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domenica 5 dicembre 2010

Demonoid si sposta su un dominio .ME

Indubbiamente l'intervento dei dipartimenti americani DHS e ICE, che hanno chiuso ben 82 domini, fra cui quello di Torrent-Finder, ha creato agitazione nel mondo BitTorrent. Soprattutto, teme un probabile sequestro, Demonoid che si trova segnalato come sito pericoloso per l'economia americana, nelle liste che sia la RIAA che l'MPAA hanno presentato all' ufficio del US Trade, dove sono stati indicati i siti che maggiormente contengono materiale che viola le leggi del copyright.

 Per questo motivo i proprietari di Demonoid hanno comunicato ai loro utenti di aver cambiato il dominio da COM a ME. Il responsabile di Demonoid avrebbe infatti dichiarato a Torrent Freak che “ la situazione è abbastanza evidente. Gli Stati Uniti stanno già sequestrando domini con Com, Net e Org. Quando e se, il disegno di legge COICA passerà, sarà anche peggio.Non sappiamo se la migrazione sarà d'aiuto, ma non farà male “. Molto probabilmente, infatti la chiusura di Torrent-Finder è stata solo la prova generale e tutti i siti presenti nelle liste di MPAA e RIAA , soprattutto se è approvata la legge chiamata COICA, rischiano il sequestro del dominio. In questi giorni, stranamente Demonoid sta offrendo a tutti la possibilità di registrarsi.

mercoledì 30 giugno 2010

ShareConnector, fiasco del dipartimento di giustizia olandese

La vicenda Share Connector, sembra non essersi ancora conclusa, infatti un tribunale ha deciso di riaprire il caso, cercando responsabilità sul fatto che una violazione del copy-right sia stata considerata un reato penale invece che civile e che prove, invece che dalla polizia locale, siano state fornite dall'associazione anti-pirateria Brein.

ShareConnector era un grande sito P2P ma nel 2004 fu fatta un'irruzione ed il gestore del sito da allora è stato coinvolto in lunghi procedimenti sia civili che penali.
Nel 2007 l'amministratore di ShareConnector vinse il procedimento penale ma dopo due anni, il dipartimento di giustizia olandese ha deciso di ricorrere in appello accusando sempre il gestore del sito di comportamento criminale ed induzione alla violazione di copy-right.

Ora la corte dell'Aia ha citato il pubblico ministero come testimone, decidendo di riaprire il caso e chiedendo spiegazioni sul motivo per il quale il Dipartimento di Giustizia abbia deciso di passare ad un procedimento penale anziché civile, come prevede la legge olandese, in casi del genere.

Inoltre il Dipartimento dovrà anche spiegare perchè sono state utilizzate prove addotte dalla Brein anziché di quelle ottenute dalle autorità locali ed i giudici hanno anche ritenuto gli arresti iniziali illeggittimi perchè le prove addotte dalla Brein erano insufficienti a giustificare un simile atto.
Insomma parrebbe, che i giudici, dopo sei anni, siano intenzionati a fare chiarezza e a dare ragione agli avvocati della difesa i quali hanno sempre sostenuto che il dipartimento di Giustizia è stato “usato “ dall'associazione anti-pirateria Brein.