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venerdì 6 agosto 2010

Nuova Zelanda: proposto il ban da internet per i recidivi

Dopo un lungo periodo di travaglio, in Nuova Zelanda la legge contro il file-sharing illegale che prevede sei mesi di sospensione da internet per gli scaricatori accaniti e pene pecuniarie molto alte a favore dei detentori del diritto d'autore, ha superato la prima approvazione in parlamento ad Aprile ma ora alcuni chiedono un inasprimento della legge con il ban da internet per i recidivi.



Già nel 2008 era stata varata una legge, molto contestata che prevedeva che il colpevole potesse essere disconnesso solo su accusa, senza l'intervento del tribunale. In seguito la legge è stata rivista e decretato che ogni intervento sia deciso dalla Corte Distrettuale che potrebbe condannare i colpevoli a risarcimenti ed alla sospensione da internet per sei mesi.


Le due parti pro e contro la legge si sono dichiarati in parlamento ed una fazione ha proposto un inasprimento della legge, che nella sua formulazione attuale non sarebbe abbastanza incisiva nel combattere le violazioni del copy-right, chiedendo il ban assoluto da internet per i recidivi e che sia soprattutto ad essi impedito, nei sei mesi di sospensione di stringere contratti con altri ISP.


L'altra fazione, invece sostiene che l'accesso ad internet dovrebbe essere tutelato come diritto fondamentale dei cittadini e che sarebbe come impedire l'uso dell'ufficio postale a chi avesse comprato merce con marchi contraffatti.


Anche Google, sensibile a questo tipo di leggi ha espresso le sue perplessità sul fatto, che in base alla normativa, risultano responsabili delle violazioni e quindi dovrebbero pagare risarcimenti, gli intestatari dei contratti e non chi effettivamente ha violato il copy-right e questo mette a rischio biblioteche, internet-caffè e punti wifi pubblici.


Entro la fine dell'anno la Commissione del Commercio riferirà al governo, riguardo tutte le istanze presentate dalle parti pro e contro la legge.

venerdì 7 maggio 2010

Legge draconiana anti-pirateria presto anche in Canada



Il Canada, seguendo l'esempio, ormai, di molti paesi europei e non e subendo le pressioni delle lobby statunitensi, sta per varare una nuova legge anti-pirateria, che secondo Michael Geist, professore ad Ottawa, sarà il peggior progetto di legge, sul diritto d'autore della storia del Canada. La cosa però, in qualche modo più assurda che questo disegno di legge, va contro i risultati di una consultazione popolare, durata un anno e nella quale, il popolo canadese si era espresso chiaramente contrario, all'approvazione di una legge molto dura a difesa del diritto d'autore.

Anche Gary Fung di Isohunt, il famoso motore di ricerca Torrent,
invita tutti i cittadini canadesi a fare pressioni presso i loro rappresentanti al governo, prima che la nuova legge venga approvata.
Ancora non si sa esattamente cosa proporrà il nuovo disegno di legge ma certo, ciò che è trapelato, preoccupa non poco e dovrebbe essere l'equivalente canadese del Digital Millenium Copyright Act.

Si prevede che gli ISP saranno costretti a dare informazioni senza intervento del tribunale ed anzi essi potrebbero essere incoraggiati a filtrare ed a monitorare gli utenti, anche se c'è un uso legittimo della rete, come ad esempio la distribuzione di file di gioco. Inoltre saranno sempre meno le eccezioni previste per infrangere il DRM e la richieste di takedown diverranno uno strumento di censura.
Oltretutto Gary Fung, impegnato in un contenzioso contro la CRIA, da parecchio tempo, in cui si batte per la legittimità del suo motore di ricerca che non svolge una funzione diversa, ad esempio, di quella di Google, con l'approvazione della nuova legge, difficilmente vincerebbe la sua battaglia.

Mai la frase di Gary Fung “copy-right o copy-fight'?”, considerando il momento, si può considerare più appropriata. E' questo il momento giusto per i cittadini canadesi di combattere.