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lunedì 7 marzo 2011

Google elimina oltre 50 apps infette dall'Android Market

Google, avrebbe prontamente eliminato oltre 50 apps presenti nell'Android Market, infette ma non avrebbe usato il famoso comando che le elimina anche dai telefoni degli utenti. Le applicazioni, hanno un trojan che permetterebbe di portare avanti un attacco devastante sui dispositivi, secondo esperti della sicurezza Symantec.


Queste applicazioni, secondo la società di sicurezza Lookout sarebbero rimaste nell'Android Market per quattro giorni e sarebbero state scaricate da circa 200.000 utenti. Tutte le applicazioni erano compromesse dallo stesso codice maligno chiamato “ DreamDroid” che permette al virus di prendere il controllo del telefono e connettersi ad un server di comando e controllo (C & C) che può dare ordini ai dispositivi. Secondo il CTO della Lookout,Kevin Mahaffey, questo attacco si può considerare estremamente pericoloso per il numero delle applicazioni maligne ed anche per quello dei download delle stesse.


Kevin Mahaffey, ha anche detto che sono riusciti a rintracciare il server situato a Fremont, in California E che sembra essere ospitato su un sistema legittimo, già violato, in precedenza,  dagli hacker. 
Il malware avrebbe reso possibile lo scambio di informazioni riservate fra telefoni ed il server ad esempio il numero identificativo specifico dell'abbonato ed il numero della carta SIM, attraverso un canale criptato. Secondo sempre il CTO della Lookout, questo vuol dire che Google, essendo diventato Android così popolare, deve stare sempre più attento alla sicurezza.

Ogni giorno, infatti si vagliano oltre un migliaio di applicazioni ma i controlli dovranno in futuro essere più accurati. In ogni caso la risposta di Google è stata molto pronta ed alle prime notizie delle minacce rappresentate dalle applicazioni, le ha subito rimosse dall'Android Market, ovviamente, pur avendo il potere di eliminarle anche dai telefoni degli utenti che le avevano scaricate, ha voluto aspettare notizie più certe, riguardo la gravità dell'infezione.

lunedì 27 settembre 2010

Sistemi nucleari iraniani sotto attacco del Virus Stuxnet

Secondo quanto confermato dai funzionari iraniani sarebbero oltre 30.000 i PC Windows infettati nel paese e sembrerebbe soprattutto essere stato preso di mira il reattore di Bushehr egli iraniani hanno dato la colpa ai servizi segreti di Istraele impegnati secondo loro, in una vera e propria cyberwar. Sul sito web dell'Organizzazione sull'energia atomica iraniana c'è scritto che ci sono stati gravi danni nella struttura.

 Il virus Stuxnet era stato segnalato da VirusBlokAda, una società di sicurezza con sede in Bielorussia e circa un mese dopo la Microsoft ha riconosciuto che sfruttando le vulnerabilità 0-day, il virus si riesce ad insinuare nei computer che controllano gli impianti industriali di grosse aziende.

Il reattore colpito, è stato al centro di grosse tensioni fra Iran ed Occidente, in quanto si crede che il combustibile esaurito del reattore, potrebbe essere ritrasformato in plutonio di alta qualità ed usato per costruire armi atomiche. Vero è che, come ha fatto sapere Symantec, l'Iran ha subito l'attacco più massiccio da parte del virus Stuxnet con oltre il 60% dei computer colpiti. Come detto il virus, utilizza le vulnerabilità -0-day di Windows per insinuarsi dentro le macchine e nasconde il suo codice utilizzando un rootkit nelle macchine di controllo dei processi industriali. La Microsoft ha provveduto a risolvere due, delle quattro vulnerabilità-0-day che possono aprire la strada al worm, ed ha detto che presto avrebbe fornito patch per le altre due.