momento all'altro si aspettano una lettera dal loro provider che li avverte, come è avvenuto ad un anonimo di Denver, che ha ricevuto da Qwest Communications l'informazione che i suoi dati erano richiesti in una causa civile.
Come sappiamo “The hurt locker “ ha vinto oltre 6 premi Oscar ma i produttori si sono lamentati di aver incassato poco a causa del download illegale. Il film, che è costato quindici milioni di dollari ma ha incassato globalmente quaranta milioni anche se è finito sul web cinque mesi prima del debutto americano.
Resta poco chiaro il fatto perchè si sia aspettato tanto fra il deposito dei nomi degli anonimi citati e la richiesta dei dati agli ISP, a meno che, tutti gli interventi detti all'inizio, non abbiano un po' appannato la spavalderia del Copy-right Group, che ha sempre dichiarato di volersi arricchire con la pirateria.
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domenica 5 settembre 2010
sabato 5 giugno 2010
La lettera del Copyright Group colpisce anche le reti non protette

Dopo il caso dell'utente, chiamata Sabine e che aveva ricevuto una lettera da parte dello studio legale Dunlap Grubb Weaver, perchè secondo gli avvocati avrebbe scaricato una copia illegale di Far Cry e che si dichiarava innocente, ora molte altre lettere sono state recapitate ai downloader presunti colpevoli di aver scaricato copie illegali di “The hurt locker”. Presumibilmente 5000, erano i downloader senza nome, contro i quali, la Voltage Pictures, la società indipendente che aveva prodotto il film aveva denunciato, per violazione del copy-right.
Fra coloro che hanno ricevuto la lettera c'è Jon Harrison di 64 anni, di Irving, Texas che nella foto mostra la busta, ricevuta appunto dallo studio legale e dice che poiché la sua rete non è protetta non ha alcuna idea di chi potrebbe aver condiviso la copia illegale del film.
La missiva della lettera è molto simile a quella ricevuta da Sabine, Jon ha tempo fino all'11 giugno per pagare 1500 dollari e chiudere la vicenda dopo di che questi diverranno 2500 , poi nella pagina 2 della lettera c'è scritto che se Harrison decidesse di non pagare, verrebbe denunciato e sarebbe richiesto un risarcimento di 30.000 dollari per aver condiviso una copia illegale del film.
Se poi in tribunale fossero mostrate prove che la violazione è intenzionale piuttosto che negligente, la richiesta di risarcimento potrebbe salire a 150.000 dollari per film. E' ci meravigliamo se dopo una lettera simile, la gente anche se è innocente, si mette paura e decide di pagare subito i 1500 dollari e togliersi il pensiero?
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